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Grazie ai farmaci retrovirali, ma resta importanza test

Le organizzazioni e gli scienziati hanno decretato la fine dell’Aids come problema di salute pubblica in Australia, affermando che il paese si unisce alle poche nazioni nel mondo che hanno debellato l’epidemia.
Il numero di australiani diagnosticati con l’Aids ogni anno è ora così ridotto che i maggiori ricercatori e l’Australian Federation of Aids Organizations (AfaoO’Donnell, direttore dell’Afao, sottolineando l’importanza dei test.

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L’obesità è una malattia “contagiosa” tra i coniugi, per cui non appena uno dei due ingrassa il suo partner è destinato ad ingrassare a sua volta.

A riverarlo, uno studio della dottoressa Laura Cobb ricercatrice della John Hopkins University a Baltimora che aggiunge evidenze ai risultati di precedenti studi che avevano mostrato che dopo le nozze la novella sposa tende a metter su peso.

Pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, il nuovo lavoro mostra che ingrassare è contagioso tra coniugi. Infatti se uno diviene obeso l’altro ha il doppio del rischio di divenire obeso a sua volta. Fortunatamente, fa notare Cobb, è vero anche il contrario e cioè se uno dei coniugi si mette a dieta e dimagrisce, ci sono buone probabilità che il partner seguirà il buon esempio.

Secondo la Cobb il motivo potrebbe insito nella vita coniugale. I coniugi oltre a condividere la casa, condividono abitudini simili, sia a tavola sia nella pratica sportiva; può incidere, conclude Cobb, anche l’arrivo di un figlio o problemi finanziari o legati al lavoro.

Dallo studio, però, si è visto che è in parte vero anche il contrario e che, cioè, se uno dei due coniugi perde peso nel tempo, anche l’altro è più probabile che perda peso a sua volta.

Una notizia che da un pò di sollievo perenne lotta con l’obesità.

Allla ricerca della Cobb si affianca anche un recentissimo studio condotto da Ivanka Prichard della Flinders University ad Adelaide in Australia che entra più nel dettaglio registrando come le spose a due mesi dalle nozze ingrassano mediamente di due chili.

Il nuovo studio ha coinvolto quasi 4000 coppie il cui stato di salute è stato monitorato a più riprese nel corso di 25 anni.

E’ emerso che se nel corso degli anni uno dei due coniugi diviene obeso la probabilità che anche l’altro lo segua per questa via è quasi doppia.

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PARKVILLE – Un gruppo di ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute (Australia) in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications ha annunciato di avere formato una nuova molecola in grado di bloccare l’infiammazione e prevenire la progressione della sclerosi multipla. La molecola, chiamata WEHI-345, si lega e inibisce la proteina denominata RIPK2, che è un segnale chiave che scatena l’infiammazione tipica della sclerosi multipla che danneggia il sistema nervoso centrale, tra cui il cervello, il midollo spinale e i nervi ottici.
“Quando viene prodotto un numero eccessivo di citochine – dice Ueli Nachbur, uno degli autori dello studio – l’infiammazione può andare fuori controllo e danneggiare il nostro corpo e questi sono tutti tratti distintivi delle malattie immunitarie o infiammatorie”. Per frenate questa risposta immunitaria, i ricercatori hanno sviluppato appunto la molecola che impedisce il rilascio delle citochine. I ricercatori hanno esaminato il potenziale di questa molecola in modelli sperimentali di sclerosi multipla.
“Abbiamo trattato modelli preclinici con WEHI-345 – ha aggiunto Andrew Lew, altro autore dello studio – dopo la comparsa dei primi sintomi della sclerosi multipla e abbiamo trovato che la molecola potrebbe impedire l’ulteriore progressione della malattia nel 50 per cento dei casi”. Questi risultati sono estremamente importanti, in quanto attualmente non esistono buoni trattamenti preventivi per la sclerosi multipla, hanno precisato i ricercatori.

18 Marzo 2015