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Migliorano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). È quanto emerge dai dati del monitoraggio del Ministero della Salute. Se lo scorso anno non avevano passato il “turno” 5 Regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Molise e Puglia), quest’anno rimangono solo in 2.
Il punteggio necessario a considerare una Regione adempiente nell’erogazione dei LEA è 160; la Campania e la Calabria raggiungono rispettivamente 124 e 144, restando ancora tra le “bocciate”.
In generale, quasi la totalità delle Regioni ha visto migliorare il proprio punteggio. Al top della classifica sta il Veneto.

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Sono otto le Regioni che aderiranno al Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria e per le quali presidenti e giunte potrebbero anche valutare, come indicato oggi dal coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia, un aumento dei ticket, oltre a quello delle addizionali Irpef e Ires previsto ‘in automatico’ dalla legge proprio nei casi di disavanzo sanitario.

I Piani di rientro, come chiarisce il ministero della Salute, ”si configurano come un vero e proprio programma di ristrutturazione industriale che incide sui fattori di spesa sfuggiti al controllo delle Regioni”.

Ad oggi, le Regioni in Piano di Rientro sono: Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia.

Le Regioni per cui, attualmente, è anche previsto un commissario ad acta per la spesa sanitaria sono invece Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio e Molise.

Situazioni di difficoltà confermate anche dal rapporto appena pubblicato online dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che ha tracciato i bilanci 2014 delle 108 aziende ospedaliere italiane (compresi policlinici universitari e Irccs pubblici). In tutto sono 31 le aziende sanitarie con bilanci in rosso, e 24 di queste sono a rischio piano di rientro secondo i parametri indicati al momento dalla legge di stabilità.

Le aziende da risanare sono concentrate in 7 Regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Calabria e Sardegna). In Veneto, ad esempio, sulle 3 aziende censite, 2 superano i 10 milioni di euro di deficit. In rosso sono poi tutte le 9 aziende laziali, con disavanzi oltre la soglia e il disavanzo record italiano di oltre 158 milioni per il San Camillo Forlanini. Segno ‘meno’ anche per le aziende ospedaliere del Piemonte: le 6 aziende censite presentano tutte bilanci in rosso, e sono 3 quelle che presentano un buco superiore ai 10 milioni di euro.