Corsi ECM
Corso-ATC-Ragusa

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Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 50
Data  Dal 30 Ottobre al 20 Dicembre 2015
Costo € 750
Location  Vittoria (RG)
Destinatari Medici Chirurghi specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione – Fisioterapisti – Studenti del 3° anno del CDL in Fisioterapia

L’approccio terapeutico combinato è frutto di una trentennale esperienza lavorativa e di studio da parte del docente in ambito neurologico e in terapia manuale e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato  dell’’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo.

Tra le caratteristiche peculiari dell’’ATC troviamo:  la valutazione, l’’elaborazione di un piano terapeutico e il trattamento basati  sul modello “Struttura-Funzione , l’estrema attenzione alle tecniche manuali, alle guide ed alla scelta delle proposte terapeutiche in generale, l’’idea che accanto al sapere scientifico, cioè il bagaglio di conoscenze proprie del clinico che indaga e interviene sul paziente, sia utile  essere dotati di pensiero euristico e della  capacità di  approcciarsi, con metodoipotetico-deduttivo.

L’’ATC ritiene dunque che l’’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. L’’ATC, sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera l’’individuo-paziente nel suo insieme,  senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non  tralasciare l’’inevitabile e importante interrelazione tra diverse componenti, come limitazioni e alterazioni delle strutture articolari, sistema nervoso centrale, alterata neuro-dinamica, disallineamenti biomeccanici, modificazioni a carico del muscolo, dolore, alterazioni delle capacità di apprendimento e di controllo motorio ed altri fattori, che intervengono nel determinare una  ridotta o alterata possibilità di movimento. Non c’’è lavoro di terapia manuale che mobilizzando un’’articolazione o un muscolo  non interessi  vie nervose e non coinvolga il Sistema Nervoso Centrale. Non c’’è manovra di allungamento muscolare che non metta in tensione il tessuto nervoso obbligandolo ad adattarsi (neuro dinamica).

Non c’’è trattamento di neuro riabilitazione che non debba fare i conti con una “periferia corporea” strutturalmente compromessa.  La disattenzione che può portare a non cogliere questo insieme” è spesso responsabile di ritardi nel processo di recupero così come di insuccessi.

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Provider ECM AV Eventi e Formazione
Credti ECM 28.6
Data 29 30 31 Maggio 2015
Costo € 280 – Associati Spif 2015 10% di sconto
Location Valderice (TP)
Destinatari Fisioterapisti – Medici Chirurghi – specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione – Studenti del 3° anno del CdL in Fisioterapia – La partecipazione al Corso Base ATC® è propedeutica per l’iscrizione al Corso Avanzato

L’unico recettore a possedere un’innervazione efferente motoria oltre quella afferente sensitiva è il fuso neuromuscolare, che oltre ad “informare” il SNC, viene da questo modulato durante la sua attività di “informatore”. Le informazioni sulla lunghezza fornite dai fusi vengono utilizzate dal cervello per determinare le posizioni relative dei vari segmenti muscoloscheletrici.
Insieme all’organo tendineo del Golgi, il fuso fornisce informazioni complementari sullo stato meccanico del
muscolo: lunghezza e tensione.

Le informazioni propriocettive provenienti da questi recettori raggiungono tutti i livelli del SNC il quale le utilizza, attraverso una complessa attività di modulazione, per la percezione della posizione dei segmenti e il controllo motorio. Il SNC dunque attraverso il fuso, può controllare il flusso delle informazioni sensitive che riceve e può così, generare forza muscolare adeguata con conseguenti modificazioni della lunghezza del muscolo grazie a tre fattori: lunghezza iniziale del muscolo, velocità di variazione di questa
lunghezza e i carichi che si oppongono al movimento, gravità compresa. Tutto ciò è premessa indispensabile per muovere gli arti, mantenere la postura ed eseguire con precisione vari compiti motori.

La tecnica dell’Approccio Variabile sottende i concetti sopra esposti seppur brevemente, proponendo un intervento manuale sul muscolo (direttamente ed indirettamente) con l’obiettivo di rivolgere ai muscoli “domande specifiche” che attraverso la stimolazione dei sistemi fusimotorio e scheletromotorio, faciliti una risposta muscolare adeguata e significativa sia su base volontaria che automatica e richiedendo ai muscoli tanto compiti di tenuta quanto di movimento. Particolare enfasi viene data durante il corso agli aspetti dell’adattamento neuromotorio
evidenziando come questo rappresenta una base fondamentale dell’apprendimento motorio. La tecnica propone una varietà ed una sequenza di interventi sul paziente con un dettaglio clinico di estrema precisione, che si interfaccia grazie ad un attento ragionamento clinico, col sistema Uomo – movimento, e come nel corso base, senza “separarlo” in paziente ortopedico o neurologico, ma valutandolo nel suo insieme “bio-neuro-meccanico”.

