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E’ ai nastri di partenza la campagna contro le ‘bufale’ in tema di salute promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). Si tratta, spiega la Fnomceo – che presenterà ufficialmente l’iniziativa il prossimo 10 maggio – della prima campagna di comunicazione ‘massiva’ messa in atto dalla Federazione, sotto la presidenza di Filippo Anelli, che replica, su scala nazionale, la “felice esperienza messa in atto, su diverse tematiche, da alcuni Ordini quali quello di Bari, di Napoli, di Taranto, di Roma, e che consiste nell’applicare alla comunicazione della salute le tecniche e gli strumenti della comunicazione pubblicitaria”. Al centro della campagna ci saranno, questa volta, le ‘fake news’, le ‘bufale’, che, quando riguardano la medicina, possono mettere a serio rischio la salute dei cittadini. Trentuno città, annuncia la Fnomceo, saranno tappezzate con 4 diversi manifesti 6 metri per 3, con immagini che, dai creativi che le hanno proposte, vengono preannunciate come ‘shock, ma temperate da una dose di ironia’. “Abbiamo scelto una campagna shock perché vogliamo far comprendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere della propria salute. Gli Ordini dei medici sono garanti della Salute pubblica come bene per tutta la società ed hanno quindi il dovere di intervenire per informare e sensibilizzare i cittadini rispetto ad atteggiamenti che ne minano il benessere – spiega Anelli -. Il medico deve tornare al centro della relazione che il paziente ha con la propria salute. Occorre ricostruire quel rapporto di fiducia medico-paziente che è stato fortemente indebolito dall’aziendalizzazione della Sanità”.

Medicina Generale News del giorno Reumatologia Video

Reumatologia e Fibromialgia, in particolare. La Sicilia, nella bellissima cornice di Modica e del suo teatro Garibaldi, ha ospitato il V Focus Reumatologico https://impotenzastop.it. Intervista al dott. Mario Bentivegna (consigliere nazionale della SIR) che ne è il responsabile scientifico e ai professori Fabiola Atzeni (Professore Associato di Reumatologia Università degli Studi di Messina) e Giovanni Arioli (Direttore Dip. di Riabilitazione A.O “C. Poma”, Mantova – Direttore UO Riabilitazione specialistica P.O. “Destra Secchia”, Pieve di Coriano (MN) – Professore Reumatologia Università degli Studi di Ferrara). Intervista di Salvo Falcone, direttore Medicalive Magazine. 

 

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A #ReumaDays Ragusa, la delegata Sicilia di Aisf Onlus Ass. Italiana Sindrome Fibromialgica Sezione Bagheria-Palermo Giusy Fabio che è intervenuta all’iniziativa itinerante della SIR – Società Italiana di Reumatologia organizzata a livello locale dal dott. Mario Bentivegna. L’intervista è del direttore di Medicalive Salvo Falcone.

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Molto più abili e veloci dell’uomo contro il virus

Le mucche potrebbero essere un alleato insospettabile nella battaglia, finora perdente, per trovare un vaccino contro il virus Hiv. Lo hanno scoperto i ricercatori dello Scripps Research Institute statunitense con uno studio pubblicato dalla rivista Nature, da cui emerge che questi animali sono in grado di produrre dei ‘super anticorpi’ contro il virus. Lo studio si basa sull’osservazione che il 10-20% dei pazienti sieropositivi sviluppa dopo diversi anni naturalmente degli anticorpi in grado di bloccare la maggior parte dei ceppi virali. Nessun tentativo di stimolare questa produzione artificialmente è però andato a buon fine. Da qui l’idea di ‘sfruttare’ il sistema immunitario delle mucche, che notoriamente è molto reattivo perchè deve far fronte alla quantità enorme di batteri potenzialmente patogeni presenti nell’intestino.
A quattro esemplari sono state quindi iniettate le parti dell’Hiv che stimolano la risposta immunitaria. Il risultato, spiegano gli autori, è stato superiore alle aspettative, e già dopo 42 giorni erano presenti i primi ‘super anticorpi’ nel sangue degli animali, attivi contro il 20% dei ceppi, mentre dopo circa un anno la protezione era del 96%. Le molecole prodotte dalle mucche, sottolinea Dennis Burton, uno degli autori, sono anche molto più potenti di quelle umane. “Una risposta così potente è notevole – afferma – soprattutto perchè gli animali sembrano produrre gli anticorpi in pochissimo tempo.
Gli anticorpi animali molto probabilmente hanno delle caratteristiche uniche, e possono offrire un vantaggio sulle caratteristiche dell’Hiv”.
Se gli anticorpi delle mucche si riveleranno sicuri ed efficaci anche per l’uomo, sottolinea lo studio, gli animali potrebbero essere direttamente usati per la produzione, come già avviene per alcuni vaccini usati per gli animali. L’obiettivo finale è però capire come stimlare il sistema immunitario per far produrre i ‘super anticorpi’ direttamente al corpo umano.

