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Può avere effetti nocivi sull’apparato endocrino e il sistema ormonale. Verso misure restrittive

Il bisfenolo A, sostanza chimica comunemente utilizzata nelle plastiche, può avere effetti nocivi sull’apparato endocrino e il sistema ormonale. E’ la posizione espressa all’unanimità dal comitato degli Stati membri dell’Autorità Ue per le sostanze chimiche (Echa), che ha inserito il bisfenolo A nell’elenco delle ‘sostanze estremamente preoccupanti’. Il composto è già nell’elenco delle sostanze ‘candidate alla sostituzione’ a causa delle sue proprietà tossiche per la riproduzione. “La decisione dell’Echa – è il commento di un portavoce della Commissione europea – conferma che il bisfenolo A è sostanza estremamente preoccupante a causa delle sue proprietà di interferente endocrino. La Commissione ha già intrapreso azioni sostanziali per limitarne l’uso in un certo numero di prodotti di consumo, inclusi i materiali per contatto con gli alimenti e i giocattoli”. La classificazione del bisfenolo A come interferente endocrino è solo il primo passo per la valutazione della pericolosità di una sostanza nell’ambito del regolamento Reach, ma è “di cruciale importanza per introdurre in futuro misure per ridurre l’esposizione delle persone alla sostanza”, commenta Natacha Cingotti della Ong Heal (Health and Environment Alliance).

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Abbiamo già parlato, in questo articolo, della correlazione tra diabete e pesticidi. Ora la “Endocrine Society”, l’associazione degli endocrinologi Usa, ha deciso di lanciare un appello e di creare una task force per portare avanti ulteriori studi.

Secondo alcune ricerche l’esposizione continua a sostanze chimiche comunemente presenti nelle plastiche come in centinaia di oggetti quotidiani, sta rovinando la salute dell’uomo, causando patologie come il diabete, ma anche obesità, infertilità, problemi alla tiroide e persino disturbi neurologici.

“Nel 2015 hanno continuato ad aumentare le prove sempre più definitive che sostanze chimiche come i ftalati, il bisfenolo A, la diossina, i pesticidi e così via sono implicati nel danneggiare il sistema endocrino umano e causare una serie di patologie”.

La Endocrine Society si prefigge anche di coinvolgere politici, legislatori e professionisti al fine di minimizzare l’utilizzo di questi prodotti e di sottoporre a test di sicurezza per la salute qualsiasi nuovo composto che arriverà sul mercato.

Il rapporto annuale precisa che “le sostanze chimiche in questione distruggono il sistema endocrino, interferendo con l’attività degli ormoni e alterando la crescita e lo sviluppo delle cellule”.

In particolare, secondo la task-force, e’ sempre più chiaro che l’esposizione anche dei feti ai prodotti chimici puo’ risultare in una tendenza al diabete e all’obesità.

In Italia, sull’argomento non vi è una regolamentazione specifica e non ci sono studi in fase avanzata.