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Non si registra, al momento, un aumento degli accessi nei nove pronto soccorsi dell’Azienda USL Toscana centro per le alte temperature. La situazione è nella media e per esempio al San Giuseppe di Empoli siamo passati da una media giornaliera di 180 accessi a 189 in questi giorni; al San Jacopo di Pistoia da 160 a 166; al San Giovanni di Dio da 130 a 149; al Santa Maria Annunziata gli accessi sono rimasti invece circa 120 come negli altri giorni dell’anno, mentre al Santo Stefano si è verificato un lieve calo rispetto alla media mensile con un dato assolutamente sovrapponibile al luglio dell’anno scorso e quindi con una media di 270 accessi giornalieri rispetto ai 300 degli altri mesi.
I medici riferiscono che solitamente in questo periodo si assiste ad un calo delle presenze in pronto soccorso dovute alle tradizionali vacanze estive mentre invece gli accessi restano stabili con ingressi che riguardano prevalentemente persone anziane e con patologie di maggiore gravità, anche correlabili al caldo, con riacutizzazioni di BPCO, scompensi cardiaci e disidratazioni. Numerosi i codici di bassa intensità assistenziale, verdi e azzurri, per problematiche legate al caldo come ad esempio le sincopi.

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La mortalità può essere causata direttamente dal colpo di calore o dall’aggravamento di malattie croniche

Il colpo di calore rappresenta un’emergenza sanitaria e come tale va trattata. Lo afferma il direttore del Centro di Travel medicine and Global Health Walter Pasini nel precisare che “il colpo di calore è caratterizzato dall’aumento abnorme della temperatura corporea, che può raggiungere i 40 gradi, con incapacità del corpo di disperdere calore. La mortalità può essere causata direttamente dal colpo di calore o dall’aggravamento di malattie croniche di tipo cardio-vascolare, polmonare, renale o a malattie psichiatriche”.
Il soggetto, precisa il medico, manifesta sintomi e segni a carico del sistema nervoso centrale che possono arrivare a confusione e coma, da pelle secca, nausea, tachicardia e tachipnea.
L’anziano rappresenta la categoria di persone maggiormente a rischio per una serie di ragioni. la maggiore probabilità di avere una poli-patologia cronica, la ridotta percezione della necessità di bere per compensare la disidratazione, le condizioni economiche che non permettano la fruibilità di un condizionatore d’aria., la minor efficienza dei meccanismi di risposta dei meccanismi di adattamento all’aumento di calore.
L’organismo, continua Pasini, reagisce all’aumento della temperatura esterna con due risposte: la prima è la vasodilatazione cutanea e lo spostamento del flusso sanguigno dagli organi splancnici alla cute e la seconda è la sudorazione attraverso vie colinergiche. La prima comporta uno stress per il sistema cardiovascolare, la seconda disidratazione se le perdite non sono compensate con acqua.
La condizione di solitudine dell’anziano, se questi vive solo, rappresenta un fattore di rischio di carattere socio-economico che può essere di grande rilevanza se associato a fattori di rischio di tipo medico. “Durante le ondate di calore – è l’appello di Pasini – deve scattare una solidarietà collettiva nei confronti dei nostri vecchi, da parte dei familiari, degli amici, delle parrocchie, delle associazioni del volontariato, dei comuni, dei giovani. Anche una permanenza di poche ore in ambienti dotati di aria condizionata e l’invito a bere acqua durante tutta la giornata possono essere misure di fondamentale importanza”.

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Massima allerta su Ancona, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia e Pescara. Tra due giorni anche per Roma e Rieti

