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Si svolgerà oggi la conferenza stampa di sensibilizzazione “Bimbi in auto: vision zero”, promossa dai Ministeri della Salute, dei Trasporti, degli Interni e delle società scientifiche e culturali dei pediatri. A fare le spese dei 175mila incidenti stradali che si registrano ogni anno sulle strade, sono infatti centinaia di bambini, che perdono la vita o riportano lesioni anche gravissime e permanenti. Nella gran parte dei casi la causa di questi infortuni è il mancato o cattivo uso dei seggiolini, obbligatorio per i bimbi fino al metro e cinquanta d’altezza, e delle cinture di sicurezza per i ragazzini più grandi. Genitori, nonni, educatori e tutti coloro che, a vario titolo, si prendono cura dei bambini hanno bisogno di ulteriori informazioni sul corretto uso dei dispositivi di ritenuta secondo quanto previsto dall’art. 172 del Codice della strada. Questo, infatti, è l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Governo.
La campagna di sensibilizzazione sarà diffusa negli ambulatori pediatrici, negli ospedali, consultori, centri vaccinali e sui principali mezzi di comunicazione.

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La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) accoglie con soddisfazione la decisione del Ministero della Salute e del Ministero dello Sport di eliminare l’obbligo del certificato medico per la pratica dell’attività sportiva in età prescolare: “Le istituzioni competenti hanno accolto una nostra proposta avanzata nel 2015 – afferma Paolo Biasci, Presidente FIMP -. Questa decisione potrà favorire l’attività fisica dei bambini fin dai primissimi anni di vita e aiutare a contrastare così la pericolosa tendenza alla sedentarietà”. Si tratta, infatti, sottolinea Biasci, “di uno stile di vita scorretto ancora troppo diffuso tra gli italiani d’ogni fascia d’età. Attualmente il 53% dei giovani d’età compresa tra i 3 e i 5 anni e il 22% di quelli tra i 6 e i 10 anni non praticano alcuna forma di attività fisica. Il nostro auspicio è che, anche grazie al recente provvedimento, si possano ulteriormente promuovere stili di vita sani tra tutta la popolazione residente nel nostro Paese”. La norma infatti, rilevano i pediatri Fimp, “oltre che ridurre le spese delle famiglie, ha anche il pregio di sburocratizzare l’accesso alle attività sportive e di evitare così sprechi all’intero Sistema Sanitario Nazionale per accertamenti medici superflui”.

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La mamma le deve mangiare prima delle poppate

Le basi perché un bimbo non diventi schizzinoso a tavola e mangi le verdure si costruiscono già con l’allattamento. I piccoli che fanno poppate al seno con la mamma che ha mangiato prima verdure mostrano infatti di preferirle maggiormente quando iniziano a introdurre nell’alimentazione cibi solidi. È quanto emerge da uno studio guidato dal Monell Chemical Senses Center di Philadelphia, pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition. Già durante la gestazione è possibile intervenire – secondo gli studiosi- perché mangiando verdure si da un ‘sapore’ particolare al liquido amniotico. Poi se si prosegue con l’allattamento il bimbo impara ad essere meno difficile a tavola. Gli studiosi hanno preso in esame 97 neomamme che allattavano, dividendole in cinque gruppi diversi.
Per un mese, tre gruppi hanno bevuto una mezza tazza di centrifuga di carota, sedano, barbabietola o altre verdure prima delle poppate. Un gruppo ha iniziato quando i neonati avevano due settimane di vita , un altro a 1 mese – un mese e mezzo, il terzo a due mesi- due mesi e mezzo. Un quarto gruppo di mamme ha bevuto la centrifuga per tre mesi, a partire da quando bimbi avevano due settimane. Un quinto gruppo, cosiddetto di controllo, non l’ha invece bevuta. Al momento di inserire cibi solidi nella dieta, sono state osservate e registrate le reazioni dei piccoli di fronte a cereali semplici, aromatizzati alla carota o ai broccoli. I bimbi che erano stati esposti a sapori vegetali nel latte materno hanno mostrato di preferire i cereali aromatizzati con carota, un gusto che conoscevano, rispetto agli altri. Solo 8 per cento ha respinto tutti i cibi.

Fonte:www.ansa.it

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Eventuali debolezze possono essere individuate e trattate presto

Dietro un insieme apparentemente casuale di lettere che emergono dai primi tentativi del bambino di scribacchiare parole, potrebbe già esserci un tentativo di seguire regole di ortografia. Una ricerca dell’Università di Washington a St.Louis suggerisce, infatti, che i bimbi sotto i 3 anni iniziano già a conoscere alcuni aspetti della lettura e della scrittura.
Lo studio, pubblicato nella rivista Child Development, ha analizzato l’ortografia di 179 bambini degli Stati Uniti sotto i 5 anni. Quando veniva chiesto loro di cercare di scrivere parole di cui ascoltavano il suono, i bambini, come è facile immaginare non usavano le lettere giuste. Tuttavia già intorno a tre iniziavano ad associare ad esempio la lunghezza della parola ascoltata con quella da loro riprodotta su carta. “I risultati mostrano che i bambini iniziano a conoscere le statistiche della lingua scritta, ad esempio quali lettere spesso appaiono insieme e quali lettere appaiono insieme meno spesso, prima di imparare in che modo le lettere rappresentano i suoni di una lingua”, ha detto il coautore dello studio Rebecca Treiman, professoressa di scienze psicologiche e cerebrali.
L’esposizione a parole scritte tra i 3 e i 5 anni può quindi essere importante per far sì che i bambini diano un precoce impulso alla capacità di lettura, scrittura e ortografia. Inoltre lo studio indica che debolezze in questi campi potrebbero esser diagnosticate anche in epoche molto precoci, così da anticipare eventuali interventi.

