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Maggiore connettività in regioni associate alla funzione motoria

L’attività fisica può avere effetti positivi sul cervello. Ma bere il succo di barbabietola può rafforzare questi benefici, in particolare per chi è più avanti con gli anni.
Secondo uno studio pubblicato su Journal of Gerontology, infatti, produce maggiore connettività nelle regioni del cervello associate alla funzione motoria.
Radice dal colore rosso viola, negli ultimi anni, la barbabietola ha guadagnato popolarità per i suoi potenziali benefici per la salute, che includono la riduzione della pressione del sangue e migliori prestazioni nell’esercizio fisico. Merito dell’elevato contenuto di nitrati, che aumentano il flusso di sangue al cervello e la distribuzione di ossigeno.
I ricercatori della Wake Forest University, nel North Carolina, hanno arruolato 26 partecipanti over 55, con pressione alta per effettuare 50 minuti di esercizio moderatamente intenso tre volte a settimana per 6 settimane. Un’ora prima di ogni seduta, metà dei partecipanti ha consumato un supplemento di succo di barbabietole contenente 560 milligrammi di nitrato, mentre gli altri un placebo. Al termine delle 6 settimane, i ricercatori hanno analizzato il cervello dei partecipanti tramite risonanza magnetica e scoperto che chi ha consumato il succo di barbabietole aveva una corteccia somatomotoria (regione che aiuta a controllare il movimento del corpo), strutturalmente più forte rispetto a chi ha consumato il placebo. “Rispetto all’esercizio da solo, l’aggiunta del succo ha determinato una connettività cerebrale che somiglia molto a quello che si vede nei più giovani”, commenta il co-autore W. Jack Rejeski.

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Le quattro ricette che fanno bene al cuore

Sì a cacao, mirtillo, aglio, peperoncino, pomodoro e barbabietola rossa; no a liquirizia, caffè, salse pronte come ketchup, maionese e salsa di soia, salumi e carni lavorate e ovviamente poco, pochissimo sale. Sono questi le principali raccomandazioni alimentari per combattere anche a tavola l’ipertensione arteriosa di cui il 17 maggio ricorre la XII giornata mondiale
 
Per valorizzare questi ingredienti l’alta cucina si è messa a disposizione della prevenzione con la lezione Cardiocooking, presente il professor Massimo Volpe, professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università “La Sapienza” di Roma, la nutrizionista Giulia Marca e l’attore Ettore Bassi, già protagonista con le sue figlie del programma culinario “Quando mamma non c’è”.
 
Questo è stato il risultato, quattro ricette che fanno bene al cuore realizzate nei Laboratori di cucina Mamà di Roma dallo chef Luca Materazzi insieme a un gruppo di giornalisti che hanno partecipato all’evento:


Secondo la SIIA (Società italiana dell’ipertensione) sono 16 milioni gli italiani colpiti da questo problema (il 33% sono uomini, il 31% donne), causa scatenante di un numero rilevante di complicanze cardiovascolari.
 

“E’ allarmante la percentuale di pazienti ipertesi che non raggiunge un adeguato controllo pressorio -commenta il professor Volpe -. Gli interventi nutrizionali sono ormai ampiamente riconosciuti come strategie importanti per la prevenzione primaria dell’ipertensione e come coadiuvanti delle terapie farmacologiche per ridurre il rischio cardiovascolare.
Eppure noi italiani siamo i primi promotori e consumatori della dieta mediterranea, che diversi studi hanno dimostrato essere il modello alimentare più adatto a fornire protezione contro la malattia coronarica e il rischio cardiovascolare”. L’iniziativa è stata sostenuta dall’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo.