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“La Salute non è una Bufala”: è il titolo di un incontro che i medici di famiglia di Cavarzere e Cona, nell’ambito della Festa dei Medici di Famiglia, in collaborazione con la Cittadella socio sanitaria di Cavarzere e la Ulss 3 Serenissima, hanno organizzato per i cittadini. 
L’evento, che si tiene sabato 18 novembre dalle 16.30 alle 19.00, presso il Teatro Tullio Serafin di Cavarzere, ha lo scopo di ricordare – come ha sottolineato il Referente della Medicina di Gruppo Integrata di Cavarzere-Cona, la dottoressa Ornella Mancin – che “la salute, oggi più che mai, è un bene da tutelare dalle false notizie o “fake news””. “False notizie che trovano soprattutto humus per riprodursi in internet, grazie ai social, e che attecchiscono facilmente in chi non è preparato e formato a verificarle, per cui la notizia di una guarigione miracolosa con cure nuove e alternative è talmente allettante da diventare vera e quindi condivisa e diffusa”.
All’incontro (la locandina è in allegato con tutti i relatori ed il programma della serata) interverranno come relatori la dottoressa Eleonora Galmozzi, medico chirurgo, coordinatrice nazionale del Gruppo CICAP-MED (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito, nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela); la dottoressa Mariaemma Tarozzi, medico di famiglia di Cavarzere; il dottor Valentino Querzoli, medico specialista in allergologia della Cittadella socio sanitaria di Cavarzere; il dottor Massimo Boscolo Nata, direttore ospedaliero Distretto Chioggia.
“E’ importante – ha sottolineato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – ricordare ai nostri cittadini che le informazioni su temi sanitari, soprattutto se trovate in internet, vanno verificate con i propri medici. E’ difficile riconoscere e distinguere nel cosiddetto oceano di facebook, ad esempio, cosa è vero e cosa no: le notizie sono tante e anche se in apparenza sembra che provengano da fonti autorevoli, talvolta chi produce le notizie false è anche capace di mascherarle in un sito apparentemente autorevole. Quindi, per favore, fate attenzione, non credete a tutto quello che leggete online e, soprattutto, rivolgetevi al vostro medico curante quando in gioco c’è la vostra salute”.

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Società scientifiche, nessuna correlazione intolleranze/obesità

Non c’è nessuna correlazione tra intolleranze alimentari e  l’obesità, e le diete dimagranti che si basano sulle intolleranze “sono una bufala”. Lo chiarisce la Società italiana di diabetologia (Sid), che “di fronte al dilagare di diete pseudo-scientifiche” e di “pseudo-intolleranze diagnosticate con i metodi più fantasiosi” ha preso posizione assieme a numerose altre società scientifiche per “smascherare i ‘ciarlatani delle diete’ e proteggere i cittadini”. La Sid, insieme con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi), l’Associazione Medici Diabetologi (Amd), l’Associazione Nazionale Dietisti (Andid), la Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (Sinupe) e la Società Italiana dell’Obesità (Sio) ha realizzato un documento che analizza il rapporto tra allergie/intolleranze alimentari ed obesità.
“Non esiste alcune legame – afferma la dottoressa Rosalba Giacco, redattrice del documento per la Sid ed esperta di nutrizione – tra eventuali allergie alimentari e sovrappeso e non esistono prove scientifiche in grado di validare gli strumenti di ‘diagnosi’ spesso utilizzati per sostenere il nesso tra intolleranze e obesità. Tali metodologie diagnostiche, come ad esempio il dosaggio degli anticorpi IgG4 ‘alimento specifici’ – prosegue Rosalba Giacco – non sono infatti riconosciute dalla letteratura scientifica. La positività di questo test non indica infatti una condizione di allergia o intolleranza alimentare, ma una semplice risposta fisiologica del sistema immunitario all’esposizione ai componenti presenti negli alimenti”.
Nel mirino degli esperti anche alcuni test quali quelli elettrodermici, la variazione della frequenza cardiaca, l’iridologia, solo per citarne alcuni, che non solo non sono specifici per la diagnosi di allergia e intolleranza alimentare, ma neppure per altri scopi diagnostici. “Per contrastare il sovrappeso – afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della Sid – c’è un solo modo: incrementare l’attività fisica e ridurre la quantità di calorie assunte con la dieta. La composizione in macronutrienti della dieta ha un minore impatto sul calo ponderale ma è fondamentale per l’adesione nel lungo termine e, tra l’altro, contribuisce a rendere più salutare il modello alimentare”.