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Migliorando attenzione visiva e memoria verbale

Con l’uso di particolari videogiochi si velocizza, in casi di dislessia, la capacità di lettura anche nei bambini di madrelingua inglese, migliorando non solo l’attenzione visiva, ma anche la memoria verbale. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un team di giovani ricercatori, tra cui italiani, e pubblicato in questi giorni sulla rivista Scientific Reports.
Il team, guidato da Simone Gori (Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, dell’Università di Bergamo) e Andrea Facoetti (Laboratorio di Neuroscienze Cognitive dello Sviluppo, del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova), entrambi consulenti scientifici dell’Irccs “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco), è composto da Sandro Franceschini (Università di Padova), Piergiorgio Trevisan (Università di Udine), Luca Ronconi (Università di Trento), Sara Bertoni (Università di Padova), Kit Double e Susan Colmar (Sydney University, Australia).
Nello studio condotto in Australia, da Franceschini e Trevisan, i ricercatori hanno scoperto che i miglioramenti nella velocità di lettura indotti dall’uso per poche ore di un videogioco d’azione sono dovuti a specifiche stimolazioni di circuiti cerebrali in grado, non solo di migliorare l’attenzione visiva, ma anche la memoria dei suoni del linguaggio.

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In Italia circa il 30% dei bambini è affetto da allergia

Asma e allergie nei bambini: da Genova parte un allarme per l’aumento nella fascia pediatrica in ambito metropolitano. Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti da traffico veicolare e i cambiamenti climatici.
A Genova sono stati quindi organizzate consulenze gratuite per bambini e adolescenti fino a 14 anni nell’ambulatorio di allergologia pediatrica dell’ospedale Villa Scassi che ogni anno eroga circa 3000 prestazioni.
“In Italia circa il 30% dei bambini è affetto da allergia – spiega Stefano Macciò, primario di neonatologia all’ospedale Villa Scassi e responsabile ambulatori pediatrici di allergologia Asl 3 – Il 10% sotto i 14 anni presenta asma soprattutto nelle fasce d’età 6-7 anni e 13-14 anni; il 20% è affetto da rinite allergica, trend in aumento a 6-7 anni e 13-14 anni, e il 15% presenta dermatite atopica. La prevalenza nella fascia pediatrica è in aumento soprattutto in ambito metropolitano. Nelle aree di Genova ad esempio sono indubbi i benefici del clima mediterraneo, ma si assiste ad un continuo aumento delle emissioni inquinanti da traffico veicolare”.
Nei bambini i sintomi sono determinati prevalentemente da allergeni alimentari e dermatite atopica nei primi 2 anni di vita; da inalanti come acari, epiteli di animali e muffe tra i 2 e i 4 anni, e da pollini in età successive. “In Liguria, tra i pollini, il principale è quello della parietaria, quasi perenne – sottolinea Macciò -. Forme asmatiche importanti possono essere provocate anche da pollini di oleacee. I cambiamenti climatici influenzano notevolmente il periodo di insorgenza e la durata dei sintomi: in caso di aumento precoce delle temperature, le pollinosi iniziano prima e durano più a lungo”.

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Circolare ministero Salute, deciso dal medico. Iniziative dal 14

Per i bambini in ritardo con le vaccinazioni sarà il medico a decidere il calendario per recuperare, in maniera ‘personalizzata’. E’ una delle indicazioni contenute nella circolare con le prime indicazioni operative emanata dal ministero della Salute.
“Il recupero dei non vaccinati o dei vaccinati parzialmente, a cura delle ASL competenti, necessita di una valutazione da parte del sanitario – si legge nel documento, pubblicato anche sul sito del ministero – che dovrà, in particolare, tenere in considerazione diversi elementi, quali: vaccini e numero di dosi già somministrati, età del minore, numero di dosi necessarie a completare ciascun ciclo a seconda dell’età e della presenza di eventuali condizioni cliniche, intervallo tra le dosi raccomandato in scheda tecnica e tra vaccini diversi, esistenza di prodotti combinati, possibilità di associare nella stessa seduta più vaccini”. La circolare precisa nel dettaglio le modalità di presentazione della documentazione per le iscrizioni e l’iter delle sanzioni per i genitori inadempienti, già illustrati nei giorni scorsi. Un paragrafo è dedicato alle iniziative per la comunicazione.
“A partire dal 14 giugno il Ministero della Salute attiverà un numero di pubblica utilità (1500), al quale risponderanno medici esperti del Ministero per fornire ai cittadini informazioni e risposte in merito alle novità introdotte dal decreto-legge. Inoltre, per l’anno scolastico 2017/2018, il Ministero della Salute, grazie ad un accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sosterrà iniziative di formazione del personale docente ed educativo, nonché di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori”. Inoltre, le vaccinazioni per le quali è introdotto l’obbligo sono gratuite in quanto già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza e l’obbligo vaccinale riguarderà anche i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili.