Sette citta’ con il bollino rosso da oggi a mercoledi’, quando se ne aggiungeranno altre due. E’ il bollettino sulle ondate di calore del ministero della salute a segnalare le zone piu’ a rischio nel corso dei prossimi tre giorni.
Da oggi e per tre giorni massima allerta su Ancona, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia e Pescara. Alle quali mercoledi’ si aggiungeranno Roma e Rieti.
Il caldo africano si sposta verso il Sud, dove raggiungerà il suo picco in settimana, mentre al Nord sono attese, dopo quella di ieri, altre due perturbazioni che attenueranno il gran caldo.
A dirlo è il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera. ”Il passaggio della perturbazione di domenica ha iniziato ad indebolire l’anticiclone africano; altre due perturbazioni sono attese nel corso della settimana ma con effetti maggiori al Nord dove l’estate si concederà una pausa – spiega – mentre il grande caldo da mercoledì si concentrerà sempre più al Sud; altrove invece ci sarà un graduale ritorno alla normalità”.
La bassa pressione che interesserà l’Europa centro occidentale estenderà la sua influenza anche alla nostra Penisola pilotando altre due perturbazioni che porteranno diversi episodi temporaleschi al Nord. La prima, tra stasera e domani, porterà dei fenomeni su Alpi, Prealpi e Valpadana centro occidentale. Altrove prevarrà l’alta pressione con clima caldo. La seconda perturbazione, più organizzata e consistente, arriverà tra mercoledì e giovedì; porterà piogge e temporali, talora anche forti, ancora una volta al Nord e poi marginalmente anche al Centro. Situazione invariata altrove. Le precipitazioni daranno un sollievo alla siccità seppur senza risolverla.

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Romeo (Società cardiologia), attenzione ad alimentazione e farmaci

Caldo ed afa possono diventare dei pericolosi nemici per i pazienti cardiopatici: per un’Estate in sicurezza è dunque necessario rispettare alcuni fondamentali accorgimenti, a partire dalla gestione delle terapie e senza dimenticare il ruolo dell’alimentazione. A ricordarlo è il presidente della Società italiana di cardiologia (Sic), Francesco Romeo, che mette in guardia dai rischi di questi giorni caratterizzati dal bollino rosso per le temperature. “Questa situazione climatica così estrema con valori di temperatura e afa molto alti è pericolosa per i soggetti a rischio, soprattutto anziani e cardiopatici. Sono a rischio – spiega Romeo – perché tale situazione climatica determina una alterazione del sistema circolatorio: c’è una perdita di liquidi ed una vasodilatazione e traspirazione eccessive; ciò può portare ad una disidratazione che può a sua volta portare a insufficienza renale acuta oppure ad una iposodimia, ovvero un basso valore di sodio nel sangue, che si configura poi con danni neurologici importanti”. E tali danni neurologici, avverte l’esperto, “possono essere scambiati per eventi cerebrovascolari acuti, mentre in tale periodo spesso sono legati solo ad alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico, relativo alla composizione dei liquidi corporei”. La vasodilatazione eccessiva porta invece ad un abbassamento della pressione. Il gran caldo, dunque, afferma, “può destabilizzare i pazienti cardiopatici”.
Da qui alcuni importanti accorgimenti: “Evitare temperature esterne alte e restare in ambienti ventilati, bere molto acqua e mangiare molta frutta che contiene acqua e potassio, evitare abiti che impediscano la traspirazione, evitare pasti abbondanti”. Ed ancora: “il mare va bene – sottolinea Romeo – ma nelle prime ore della mattina o in quelle serali”. Attenzione poi ai farmaci: “Il caldo può accentuarne l’effetto e quindi nel periodo estivo potrebbe rendersi necessario cambiare i dosaggi, sempre sotto il controllo dello specialista. E fondamentale – aggiunge – è anche conservare i medicinali correttamente, rispettando le temperature indicate sulle confezioni”. Ed ancora: “I soggetti con ipertensione arteriosa in trattamento – ricorda anche Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) – durante l’estate devono controllare più spesso la pressione e dovrebbero discutere con il medico l’eventualità di ridurre la terapia. Sempre i pazienti affetti da ipertensione o scompenso cardiaco dovrebbero inoltre evitare gli sbalzi da temperature troppo calde a troppo fredde. Esporsi a lungo al sole per poi tuffarsi in acque fredde può infatti provocare una congestione, soprattutto nei soggetti che prendono farmaci”. Infine, alcuni consigli per chi sceglie le vacanze in montagna: “L’aria in montagna è caratterizzata da una ridotta ‘pressione parziale’ d’ossigeno e questo induce il cuore ad un lavoro maggiore, portando alcuni rischi. Per questo – afferma Volpe – è opportuno informare il medico della destinazione scelta, adeguando opportunamente la terapia, evitare le quote troppo alte al di sopra dei 1.500 metri e raggiungere la destinazione in quota progressivamente”.

