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Già usato in medicina, il blu di metilene riduce l’invecchiamento della cute

Un economico antiossidante – blu di metilene – già impiegato in medicina (per la cura di una malattia del sangue) si è rivelato un possibile prezioso prodotto contro l’invecchiamento della pelle.
Infatti il blu di metilene ha dimostrato potenti effetti anti-aging in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports e condotto in laboratorio su cellule cutanee e su modelli 3D di pelle umana in provetta.
Secondo l’autore del lavoro, Zheng-Mei Xiong, professore di biologia cellulare e genetica molecolare presso la University of Maryland, alla luce di questo lavoro il blu di metilene potrebbe essere aggiunto in tutta sicurezza in prodotti cosmetici per aiutare a combattere l’invecchiamento della pelle.
Di certo la pelle è il principale specchio degli anni che passano: con l’età diviene meno elastica, più sottile e secca, viene segnata dalle rughe. A livello cellulare tutti questi cambiamenti corrispondono al naturale processo di senescenza delle cellule cutanee, che diventano quindi meno capaci di riprodursi e di produrre collagene (la molecola “elasticizzante” la cute). I ricercatori hanno provato a contrastare questo naturale processo di invecchiamento testando varie sostanze con proprietà antiossidanti tra cui il blu di metilene.
A livello cellulare (i ricercatori hanno usato campioni di cellule prese dalla pelle di anziani e di individui di mezza età) il blu di metilene è risultato in grado di rallentare il processo di senescenza, come evidenziato dalla diminuita presenza di molecole (marcatori) tipiche della terza età. Sui ‘modellini’ di pelle umana in 3D sono stati osservati marcati segni di ringiovanimento, in particolare aumentata ritenzione idrica e spessore cutaneo, segni tipici di una pelle più giovane.
Serviranno ora dei test ‘in vivo’ (su animali) e poi sull’uomo per confermare il potenziale anti-aging di questa economica molecola.

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Si chiama Resveratrolo ed è una delle sostanze del momento. E’ uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura e si trova nella buccia degli acini delle vite, ma non solo. Frutti di bosco, mele e naturalmente l’uva sono le principali fonti naturali di questa sostanza.

Il Resveratrolo è conosciuto fin dagli anni 70 quando, le sue capacità antiossidative divennero oggetto di studio per spiegare la bassa incidenza delle malattie cardiovascolari nella popolazione della Francia meridionale.

Nell’ultimo numero dell’International Journal of Obesity, una ricerca della Washington State University, mette in luce un’altra caratteristica di questa sostanza. L’equivalente di due o tre porzioni al giorno di frutti di bosco come fragole, mirtilli e lamponi, oltre che uva e mele, possono aiutare a trasformare il grasso in eccesso in ‘grasso beige’, una terzo tipo di grasso, in grado di bruciare calorie.

I ricercatori hanno svolto degli esperimenti su topi di laboratorio, somministrando ad alcuni di loro l’equivalente di resveratrolo di quello assunto con circa 340 grammi di frutta. Nonostante i topi avessero seguito una dieta ricca di grassi, hanno acquisito il 40 per cento di peso in meno rispetto a quelli che non avevano assunto il resveratrolo. Lo studio ha dimostrato che i topi a cui e’ stata data la sostanza sono stati in grado di convertire il “grasso bianco” in eccesso in “grasso beige”, che brucia le calorie, convertendo il grasso il calore e riducendo, così, l’aumento di peso.

“Il resveratrolo promuove la conversione del grasso bianco in grasso beige e, determinando un’elevata attivazione del processo di ‘browning’, può aiutare a prevenire l’obesità – spiega Min Du , che ha guidato la ricerca -. I polifenoli come il resveratrolo aumentano l’ossidazione dei grassi, ostacolandone l’immagazzinamento. L’eccesso viene quindi bruciato sotto forma di calore”. “In realtà, è più importante il contenuto totale di polifenoli – osserva Du -. Pensiamo che sia possibile aumentare l’assunzione totale di composti polifenoli, aumentando direttamente il consumo di frutta”.