Medical News

“Per combattere gli atti di violenza contro i camici bianchi”

Presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge per l’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale ai medici e al personale sanitario nell’esercizio delle loro funzioni. La proposta porta le firme degli onorevoli Michela Rostan, Federico Conte, Giuseppina Occhionero, Rossella Muroni, Paolo Siani, Federico Fornaro e Roberto Speranza e arriva dopo numerose sollecitazioni da parte degli ordini professionali in seguito ai casi di violenza contro i camici bianchi.
“Abbiamo raggiunto un risultato importante, dopo le battaglie portate avanti per accendere un faro sul tema della violenza nei confronti dei medici”, commenta il Segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale e presidente dell’Omceo (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) di Napoli Silvestro Scotti.
Lo status di pubblico ufficiale consente che, nel caso di aggressioni, la magistratura proceda automaticamente e non dietro denuncia come avviene attualmente. Dopo la presentazione della proposta di legge, “soddisfazione” è stata espressa dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate.
“Abbiamo portato avanti un percorso condiviso – sottolineano – e lo abbiamo fatto con impegno e con tutta l’autorevolezza del presidente Scotti, che prima di ogni altra cosa, da medico, non ha mai avuto paura di metterci la faccia”.
Dal canto suo, Scotti ringrazia per l’impegno in particolare la prima firmataria della proposta, Michela Rostan (vicepresidente della Commissione Sanità e Affari Sociali) e Paolo Siani, “che da medico conosce bene il problema delle aggressioni”.

Medical News

Tra i 7 e gli 11 anni si vedono già i primi effetti dell’aumento di peso

Avere la TV in camera da bambini “fa ingrassare”: aumenta il rischio di mettere su chili di troppo nel giro di pochi anni.
Lo rivela una ricerca condotta su 12.556 bambini pubblicata sull’International Journal of Obesity e condotta presso la University College di Londra.
Gli esperti hanno proprio dimostrato che avere la TV in camera all’età di 7 anni è un fattore indipendente che causa aumento di peso, con effetti che si vedono sul bambino già a 11 anni.
Gli esperti hanno tenuto conto di tantissimi parametri, a partire dal peso materno per calcolare il ruolo di fattori ereditari e del tipo di alimentazione della famiglia del bambino. Poi hanno considerato il peso del piccolo a tre anni per escludere che sia proprio una condizione iniziale di sovrappeso (già in tenerissima età) a portare il bambino a vedere tanta TV e non il contrario. Considerati tutti questi fattori è comunque emerso che se il bambino ha la TV in camera a 7 anni il suo rischio di essere sovrappeso a 11 è maggiore del rischio di coetanei senza TV in stanza. Il rischio è del 30% maggiore per le bambine, del 20% in più per i maschietti.
Inoltre per le bambine si è individuata una relazione tra le ore quotidiane di TV e i chili di troppo.
La ricerca permette dunque di dire che la TV in stanza da piccoli è un fattore di rischio indipendente per il sovrappeso e quindi facilmente prevenibile eliminando il piccolo schermo dalla cameretta.

Medical News

326 sì, Cappato:”L’80% degli italiani sono favorevoli”

La Camera dei deputati ha approvato il Ddl sul biotestamento che va ora al Senato. I sì sono stati 326 , i no 37.
Votata alla Camera dunque, per poi passare al Senato. Tutti gli emendamenti dell’opposizione sono stati respinti, mentre è stata approvata una proposta della maggioranza sulla non applicabilità delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) quando siano palesemente incongruenti con la situazione del malato. Secondo il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) Giuseppe Battimelli, saranno “migliaia i medici che opteranno per l’obiezione di coscienza, peraltro prevista nel Codice deontologico medico, rifiutandosi di attuare l’interruzione delle terapie” per i malati in condizioni estreme e con prognosi infausta.

Biotestamento: Cappato, 80% italiani sono favorevoli
‘Determinanti Fabo e gli altri, ma legge ancora a rischio’