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Temperature in rialzo in tutto il Paese. Il Ministero della Salute avverte: ‘Massimo livello di rischio per tutta la popolazione’

L’Italia è nella morsa del caldo: il record è Ferrara, dove – secondo dati dell’Aeronautica militare – la temperatura percepita è di 49 gradi, anche se il termometro segna 37.
Seconda è Termoli, in Molise, dove la sensazione di calore è di 46 gradi, ma quelli effettivi sono 30. Terza è Capo Frasca in Sardegna, dove a fronte di 37 gradi reali se ne percepiscono 44. In 15 regioni, dal Piemonte alla Sicilia, ci sono località dove si boccheggia con temperature avvertite dalla popolazione, per effetto dell’umidità e dei venti, pari o superiori a 40 gradi.

Dieci consigli per proteggersi dal caldo

Per 10 città italiane è previsto un ‘weekend di fuoco’ contrassegnato con il bollino rosso del ministero della Salute che indica un’emergenza caldo con il massimo livello di rischio per tutta la popolazione. Oggi in particolare, l’allarme è scattato per Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino, mentre domenica riguarderà Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.
Sono inoltre 10 le città contrassegnate dal bollino arancione del ministero della Salute, che indica il rischio specifico per la fascia di popolazione più fragile. Per fronteggiare l’afa e il caldo, il ministero fornisce una serie di consigli, in primis quello di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 18). Si suggerisce poi di evitare le zone trafficate per il rischio ozono, di non svolgere attività fisica intensa all’aperto e di utilizzare correttamente il condizionatore. L’alimentazione, poi, sempre secondo le indicazioni del ministero della Salute, deve essere leggera ed è necessario bere molti liquidi (moderando bevande gassate o zuccherate, tè e caffè). Attenzione, inoltre, alle eventuali terapie farmacologiche che potrebbero dover essere modificate. Infine importante è la giusta conservazione dei farmaci.

Come difendere dal caldo gli amici a 4 zampe

A Milano il picco delle temperature – Sarà un’altra giornata molto calda quella di oggi in Lombardia con punte di 36 gradi a Brescia (con 42 percepiti) e 35 a Milano (con 40 percepiti) ma la situazione nella regione sta per cambiare a causa di correnti più fresche atlantiche, che porteranno da domani piogge anche forti. Secondo quanto comunicato dall’Arpa, sono in arrivo correnti che spezzeranno parzialmente l’egemonia dell’alta pressione di origine africana e la stabilità di questi giorni. Dopo la giornata di oggi che sarà ancora molto calda e favorevole alla produzione di ozono, domenica sono quindi in arrivo temporali sparsi e un calo termico, con conseguente miglioramento della qualità dell’aria. Il termometro a Milano dovrebbe scendere sotto i 30 gradi e all’inizio della prossima settimana è atteso ancora tempo variabile con temperature ancora elevate ma anche con rischio crescente di precipitazioni.

Marche fino 38 gradi percepiti, Ancona ‘bollino rosso’ – Temperature fino a 36-38 gradi percepiti nelle Marche, dove l’emergenza caldo riguarda in particolare le aree interne (Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Fabriano e Jesi) e Ancona, ”bollino arancione” oggi secondo il ministero della Salute, e ”rosso” nella giornata di domani, con ondate di calore che rappresentano un rischio per tutta la popolazione, non solo per anziani e bambini. L’Asur Marche ha attivato già da giorni il numero verde del servizio ‘Helios’ (800.450.020), un call center al quale si può telefonare dalle 9 alle 19 per avere informazioni si servizi disponibili e le cautele da osservare. Gli Ospedali riuniti di Ancona hanno rafforzato l’equipe medica del Pronto soccorso, dove si registra un aumento degli accessi fra l’8 e il 10%, e aumentato il numero di posti letto per l’Osservazione breve. In crescita l’afflusso di pazienti anziani al Punto di primo intervento dell’Inrca, soprattutto per problemi respiratori o l’aggravarsi di stati infettivi. Sempre grazie al progetto Helios, ad Ancona sono aperte alcune sale climatizzate per gli anziani: è previsto il trasporto su richiesta, telefonando alla centrale operativa dedicata (071-206969). Già esauriti invece condizionatori portatili a disposizione di persone in condizioni di disagio economico. Al momento non si segnalano problemi di approvvigionamento idrico, mentre sul sito del Centro funzionale multirischi della Protezione civile regionale si possono consultare i dati del meteo e i bollettini sulle ondate di calore.

