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Il 19 dicembre alla Casa della Salute, appuntamento con l’educazione sanitaria Un’iniziativa dell’AUSL di Parma Che fare quando al nostro bimbo non passa la tosse? Ne parliamo con il pediatra di libera scelta Giulio Attanasi. L’appuntamento è per giovedì 19 dicembre, con l’incontro di educazione “Il tè del giovedì”, alla Casa della Salute di San Secondo. A partire dalle ore 17, non mancheranno anche consigli per gli adulti. e utili raccomandazioni sull’importanza della vaccinazione contro l’influenza. Come d’abitudine sarà offerto il tè. E’ un’iniziativa dell’AUSL di Parma. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare

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Nel mondo 1 bambino ogni 10 nasce prematuro, vale a dire prima del termine; si tratta di soggetti di frequente più fragili che necessitano di cure specifiche e attrezzature mediche complesse e appropriate. Il Reparto di Terapia intensiva neonatale (Tin) del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia accoglie circa 350 prematuri ogni anno. A questi bimbi è dedicata la Giornata mondiale della Prematurità che si celebra in tutto il mondo sabato 17 novembre con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della nascita pretermine e sui rischi a essa correlati, informare sulle strategie di prevenzione, incentivare la ricerca scientifica sull’identificazione delle cause e sulle strategie utili a prevenirla, promuovere una cultura attenta sia al bambino che alle famiglie.
Sabato sono previste all’Arcispedale Santa Maria Nuova iniziative promosse dal personale di reparto di Tin e Nido, in collaborazione con l’associazione “Progetto Pulcino Onlus”. Ci sarà un momento di accoglienza in reparto con porte aperte a nonni e fratellini, favole e musica e un laboratorio musicale con merenda a Palazzo Rocca Saporiti, in Viale Murri, e distribuzione di materiale informativo. Al mattino alla cantina Canali in via Tassoni si svolgerà un convegno “Nati per leggere, nati per la musica”. In Piazza Martiri del 7 Luglio dalle ore 9 alle ore 13 soci e genitori di progetto Pulcino Onlus insieme ad alcuni sanitari del reparto saranno disponibili per incontrare la popolazione.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno nascono nel mondo 15 milioni di bimbi prematuri. Si stima che circa 1 milione muoia per l’assenza di semplici strategie assistenziali di primo livello, misure che potrebbero salvare 3 neonati su 4. La prematurità costituisce la causa più frequente di decesso nel primo anno di vita. “I grandi prematuri – spiega il direttore della Neonatologia Giancarlo Gargano – hanno un elevato rischio di esiti a breve e lungo termine per l’instaurarsi di patologie croniche che possono interferire sullo sviluppo successivo psico-motorio e sensoriale. Oggi però grazie alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico, nel mondo occidentale sono largamente migliorati sia i tassi di sopravvivenza che la qualità di vita dei bambini sopravvissuti. Moltissimi dei nati prematuri, in virtù di una assistenza intensivistica di elevato livello, integrata con una cura “umanizzata e coccolata” presentano uno sviluppo neurologico e psicologico nella norma. I genitori sono divenuti parte integrante delle TIN e contribuiscono in maniera determinate all’esito finale”.
Dal 2002 la Struttura Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell’Arcispedale è l’unico Centro Neonatologico di II livello provinciale. Dotata di 18 culle ed elevate tecnologie, alla stregua dei maggiori centri nazionali, accoglie ogni anno circa 400 neonati patologici che necessitano di una assistenza intensiva o sub intensiva. I prematuri sono circa 350 e di questi circa 50-60 sono grandi pretermine ossia neonati con un peso alla nascita inferiore ai 1500 g.
Con partner quali OMS e Unicef, la Giornata Mondiale, istituita nel 2008, vede aderire 1,5 miliardi di persone. I fili con appesi i piccoli calzini, uno su dieci di colore viola, decoreranno il reparto. Con lo stesso colore l’Amministrazione comunale, che ha aderito alla manifestazione, illuminerà i Ponti di Calatrava dopo il tramonto e la fontana di Piazza Martiri del 7 Luglio.
Aderiscono alla giornata oltre a progetto Pulcino Onlus: i Nidi, le scuole dell’Infanzia comunali e convenzionate, Reggio Children, Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Curare Onlus, Vivere Onlus, La FIMP (federazione dei pediatri), le biblioteche comunali, il Comune di Reggio Emilia.