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riabilitazione

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Provider ECM AV Eventi e Formazione
Credti ECM 7
Data 11 Aprile 2015
Costo Gratuito
Location Acireale (CT)
Destinatari Fisioterapisti e Medici Specialisti in Fisiatria. Evento riservato ai soli iscritti all’Associazione ATC® 2015

Le patologie respiratorie sia che interessino il bambino che l’adulto rappresentano una delle prime cause di mortalità e invalidità permanente nei paesi industrializzati e in quelli che sono in via di sviluppo
Negli ultimi anni sono stati compiuti continui progressi sia nell’applicazione di metodiche diagnostiche che nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici nella gestione delle patologie respiratorie e sempre più sta crescendo l’interesse per la riabilitazione respiratoria.

La personalizzazione del programma riabilitativo è il punto essenziale dell’approccio al paziente con problematiche ventilatorie e ciò passa necessariamente dalla capacità di identificare le caratteristiche funzionali del paziente candidato al trattamento. La valutazione deve essere multidimensionale ai fini di evidenziare le aree di intervento più utili, in relazione ai danni determinati nell’organismo relativi alla funzione respiratoria. La formazione e la specializzazione del fisioterapista in campo respiratorio è quindi necessaria e non può prescindere da un solido substrato di conoscenza di fisiologia, fisiopatologia respiratoria e meccanica respiratoria. Altri punti essenziali che devono essere approfonditi in tutte le loro angolazioni e problematiche sono l’ossigenoterapia a lungo termine, la nebulizzazione di farmaci, la ventilazione non invasiva. Tali interventi terapeutici necessitano di una conoscenza adeguata e appropriata perché da ciò ne deriva il management clinico.

Si impone quindi la conoscenza sia teorica che pratica delle varie metodiche di distruzione bronchiale che nei vari anni si sono sviluppate in campo respiratorio, e allo stesso tempo la loro revisione e valutazione alla luce degli studi più recenti, per poter fornire al fisioterapista strumenti di lavoro basati sulla medicina dell’evidenza.

Sul mercato inoltre esiste una vasta gamma di ausili respiratori e di strumenti meccanici, pertanto è necessario che il fisioterapista ne conosca tutte le caratteristiche in modo da utilizzarli nel modo più consono e appropriato. Soltanto con un delicato e professionale lavoro di equipe si riuscirà ad assistere adeguatamente il paziente.

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Corso-ATC-Siracusa-2015rev3

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Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 50
Data  Dal 13 Febbraio al 19 Aprile 2015
Costo € 750 00
Location  Siracusa
Destinatari Fisioterapiti – Studenti di Fisioterapia – Medici Specialisti in medicina della riabilitazione

L’approccio terapeutico combinato è frutto di una trentennale esperienza lavorativa e di studio da parte del docente in ambito neurologico e in terapia manuale e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato  dell’’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo.

Tra le caratteristiche peculiari dell’’ATC troviamo:  la valutazione, l’’elaborazione di un piano terapeutico e il trattamento basati  sul modello “Struttura-Funzione , l’estrema attenzione alle tecniche manuali, alle guide ed alla scelta delle proposte terapeutiche in generale, l’’idea che accanto al sapere scientifico, cioè il bagaglio di conoscenze proprie del clinico che indaga e interviene sul paziente, sia utile  essere dotati di pensiero euristico e della  capacità di  approcciarsi, con metodoipotetico-deduttivo.

L’’ATC ritiene dunque che l’’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. L’’ATC, sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera l’’individuo-paziente nel suo insieme,  senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non  tralasciare l’’inevitabile e importante interrelazione tra diverse componenti, come limitazioni e alterazioni delle strutture articolari, sistema nervoso centrale, alterata neuro-dinamica, disallineamenti biomeccanici, modificazioni a carico del muscolo, dolore, alterazioni delle capacità di apprendimento e di controllo motorio ed altri fattori, che intervengono nel determinare una  ridotta o alterata possibilità di movimento. Non c’’è lavoro di terapia manuale che mobilizzando un’’articolazione o un muscolo  non interessi  vie nervose e non coinvolga il Sistema Nervoso Centrale. Non c’’è manovra di allungamento muscolare che non metta in tensione il tessuto nervoso obbligandolo ad adattarsi (neuro dinamica).

Non c’’è trattamento di neuro riabilitazione che non debba fare i conti con una “periferia corporea” strutturalmente compromessa.  La disattenzione che può portare a non cogliere questo insieme” è spesso responsabile di ritardi nel processo di recupero così come di insuccessi.