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Messo a punto al Bambino Gesù, usa marcatori genetici specifici

Primo passo verso un intervento vaccinale personalizzato per bambini con basse difese immunitarie. Un test genetico, messo a punto da ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, permette di sapere in anticipo se il vaccino antinfluenzale avrà o meno effetto su piccoli pazienti affetti da HIV. Pubblicato sulla rivista Journal of Immunology, lo studio è stato premiato con l’European Research MasterClass, al congresso annuale dell’ESPID (European Society of Pediatric Infectious Diseases), a Madrid.
I bambini con Hiv hanno bisogno di maggiori attenzioni nella copertura vaccinale rispetto alla popolazione pediatrica sana.
Ad oggi però non esistono linee guida sul loro follow up vaccinale, quindi, una volta vaccinati, questi bambini vengono ritenuti protetti. Il test invece – tramite l’individuazione dei marcatori genetici specifici che predicono quale sarà la risposta dell’organismo – rivela l’efficacia o meno del vaccino prima che venga somministrato. In questo modo i medici possono comportarsi di conseguenza,scegliendo una formulazione vaccinale alternativa, se disponibile, o chiedendone una specifica. Lo studio, che ha coinvolto 40 pazienti affetti da HIV, ha utilizzato una tecnica, messa a punto sempre dai ricercatori del Bambino Gesù, che consente di estrarre una grande quantità di informazioni dal sangue di un bambino anche in presenza di campioni estremamente ridotti. “In prospettiva – spiega Paolo Palma a capo del gruppo di ricerca in infezioni congenite perinatali dell’ospedale – questi test potranno essere allargati anche ad altre tipologie di pazienti immunocompromessi, come quelli reduci da un trapianto”.

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Un orsetto per sensibilizzare contro i danni alla salute delle sigarette

Si chiama Ector ed è un orsetto speciale, perché protegge i bimbi dal fumo passivo. E’ un peluche che tossisce ogni volta che qualcuno fuma vicino a lui: “così facendo scoraggia i fumatori, avverte i genitori ed educa i bambini a tenersi lontani dalle minacce del fumo”. A lanciarlo è una collaborazione tra le aziende Roche e Trudi, con il patrocinio di Women against cancer in Europe (Walce).
In Italia, dicono gli esperti, il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo, il 49% dei neonati e dei bambini fino a 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori, mentre circa un neonato su 5 ha una madre fumatrice. “Il fumo indiretto – puntualizza Giulia Pasello, dirigente medico all’Istituto Oncologico Veneto di Padova – è nocivo quanto quello diretto, ed è strettamente correlato allo sviluppo di tumori, malattie del sistema cardiocircolatorio e respiratorio, sia negli adulti che nei bambini. In più, ogni anno in Italia ci sono circa 150-300 mila bronchiti e polmoniti sotto i 18 mesi, patologie che si possono ricondurre anche all’esposizione cronica al fumo e causano circa 15 mila ospedalizzazioni nei reparti pediatrici”.
Per ampliare la sensibilizzazione e stimolare sempre più la prevenzione, “porteremo Ector The Protector Bear nei corsi pre-parto di alcune città italiane a partire da questo autunno, perchè la vera prevenzione precoce inizia dentro le mura di casa, e i genitori non devono incarnare un modello negativo per i propri figli”. E’ attiva anche un’apposita campagna di informazione al sito www.ectortheprotector.com.

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“Il sogno è che tra 3-5 anni si possa togliere l’obbligo”

“Contestano alle case farmaceutiche e ai medici di consigliare i vaccini per soldi, ma la verità è che intorno ai bambini non vaccinati girano interessi economici molto forti e questo spiega anche l’aggressività del mondo no vax. Chi segue quei bambini? Chi valuta il loro stato di salute, come vengono curati?”. A lanciare l’accusa è Alberto Villani, presidente della Società italiana di Pediatria e responsabile dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma in occasione della presentazione di un’App per l’emergenza pediatrica. “Siamo riconoscenti al Ministero della Salute perchè sui vaccini ha dato una sterzata importante”, afferma, “il decreto varato fa il punto sullo stato vaccinale di ogni bambino, così la famiglia che non ha fatto vaccinare il minore ha qualcuno che le possa spiegare che cosa va fatto”. Villani sottolinea inoltre che “il risultato non è mettere sanzioni, ma fare informazione e dare consapevolezza”. “A nessuno verrà vietato l’accesso a scuola come qualcuno ha voluto far credere”, dice ancora, “il sogno è che tra 3-5 anni si possa togliere l’obbligo quando il pericolo sarà finito e battuta la gentaglia contraria ai vaccini”.