LE INIZIATIVE
In Neonatologia Dalle ore 11 alle ore 18 fratellini e nonni dei piccoli neonati ricoverati potranno entrare insieme ai genitori in reparto.
Sala Convegni Cantina Canali Dalle ore 8.30 alle ore 13 si terrà il Convegno “Nati per leggere, Nati per la Musica”, voci e musica in terapia intensiva neonatale.
In Piazza Martiri 7 Luglio Dalle ore 9 alle 13 banchetto del progetto Pulcino Onlus e sanitari della TIN dell’ASMN per presentare il reparto e promuovere i progetti del reparto e della Onlus.
A Palazzo Rocca Saporiti in viale Murri, 7 Dalle ore 15 alle ore 15.30 sarà offerta dal personale della Neonatologia e dal Santa Maria Nuova una merenda per bambini e genitori con invito esteso a tutta la popolazione reggiana. Dalle ore 15.30 alle 17 Chiara Pelliccioni e Vincenzo Totaro intratterranno bambini e genitori uno spettacolo di Favole e Musica. Inoltre il Giardino dei Linguaggi effettuerà per i piccini un laboratorio musicale. Dalle ore 15 alle ore 17.30 il Progetto Pulcino Onlus sarà presente con materiale informativo e divulgativo sulla giornata e sulle iniziative dell’Associazione.
Nelle Biblioteche comunali e nelle scuole Saranno allestiti spazi espositivi dedicati e uno scaffale con libri sul tema della nascita e della prima volta. Anche i Nidi e le Scuole dell’infanzia comunali e convenzionate realizzeranno differenti iniziative partecipate di reading sul tema della nascita e dell’attesa.
La struttura Complessa di neonatologia e terapia intensiva neonatale (Tin) dell’Asmn è centro di riferimento regionale e nazionale per diverse patologie (oftalmologia, cardiologia, neurologia neonatale, ventilazione meccanica, ecografie cerebrali, ipotermia selettiva, etc). Occupa la sede ai piani 0 e -1 del corpo C, con 1.000 metri quadrati di spazi distribuiti secondo il criterio dell’intensità crescente di cura (intensiva, sub intensiva) per assicurare un razionale isolamento dell’area di degenza dal transito di persone e materiali. Al piano -1 sono predisposti locali di supporto per lo svolgimento dell’attività clinica e ambienti per il soggiorno delle mamme dei neonati ricoverati. Ogni postazione semintensiva è allestita con tecnologie quali: pensile porta utenze, incubatrice neonatale, sistema di monitoraggio centralizzato, fototerapia, sistemi infusionali. Ciascuna delle 6 postazioni di terapia intensiva è dotata di ventilatore polmonare. Il valore complessivo delle apparecchiature biomediche del Reparto ammonta oggi a circa 2 milioni di euro.

PROGETTO PULCINO ONLUS
Nasce nel 2008 a Reggio Emilia con l’obiettivo peculiare di raccogliere fondi per l’acquisto di apparecchiature e conferimento di borse di studio a favore della Struttura Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (www.progettopulcino.org). Da allora ha costantemente accompagnato i progressi della Neonatologia reggiana ed ha svolto un importante ruolo di sostegno ai sanitari ed ai genitori dei bimbi degenti.

