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Durante gli otto incontri dedicati alle donne in dolce attesa e ai loro compagni, l’equipe consultoriale guiderà i futuri genitori in un percorso teorico e pratico di preparazione all’arrivo del bebè.
Al via i nuovi corsi di accompagnamento alla nascita organizzati dal Consultorio familiare di Oristano. Durante gli otto incontri dedicati alle donne in dolce attesa e ai loro compagni, l’equipe consultoriale guiderà i futuri genitori in un percorso teorico e pratico di preparazione alla nascita, dal momento del parto fino al ritorno a casa con il piccolo. Si parlerà, fra l’altro, di che cosa mettere in valigia per l’ospedale, di cosa succede durante il travaglio, di quali sono i corretti stili di vita e le pratiche da adottare per preservare la salute del neonato: dall’allattamento al seno, che protegge da malattie, infezioni e obesità, all’importanza di mettere il bebè a dormire a pancia in su per prevenire la sindrome della morte in culla; dalle modalità di trasporto del piccolo in automobile alle vaccinazioni. E poi, per favorire un corretto sviluppo cognitivo del bambino, sarà illustrata l’importanza di iniziare a leggergli i libri a voce alta e fargli ascoltare musica fin dai primi mesi di vita. Le mamme potranno anche sperimentazione esercizi di rilassamento, visualizzazioni e respirazione, preziosi per affrontare in maniera serena il travaglio.
Queste le date di inizio dei nuovi corsi al Consultorio familiare di Oristano (via Carducci, 41):
– 30 luglio, ore 9.30
– 28 agosto, ore 9.30
– 5 settembre, ore 15.30
– 17 settembre,ore 9.30
Gli appuntamenti per i neogenitori sono totalmente gratuiti e aperti a tutti, previa iscrizione, chiamando il numero 0783.317700, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 9.30 e dalle 12.30 alle 13.30.

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Evitare il soffocamento di lattanti e bambini attraverso un intervento tempestivo e soprattutto appropriato. È questo l’obiettivo di “Una manovra per la vita”, giornata di prevenzione organizzata in tutta Italia per domenica prossima, 14 ottobre, dalla Società di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP).
A Catania e provincia, gli appuntamenti, dalle 9 alle 14, saranno due: in città, in Piazza Università; e a Sant’Agata Li Battiati, in Piazza Generale Sapienza. La partecipazione è gratuita, l’iniziativa è aperta a tutti e rivolta principalmente a genitori, nonni, insegnanti e baby sitter.
Nelle due piazze etnee, medici, infermieri e istruttori certificati, con il coordinamento dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e PS Pediatrico dell’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro, spiegheranno cosa fare nel caso in cui un bambino o un lattante dovesse rischiare di soffocare a causa di un corpo estraneo, come giocattoli o alimenti. Nel corso della giornata, i partecipanti avranno la possibilità di praticare le manovre di disostruzione delle vie aeree anche attraverso l’uso di un manichino.
Spiega la dott.ssa Antonella Di Stefano, presidente della SIMEUP Sicilia e direttore di Pediatria e PS Pediatrico dell’Azienda Cannizzaro: «L’ostruzione delle vie aeree è una tra le più frequenti cause di morte per incidente in età pediatrica. Si stima che ogni anno circa 500 bambini in Europa e alcune decine in Italia perdano la vita per soffocamento dovuto a un corpo estraneo inghiottito accidentalmente o a un boccone andato di traverso. Secondo i dati Istat, il 27% delle morti classificate come “accidentali” nei bambini avviene per soffocamento causato da inalazione di cibo o corpi estranei. Poiché quasi sempre il bambino che rischia la vita non è solo, è fondamentale che chi gli è vicino sappia cosa fare. La precocità e l’appropriatezza dell’intervento possono salvare un bambino».
“Una manovra per la vita”, giunta all’undicesima edizione, si svolgerà in 50 piazze d’Italia, coinvolgendo centinaia di operatori. “Usa le mani! E salva un bambino dal soffocamento” è lo slogan dell’edizione 2018.

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Continua il ciclo di incontri aperti al pubblico

AREZZO – Terzo incontro, aperto al pubblico, sul tema dell’Alzheimer. Si terrà martedì 22 maggio alle 18 alla Rsa Maestrini, via Golgi ad Arezzo. Argomento, “Mia nonna è diversa dalle altre: come parlare al bambino della malattia del nonno o della nonna”.

