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L’Azienda USL di Modena tra i protagonisti di Smart Life con tutorial e dimostrazioni pratiche per utilizzare i suoi canali online

Anche l’Azienda USL di Modena è tra i protagonisti di Smart Life, il festival della cultura digitale in programma da venerdì 28 a domenica 30 settembre a Modena. In particolare, gli operatori dell’Ausl saranno presenti, presso lo Spazio Expo Smart in Piazza Grande, venerdì dalle 14.30 alle 15.30 e sabato dalle 11 alle 13. Sarà l’occasione per mostrare ai cittadini tutte le potenzialità dei canali digitali creati e sviluppati negli ultimi anni con cui è possibile accedere a servizi e prestazioni o dialogare direttamente con l’Azienda sanitaria.
Tra questi, spicca il nuovo sito (www.ausl.mo.it), un portale di nuova concezione che ha, tra i punti di forza, la geolocalizzazione di tutti i servizi della rete Ausl, dagli ospedali alle Case della salute, dai punti prelievo ai pronto soccorso, passando per pediatria di comunità, consultori, punti unici di prenotazione e assistenza di base, per avere immediatamente indicazioni stradali per raggiungere le strutture sanitarie. Altra possibilità per accedere ai servizi senza muoversi da casa è rappresentata dalla app MyAusl, che consente di scaricare referti e TAO, cercare un servizio, un medico o un pediatra di famiglia e consultare news; offre inoltre un servizio di messaggistica per comunicare direttamente con l’Azienda sanitaria. Qurami, invece, è l’applicazione che permette di prendere il numero per la fila, con un semplice “tap” e comodamente da casa, per alcuni servizi dell’Azienda. Tra i vari servizi online anche “CUPWeb – Prenota Stampa Disdici” per la prenotazione di prestazioni specialistiche, la possibilità di pagare il ticket online e il Fascicolo Sanitario Elettronico, che rappresenta la storia clinica personale consultabile tramite pc, tablet e smartphone in ogni istante. Nella società iperconnessa di oggi, non potevano mancare i social network, su cui l’Azienda è presente sia per fare informazione su stili di vita corretti e prevenzione, sia per implementare i canali di comunicazione con i cittadini: Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e Youtube rappresentano, infatti, una preziosa fonte di scambio reciproco tra l’Ausl e i suoi stakeholder.

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Secondo le statistiche almeno 2 persone su 10 in Italia soffrono in modo cronico di disturbi del sonno. Questo significa che in provincia di Modena in quasi 35mila hanno problemi di questo tipo. Il disturbo del sonno più diffuso resta l’insonnia, mentre quello più serio è la cosiddetta “OSAS”, ovvero sindrome da apnee ostruttive nel sonno, caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree associati a riduzioni di saturazione di ossigeno nelle arterie. In Emilia Romagna le persone colpite da questo particolare disturbo sono il 5% della popolazione d’età compresa tra 30 e 60 anni, con maggior incidenza per gli uomini (67%).
Se l’insonnia o un altro disturbo del sonno si cronicizzano è necessario rivolgersi ai centri dedicati, dove si cercano le cause del problema e si stabilisce una cura personalizzata. Punto di riferimento per la diagnosi e la cura di queste patologie, nella nostra provincia, è Mirandola. All’interno degli ambulatori di Pneumologia dell’ospedale è infatti stato attivato il centro disturbi del sonno dell’Azienda USL di Modena che, solo nel 2016, ha effettuato oltre 6mila visite. 

A partire dal 17 luglio chi ha disturbi del sonno può chiedere al proprio Medico di Medicina Generale di prenotare una visita specialistica per sospetta OSAS. In caso di conferma, l’assistito sarà inviato in uno dei centri (Ospedale di Mirandola, Ospedale di Sassuolo e Villa Pineta a Pavullo) in grado di effettuare il monitoraggio cardio-respiratorio notturno, indagine fondamentale per registrare eventuali episodi di apnea notturna. Se l’esame accerta la diagnosi, lo specialista avvierà il paziente al trattamento terapeutico più appropriato, mentre, nei casi più complessi, la persona sarà presa in carico dal centro mirandolese, specializzato nella cura delle OSAS.
Frutto del lavoro di forte integrazione tra Azienda USL, Medici di Medicina Generale e Azienda Ospedaliero Universitaria, il centro nell’ultimo anno ha effettuato 400 monitoraggi cardio-respiratori notturni domiciliari e altri200 in ospedale. Dopo attente analisi, sono in tutto 146 le persone a cui negli ultimi 12 mesi è stata diagnosticata una OSAS grave (pari al 6,4% di tutte le visite). In 103 hanno effettuato i test con il ventilatore in Night Hospital, mentre 43 persone hanno effettuato il percorso direttamente a casa propria. Attualmente sono in attesa di ‘testare’ il ventilatore in reparto 38 pazienti, mentre per il percorso domiciliare sono 26 le persone selezionate che inizieranno il percorso terapeutico a breve.