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Analizzati 12.245 campioni di sperma provenienti da 7.068 uomini

Se cercate un bambino il momento ideale per l’attività sessuale è prima delle sette e trenta del mattino, meglio se in primavera. Lo suggeriscono i dati di una ricerca svizzera, condotta dall’Ospedale universitario di Zurigo, pubblicata sulla rivista Chronobiology International.
Per la ricerca sono stati analizzati 12.245 campioni di sperma provenienti da 7.068 uomini, raccolti presso il laboratorio di andrologia del Dipartimento di Endocrinologia Riproduttiva dell’Ospedale, tra il 1994 e il 2015.
Quelli raccolti al mattino presto, prima delle 7 e 30, hanno mostrato i più alti livelli di concentrazione spermatica e conta di spermatozoi, oltre che una loro morfologia, cioè una forma, normale.
Inoltre, in primavera è stato riscontrato un aumento significativo della concentrazione spermatica e del numero totale di spermatozoi, con significative diminuzioni in estate.
Secondo quanto evidenziano gli studiosi, gli spermatozoi hanno il loro orologio interno di 24 ore, e sono più potenti nelle prime ore del mattino. Il liquido seminale, inoltre, ha le dimensioni e la forma più salutari per fertilizzare un ovocita nei mesi di marzo, aprile e maggio.

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Lettino, balcone, bagnetto, mai soli in giardino o durante bagnetto e pappa

Una casa a misura di bambino, dal bagnetto al lettino, dalla cucina al soggiorno, fino a balconi, terrazze e giardini. Dagli esperti del Bambino Gesù arriva una guida per prevenire le emergenze domestiche nel nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di salute’.
1. A letto. Per scongiurare il rischio di soffocamento, non riempire la culla di giocattoli, peluche, laccetti del ciuccio.
Sconsigliate anche catenine, braccialetti o ciondoli. Il bambino va fatto addormentare sul dorso e il cuscino non deve essere troppo grande e neppure soffice. Il lettino deve avere sponde alte almeno 75-80 cm, mentre le sbarre devono essere distanti tra loro non più di 8 cm per evitare che ci possa infilare la testa. Consigliato installare zanzariere alle finestre o quelle di protezione sulla culla e divieto di fumare in casa.
2. I giochi. Devono essere realizzati con materiali atossici e non infiammabili. Attenzione ai palloncini gonfiabili in lattice: possono rompersi all’improvviso in piccoli pezzi ed essere inalati se in prossimità della bocca del bambino
3. Il bagnetto. Per prevenire le ustioni si può verificare con un termometro o con il proprio gomito che la temperatura dell’acqua calda sia sempre sotto i 48 gradi. Si possono prevenire rischi di annegamento evitando di lasciare soli i bambini in vasca. I più piccoli possono trovarsi in pericolo anche senza lanciare allarme, all’improvviso (si perde conoscenza nel giro di due minuti) e in uno spazio di appena 5 cm d’acqua. Per rendere il ‘rito’ del bagnetto sicuro utilizzare tappetini antisdrucciolo a terra e protezioni antiurto sulle rubinetterie.
4.In soggiorno. Paracolpi e paraspigoli consentiranno ai bambini di muoversi quasi come fossero in cameretta. Quando si guarda la tv ricordarsi sempre di farlo alla giusta distanza (pari a 5 volte la diagonale dello schermo).
5.In cucina Fuoco, detersivi e oggetti appuntiti sono pericoli che non consentono di lasciare il bambino da solo. Controllare la temperatura del latte o degli altri cibi e sorvegliare il bambino mentre mangia.
6. Penne, batterie, monete. Mai lasciare alla portata dei bambini piccoli oggetti. Inoltre non lasciare incustodite sostanze tossiche, alcoliche o comunque nocive e non travasarle.
7. Balconi, terrazzi e giardini. Accanto alle ringhiere montare reti di protezione adeguate. In giardino non lasciare mai da soli i bambini che giocano con altalene, scivoli e dondoli.
Controllare che i piccoli non si avvicinino a piante o bacche velenose, come l’oleandro.

