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Merck ha ricevuto un altro importante riconoscimento, entrando nella Top 400 dei migliori datori di lavoro in Italia.
È quanto emerge dall’indagine realizzata dalla società tedesca indipendente “Statista”, pubblicata sul settimanale Panorama, che riporta le aziende dove si lavora meglio in Italia secondo l’opinione dei lavoratori.
La ricerca è stata condotta, in maniera anonima attraverso diversi pannelli online, su un campione rappresentativo di 15.000 lavoratori dipendenti impiegati a tempo parziale o a tempo pieno in aziende con almeno 250 addetti.
“Questo riconoscimento è una conferma importante dell’impegno che Merck porta avanti quotidianamente nei confronti dei propri dipendenti – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. -Siamo un’azienda che fa dell’innovazione un proprio punto di forza. Ma questo approccio non si applica solo alle soluzioni terapeutiche e digitali per rispondere ai bisogni dei pazienti, delle persone che se ne prendono cura e degli specialisti della salute. Innoviamo anche promuovendo idee volte a creare un ambiente lavorativo positivo ed ingaggiante, all’interno del quale le nostre persone possono crescere ed esercitare le proprie potenzialità per aiutarci a realizzare la nostra mission: fare una concreta differenza nella vita dei pazienti”.
Il 2017 è un anno di importanti riconoscimenti per Merck in Italia. La presenza nella classifica delle 400 aziende dove si lavora meglio si va ad aggiungere all’esclusiva certificazione Top Employers Italia 2017, assegnata ai datori di lavoro che offrono condizioni di eccellenza ai propri dipendenti, sviluppano il talento a tutti i livelli dell’organizzazione e si impegnano ad ottimizzare continuamente i processi lavorativi. Inoltre, Merck è stata inserita tra le prime 10 aziende farmaceutiche italiane nella classifica Italy Pharma RepTrak® del Reputation Institute.

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Lorenzin, si fa differenza nella vita delle persone

Una mobilitazione di aziende da tutta Italia, circa 40 imprenditori anche dalle zone terremotate, per offrire prodotti locali e di qualità al pranzo di Natale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp), ed anche la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla consegna dei doni ai più piccoli.
“Ringrazio in particolare gli operatori di questo meraviglioso istituto che fanno tantissimo, molte cose non sono conosciute ma io le ho viste con i miei occhi e fanno la differenza nella vita delle persone”, ha detto il ministro. Dall’olio dell’Arsial della Regione Lazio al pane dell’accoglienza dell’associazione panificatori di Roma CNA-Roma ad altri prodotti, come ad esempio la mozzarella di bufala campana o il miele, un modo per esprimere la vicinanza alle attività dell’Istituto, che nato nel 2007 e stabilizzato nel 2012, ha come focus quello di affrontare, all’interno del Servizio sanitario nazionale, le sfide sanitarie delle fasce di popolazione più vulnerabili, come i migranti o chi è sotto la soglia di povertà.
   
“Il senso di una giornata come quella di oggi è proprio quello dell’accoglienza. Ci occupiamo di salute, ma l’assistenza è a 360 gradi. I pazienti qui trovano una famiglia”, ha spiegato il direttore generale Inmp Concetta Mirisola.