Interverranno le psicologhe psicoterapeute di AIMA, Erika Picchi e Elisa Sandroni. Il ciclo di incontri è organizzato da AIMA, Asl Toscana sud est e Rsa Maestrini.

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Nuova edizione dell’iniziativa che sensibilizza sull’attività fisica adattata. Ecco le iniziative a Sansepolcro

Torna l’AFA day, cioè la giornata dedicata all’Attività Fisica Adattata. Si tratta di un programma di esercizi fisici ed attività aerobica da svolgere in gruppo, capace di migliorare lo stile di vita prevenendo la disabilità, in particolare nella fascia d’età avanzata, o quanto meno limitandola nelle persone affette da patologie croniche.
In Valtiberina l’Afa Day è in programma giovedì 17 maggio con ritrovo alle 15 ai giardini del Millenario di Sansepolcro. Dopo i saluti, si parlerà de “La piramide alimentare”; seguirà la possibilità di fare domande alla dietista poi presentazione dei corsi AFA e ginnastica di gruppo. Alle 18, rinfresco con bruschette e succhi di frutta. Sono invitati a partecipare i cittadini che già frequentano i corsi AFA e tutti quelli interessati, gli operatori che svolgono l’attività, le società e associazioni sportive, operatori e rappresentanti delle ASL e dei Comuni.

L’Attività Fisica Adattata è molto utile negli anziani fragili che soffrono di dolori diffusi e delle conseguenze dell’osteoporosi, a chi ha gli arti inferiori menomati o ha fatto ricorso all’impianto di protesi al ginocchio e all’anca. “L’attività fisica regolare, resa idonea in base alle criticità e ai problemi della persona, aiuta a prevenire la non autosufficienza, riduce la disabilità che spesso si accompagna all’avanzare dell’età e determina effetti positivi a livello psicologico – commenta il direttore sanitario della Asl Toscana sud est, Simona Dei – Come Azienda, anche sollecitati dalla Regione, crediamo molto nell’AFA. Infatti i Distretti e il Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione, propongono durante l’anno programmi di attività motoria a cui gli utenti possono partecipare. Questa giornata, che si tiene sempre nel mese di maggio, chiude la stagione ed è l’occasione per salutarsi prima della pausa estiva dei corsi. Ma l’iniziativa è aperta a tutti”.
A livello aziendale, quindi delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, nel 2017 i partecipanti all’AFA sono stati 6500.

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“Più conosci e meno hai paura”

Duecento bambini alla conquista dell’Ospedale di Mestre: un piccolo esercito di giovanissimi “utenti” è entrato a più riprese, nelle scorse settimane, dentro gli spazi dell’Angelo, per scoprirne l’importanza e per vincere la paura che normalmente accompagna l’ingresso in un ospedale.
Si può riassumere così il ciclo di incontri intitolato “Più conosci e meno hai paura”, che ha portato all’Angelo gli alunni di alcuni Istituti elementari di Mestre – quattro classi V della Scuola primaria Tiziano Vecellio, di due classi V della Scuola Giacomo Leopardi e di due classi V della Scuola Lombardo Radice – per un totale appunto di circa duecento ragazzi.
 
Nei quattro incontri già svolti tra febbraio ed aprile, i duecento piccoli utenti hanno incontrato, all’Angelo e nell’attiguo Auditorium del Padiglione Rama, numerosi medici specialisti dell’Ospedale coinvolti nel progetto, che hanno condotto gli incontri con gli alunni, coadiuvati dalle insegnanti delle classi, sotto la regia di Maria Pia Vivolo, insegnante della Scuola in Ospedale dell’Ulss 3 Serenissima.

I bambini hanno quindi imparato a prevenire la paura di un ricovero ospedaliero, ma non solo: con l’aiuto di medici esperti che li hanno accompagnati, hanno potuto integrare quanto già appreso a scuola sul corpo umano, hanno imparato a capire cosa succede quando ci ammaliamo, hanno scoperto come un’alimentazione e stili di vita corretti possano aiutare il corretto funzionamento del sistema-corpo umano. E infine hanno appreso i primi importantissimi rudimenti dei metodi salva-vita: “Sono certo che avete imparato – ha sottolineato incontrandoli il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Benche un Ospedale è un luogo di sofferenza, ma è soprattutto un luogo in cui si fanno cose grandi, speciali e appassionanti per vincere la sofferenza e per curare le persone. E’ un luogo che possiamo evitare se stiamo bene; ma è anche un luogo che ci accoglie, se siamo malati, con le braccia accoglienti e sapienti dei medici e degli infermieri; un luogo dove si può davvero ritrovare la salute, anche quando si sta molto male”.
 

