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Iniettate nel pene le staminali prese dal grasso degli uomini

Una ‘liposuzione’ contro l’impotenza: è la possibilità che si intravede grazie a un primo studio pilota su 21 pazienti con disfunzione erettile a seguito della chirurgia prostatica.
   
Diretto da Martha Haahr del policlinico Universitario di Odense in Danimarca, lo studio mostra che facendo una liposuzione del grasso addominale e poi iniettando le cellule staminali così ottenute direttamente i corrispondenza dei corpi cavernosi (le strutture del pene che consentono l’erezione riempiendosi di sangue) si risolve il problema di impotenza.
   
Lo studio è stato presentato a Londra alla conferenza della Associazione Europea di Urologia.
   
In pratica i ricercatori danese hanno isolato le staminali dal grasso addominale prese dal singolo paziente e le hanno poi iniettate nel pene. Questo ha consentito a otto dei 21 pazienti trattati di risolvere – senza farmaci o altre terapie – il proprio problema di impotenza.
   
L’efficacia della terapia è perdurata per tutto il periodo di osservazione dei pazienti, ovvero circa un anno dopo il trattamento. L’idea è ora di fare delle sperimentazioni cliniche più ampie per confermare efficacia e sicurezza di questa procedura.

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Trial con antivirale in Svezia, si parte con 36 pazienti

Partita una sperimentazione clinica su malati di Alzheimer per testare l’efficacia di farmaci contro il virus Herpes sulla demenza. Si tratta di uno studio svedese di cui è capofila l’università di Umea.

   
Denominato studio VALZ-Pilot, il trial clinico è già cominciato (attualmente in corso la fase di reclutamento dei volontari) e testerà l’efficacia dell’antivirale ‘Valaciklovir’ in uso contro l’herpes.

    Diretto da Hugo Lövheim, lo studio prende le mosse da precedenti ricerche su grossi campioni di popolazioni in cui si era intravista una associazione tra alcune infezioni virali – tra cui quella da herpes – e maggior rischio di Alzheimer.

    Saranno coinvolti 36 pazienti che prenderanno il farmaco per 4 settimane e saranno sottoposti a una serie di indagini diagnostiche per verificare se e in che misura l’antivirale può contrastare i processi neurodegenerativi tipici della demenza.