Fimmg, anziani a rischio, ecco i buoni comportamenti – La Fimmg Napoli (Federazione dei medici di medicina generale) lancia l’allarme caldo e detta le regole ‘di comportamento’ soprattutto per gli anziani. “L’eccezionale caldo di questi giorni – spiegano Luigi Sparano e Corrado Calamaro, rispettivamente segretario provinciale e segretario amministrativo FIMMG Napoli – è un grande pericolo per gli anziani e può essere addirittura letale soprattutto se pensiamo ai tanti anziani che vivono da soli e che hanno patologie croniche, che li rendono più fragili”.

Da qui la necessità di fornire “buoni consigli” da rispettare sino a quando le temperature non rientreranno nella norma.

Per prima cosa i medici suggeriscono di evitare di uscire casa nelle ore più calde, in particolare nella fascia oraria tra le 10 e le 18.00;

proteggere la pelle con una crema solare ad alto fattore di protezione e usare un cappellino di colore chiaro per proteggere la testa;

indossare abiti che consentano alla pelle di traspirare, possibilmente di cotone o di lino;

rinfrescarsi spesso ma evitare pericolosi sbalzi di temperatura.

– I medici sottolineano che è “utile” bagnare il viso e le braccia con acqua fresca e se il caldo è eccessivo poggiare un panno umido sulla testa;

evitare lavori pesanti e all’aperto nelle ore più calde;

cercare di preservare in casa un ambiente fresco proteggendo le finestre esposte al sole con tapparelle, persiane o tende e infine utilizzare l’aria condizionata “con criterio, regolando la temperatura tra i 24 e i 26 gradi”.

E ancora: prestare grande attenzione all’alimentazione privilegiando frutta, verdura e cibi leggeri e bere sino a 2 litri di acqua al giorno, a meno che non ci sia una diversa indicazione del medico curante; prestare “massima attenzione” ai farmaci e conservarli in un luogo fresco e asciutto; consultare il medico di famiglia per una eventuale correzione di terapia in caso di patologie croniche e segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, evitando di assumere farmaci senza aver prima sentito il parere del medico curante.

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Bollettini pubblicati quotidianamente per assicurare prevenzione

Nella maggior parte delle regioni italiane le alte temperature non sono ancora un problema, ma in vista dell’estate è già partito il Sistema nazionale di previsione e di allarme per le ondate di calore, che permette di prevenire e contrastare gli effetti del caldo sulla salute. Lo rende noto il ministero della Salute, dal cui portale sarà possibile accedere alle rilevazioni.
Fino al 15 settembre 2017, i bollettini saranno pubblicati, dal lunedì al venerdì, sul portale alla pagina “Bollettini sulle ondate di calore” e verranno diffusi quotidianamente ai Centri di riferimento locali, per la modulazione degli interventi di prevenzione. Il sistema di sorveglianza è dislocato in 27 città italiane, da Bolzano a Reggio Calabria incluse le isole, e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche che possono mettere a rischio la salute soprattutto dei soggetti più vulnerabili, come anziani, malati cronici, bambini e donne in gravidanza.

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Scelti per rinfrescarsi, aumentano battiti e temperatura

L’uso di ventilatori elettrici potrebbe essere controproducente per gli anziani, perlomeno con le temperature molto alte. Servirsene per alleviare alti livelli di calore e di umidità può avere l’effetto opposto, portando il battito cardiaco e la temperatura interna ad aumentare anziché diminuire. E’ quanto emerge da uno studio dello UT Southwestern Medical Center, pubblicato su Jama. Lo studio è stato svolto su un piccolo gruppo, otto persone, tra i 60 e gli 80 anni, inserito in una stanza ad alto calore e umidità per due ore. La temperatura è stata impostata a 107 gradi Fahrenheit (41 gradi celsius) e il livello di umidità gradualmente aumentato dal 30% al 70%. Inaspettatamente, la frequenza cardiaca dei partecipanti è risultata più alta di 10 battiti al minuto e la temperatura interna anch’essa lievemente più elevata quando nell’ambiente dell’esperimento è stato posizionato un ventilatore. “Sappiamo che i ventilatori contribuiscono a rinfrescare i giovani, aumentando l’evaporazione del sudore – spiega l’autore dello studio Craig Crandall – supponiamo invece che l’indebolimento legato all’età nella capacità di sudorazione li rende un mezzo inefficace di raffreddamento per gli anziani, perlomeno durante i giorni eccezionalmente caldi”. Sebbene i risultati suggeriscano che l’uso dei ventilatori può essere controproducente per gli anziani durante le ondate di calore, i ricercatori ritengono che potrebbe essere utile in condizioni ambientali meno estreme, anche se questo deve essere confermato.