Il ciclo “Più conosci e meno hai paura” si è concluso oggi, alle ore 18.00, con il quinto incontro organizzato al Padiglione Rama: erano presenti, oltre ai bambini che hanno partecipato al progetto, i medici che li hanno accompagnati nel percorso, gli insegnanti e i genitori, oltre alla Direzione dell’Ulss 3 Serenissima: a questi nuovi amici i piccoli utenti delle scuole mestrine hanno così inteso restituire l’esperienza della loro “conquista” dell’Ospedale, che a loro volta porteranno in famiglia e negli Istituti di provenienza.

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Si chiamano C.E.T.R.A. e Orti di A.D.A. e sono due centri specializzati che rispondono, con modelli innovativi di cura, ai bisogni delle famiglie di bambini con autismo e di pre-adolescenti e adolescenti con disturbo della condotta alimentare. Si tratta di due inedite esperienze, realizzate per rispondere alla domanda di assistenza che le famiglie chiedono, costruendovi attorno una rete di servizi specializzati, ben integrati, affidabili e continuativi. E’ con questi presupposti che venerdì 23 marzo dalle ore 9 nell’Auditorium della Stella Maris, in viale del Tirreno 341 a Calambrone (Pisa), saranno presentati C.E.T.R.A. (Centro specializzato sul trattamento precoce dell’autismo) e ORTI di A.D.A. (focalizzato sui disturbi alimentari) alla presenza dell’Assessore per il Diritto alla Salute di Regione Toscana Stefania Saccardi. Alle 14,30 è prevista la visita alla struttura di via dei Giacinti 2 dove sono allocati i due nuovi servizi nati dalla volontà del IRCCS Fondazione Stella Maris e da IGM Campus Leonardo e attorno a cui sarà sviluppata una rete nazionale di servizi a sostegno delle famiglie con figli che vivono questi problemi. Oltre agli amministratori e gli specialisti, interverranno anche i genitori. I due Centri si aprono quindi alla collaborazione con i professionisti che operano a livello territoriale (pediatri di libera scelta, neuropsichiatri infantili, educatori, psicoterapeuti, psicomotricisti, logopedisti) a partire dalla Toscana nelle varie regioni d’Italia.
C.E.T.R.A Il Centro per il trattamento e la ricerca nell’autismo è specializzato nel trattamento precoce di questa patologia per bambini nella fascia di età compresa tra i 2 e i 6 anni. Ospita le famiglie in un momento molto delicato, quello appena successivo alla diagnosi di autismo dei loro figli. In questo centro viene applicato un modello avanzato di trattamento che accompagna la famiglia nell’apprendere le strategie per comunicare con il figlio con autismo. Un team multidisciplinare sostiene i genitori migliorando la conoscenza delle esigenze di chi soffre di autismo, si tratta di un trattamento che agevola entrambe le parti, consentendo al bambino una migliore integrazione nel nucleo famigliare. “Per comprendere un bambino con autismo bisogna mettersi dalla sua parte, che è come quella di uno straniero finito all’improvviso in un mondo di cui non conosce la lingua – spiega il prof Filippo Muratori, Direttore dell’Unità complessa di Neuropsichiatria della Stella Maris di Pisa oltre che docente di Neuropsichiatria all’Università di Pisa – I genitori devono essere aiutati a capire e a comprendere come funziona la mente del proprio bambino: noi viviamo in un mondo ad alta intensità sociale e il bambino con autismo ha molte difficoltà a entrare in questo mondo per noi così familiare. Per questo al centro del nostro lavoro c’è il “parent coaching” con cui ‘alleniamo’ la famiglia a comprendere il proprio bambino. Ci ispiriamo al ‘Early Start Denver Model’, un modello di trattamento precoce dell’autismo che si è già dimostrato efficace”. La struttura nuovissima ha locali dotati di ogni confort ed è pensata per accogliere nella massima sicurezza i bambini con autismo. La struttura è dotata di 18 camere, oltre che una sala accoglienza, una palestra, ambulatori e locali per il trattamento riabilitativo ed educativo. I periodi di questi “stage per famiglie” possono essere ripetuti nel corso dell’anno e per particolari necessità sempre sotto il controllo dei clinici della vicina Stella Maris.
Orti di A.D.A. (Assistenza Disturbi Alimentari). E’ una struttura residenziale che accoglie bambini e adolescenti post acuti con disturbi alimentati dopo il ricovero. Si colloca come una struttura intermedia tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a casa. Risponde a un bisogno sempre crescente di luoghi di cura specificatamente dedicati al trattamento di questi disturbi nell’infanzia e nell’adolescenza, offrendo un percorso riabilitativo per il recupero non solo di sé ma anche della qualità relazionale interna alla famiglia. La sede è nel complesso di via dei Giacinti 2 ed è dotata di 12 posti letto complessivi (ogni camera ha il posto anche per il genitore e ha il bagno personale). ORTI di ADA, avrà come filo conduttore la green therapy e l’ortoterapia la cui efficacia è dimostrata nell’ambito di molte patologie psichiatriche: curare un fiore, una pianta insegna al bambino e all’adolescente come curare sé stesso. In questo caso il percorso intensivo varia da un minimo di 3 mesi a un massimo 12 mesi e consentirà al minore e alla sua famiglia di affrontare il percorso di cura sostenuto da un team multidiscipinare. Oltre ad attività psicoterapeutiche individuali, familiari e di gruppo, il centro propone una serie di attività legate alla ortoterapia, alla coltivazione e raccolta di prodotti e anche laboratori di cucina in spazi opportunamente attrezzati. Il modello interviene anche sulla famiglia con attività volte al miglioramento della qualità della relazione e per un composizione del disturbo alimentare.
La Rete. Il complesso che ospita queste due avanzate esperienze vuole essere il punto di riferimento di una rete più vasta non solo sotto il profilo professionale, ma anche geografico, partendo dalla Toscana, per ampliarsi alle varie regioni italiane. Nella rete C.E.T.R.A. e Orti di A.D.A. costituiscono uno spazio di ricerca-intervento per più Istituti di ricerca universitari e un hub a supporto dell’attività di cura e di alta formazione per oltre 700 specialisti italiani che saranno associati alla rete già nel primo anno di attività.

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I numeri non sono ancora definitivi tuttavia all’Azienda Sanitaria di Ragusa dal Servizio di Epidemiologia –Dipartimento Medico di Prevenzione – conferma un dato perfettamente in linea con la percentuale nazionale del 95 per cento dei bambini vaccinati dopo la legge 119/2017.
«Numeri che dimostrano, senza dubbio, che la vaccinazione è aumentata permettendo così di raggiungere la soglia di sicurezza» ha dichiarato il dr. Giuseppe Ferrera, direttore del Servizio. Ed aggiunto «l’Asp di Ragusa è una Azienda dotata dell’anagrafe vaccinale informatizzata che permette, in breve tempo, di incrociare i dati aziendali con quelli delle Scuole; al fine di evitare che vengono inviati, dalle direzioni didattiche, i genitori presso i centri vaccinali per richiedere certificati vaccinali».
Il dato del 95% si riferisce all’esavalente, quindi è stata raggiunta la soglia che permette l’immunità di gruppo. Per il morbillo si è registrata una crescita del 6% avvicinandoci alla soglia di sicurezza.

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Si amplia la gamma di attività svolte nella piscina dell’Unità Spinale Unipolare dell’ospedale Cannizzaro di Catania. L’Azienda ha infatti sottoscritto una convenzione con l’Associazione Italiana Idroterapisti ed Educatori Neonatali, che, al di fuori dell’orario dedicato alla terapia dei pazienti dell’USU, utilizzerà gli spazi acqua e i servizi annessi per attività di riabilitazione e di ricerca.
I professionisti di AIIEN, tutti provvisti di brevetti con certificazione di qualità e di copertura assicurativa, consentiranno così a molti bambini con disabilità di tutta la Sicilia orientale di potere accedere alla idroterapia, forma terapeutica che sfrutta l’ambiente particolarmente favorevole dell’acqua per il recupero neuromotorio. «Al mattino – spiega la dott.ssa Maria Pia Onesta, direttore dell’USU – le nostre attività riabilitative in acqua trattano le disabilità conseguenti a patologie neuromotorie dell’adulto e dell’età infantile e adolescenziale. Ora, grazie a questa convenzione, sarà possibile svolgere nel pomeriggio attività terapeutica riabilitativa che sarà rivolta principalmente ai bambini affetti da SMA, atrofia muscolare spinale».
L’impegno di AIIEN si estende anche al delicato e fondamentale ambito dell’educazione familiare neonatale, grazie alla figura dell’educatore neonatale, che si occupa di formare e informare la famiglia sulla gestione quotidiana del bambino con possibili criticità e sulla produzione di stimoli corretti per un migliore sviluppo neuromotorio, soprattutto nei primi mesi di vita.
In virtù dell’accordo, sottoscritto dal direttore generale dott. Angelo Pellicanò, l’Azienda Cannizzaro, oltre a valorizzare la piscina fiore all’occhiello dell’Unità Spinale, sarà inserita tra i centri di ricerca nazionali che aderiscono ai progetti di AIIEN, realtà convenzionata con il Policlinico Italia di Roma che collabora con il Centro Nemo di Roma, nell’ambito di un progetto sostenuto e finanziato dall’Associazione Nazionale Famiglie SMA e convenzionato con l’IRiFoR e l’Unione Ciechi e Ipovedenti della Sicilia.