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Associazione chiede esame pdl; il 13 la Giornata mondiale

Una lettera ai parlamentari della commissione Affari sociali della Camera, con la richiesta di avviare al più presto l’esame della proposta di legge che ha come obiettivo il “pieno riconoscimento della guarigione dalla epilessia”. Ad inviarla è l’Associazione italiana contro l’epilessia (Aice) che, con questo gesto concreto, accende i riflettori sulla Giornata mondiale dedicata alla malattia, che si celebra il 13 febbraio. Un modo per ricordare che le persone con epilessia sono ancora, spesso, vittime di pregiudizi ingiustificati, contro cui la conoscenza è l’unica vera arma.
Sono 65 mln nel mondo, 8 mln in Europa e 500 mila in Italia le persone affette da epilessia, una delle malattie neurologiche più frequenti. Varie, denuncia l’Aice, le difficoltà che questi pazienti devono affrontare, a partire dalla burocrazia: “Con la lettera chiediamo l’avvio dell’esame della proposta di legge 1498 e ci batteremo fino all’ultimo per il pieno riconoscimento della guarigione da epilessia”, afferma il presidente Aice Giovanni Battista Pesce. In Italia, spiega, “è riconosciuta come malattia sociale dal 1965. Oggi si considera guarito chi non ha crisi da dieci anni, ma con l’approvazione della proposta di legge ci sarebbe il riconoscimento della guarigione a fronte della certificazione specialistica, ovvero quando il medico lo certifica, e non dopo 10 anni di assenza di crisi come periodo ‘standard’. Questo perchè alcune forme di epilessia possono guarire in modo spontaneo e chiaramente diagnosticabile anche in un arco di tempo inferiore ai 10 anni, o all’età della maturazione sessuale. Inoltre, ci sarebbe il riconoscimento per le persone con epilessie farmacoresistenti di almeno il 46% d’invalidità, per poter accedere al collocamento mirato al lavoro”. Infatti, è il ‘paradosso’ segnalato dall’Aice, “mentre da una parte a seguito di una crisi si perde l’idoneità alla guida e sul lavoro spesso si verificano discriminazioni, dall’altra non si ha il minimo riconoscimento di una percentuale d’invalidità che possa far accedere alle agevolazioni per il lavoro e la mobilità”. Chiaro il messaggio che l’associazione vuole lanciare: “Lamentarsi della discriminazione senza rimuoverne le cause è demagogico”. Insomma, “la parola d’ordine – afferma Clementina Boniver, neurologa ed epilettologa presso l’Azienda Ospedaliera Università di Padova, in occasione di un convegno organizzato oggi dall’Aice Veneto – è ‘uscire dall’ombra’, ma la strada da percorrere è ancora lunga. La diagnosi di epilessia continua infatti ad avere un impatto emotivo spesso sproporzionato alla reale gravità del problema”.
Ma è quando non c’è conoscenza che si genera la paura: “La gente deve sapere che l’epilessia è una malattia curabile – afferma – e quindi compatibile con una vita normale nel 70% dei casi.
Anche se purtroppo rimane ancora una quota di pazienti farmacoresistenti, un terzo, nonostante siano stati commercializzati negli ultimi anni nuovi farmaci e vi siano nuove strategie terapeutiche”. Altra priorità è sensibilizzare il mondo della scuola, dal momento che sono i bambini i più colpiti e nei due terzi dei casi l’epilessia si manifesta prima della pubertà. Per questo, il 13 febbraio l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma organizza un incontro per insegnare agli operatori scolastici a gestire una crisi convulsiva in classe.
Più di 50 gli istituti invitati. Titolo dell’iniziativa, ‘La scuola non ha paura delle crisi’.