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L’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), ha presentato oggi al Senato la sua Agenda del Malato. Si tratta di un documento che vuole sintetizzare i bisogni concreti e i diritti dei malati di Sclerosi Multipla e gli impegni per le istituzioni.

L’Agenda, ha spiegato, Roberta Amadeo, presidente AISM ”indica le priorità da affrontare a breve e traduce in scadenze concrete gli impegni contenuti nella Carta dei diritti delle persone con Sclerosi Multipla del 2014, di cui è stata prima firmataria il ministro della Salute Beatrice Lorenzin”.

Secondo l’Agenda, sono sei le priorità per ogni malato di Sclerosi Multipla: percorsi diagnostici terapeutici garantiti ed omogenei in tutte le Regioni, garanzie per l’erogazione piena di farmaci e trattamenti, riabilitazione, accertamenti medico legali per la valutazione dell’invalidità, lavoro e part time, Ricerca.

Il governo ha già risposto per bocca dalla presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, Emilia Grazie De Biasi, la quale ha già in cantiere una mozione “‘impegni Parlamento e governo a perseguire gli obiettivi dell’Agenda”

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha commentato il documento dell’AISM. “la Sclerosi Multipla, prima ancora di essere una patologia, è una condizione di vita cronica, imprevedibile, che può essere fronteggiata solo dando una risposta completa, che considera cioè la persona nella sua totalità”, e la ”Carta dei diritti ‘ieri’ e l’Agenda ‘oggi‘ – ha concluso – rappresentano strumenti irrinunciabili per costruire iniziative concrete che migliorino la qualità di vita dei pazienti”.

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ROMA – firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin il decreto istitutivo del nuovo Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. La struttura opererà al ministero della Salute e non più al ministero dell’Economia e delle Finanze. “Dopo avere proposto l’inserimento della ludopatia tra le dipendenze che sono trattate dal sistema sanitario nazionale nei servizi per le dipendenze – afferma il ministro – rafforziamo le misure contro questo pericolosissimo fenomeno. Abbiamo 3 milioni di italiani che rischiano di sviluppare una dipendenza dal gioco e questo dato ci consegna un allarme sanitario.

L’Osservatorio di monitoraggio presso il ministero della Salute testimonia l’impegno del Governo che metterà in campo tutte le misure per prevenire e curare le dipendenza dal gioco”.

Al nuovo Osservatorio, previsto dalla Legge di stabilità per il 2015, sono affidati il compito di monitorare la dipendenza dal gioco d’azzardo, di definire linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, nonché valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del fenomeno.

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MILANO – Il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri celebra il XIX Congresso nazionale iniziato ieri all’Hotel Michelangelo di Milano, per chiudersi sabato 16 maggio con una sessione sulla ‘Green oncology’ ospitata all’Expo in Cascina Triulza.
Il meeting 2015 prende spunto dal tema chiave dell’Esposizione Universale – un’alimentazione sostenibile che garantisca a tutti il diritto al cibo e alla vita – traducendolo nel campo dei tumori: ‘Cancer and Human Values’ è il titolo del Congresso meneghino. Il Cipomo ipotizza una oncologia dei valori, all’insegna di una ‘slow medicine’ attenta ai bisogni dei malati e alla sostenibilità del sistema sanitario, per vincere le sfide dell’era genomica.

Concorde il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “La lotta al cancro – scrive in un messaggio – costituisce una delle priorità del Servizio sanitario nazionale, per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Non posso che esprimere tutto il mio apprezzamento per la vostra iniziativa, che si propone di promuovere una riflessione sulla necessità di una medicina efficace ma sostenibile, che riesca a conciliare l’aumento dei costi con la necessità delle cure, passando quindi da una ‘Evidence Based Medicine’ a una ‘Values Based Medicine'”.

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ROMA – L’Inail ha presentato oggi il primo prototipo di mano artificiale ‘made in Italy’ di derivazione Robotica con l’obiettivo di offrire alle persone amputate la possibilità di riprendere una vita  normale. Sarà disponibile a partire dal 2017 e nasce da una collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia. La mano robotica “potrebbe essere inserita nei Lea, livelli essenziali di assistenza, per il 2017, anno in cui sarà concretamente disponibile per i pazienti”. Lo ha annunciato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Non posso che plaudire – ha detto il ministro – alla collaborazione tra Inail e Iit. Auspico che questa collaborazione possa arricchirsi del sostegno del ministero della Salute. Ora dobbiamo porci il problema di come dare a tutti i pazienti questa tecnologia. In questo modo sarà possibile superare il gap economico tra chi può accedere a questa tecnologia e chi no”. Durante l’evento è stato ricordato che sono 3.600 le amputazioni di arto superiore ogni anno in Italia, e l’80% di queste riguarda la mano.
Il ministro ha poi ricordato che “abbiamo in corso l’approvazione dei nuovi Lea. E credo che nel 2017, quando questo prodotto sarà pronto, sarà anche possibile inserirlo nei livelli essenziali di assistenza. Il tema delle risorse è un falso problema. Perché i soldi si trovano se si usano bene quelli che ci sono”.

