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Resta stazionaria la situazione dell’andamento degli accessi nei nove Pronto Soccorso dell’AUSL Toscana centro. Non si sono registrati incrementi significativi nella giornata di ieri ( mercoledì 1° agosto) rispetto alle giornate precedenti.
Per la giornata di ieri il livello di allerta segnalato dal Sistema di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute (Protezione Civile, Ministero della Salute) era di codice 3 – rosso, il livello più alto che segnala l’ondata di calore: condizione ad elevato rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi.
Il nuovo bollettino pervenuto questa mattina conferma il livello 3 per le giornate di oggi (due agosto) , di venerdì 3 e sabato 4 agosto.

I dati di accesso nei Pronto Soccorso (mercoledì 1 agosto):
Empoli – San Giuseppe 145 accessi ( di cui 121 inviati a domicilio e 17 ricoveri) rispetto ai 178 accessi della giornata di martedì 31 luglio
Pistoia – San Jacopo 177 accessi (di cui 133 inviati a domicilio e 26 ricoverati) rispetto a 120 accessi registrati martedì 31 luglio.
Pescia – SS. Cosma e Damiano 118 accessi ( di cui 94 inviati a domicilio e 13 ricoverati) rispetto a 110 accessi della giornata precedente
Prato – Santo Stefano: 264 accessi ( di cui 187 a domicilio e 32 ricoverati) rispetto a 270 accessi di martedì 31 luglio.
Area Fiorentina:
Santa Maria Nuova: 109 accessi ( di cui 91 a domicilio e 8 ricoveri) rispetto a 104 accessi di martedì
San Giovanni di Dio: 135 accessi ( 105 a domicilio e 24 ricoveri) martedì 31 luglio gli accessi erano stati 122
Santa Maria Annunziata: 90 accessi ( 60 inviati a domicilio e 20 ricoveri) rispetto a 115 accessi della giornata precedente
Serristori: 31 accessi ( di cui 25 a domicilio e 3 ricoveri) rispetto ai 38 accessi di martedì
Borgo San Lorenzo: 51 accessi ( di cui 42 a domicilio e 8 ricoveri) gli accessi erano stati 65 nella giornata di martedì

“L’Azienda Sanitaria non abbassa il livello di guardia, commenta Federico Gelli, direttore del coordinamento maxiemergenze ed eventi straordinari dell’Azienda Ausl Toscana centro. Permane lo stato di sorveglianza ed allerta per il grande caldo in tutti i contesti sanitari, ospedali e strutture territoriali. Ad oggi non si sono verificate situazioni di particolare criticità, l’andamento degli accessi nei Pronto Soccorso, dei ricoveri e delle prestazioni negli ambulatori è rimasto costante.”

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Consigli ‘estivi’ per migliorare le possibilità di successo

Buona idratazione, corretta protezione dal sole, uniti a dieta equilibrata e a una moderata attività sportiva. Sono i consigli per affrontare l’estate e arrivare al meglio della forma fisica e mentale alla ripresa o all’inizio un nuovo trattamento di riproduzione assistita. A ricordarlo sono gli esperti dell’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI), che però forniscono anche regole utili a chi un trattamento di riproduzione assistita lo sta facendo.
    Oltre alle raccomandazioni già citate, in questo caso, in primis, è bene evitare situazioni che possano causare un aumento della temperatura del corpo o provocare disidratazione, come esercizio intenso, sauna, esposizione al sole.
Regola numero due: non bere bevande alcoliche o non assumere farmaci senza aver prima consultato il proprio medico. Infine non fare esercizi che prevedano molto movimento, come salti, aerobica, ginnastica. La possibilità di praticare sport durante un trattamento di Riproduzione Assistita – sottolinea l’Ivi – solleva molti dubbi. Durante la stimolazione ovarica ormonale prima di un trattamento, specialmente nel caso di fecondazione in vitro, le ovaie possono essere infiammate e potrebbero dare luogo ad alcune complicazioni. Se il livello di attività fisica è intenso, è possibile che si abbiano dolori addominali, oltre al rischio di torsione ovarica. “E’ importante specificare con lo specialista il tipo di esercizio adeguato durante questo periodo. Tuttavia – afferma Antonio Pellicer, codirettore della rivista Fertility and Sterility e presidente IVI – il nuoto a livelli moderati è lo sport da preferire, perché ha il minor impatto sul corpo”.

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Il disturbo è legato anche alla salute delle ossa e del cervello

Non sono solo uno dei sintomi più comuni della menopausa. Le vampate di calore frequenti, nelle donne di mezza età, potrebbero indicare che il cuore è a rischio. In particolare soffrirne prima dei 54 anni può essere associato a una riduzione della capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi, un fattore di rischio cardiaco. E’quanto emerge da una ricerca guidata dalla University of Pittsburgh School of Medicine, pubblicata sulla rivista Menopause. Lo studio ha preso in esame 272 donne non fumatrici tra i 40 e i 60 anni. L’intenzione era verificare la relazione tra le vampate di calore e la funzione delle cellule endoteliali, il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Dai risultati è emerso che vi era un effetto delle vampate di calore sulla capacità di dilatarsi dei vasi sanguigni, documentato però solo nelle donne più giovani del campione preso in esame, prima dei 54 anni. Nessuna associazione è stata invece osservata per quanto riguarda le donne più grandi (54- 60 anni), cosa che indica secondo gli studiosi che se si verificano prima le vampate di calore possono essere più rilevanti per il rischio di malattie cardiache. “Le vampate di calore non sono solo un fastidio. Sono collegate alla salute cardiovascolare, delle ossa e del cervello – rileva JoAnn Pinkerton, direttore esecutivo della North American Menopause Society – in questo studio, sembrano legate ai cambiamenti cardiovascolari che si verificano in anticipo durante la transizione verso la menopausa”.