Fonte:www.ansa.it

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Lorenzin, ‘Stava guarendo dalla leucemia. Seguivo la vicenda da un mese, è stato straziante”

“I fratellini non c’entrano nulla con il morbillo” che ieri ha stroncato la vita del bambino malato di leucemia ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza. Lo ha detto il professor Andrea Biondi, primario della Clinica Pediatrica del San Gerardo. “I fratellini – ha spiegato Biondi – hanno avuto il morbillo in un secondo momento”. Il problema resta invece la mancanza dell’immunità di gregge. “Se viene meno – ha detto Biondi – le persone e i bambini più deboli possono pagare un prezzo più alto”.
“Il problema è che abbiamo avuto un’epidemia che ha colpito una regione, ha colpito l’Italia” ha aggiunto Biondi. “Da questo dramma bisogna prendere come lezione positiva questa verità: se viene meno l’effetto di una comunità, le persone e i bambini più deboli possono pagare un prezzo più alto. Questa è la lezione che dobbiamo prendere, non cercare dei responsabili, e tantomeno pensare che i genitori, che vivono un dramma nel dramma, possano essere considerati responsabili”. Ma se i fratellini fossero stati vaccinati, il bimbo deceduto poteva salvarsi? “La risposta è no”, ha detto categorico il primario. “E’ fuori da ogni possibilità. Anche i fratelli si sono ammalati perché abbiamo vissuto un periodo in cui tanti, giovani e adulti, si sono ammalati di morbillo. Siamo scesi sotto la soglia giudicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di ‘protezione della comunità’. E se questo è successo vuol dire che deve esserci un richiamo a tutti per ribadire che bisogna vaccinarsi: per proteggere i nostri figli, ma anche per un senso di responsabilità nei confronti degli altri, dei più deboli, che potrebbero non essere in grado di farlo”.
“È stata una storia straziante, io stavo seguendo questa vicenda da un mese, il bambino era seguito in ospedale, ma purtroppo siamo dentro una epidemia di morbillo e i bambini non vaccinati, gli adulti non vaccinati, rischiano e i bambini fragili come quello di Monza, che stava guarendo dalla leucemia, che avremmo salvato dalla leucemia, è morto per il morbillo”. Con queste parole, il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato a Bisceglie, a margine di Digithon, la vicenda del piccolo affetto da leucemia, morto per il morbillo preso dai fratelli non vaccinati. Proprio in attesa che il ministro arrivasse, alcune decine di genitori contrari ai vaccini hanno protestato fuori dalle vecchie segherie dove la rassegna si svolge. Riferendosi a loro e, in generale, a tutti i genitori contrari alle vaccinazioni, Beatrice Lorenzin ha detto che “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, noi siamo disponibili a dare informazioni e accompagnare i genitori nel processo di vaccinazione, ma credetemi grazie ai vaccini abbiamo salva la vita, e una vita vale una legge”.

Sì a modifiche ma nessuno svuotamento del decreto

“È importante che il decreto non venga svuotato di valore scientifico poi siamo aperti a modifiche che vadano incontro alla sensibilità del Parlamento e anche a miglioramenti effettivi, per esempio l’istituzione dell’anagrafe nazionale vaccinale, tanto che abbiamo già approvato le risorse per finanziarla”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo ai giornalisti sulle modifiche del decreto vaccini in Senato. “I Lea sono stati predisposti e finanziati due anni fa – ha spiegato – per la copertura al 95% di tutti i vaccini del piano nazionale vaccini, sia quelli obbligatori, i 12 previsti dal decreto, sia quelli fortemente raccomandati, come quello contro papilloma virus e pneumococco”. “La lista dei 12 vaccini previsti dal decreto – ha concluso Lorenzin – non la ho decisa io, è stata indicata dalle autorità sanitarie su criteri di messa in sicurezza della popolazione, chi la voglia modificare se ne assuma la responsabilità, io come ministro mi attengo a ciò che dicono le autorità sanitarie né a giudizi né a convenienze politiche”.