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ROMA – Per fare fronte alla crescente richiesta di ‘pazienti esperti’ in grado di partecipare alla pari al processo di sviluppo dei farmaci innovativi, è stato implementato il progetto europeo Eupati (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation). Presentato nell’ambito di un convegno svolto nella sede dell’Istituto superiore di sanità, il progetto – con la sua piattaforma italiana – nasce per rispondere alla necessità dei pazienti o dei loro familiari di dialogare alla pari con istituzioni, enti di ricerca, aziende farmaceutiche. ‘Ritengo che il vostro progetto sia encomiabile – ha scritto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel suo messaggio di saluto rivolto ai rappresentanti di decine di associazioni – Sviluppare e disseminare informazioni obiettive, credibili, corrette aggiornate sulla ricerca e lo sviluppo dei farmaci rappresenta uno strumento di grande spessore per incrementare la capacità e la competenza dei pazienti”. Nelle intenzioni, i primi 100 pazienti formati verranno direttamente impiegati nelle riunioni dove sarà necessaria la loro presenza: si tratta dei comitati etici, dei tavoli delle agenzie regolatorie e dei board delle aziende farmaceutiche che decidono come fare i trial clinici.

10 Aprile 2015

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ROMA – Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è intervenuta con un commento sulla decisione dell’Agenzia italiana farmaci di applicare l’obbligo di ricetta per la Pillola dei cinque giorni dopo solo per le minorenni. “L’Aifa – dice il ministro – ha preso una decisione di tipo regolatorio. Noi l’abbiamo sottoposta al Consiglio superiore di sanità, che ha mandato un parere tecnico-scientifico, orientato sulla sicurezza del paziente, ad Aifa, che ha agito come agenzia regolatoria trovando una mediazione e indicando di non applicare la normativa europea per le minorenni”. L’Agenzia europea dei medicinali aveva deciso, nei mesi scorsi, la prescrivibilità senza bisogno di ricetta per tutte le donne.
Il ministro ha chiarito che “l’unica cosa importante è avere la garanzia che la donna, sia adulta che giovane, quando ricorre al farmaco della contraccezione d’emergenza abbia contezza della propria situazione clinica e che non ci siano rischi per la salute non solo per il presente, ma anche per il futuro. Quindi – ha concluso Lorenzin – io mi attengo alle valutazioni scientifiche. Questa mediazione è molto positiva”.
Il dibattito tuttavia prosegue. Da Bruxelles, dove è in corso il convegno dell’International Planned Parenthood Federation European Network (Ippf En), il presidente nazionale dell’Aied (Associazione italiana per l’educazione demografica) Mario Puiatti afferma che “resta il dato oggettivo della discriminazione, tutta da capire, nei confronti delle minorenni”. Poi prosegue affermando che “il fatto che ora le donne possano avere libero accesso a questa contraccezione d’emergenza, senza prescrizione e senza esibire un test di gravidanza, è un dato che ci avvicina sempre più agli standard europei”.
Quella assunta dall’Aifa “è una decisione soddisfacente anche se lascia una punta di rammarico per le minorenni” ha dichiarato Alberto Aiuto, ad di Hra Pharma, azienda farmaceutica che produce la pillola dei cinque giorni dopo. Aiuto annuncia che – dopo la realizzazione di una serie di verifiche sui dati sull’uso ripetuto – sarà richiesto lo stop all’obbligo di prescrivibilità anche per le minori di 18 anni.

26 Marzo 2015

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ROMA – Costano oltre 13 miliardi al bilancio del Sistema sanitario nazionale i troppi e, a volte, inutili esami clinici e diagnostici degli italiani. Bisogna correre al riparo e secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sono in arrivo protocolli e norme per impedire gli eccessi e recuperare risorse finanziarie preziose per la sanità pubblica.
“Gli esami inutili legati alla medicina difensiva – ha avvertito il ministro partecipando ad un forum all’Ansa – costano all’Italia 13 mld l’anno, altro che manovre finanziarie. Per questo, il ministero sta lavorando a protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno in gravidanza”.
Basta moltiplicare i costi degli esami in eccesso per le donne in gravidanza ogni anno, che sono oltre 500mila, per avere un’idea delle risorse recuperabili.
Non si abbonda ingiustificatamente solo nelle prescrizioni di ecografie e analisi, perché anche i periodi di degenza sono in vari casi eccessivi: ”Due-tre giorni in più nella degenza valgono miliardi”, ha avvertito Lorenzin. In un periodo già caratterizzato da notevoli tagli, lo spazio per recuperare risorse c’è e senza ‘danneggiare’ i cittadini: “Lavorerò – ha aggiunto – per applicare il Patto per la Salute non incidendo sulle leve che pesano sui cittadini ma lavorando con forza sulla massa di inappropriatezze”. Si punta a risparmiare anche su centrali d’acquisto e parte delle risorse energetiche. Lorenzin ha quindi confermato che entro giugno arriveranno pure i nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il lavoro per i nuovi ticket, ha spiegato, sarà invece più lungo, perchè ”è in campo una riforma del fisco alla quale dobbiamo agganciarci”. Lorenzin ha poi avvertito che il problema complessivo è anche quello di una buona governance proponendo un provvedimento per la riforma della selezione della dirigenza. Poi l’analisi di una altra emergenza: nel 2050 in Italia ”non nasceranno più figli” ed è urgente, ha rilevato il ministro, mettere sul tavolo ”’politiche attive”, ricordando che il 18 marzo arriveranno i risultati del tavolo sulla fertilità sulla cui base elaborare iniziative.
Sugli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) il ministro non vuole alcuna deroga “e chi non ha rispettato i tempi se ne assumerà la responsabilità. Si potrà arrivare anche al commissariamento”. Quanto alle tecniche di fecondazione eterologa, ribadito il ‘no’ all’ipotesi di pagamento delle donatrici.

