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Ricerca condotta in Uk su oltre 100 ragazzi

Il gioco del calcio favorisce lo sviluppo delle ossa negli adolescenti, più di altri sport. Lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of Bone and Mineral Research e condotta presso l’Università di Exeter in Gran Bretagna. E’ emerso che praticare il calcio rispetto ad altri sport come ciclismo e nuoto o rispetto a nessuna pratica sportiva regolare è associato a maggior aumento di massa ossea dopo un anno di allenamenti.
Gli esperti, coordinati da Dimitris Vlachopoulos, hanno tenuto sotto osservazione 116 adolescenti di 12-14 anni, sottoposti a vari esami per misurare l’accrescimento osseo e la densità ossea (ad esempio radiografia del collo del femore). L’adolescenza è un periodo critico per l’accrescimento osseo, per cui se le ossa non si sviluppano adeguatamente in quegli anni, si arriva alla prima età adulta con meno densità ossea e col tempo si va incontro a maggior rischio fratture e osteoporosi. Gli esperti hanno osservato che, rispetto ad altri sport, il calcio è associato a maggior accrescimento osseo dopo un anno di pratica.
Il loro consiglio, quindi, per chi preferisce altri sport rispetto al pallone, è prevedere anche esercizi che ad esempio il sollevamento pesi nel loro piano di allenamenti.

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Una giusta alimentazione è necessaria per nutrire la massa ossea

Il movimento unito a una dieta ricca di nutrienti in calcio e proteine, oltre a una regolare esposizione al sole che favorisca la regolare produzione di vitamina D. È quanto suggerito dagli esperti per garantire la salute delle ossa, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc) in corso a Firenze. “Le fonti alimentari di calcio, ossia latte e latticini, devono essere l’opzione di prima scelta – sottolinea il professor Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc – mentre i supplementi sono indicati per i soggetti ad alto rischio”. “Il calcio – prosegue Muscaritoli – è necessario anche alla contrazione dei muscoli e la sua presenza nella dieta permette di accumulare quel patrimonio osseo sin dall’infanzia, proteggendoci dall’osteoporosi in tarda età”. “Nel corso della vita la dimensione del nostro scheletro e la quantità di osso in essa contenuto cambiano in modo significativo – spiega il professor Ranuccio Nuti dell’Università di Siena -, ad esempio, nel corso dei primi 10-12 anni di vita, la massa ossea aumenta in modo costante, sia nei ragazzi sia nelle ragazze. Durante la pubertà, il tasso di accumulo di massa ossea accelera, con un aumento più rapido nei maschi, con conseguente raggiungimento del picco di massa ossea verso la metà dei 20 anni”. “Una nutrizione adeguata – aggiunge – è essenziale per il raggiungimento del picco di massa ossea, per il mantenimento della massa ossea durante l’età adulta e soprattutto per il controllo della perdita ossea con l’avanzare dell’età”.

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Ospedale ringrazia club,Totti “contenti anche se non si sapesse’

L’AS Roma Calcio devolvera’ la somma raccolta con le multe comminate ai giocatori nel corso della stagione 2016/17 all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Sabato 27 maggio al centro sportivo Fulvio Bernardini la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc e il coordinatore generale, Ruggero Parrotto, sono stati accolti dai giocatori e dal loro allenatore, Luciano Spalletti. ”Papa Francesco saprà di questo vostro gesto. È importante che lo sappia – ha detto la presidente dell’Ospedale – Si tratta di quei gesti graditi poiché rivolti a coloro che hanno particolarmente bisogno. Mi dispiace – ha aggiunto sorridendo ai giocatori presenti – che si tratti delle vostre multe, ma in questo caso più che in altri casi il fine rende giustizia ai mezzi”.
”Noi saremmo contenti anche se non si venisse a sapere – ha risposto il capitano dei giallorossi, Francesco Totti – La nostra soddisfazione più grande è sapere che, nel nostro piccolo, abbiamo potuto dare un aiuto ai bambini che si rivolgono al Bambino Gesù”. “Per i bambini e per i ragazzi ricoverati in Ospedale – ha continuato la Enoc – voi giocatori di calcio rappresentate una gioia molto grande nei momenti dell’ospedalizzazione. Vengono tante personalità famose, ed è sempre una festa. Ma i sorrisi e la gioia che riempiono i loro volti ogni volta che li viene a trovare un calciatore sono speciali”. “Con questa somma – ha spiegato il coordinatore generale Parrotto – vogliamo dotarci di apparecchiature all’avanguardia per attrezzare una nuova area dedicata alla riabilitazione dei piccoli ricoverati”.