Direttore

L’Associazione ATC annuncia lo svolgimento a breve in Sicilia di un convegno sul tema

di Salvo Falcone Direttore Responsabile Medicalive Magazine
Twitter: @falconesalvo

“A oggi la necessità di dimostrare l’efficacia della fisioterapia è diventata prerogativa della conoscenza, pertanto la maggior parte delle metodiche o/e tecniche riabilitative stanno cercando di provare la propria efficacia in ricerca clinica”.
Lo sostiene Giuseppe Cultrera Fisioterapista, presidente Associazione ATC® (Approccio Terapeutico Combinato) a proposito del rapporto tra fisioterapia, ricerca scientifica e Evidence-based Medicine (EBM).
“Bisogna ricordare che la ricerca clinica, per sua natura è empirica e quindi –aggiunge – si avvale di sperimentazione e osservazione, piuttosto che della sola teoria, per produrre conoscenza. D’altra parte le teorie valide ci permettono di somministrare interventi potenzialmente efficaci, ma da sole non forniscono evidenza sugli effetti del trattamento. A mio avviso ritengo che, allo stato attuale, la ricerca clinica, non stia riuscendo a trovare un denominatore o linguaggio comune in riabilitazione che sia in grado di descrivere il trattamento riabilitativo e ne provi gli effetti in termini qualitativi”. Secondo Cultrera il rigore del metodo scientifico presuppone degli elementi come scientificità, riproducibilità e confutazione che inevitabilmente nella pratica clinica diventano punti di criticità. Dunque ricondurre la pratica clinica in “modelli” clinici sembra, secondo il vertice di ATC, estremamente complesso considerate la varietà delle presentazioni cliniche, la difficoltà di somministrare e riprodurre un trattamento e la variabilità del contesto riabilitativo.

Il dott. Giuseppe Cultrera, presidente dell'associazione ATC

Il dott. Giuseppe Cultrera, presidente dell’associazione ATC

“Grazie all’aiuto di giovani colleghi – dice – ho avviato un gruppo studio che nasce come spazio di crescita professionale all’interno dell’associazione ATC con la possibilità di confrontarsi e dibattere su ricerche scientifiche, innovazioni, progetti, obiettivi, affinché sia il professionista che l’associazione abbiano la possibilità di migliorare le proprie competenze in ambito di ricerca Riabilitativa. È chiaro quindi – prosegue – che un professionista sanitario che si definisca tale deve saper ricercare, valutare e implementare le evidenze scientifiche ricorrendo però al proprio giudizio professionale per interpretare le indagini pertinenti rispetto allo specifico paziente e adattare la decisione clinica rispetto alla situazione clinica attuale, nonché anche modificare la scelta terapeutica in funzione delle preferenze del paziente”. Con particolare dedizione, lo staff di Cultrera sta compiendo una seria e oggettiva revisione in letteratura scientifica delle proposte formative in riabilitazione. “Lo scopo – avverte – non è certo quello di denigrare le suddette proposte, ma di entrare nel merito di ciò che è scientifico, avendo tutte le caratteristiche per potersi fregiare di tale denominazione, da ciò che non lo è. Ma vedremo che in Riabilitazione molti metodi o concetti si appropriano arbitrariamente di una scientificità più millantata che “provata””. Per Cultrera è necessario, confutando, sfatare alcune diffuse MISCONCEZIONI come quella che, erroneamente, identifica il concetto di “scientificamente dimostrato” con quello di “vero”. “E’ opportuno ricordare – aggiunge – che le fasi della ricerca scientifica contengono inevitabilmente, elementi di ARBITRARIETA’ e che esistono limiti pratici e concettuali del campionamento con un’impossibilità logica a passare da una descrizione per “gruppi di individui” a una per “individuo”. Quella stessa arbitrarietà la ritroviamo, purtroppo, implementata nella letteratura scientifica. Ma quanto è scientifica? Noi crediamo poco, e pensiamo che specialmente in riabilitazione – prosegue – la strada da compiere per fregiarsi di “scientificità”anche da parte di famosi concetti e metodiche attualmente in uso, è ancor molto lunga poichè ben lontana dai requisiti richiesti per entrare a pieno titolo nella “scienza”. Siamo convinti che faremmo molta fatica, in questo momento storico, a trovare un docente di una qualche metodica o concetto riabilitativo, disposto ad ammettere che ci sia evidenza scientifica in quello che fa, perche se lo ammettesse, poi dovrebbe spiegare quale e sarebbe in imbarazzo.
Un premio Nobel – ricorda Cultrera – diceva che una teoria scientifica obsoleta non viene dismessa quando si rileva non essere più in grado di spiegare la realtà, ma solo quando muoiono i suoi sostenitori”.
Il gruppo studio, infine, pone tra i suoi obiettivi principali il rendersi partecipe alle attività formative e le iniziative più importanti della comunità scientifica internazionale e mira all’organizzazione di un congresso in Sicilia che tratti dell’evidenza di base in fisioterapia.