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Milazzo si appresta ad ospitare un importante evento medico-scientifico dedicato alla diagnosi e terapia dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Si tratta di patologie con un elevato impatto sociale posto che, solo di Asma, ne soffre il 6% della popolazione. Ma c’è di più. Secondo una rilevazione Doxa, oltre la metà dei soggetti intervistati, il 54%, ammette di saperne poco di questa patologia o addirittura di non saperne nulla. Di sicuro i tassi di ricovero per le malattie respiratorie ed in particolare per BPCO sono in continuo aumento e la maggior parte dei pazienti asmatici presenta sintomi importanti che pregiudicano la loro qualità di vita.
 
Di qui l’esigenza di un approfondimento che si svolgerà dalle ore 14 di venerdì 22 Febbraio per proseguire dalle 8.30 del giorno seguente, nella sala Convegni dell’“Eolian Milazzo Hotel” (sito in Salita Cappuccini 23) con il patrocinio dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Messina. L’evento è organizzato da AV Eventi e Formazione e ha per responsabile scientifico il dott. Giuseppe La Fauci, specialista in malattie dell’apparato respiratorio.
 
Obiettivo del convegno, è fare il punto sulle nuove tecniche di diagnosi e sui nuovi scenari di cura. I progressi diagnostici degli ultimi 30 anni hanno messo a disposizione dei medici una serie di strumenti che consentono di inquadrare, con una buona precisione, la condizione del paziente. In passato la diagnosi si basava sui sintomi e sui segni presentati dai soggetti coinvolti e si poteva contare solo sulle prove di funzionalità respiratoria e di iper-responsività delle vie aeree. Oggi, invece, la diagnosi si spinge fino all’analisi del microbioma, dei tratti cellulari e molecolari del paziente analizzati su campioni di sangue e di escreato senza naturalmente dimenticare le indagine radiologiche e la TAC. La due giorni convegnistica, quindi, ha un forte valore formativo perché si propone di focalizzare gli aspetti di una medicina di precisione senza etichette, basata sulle caratteristiche trattabili dei pazienti con un approccio mirato a radicalizzare la gestione clinica e ad avere significative implicazioni sull’organizzazione del sistema sanitario. “Riteniamo importante – afferma il responsabile scientifico Giuseppe La Fauci – una collaborazione tra Specialista e Medici di Medicina Generale allo scopo di gestire al meglio queste patologie e le terapie che in questi ultimi anni hanno assunto un ruolo importante nella gestione del paziente anche pediatrico con malattie respiratorie”. Il convegno si propone anche di affrontare nuove molecole farmacologiche e di discutere sulla appropriatezza prescrittiva e sull’uso degli integratori.
 