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Parere dell’autorità Ue per la chimica,’ma occorre vigilare’

I campi da calcio sintetici non sono cancerogeni, anche se proprietari e produttori dovrebbero adottare misure per vigilare sulla presenza di sostanze pericolose. Lo afferma un parere dell’Echa, l’agenzia europea sulle sostanze chimiche, segnalato sull’ultimo numero della newsletter dell’Istituto Superiore di Sanità.
Lo studio dell’Echa, richiesto dalla Commissione Ue, ha analizzato tutte le ricerche fatte in questi anni soprattutto sui materiali, per lo più trucioli ricavati dagli pneumatici dismessi, usati per il riempimento dei campi. Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili l’agenzia ha stabilito che il rischio è “molto basso” per la presenza di Ipa, sostanze riconosciute dall’Oms fra quelle cancerogene, e “trascurabile” per i metalli, che sono in concentrazione inferiore a quella massima prevista per i giocattoli. Anche la presenza di altre sostanze pericolose come gli ftalati è risultata inferiore ai limiti. Nonostante i risultati positivi l’agenzia ha formulato comunque alcune raccomandazioni. “Proprietari e gestori di campi (all’aperto o al chiuso) esistenti dovrebbero misurare le concentrazioni di IPA e altre sostanze nei granuli di gomma – si legge -, e rendere queste informazioni a disposizione delle parti. I produttori di granuli di gomma e le organizzazioni interessate dovrebbero sviluppare linee guida per aiutare tutti i produttori e gli importatori di intasi di gomma riciclata ad effettuare test sul loro materiale. Associazioni europee sportive e di calcio e i club dovrebbero lavorare con i produttori per garantire che le informazioni sulla sicurezza dei granuli di gomma siano comunicate in modo comprensibile.
Proprietari e gestori di campi al chiuso esistenti con intasi in granulo di gomma dovrebbero garantire un’adeguata ventilazione”.

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Studio Gb dimostra legame causa-effetto con la demenza senile

Il mestiere di calciatore, o meglio i colpi di testa di un’intera carriera possono causare danni cerebrali permanenti. E’ questa l’inquietante conclusione di una ricerca scientifica britannica, la prima nel suo genere, che ha trovato un legame di causa-effetto tra l’impatto con palloni pesanti e la demenza senile.
Non si è fatta attendere la risposta della Federcalcio inglese che ha promesso la massima attenzione allo studio, pubblicato dalla rivista Acta Neuropathologica. I ricercatori della University College London e dell’università di Cardiff, che hanno monitorato l’attività cerebrale di cinque ex calciatori professionisti e di un ex calciatore dilettante durante tutta la loro esistenza, tutti poi malati di demenza in età senile, hanno rilevato – tramite autopsia dopo il decesso – che in quattro casi erano presenti traumi cerebrali, conosciuti come encefalopatia traumatica cronica.
“Sono danni che solitamente si riscontrano negli ex pugili, si tratta di alterazioni spesso associate a ripetuti traumi cerebrali – ha spiegato al sito Bbc il professor Huw Morris, della UCL -. E’ la prima volta che in un gruppo di ex calciatori si evidenzia come colpi subiti in età giovane, determinati dall’impatto di testa con palloni pesanti, hanno poi favorito l’insorgere di patologie senili”.

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“L’attività fisica è una delle migliori armi contro l’osteoporosi, ma non tutti gli sport sono uguali: meglio la corsa, lo step o l’aerobica piuttosto che il nuoto o la bici”. Attenzione inoltre agli stili di vita, perché “alcol, fumo e caffé fanno male alle ossa e contribuiscono ad aumentare il rischio di fratture”. A dirlo è Carlomaurizio Montecucco, direttore del Reparto di Reumatologia dell’IRCCS San Matteo di Pavia, intervenuto agli incontri della ‘Campagna sulla Corretta Alimentazione’, organizzati dal Ministero della Salute presso il Padiglione Italia di Expo 2015.

“L’osteoporosi, e la conseguente predisposizione al rischio di frattura, sono più frequenti nelle donne ma non escludono gli uomini, soprattutto andando avanti con l’età. Tanto che un terzo delle fratture di femore negli over 70 è riguarda gli uomini”, sottolinea Montecucco. “Via libera a una corsetta leggera, aerobica o step ma non il nuoto e la bici, perché l’osso viene rafforzato dalla resistenza alla forza di gravità e dalla trazione mentre, in sport che non prevedono un impatto con la superficie, non viene particolarmente stimolato”.

Grande alleato è poi il sole: fino a 50 anni bastano dieci minuti al giorno per consentire al corpo di assorbire dagli alimenti la giusta quantità di calcio. Dopo, invece, conviene integrare l’alimentazione con vitamina D. “Una quota può essere assunta da cibi che ne sono particolarmente ricchi, come olio di merluzzo e tuorlo di uovo, ma la cosa più semplice per esser sicuri di non avere carenze è prendere un integratore”.

Messi al bando fumo e caffè, i cui principi attivi indeboliscono le ossa e ostacolano l’assorbimento del calcio.