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In Usa aumento temperatura di 1 grado in 5 anni, +2% depressioni

Ecco un altro temibile effetto collaterale del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone: una serie di disturbi mentali risultano in crescita proporzionalmente legata all’aumento della temperatura.
A osservarlo è un nuovo studio del Massachusetts Institute of technology, che ha seguito l’andamento psicologico e psichiatrico di oltre 2 milioni di cittadini statunitensi per 10 anni, mettendolo in relazione con i dati meteorologici sulle oscillazioni del clima nelle aree in cui vivevano. Le informazioni provengono dal “Sistema di Sorveglianza Usa per la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali”: la più vasta banca dati al mondo in materia.
I ricercatori del MIT che hanno condotto l’indagine, hanno osservato come, a fronte del generale aumento di un grado Celsius, le patologie psicologiche di media entità sono salite del 2%. Le malattie rilevate includono: depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati. Ma non suicidi o ospedalizzazioni per depressioni gravi.
Il rapporto pubblicato su “PNAS”, ha anche studiato gli effetti di precipitazioni intense nel corso di 30 giorni sull’umore, rilevando che le piogge insieme ad un caldo più intenso del normale peggiorano gli stati depressivi e la salute mentale.
Il team guidato da Nick Obradovich ha voluto anche analizzare l’effetto dell’uragano Katrina – legato anch’esso al cambiamento climatico – sulle persone che vivevano nell’area: tra queste i disturbi mentali sono saliti del 4%. A confermare gli esiti dello studio e’ stato Jonathan Patz, direttore del “Global Health Institute” dell’universita’ dell’ Wisconsin. Una ricerca condotta per 17 anni dallo stesso Patz, ha verificato un incremento dei suicidi e dei tentativi di farsi del male a fronte di fasi di caldo piu’ intenso della norma.

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Siaip, aumento dei pollini del 46%, le regole per difendersi

Il riscaldamento della Terra ha fatto aumentare del 46% la quantità di pollini presenti nell’aria, con il risultato che sempre più bambini sono allergici: in Italia ne soffre circa il 30% della popolazione sotto i 14 anni. Secondo i dati della Società Italiana di Allergia e Immunologia Pediatrica in Congresso a Firenze da oggi al 6 maggio, il 10% dei pazienti soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi è associata e scatenata da allergie, il 18-20% soffre di rinite allergica e circa il 10% di dermatite atopica.
“Rispetto a 40 anni fa, l’inizio della pollinazione per molte specie è anticipata di circa un mese. Negli ultimi 15 anni il totale complessivo dei pollini presenti nell’aria è risultato maggiore del 46% rispetto agli anni ’90”, spiega Salvatore Tripodi, Direttore UOC Pediatria e Allergologia Pediatrica dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma. E ricorda gli effetti degli inquinanti ambientali, in particolare delle polveri sottili, che possono favorire un incremento dei sintomi a carico dell’apparato respiratorio sia di tipo acuto che cronico.
Rimedi eccezionali per sottrarsi a pollini e polveri non esistono, ma accorgimenti sì: gli allergici fanno bene a evitare lo sport all’aria aperta nel periodo dei pollini, così come a tenersi alla larga dalla campagna, finestre chiuse e finestrini dell’auto tirati su.