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Pressione troppo bassa dettata dal mix farmaci e calore, ma anche mancata idratazione dovuta al poco bere e all’eccessiva sudorazione. Sono questi, durante i mesi caldi, i due principali nemici del cuore, causa di frequenti malori tra gli anziani. A ribadirlo, nel momento in cui l’estate entra nel vivo e iniziano le partenze di massa, è Antonio Rebuzzi, responsabile Unità Coronarica (Utic) del Policlinico Gemelli, che mette in guardia anche nei confronti di “sport troppo intensivi”, così come, “alle gite in montagna per chi soffre di ipertensione”.

Per l’infarto, ci sono sostanzialmente due tipi di rischi in estate, chiarisce, “uno è che il caldo abbassa la pressione. Quindi chi assume farmaci antipertensivi deve ridurre, sotto consiglio medico, i calcioantagonisti, altrimenti rischia malori causati da un minor afflusso di sangue al cervello”. Inoltre sudando “si perdono sali minerali e questo può causare uno squilibrio elettrolitico che porta ad aritmie cardiache, anche gravi, che possono causare un arresto cardiaco e morte improvvisa”. Attenzione inoltre, per gli ipertesi, alle gite in alta montagna. “Oltre i mille metri la pressione corporea può salire. E questi rialzi pressori aumentano il lavoro del cuore che quindi necessità di ossigeno. Meglio, se si è a rischio, portarsi un apparecchio per la pressione e farmaci di emergenza”. 

Quanto all’attività fisica, via libera a passeggiate di mattina o di sera, in montagna come al mare, così come sport aerobici come nuoto o bicicletta. Ma “sempre con il senso della misura”. I più a rischio sono “i sessantenni che si sentono Superman: nel corso dell’anno non fanno attività fisica e poi d’estate si cimentano senza preparazione in tornei di tennis o di calcetto, arrampicate, tuffi. In quel caso – conclude – possono non sapere di avere danni coronarici silenti che poi si manifestano nel momento in cui il cuore è sotto sforzo”.

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Alcuni medicinali amplificano effetto afa, una guida per l’estate

Dai farmaci per la tiroide ai contraccettivi, dagli antibiotici agli analgesici: caldo, umidità e raggi solari diretti hanno effetti negativi sui medicinali e rischiano di ridurne l’efficacia o addirittura renderli dannosi. Per ricordare ai cittadini l’importanza di una corretta conservazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in un opuscolo disponibile online sul sito, suggerisce alcuni accorgimenti per evitare problemi in vista delle vacanze.

In genere, ricorda la guida ‘Farmaci & estate’, il medicinale va conservato in luogo fresco e asciutto, a una temperatura che, a meno che non sia specificatamente indicata, deve essere inferiore ai 25 gradi. Questo vale in particolare per alcune categorie come antiepilettici, anticoagulanti, antibiotici, insulina, analgesici e sedativi, in cui “piccole modificazioni possono fare una grande differenza per la salute”. Per questo, in caso di lungo viaggio in auto, meglio trasportarli nell’abitacolo o in un contenitore termico ed evitare il bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi. Alcuni farmaci inoltre, come antistaminici, antidepressivi, ansiolitici, antipertensivi e antiepilettici, possono amplificare gli effetti del caldo sull’organismo poiché interferiscono con i processi di termoregolazione, “causando, specie in soggetti più a rischio, come chi soffre di problemi cardiaci, circolatori e respiratori, conseguenze a volte anche gravi”, sottolinea il presidente Aifa Mario Melazzini. Attenzione infine a gel o cerotti a base di ketoprofene (antinfiammatorio non steroideo) e creme a base di prometazina (per punture di insetti), che con il sole possono provocare macchie o vere proprie ustioni.