Asma BPCO Milazzo

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In occasione del 13° Simposio internazionale sull’Allattamento al seno e sulla Lattazione di Parigi, Meghan Azad, Professoressa in Pediatria e Salute Infantile presso l’Università di Manitoba (Canada) e Direttrice del gruppo di ricerca sull’asma nell’ambito dello studio Canadian Healthy Infant Longitudinal Development (CHILD), ha presentato nuove evidenze scientifiche tratte da uno studio multidisciplinare, innovativo ed unico nel suo genere, che dimostrano che il latte materno previene l’asma.
In Canada, dove la Prof.ssa Azad vive e lavora, le percentuali di incidenza della malattia sono molto alte: un bambino su sette soffre di asma[ii]. Le ultime ricerche offrono nuove speranze, mostrando evidenze concrete di come l’allattamento esclusivo al seno a livello mondiale riduca il tasso di incidenza di questa malattia nei bambini fino al 40%.[iii] Si tratta del primo studio di questo genere, che coinvolge scienziati di 20 discipline diverse e misura con un approccio prospettico (anziché retrospettivo) un elenco completo di sintomi e attributi nei bambini di età compresa tra zero e cinque anni, nelle loro madri e nei loro ambienti.
La Prof.ssa Azad riconosce il ruolo fondamentale del latte materno estratto per le madri che lavorano. Infatti, in occasione del 13° Convegno internazionale sull’Allattamento al seno e sulla Lattazione, ha presentato le sue ultime scoperte sui componenti bioattivi del latte materno che prevengono l’asma, con l’obiettivo di preservarli ancora meglio durante l’estrazione e la conservazione. “Ci auguriamo che questo studio guidi la ricerca futura sui modi migliori per conservare e somministrare il latte estratto e che renda più consapevoli le politiche sociali al fine di proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento al seno” ha dichiarato la Prof.ssa Azad.
Gli “attacchi” di asma comprimono le vie aeree e causano difficoltà respiratorie. Gli inalatori, lungi dall’essere semplici stampelle psicologiche, sono dei supporti indispensabili per chi soffre di asma, che dipende da questi e da altri trattamenti che aiutano a respirare quotidianamente. Chi soffre di asma cronica dorme di meno, prova maggiore stanchezza diurna, è meno attivo e perde più ore di lavoro rispetto alle persone che non soffrono di questa malattia.
I genitori di bambini che soffrono di asma devono essere particolarmente vigili, soprattutto di notte. Secondo l’OMS, l’asma è la malattia cronica più comune nell’infanzia. È il primo motivo di assenza da scuola e una delle principali cause di ricovero in ospedale.
Per una malattia senza cura, la prevenzione è la migliore medicina. Attualmente, il latte materno può offrire l’unica prevenzione contro l’asma. Durante il 13° Convegno internazionale sull’Allattamento al seno e sulla Lattazione, ricercatori e professionisti sanitari stanno discutendo se sia o meno il momento di ideare un nuovo programma educativo per aiutare in particolare le famiglie con precedenti genetici di asma a comprendere a fondo il sorprendente potenziale del latte materno per prevenire questa malattia cronica.
“Il latte materno rappresenta il migliore alimento possibile per il neonato. Tra i molti ed evidenti benefici dell’allattamento al seno la riduzione dell’incidenza di malattie come la dermatite atopica e l’asma è un aspetto importante – commenta il Professor Mauro Stronati, Presidente della SIN Società Italiana di Neonatologia. – Il lavoro scientifico della Professoressa Azad, confermando l’efficacia del latte materno nel prevenire l’asma e ridurre quindi l’incidenza di questa grave patologia, ci spinge a promuovere sempre di più l’alimentazione con il latte materno come diritto di tutti i bambini e a sostenere l’allattamento al seno per una migliore salute del bambino e della mamma.”

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Studio su 9.000 coppie madre-figlio

L’elevata assunzione di zucchero durante la gravidanza può aumentare il rischio di allergia e asma allergico nei figli. Lo rivela uno studio osservazionale su circa 9.000 coppie madre-figlio, pubblicato sullo European Respiratory Journal. Alcune ricerche hanno riportato un’associazione tra elevato consumo di bevande zuccherate e asma nei bambini; tuttavia la relazione tra la quantità di zucchero assunto dalla mamma in gravidanza e l’allergia e l’asma nella prole è stata poco studiata.
La squadra del Queen Mary University di Londra ha utilizzato i dati di uno studio di coorte per reclutare 9mila coppie di madri e figli. Mentre vi erano solo prove deboli di legame tra l’assunzione di zuccheri semplici in gravidanza e l’asma in generale nei figli all’età di sette anni, vi erano forti associazioni positive con allergia e asma allergico. Le mamme che assumevano più zucchero presentavano un aumento del rischio del 38 per cento di allergia nei figli e un aumento del 100% del rischio di asma allergico rispetto a quelle che ne assumevano meno.
Tra le ipotesi, il fatto che una elevata assunzione di fruttosio causi una persistente risposta immunitaria allergica post-natale che porta ad infiammazione allergica nel polmone in via di sviluppo. “Il prossimo passo – sottolinea Seif Shaheen, autore principale dello studio – è vedere se possiamo replicare questi risultati in una coorte diversa di madri e bambini. Quindi si potrà progettare uno studio per verificare se possiamo prevenire l’allergia infantile e l’asma allergico riducendo il consumo di zucchero in gravidanza. Nel frattempo, raccomandiamo alle donne incinte di evitare un eccessivo consumo di zucchero”.

