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E’ partita regolarmente il 20 luglio la consegna dei farmaci a domicilio. Chi è solo e non può recarsi in farmacia per una patologia grave o cronica può usufruire del servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci, fornito a livello nazionale dalle farmacie italiane aderenti a Federfarma e patrocinato dal Ministero della Salute.

”La consegna a domicilio di farmaci, attivata dalle farmacie in favore di persone particolarmente fragili – sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – rientra in un quadro di grande attenzione alle esigenze di salute espresse da una popolazione che invecchia e in cui aumenta il livello di cronicità. D’altronde la Farmacia dei Servizi è uno dei capisaldi del Patto per la Salute. Le farmacie costituiscono un patrimonio prezioso del servizio sanitario perché garantiscono con professionalità e capillarità l’accesso al farmaco in tutto il Paese, fin nelle zone meno popolate. E questa iniziativa ne è una dimostrazione”.

“Con questo progetto, le farmacie si mettono ancora una volta al servizio della popolazione e in particolare delle fasce più deboli, gli anziani soli e i malati gravi privi di un’assistenza adeguata. Grazie alla capillarità della rete delle farmacie, questi soggetti fragili potranno ricevere a casa propria i medicinali di cui hanno bisogno”, afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma.

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ROMA – Va modificata la norma che consente ai farmacisti di ottenere un’autorizzazione regionale per esportare in altri Paesi i medicinali e ci vuole un prezzo unico europeo”. Lo sostiene il presidente di Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacia privata, Annarosa Racca secondo cui “non possiamo permettere che in questo Paese manchino i farmaci per i malati italiani perché vanno all’estero.
Racca si dichiara contraria alle attività di esportazione parallela “che però fa capo ai farmacisti, non alle farmacie, tengo a precisarlo. I medicinali vengono esportati per la differenza di prezzo: nell’Europa del Sud costano meno rispetto all’Europa centrale e del Nord. Non difendo quindi i titolari di farmacia che fanno questo, so che sono pochissimi, ma non è tollerabile perché poi è la farmacia ad avere problemi. Però bisogna evidenziare che i maggiori esportatori paralleli sono i distributori intermedi, che hanno uffici e voci di fatturato dedicati. A me risulta che i farmacisti esportatori siano 200-300, come verificabile anche su internet dove vengono pubblicati nomi e cognomi di chi ottiene la licenza. Avevamo iniziato a fare un lavoro con le Regioni affinché diano le autorizzazioni solo a chi è veramente grossista e proposto – prosegue – la soluzione di adottare un prezzo unico europeo dei farmaci. Spesso sono da sola a dirlo, ma sarebbe il caso di fare questa scelta – conclude Racca – visto che siamo in un’Europa unita”.