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A Roma appello per la salute globale, il tema al G7

Se nonostante i progressi resi noti dall’Oms, continuano ad esserci 212 milioni di nuovi casi di malaria all’anno, 429 mila decessi nel 2015 e un bambino che muore ogni due minuti, vuol dire che la malattia resta una delle piaghe più devastanti per l’umanità. I dati sono stati forniti nella conferenza a Palazzo Madama sul “Ruolo dell’innovazione tecnologica nell’affrontare le sfide della salute globale”, su iniziativa della senatrice Laura Bianconi di Ap in collaborazione con Malaria No More Uk, Friends of the Global Fund Europe, Osservatorio Aids, e Action global health advocacy partnership.
“Colmiamo il divario” è il tema della Giornata Mondiale della malaria 2017 ed anche il senso dell’appello lanciato oggi in Senato da esperti italiani e internazionali. Nel mondo, il tasso di nuovi casi di malaria è sceso del 21% tra 2010 e 2015, e nello stesso periodo la mortalità è calata del 29%. Ma, stando a quanto è emerso, specie nell’Africa sub-sahariana c’è ancora un numero altissimo di persone che non ha accesso a prevenzione, diagnosi e trattamenti adeguati. Il 70% delle vittime è sotto i 5 anni di età, le vittime sono soprattutto i più deboli, le madri e i bambini.
“Un secolo fa la malaria era una delle principali cause di mortalità nel mondo”, ha ricordato Stefano Vella, vice presidente di Friends of the Global Fund Europe, “ora abbiamo la possibilità di porre fine a questa malattia entro pochi decenni”. Obiettivo che l’Onu ha individuato nel 2030, anche per l’Hiv e la Tbc.
“Gli investimenti in ricerca e sviluppo potranno contribuire all’abbattimento di mortalità infantile e materna”, ha detto James Whiting, executive director di Malarian No More Uk auspicando che l’Italia, che presiede il G7, mantenga il ruolo di guida nella “lotta alle malattie trasmissibili come avvenne al G8 del 2001 con il contributo alla nascita del Global Fund”.
“Il G7 sarà l’occasione per ribadire l’importanza dei partenariati”, ha aggiunto Francesco Aureli, dell’Ufficio Sherpa G7 della Presidenza del Consiglio dei ministri.

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Arrivato a 50 anni è meno a rischio di ansia e disturbi dell’umore

Chi da bambino è stato uno scout ha meno rischi di sviluppare malattie mentali una volta arrivato ai 50 anni. Partecipare in queste organizzazioni, in cui bisogna sviluppare qualità come il contare su se stessi, il lavoro di squadra, risolvere e desiderare di imparare, e fare molte attività all’aperto, pone le basi per un miglior benessere mentale. E’ quanto emerge da uno studio dell’università di Edimburgo, pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health. I risultati, estrapolati da una vasta ricerca condotta su quasi 10.000 persone nate nel novembre 1958 nel Regno Unito, hanno mostrato che chi apparteneva agli scout aveva una migliore salute mentale a 50 anni. Circa un quarto dei partecipanti allo studio era stato negli scout, e aveva il 15% in meno di possibilità di soffrire di ansia e disturbi dell’umore rispetto agli altri. Le attività che si fanno in questi gruppi aiutano a sviluppare la capacità di recupero contro i comuni stress, e aumentano le chance di avere più successo nella vita. Cosa che riduce le esperienze stressanti. ”E’ abbastanza sorprendente riscontrare questi benefici nelle persone molti anni dopo che hanno terminato la loro esperienza negli scout”, commenta Chris Dibben, coordinatore dello studio.

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Dai 4 mesi in poi appena un cucchiaio di cibo e’ di troppo

Appena 11 calorie in più a pasto, pari a un cucchiaio di legumi circa: è questa la quantità – solo apparentemente irrisoria – di cibo di troppo che può portare verso sovrappeso e obesità un bebè di 4-18 mesi alle prese con le pappe.