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In Italia circa il 30% dei bambini è affetto da allergia

Asma e allergie nei bambini: da Genova parte un allarme per l’aumento nella fascia pediatrica in ambito metropolitano. Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti da traffico veicolare e i cambiamenti climatici.
A Genova sono stati quindi organizzate consulenze gratuite per bambini e adolescenti fino a 14 anni nell’ambulatorio di allergologia pediatrica dell’ospedale Villa Scassi che ogni anno eroga circa 3000 prestazioni.
“In Italia circa il 30% dei bambini è affetto da allergia – spiega Stefano Macciò, primario di neonatologia all’ospedale Villa Scassi e responsabile ambulatori pediatrici di allergologia Asl 3 – Il 10% sotto i 14 anni presenta asma soprattutto nelle fasce d’età 6-7 anni e 13-14 anni; il 20% è affetto da rinite allergica, trend in aumento a 6-7 anni e 13-14 anni, e il 15% presenta dermatite atopica. La prevalenza nella fascia pediatrica è in aumento soprattutto in ambito metropolitano. Nelle aree di Genova ad esempio sono indubbi i benefici del clima mediterraneo, ma si assiste ad un continuo aumento delle emissioni inquinanti da traffico veicolare”.
Nei bambini i sintomi sono determinati prevalentemente da allergeni alimentari e dermatite atopica nei primi 2 anni di vita; da inalanti come acari, epiteli di animali e muffe tra i 2 e i 4 anni, e da pollini in età successive. “In Liguria, tra i pollini, il principale è quello della parietaria, quasi perenne – sottolinea Macciò -. Forme asmatiche importanti possono essere provocate anche da pollini di oleacee. I cambiamenti climatici influenzano notevolmente il periodo di insorgenza e la durata dei sintomi: in caso di aumento precoce delle temperature, le pollinosi iniziano prima e durano più a lungo”.

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In tutta Italia. Indagine, solo il 32% segue le cure

Settimana contro l’asma dal 5 al 9 giugno con consulti gratuiti in tutta Italia nel centri che aderiscono all’iniziativa. L’evento è stato presentato oggi a Milano e ha l’obiettivo di offrire l’opportunità ai 3 milioni di persone che soffrono di asma in Italia di effettuare una valutazione di controllo dello stato della malattia e ricevere informazioni utili per migliorare la gestione della patologia.
L’iniziativa è promossa da Federasmaeallergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (Siaaic) e della Società Italiana di Pneumologia (Sip), e il supporto non condizionato di AstraZeneca. “Poichè è una malattia cronica – sottolinea Carlo Filippo Tesi, presidente di Federasmaeallergieonlus – l’asma necessita di una terapia adeguata, non deve essere mai sottovalutata perché può avere conseguenze molto pericolose”. Tuttavia, stando a un’indagine presentata oggi in conferenza stampa, solo il 32% dei pazienti rispetta la terapia farmacologica, mentre il 56% usa i farmaci solo quando ha un attacco o al bisogno, e il 12% non segue alcuna terapia.
“Le patologie respiratorie costituiscono uno dei più rilevanti problemi sanitari – sottolinea Francesco Blasi, professore ordinario di Malattie Respiratorie dell’Università di Milano – per il numero di persone che ne sono colpite, anche nelle fasce d’età giovanili, e l’elevata mortalità”.
   
Il Numero Verde per prenotare le visite gratuite è 800 628989, attivo già dal 15 maggio, dal lunedì al venerdì.

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Traccia fattori che la scatenano e dati condivisi con il medico

Si chiama My Asthma la nuova app che consente di tracciare e gestire l’asma. I medici possono usarla per seguire con lo smartphone fino a 5 persone, mentre gli utenti, rilevando i dati sull’ambiente e il polline, possono analizzare i fattori che innescano l’asma. A svilupparla i ricercatori dell’unità di ricerca respiratoria dell’università di Nottingham. Gli utenti possono monitorare temperatura dell’aria, inquinamento e livelli di pollini, registrare gli attacchi e i sintomi, con i dati e l’uso di inalatori. Si può tenere traccia dei farmaci, dei dati della spirometria, e tutte queste informazioni possono essere condivise con il medico. ”Questa app permette di fare un significativo passo avanti nell’auto-gestione dell’asma – spiega Dominick Shaw, coordinatore del progetto – Aiuterà la gente a tenerla sotto controllo, migliorando la comprensione dei fattori che la scatenano e non permettono di controllarla. Una buona auto-gestione dell’asma permette di ridurre gli attacchi e i ricoveri in ospedale”. L’app è stata selezionata anche per l’AXA PPP Healthcare Health Tech & You Awards 2017, premio per le tecnologie sanitarie che possono migliorare la vita delle persone. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 27 aprile.