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Fra Europa e Usa, è il futuro dell’intelligenza artificiale

Una macchina capace di analizzare problemi e di ragionare in modo concreto per trovare delle soluzioni: costruirla è l’obiettivo del progetto promosso dal Massachusetts Institute of Tecnology (Mit) e condotto in collaborazione con una rete di centri di ricerca americani e, per l’Europa, con Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova e Istituto tedesco Max Planck.

 Finanziato dalla National Science Foundation degli Stati Uniti, il progetto si chiama “Brain, Minds and Machines” e riunirà gli esperti che vi partecipano dal 20 al 22 giugno in Italia, a Sestri Levante (Genova). “E’ un progetto molto grande, il cui obiettivo è fondare una scienza dell’intelligenza: l’idea è mettere insieme chi studia il cervello, con chi si occupa di sistemi cognitivi e di intelligenza artificiale”, ha detto Giorgio Metta, dell’Iit, che ha organizzato l’incontro in collaborazione con Boris Katz del Mit e Lorenzo Rosasco dell’università di Genova.

”Si è deciso – ha aggiunto – di mettere insieme diverse discipline per capire che cosa significa ricreare l’intelligenza nella macchina”, con l’obiettivo di “realizzare macchine capaci di imparare autonomamente e ragionare su problemi concreto e trovare soluzioni”. Potrebbero volerci decenni per realizzarla, ha rilevato. “A breve – ha detto ancora Metta – è possibile immaginare forme di intelligenza settoriali”, come auto che si guidano da sole, robot domestici che sanno cucinare o riordinare la casa, o ancora macchine capaci di utilizzare gli elementi esistenti per progettare cose nuove. Il prossimo passo, invece, sarà un’intelligenza artificiale capace di analizzare un problema e fare più tentativi per trovare una soluzione in maniera autonoma.

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In arrivo 100 milioni di dollari per scoprire i segreti del cervello: sono i finanziamenti per l’ambizioso progetto Brain Initiative lanciato nel 2013 dal presidente Obama per combattere malattie del cervello, come Parkinson e Alzheimer, e che si aggiungono ai 300 milioni di dollari già stanziati. A dare il contributo sono il National Institutes of Health (Nih), la fondazione privata Kavli e alcuni centri universitari americani.

Nato nel 2013, il progetto Brain (Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies) Initiative punta a svelare tutti i segreti del funzionamento del cervello umano e a sviluppare nuove avanzatissime tecnologie e cure. I nuovi fondi serviranno alla creazione di 3 nuovi laboratori di ricerca, all’interno delle università di Maryland, New York, California e a sostenere ulteriormente le attività già avviate in altri 4 centri di ricerca.

Circa la metà dei 100 milioni di dollari arriva dalla Fondazione Kavli, nata per supportare la ricerca scientifica, mentre circa 40 sono stati offerti da Nih. “Quella di oggi è una nuova pietra miliare della Brain Initiative”, ha spiegato Tom Insel, direttore dell’istituto nazionale americano di salute mentale. Attraverso questi nuovi finanziamenti sono stati creati 67 nuovi bandi per incentivare studi per lo sviluppo di metodi innovativi per misurare l’attività cerebrale e per strumenti per la stimolazione del cervello in pazienti colpiti da gravi traumi.