È quanto dimostrato da una ricerca svolta presso la University College di Londra e presentata al meeting sull’obesità in corso in Svezia.

Lo studio che ha coinvolto oltre 2500 bebè che avevano iniziato lo svezzamento, mostra che la differenza tra peso normale e sovrappeso la fanno poche calorie in più a pasto, 141 contro 130 in media. “Anche se un cucchiaio in più a pasto sembra poco – spiega Hayley Syrad – considerando che un bebè mangia una media di cinque pasti al dì, la differenza nell’arco di una settimana è considerevole”. È come se i bambini mangiassero per due giorni in più ogni mese, continua Syrad.

Dalla ricerca è emerso anche che non vi sono differenze sul tipo di pasti proposti ai bimbi di peso normale e a quelli sovrappeso, né sul numero dei pasti consumati ogni giorno dai piccoli.

I ricercatori hanno stimato che per ogni 24 calorie in più a pasto il bebè ha un rischio di sovrappeso del 9% in più.

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Ha espresso ai genitori l’ultimo desiderio

La sua odissea sanitaria tra ricoveri, interventi e ospedali si è chiusa dopo 4 lunghi anni, ma il piccolo Giovanni Ignaccolo di 7 anni prima di morire ha espresso ai suoi genitori un ultimo desiderio: “Comprate con i miei risparmi un’attrezzatura per questo reparto. Servirà per gli altri bambini”. La storia di Giovanni, vittima di un incidente quattro anni fa, quando è caduto nel vuoto dal vano scala di un edificio dall’altezza di circa 6 metri, riportando una decompressione della massa ematica rilevante, ha emozionato il personale medico e paramedico dell’Ospedale ‘Maggiore’ di Modica dove è stato ricoverato per così tanto tempo. I suoi genitori vorranno dare corso al suo ‘testamento’, e così hanno deciso di contribuire all’acquisto di un oscillometro che verrà donato alla divisione di pediatria dell’ospedale “Maggiore”. Il sito on line Ragusanews contribuirà alla raccolta dei fondi per l’acquisto dello strumento sanitario.

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Esperti, diffidare se inchiostro è nero e ha odore “chimico”

Anche i tatuaggi all’hennè, quelli non permanenti, possono causare reazioni allergiche. Lo affermano gli esperti dell’università di Sheffield, che presentano un caso avvenuto su un bambino di 10 anni sulla rivista Bmj Case Reports. Il bambino, raccontano i medici, si era fatto un tatuaggio sul braccio durante un viaggio in Spagna. Una volta tornato, quattro giorni dopo, ha manifestato uno sfogo cutaneo intorno al tattoo, con prurito e la formazione di bolle e una infezione della pelle chiamata cellulite, guarite poi con un settimana di trattamenti antibiotici e creme al cortisone. “L’hennè che si usa per i tatuaggi è una combinazione di un pigmento naturale e di una sostanza chimica chiamata parafenilendiammina – scrivono gli autori – ed è quest’ultima, usata per rendere l’inchiostro più scuro e per farlo asciugare prima, che causa reazioni allergiche. Questa sostanza è proibita nei prodotti per la pelle, ed è ammessa solo nelle tinture per capelli fino a un massimo del 6%, mentre negli inchiostri è presente anche in proporzione del 30%”. Negli archivi dell’Fda, aggiunge Jaya Sujatha Gopal-Kothandapani, uno degli autori, al sito Livescience, ci sono numerose segnalazioni di reazioni allergiche all’hennè. “Ci sono diverse differenze tra l’hennè innocuo e quello che causa allergie – spiega la ricercatrice -. La pasta naturale è verdastra, ha un odore che sembra naturale e lascia un segno di un marrone profondo. Quella pericolosa è invece nera, ha un odore ‘chimico’, si asciuga subito e può bruciare al contatto con la pelle”.(ANSA).