Le famiglie interessate a usufruire del servizio presso l’Unità Spinale, che al momento si svolge nella giornata del mercoledì ma che a breve si potenzierà con un’altra giornata a settimana, possono contattare il presidente di AIIEN Mirco Fava.

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Una Stella può fare grandi cose. Può regalare un Natale da favola ai bambini con sclerosi multipla. “Un Natale da favola” è la campagna di questo Natale di AISM. E’ un invito a sostenere, con un piccolo gesto solidale con le Stelline AISM della solidarietà, la ricerca sulla sclerosi multipla pediatrica.
Per vederle e ordinarle si può andare sul sito www.aism.it/natale.
Ogni anno, in Italia, la sclerosi multipla colpisce 3.400 persone e tra loro ci sono anche bambini e adolescenti. La Ricerca scientifica, oggi, è l’unica arma per sconfiggere la sclerosi multipla. Le cause della SM non sono state ancora trovate e non è stata trovata una cura risolutiva. In Italia sono almeno 114.000 le persone con SM; quasi la metà del totale delle persone colpite, sono giovani, ma 11.000 i giovani e giovanissimi. Si stima che su 100 casi, 10 ricevono la diagnosi prima dei 18 anni e tra i 3 e i 5 prima dei 16 anni. AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – ci invita a fare regali destinati a una giusta causa. Ogni anno aumenta sempre di più la richiesta delle “Stelle della solidarietà”. Si tratta di decorazioni natalizie da appendere all’albero, alle finestre, da usare per la tavola come segnaposto o come decorazione del pacco natalizio. Quest’anno, con il ricavato delle stelline di Natale di AISM, sarà possibile sostenere la lotta alla sclerosi multipla pediatrica, rendendo possibili importanti progetti scientifici. Si potrà, per esempio contribuire al progetto di Registro sclerosi multipla pediatrica, ma anche offrire un supporto psicologico alle famiglie con un figlio con sclerosi multipla.

News del giorno

Uno studio dell’Università di Barcellona pubblicato dalla rivista Environmental Pollution ha evidenziato i danni sulla memoria dei bambini, provocato dall’inspirazione dell’aria inquinata durante il tragitto per la scuola. 
Lo studio effettuato su 1.200 bambini tra 7 e 10 anni di 39 scuole e a tutti sono state misurate le performance della memoria e valutata la capacità di attenzione con test periodici per un anno.
I dati sono stati poi combinati con quelli sull’inquinamento da polveri ultrasottili (pm 2,5) e del loro componente nerofumo nelle aree attraversate dai bimbi. Il risultato ha stabilito che l’esposizione ai due inquinanti incide sulla memoria:più i bambini erano esposti a pm 2,5 e black carbon più i risultati sono stati peggiori rispettivamente del 5,4% e del 4,6%. Un risultato analogo è emerso anche sullo sviluppo cognitivo.
Il gruppo spagnolo, specifica che lo studio è stato condotto non per scoraggiare il tragitto a piedi (pratica motoria, tra l’altro, assolutamente benefica) ma per spingere i cittadini ad un uso più responsabile dei mezzi privati e inquinanti.