12 Marzo 2015

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ROMA – Il decreto sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sul nomenclatore tariffario per le protesi sarà adottato dal governo entro giugno. E’ l’impegno del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ribadito al question time alla Camera. Il provvedimento, ha spiegato il ministro, è ora ”alla valutazione delle Regioni, che auspico concluderanno a breve il loro esame”. Completato l’iter, ha proseguito Lorenzin, ”provvederò a chiedere l’iscrizione al primo Consiglio dei ministri utile e conto di arrivare alla conclusione entro il mese di giugno”.
Nei nuovi Livelli essenziali di assistenza sarà aggiornato l’elenco delle malattie rare, ad oggi 110, cui saranno destinati, per la ricerca, i 3 milioni di euro inizialmente stanziati per la sperimentazione del cosiddetto metodo Stamina. ”Sono in procinto di presentare una proposta normativa che se approvata dal Parlamento – ha spiegato Lorenzin – rappresenterà un’importante innovazione nel campo della ricerca sui farmaci su queste malattie, oltre ad aver predisposto la norma per destinare i 3 mln di euro stanziati per la sperimentazione Stamina per la ricerca nel settore”. La proposta normativa, ha chiarito, ”prevede in sintesi ulteriori semplificazioni per l’autorizzazione di farmaci per le patologie rare”. Nel 2014, ha inoltre ricordato il ministro, ”l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha autorizzato un numero senza precedenti di farmaci orfani per le malattie rare, ben 81, e di questi l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ne ha già approvati ben 63”.
Il ministro ha quindi ricordato come nel rinnovato nomenclatore tariffario siano stati inclusi anche nuovi ausilii informatici per persone disabili ed apparecchi acustici digitali.

11 MARZO 2015

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ROMA – Aumenta il numero di italiani cui è stato diagnosticato un tumore. Nel 2010 erano 2 milioni e 600 mila, nel 2015 sono passati a 3 milioni. Di questi tre milioni, tuttavia, una persona su quattro è guarita ed è tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione sana.
E’ il quadro che emerge dallo studio dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) presentato oggi a Roma. Lo studio, condotto sui 45 registri tumori italiani che coprono il 53% della popolazione, ha calcolato un aumento del 20% dei casi rispetto al 2010. Oltre il 20% dei maschi e il 13% delle femmine sopra i 75 anni sono interessati dal fenomeno.
”Il tumore principale per le donne – ha detto Stefano Guzzinati del registro tumori del Veneto – è quello della mammella, che colpisce oltre 600mila donne, mentre sono 300mila i maschi che hanno ricevuto una diagnosi di tumore della prostata”.
Lo studio ha anche calcolato quanto tempo è necessario attendere dopo la diagnosi per potersi considerare guariti. Per il tumore della mammella ad esempio oltre il 50% delle donne con la diagnosi non morirà a causa della malattia, ma servono venti anni per potersi dichiarare guariti. Un dato simile si trova per quello della prostata, mentre per il colon retto è meno della metà.
Secondo Emanuele Crocetti, segretario nazionale Airtum, “la percentuale maggiore di malati di tumore si registra al Nord con il 5 per cento di casi sul totale della popolazione rispetto al Centro-Sud. Al Sud è inferiore al 4 per cento”. Crocetti precisa che “il maggior numero di pazienti si registra in Lombardia, anche perché è la Regione più popolosa e, in particolare, nell’area di Milano”.
Intervenendo alla presentazione del rapporto, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha detto che ”il messaggio da diffondere oggi è di concretezza e di speranza. Il passaggio dalla sopravvivenza alla guarigione – ha proseguito – è già stato fatto a livello scientifico; sappiamo che uno su quattro guarisce, però, sappiamo anche che i tumori aumentano, dunque, si tratta di una sfida che dobbiamo cogliere”. Poi il ministro ha aggiunto che i farmaci innovativi contro i tumori che stanno per arrivare vanno garantiti a tutti i malati nonostante l’alto costo.

9 marzo 2015