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Il corpo lavora meglio e consuma in misura maggiore

Meglio non mangiare prima della palestra. Perlomeno se si vogliono avere dei risultati importanti. Il corpo, infatti, lavora meglio e brucia più grassi a stomaco vuoto. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Bath, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism. Per arrivare a questo risultato sono stati presi in esame 10 uomini adulti sovrappeso. I volontari hanno camminato per 60 minuti a un 60 per cento del consumo massimo di ossigeno a stomaco vuoto e, in un’altra occasione, due ore dopo aver consumato una colazione ricca di carboidrati e ad alto contenuto calorico. Il team di ricerca ha prelevato campioni di sangue dopo il pasto o il digiuno e l’attività fisica, raccogliendo anche campioni di tessuto adiposo immediatamente prima e un’ora dopo le camminate.
Dai risultati è emerso, come evidenzia Dylan Thompson, tra gli autori dello studio, che “dopo aver mangiato, il tessuto adiposo è occupato a ‘rispondere’ al pasto e l’esercizio in questo momento, non stimolerà gli stessi cambiamenti in termini di benefici”. Questo significa- conclude- che l’esercizio in uno stato di digiuno potrebbe provocare cambiamenti più favorevoli nel tessuto adiposo, e ciò potrebbe essere benefico per la salute a lungo termine”.

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Si chiama irisina e riduce le cellule adipose ‘cattive’

Se fare esercizio fisico talvolta pesa ecco una motivazione in più per non mollare: facendolo si rilascia un ormone, l’irisina, che aiuta geni e proteine a ‘convertire ‘ i grassi cattivi in grassi buoni e energia, impedendo al tempo stesso la formazione di tessuto grasso. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università della Florida, pubblicata su American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism. I ricercatori hanno raccolto le cellule di grasso donate da 28 pazienti che avevano avuto un intervento chirurgico di riduzione del seno. Dopo aver esposto i campioni all’irisina, hanno riscontrato un aumento di quasi cinque volte nelle cellule che contengono una proteina nota come UCP1, fondamentale per il suo ruolo “brucia-grassi”.
Gli studiosi hanno scoperto anche che l’irisina sopprime la formazione di grasso. Tra i campioni di tessuto grasso testati, questo ormone ha infatti mostrato di ridurre il numero delle cellule adipose mature dal 20 al 60% rispetto a un gruppo di controllo.
Questo suggerisce – spiegano i ricercatori – che l’irisina riduce i depositi di grasso nel corpo ostacolando il processo che trasforma le cellule staminali indifferenziate in cellule adipose, promuovendo anche la loro differenziazione in cellule che formano le ossa. “Invece di aspettare un farmaco miracoloso, si può cambiare lo stile di vita – spiega l’autrice della ricerca Li-Jun Yang – con l’esercizio fisico si produce più irisina, che ha molti effetti benefici tra cui la riduzione del grasso, le ossa più forti e il miglioramento della salute cardiovascolare.

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Fusione tra immagini Rm e eco 3d

Una sonda robotizzata ad altissima precisione che emette ultrasuoni in grado di aumentare la temperatura delle cellule maligne fino a “bruciare” anche i più piccoli focolai tumorali. E’ l’innovativa apparecchiatura di ultima generazione in funzione all’Irccs Inrca-Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani di Ancona, con cui vengono eseguiti i primi interventi in Italia di terapia focale localizzata contro il cancro alla prostata. 

L’apparecchiatura “Focal One” è stata presentata oggi alla presenza del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, di Giampaolo Giampaoli, Fondazione Cariverona e della direzione strategica dell’Inrca. Unica sul panorama nazionale, unisce la tecnologia a ultrasuoni focalizzati ad alta intensità Hifu – High Intensive Focused Ultrasound – impiegati nella cura di diversi tipi di carcinomi, a un sofisticato sistema di puntamento che permette di salvaguardare i tessuti sani apoteketgenerisk.com. 

L’acquisto, del valore di 1 milione e 155 mila euro, è stato possibile grazie al finanziamento del ministero della Salute per un importo pari a 400 mila euro