“Se non ci fosse l’opinione pubblica alleata alla stragrande maggioranza, non saremmo mai arrivati qui. E nemmeno se non ci fosse stato il coraggio di Dominique Velati, di Max Fanelli, di Fabo o di Davide Trentini”. Marco Cappato ha rivendicato alla battaglia per la dolce morte il cambio di clima sul biotestamento, prima dell’approvazione della legge alla Camera. L’esponente dei Radicali, impegnato a distribuire semi di cannabis a Milano, e per questo identificato dalla Polizia, ha sottolineato che per i sondaggi gli italiani sono favorevoli per “oltre l’80%” al biotestamento, ma ha anche denunciato rischi di “trappole politicistiche” in Parlamento.
“Anche i voti segreti – ha affermato Cappato – dimostrano che c’è una maggioranza trasversale solida, che può approvare buone regole sul biotestamento. Ma le trappole politicistiche, specie nel finale di legislatura, sono sempre alle porte. Per cui non siamo tranquilli, riteniamo che si debba stare molto attenti”. A suo avviso, nella legge “bisogna evitare di inserire norme e codicilli che possano favorire l’azione di coloro che avranno l’interesse a sabotare la volontà dei malati”.
Per esempio, “quando si fa un lungo riferimento a cose che si possono già fare, come le terapie spicologiche”. O anche quando si profila “una sorta di obiezione di coscienza srisciante”. Per l’ex eurodeputato, che offre assistenza ai malati che cercano il suicidio assistito in Svizzera, la legge “potrà essere pulita nel passaggio al Senato”. Intanto, ha concluso, sono migliaia le persone che hanno depositato le loro volontà all’Associazione Luca Coscioni, di cui è tesoriere.
“L’elemento determinante nella legge – ha concluso Cappato – è la possibilità dell’inserimento delle disposizioni anticipate di trattamento nella tessera sanitaria regionale, perché tante persone potrebbero essere spaventate di fronte all’idea di andare dal notaio”.

Medical News

Gelli (Pd), data che resterà nella storia della Sanità

Sì definitivo dell’Aula della Camera alla nuova normativa sulla responsabilità di chi esercita professioni in campo sanitario. Il testo è stato approvato a Montecitorio identico a quello uscito dal Senato con 255 voti a favore, 113 contrari e 22 astenuti. Contro hanno votato Si, M5S e Fi, la Lega si è astenuta.
“Quella di oggi è una data che resterà nella storia della sanità italiana. Finalmente, grazie all’aiuto, e al prezioso contributo, di tutti i colleghi di Camera e Senato, il Ddl sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, è legge”. Così il responsabile sanità del Pd e relatore del disegno di legge sulla Responsabilità professionale, Federico Gelli, ha commentato l’approvazione definitiva della legge oggi alla Camera. ”Si tratta – ha aggiunto – di un provvedimento atteso ormai da ben oltre un decennio da parte degli operatori della sanità. Con questa legge aumentiamo le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario. L’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia ha tolto in tutti questi anni serenità a medici e professionisti e, soprattutto, ha comportato come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che pesa sul nostro sistema salute. Con questa legge abbiamo regolamentato l’attività di gestione del rischio sanitario, prevedendo che tutte le strutture attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio (risk management). Abbiamo inoltre modificato la responsabilità penale e civile per gli esercenti la professione sanitaria. E ancora, nel testo si fa riferimento all’obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di essere provviste di una copertura assicurativa, e si ribadisce l’obbligatorietà dell’assicurazione per tutti i liberi professionisti”. “Dal lato dei pazienti, poi, sono state previste nuove misure, come quella riguardante la trasparenza dei dati: le strutture sanitarie saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 7 giorni. Verrà infine istituito un Fondo di garanzia per il rimborso dei danni derivati da responsabilità sanitaria”.

Medical News

Scontro sulla nutrizione artificiale, deputati cattolici non votano

La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato nella tarda serata di ieri il testo del ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), o biotestamento, senza il voto dei deputati cattolici che avevano precedentemente abbandonato i lavori della seduta.
La Commissione ha infatti approvato il maxiemendamento di riformulazione dell’articolo 3, considerato il ‘cuore’ della legge e relativo alla possibilità per il malato di decidere l’interruzione della nutrizione e idratazione artificiale. I parlamentari cattolici non hanno però partecipato a questo voto ed i loro altri emendamenti sono decaduti. Ora il testo passa alle Commissioni competenti per un ulteriore vaglio prima di arrivare in Aula alla Camera il prossimo 27 febbraio.
“Per effetto del cosiddetto maxi-emendamento ‘canguro’ presentato dal Pd – ha spiegato Eugenia Roccella (Idea), componente della commissione – sono decaduti 93 emendamenti su 102 da noi presentati all’articolo 3 del ddl, cuore della legge.
A questo punto abbiamo sollevato una questione di costituzionalità presentando un ricorso alla presidenza della Camera e alla giunta del regolamento”. Il ddl è composto da 5 articoli. All’articolo 3 si stabilisce appunto che “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere (…) il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Il soggetto può altresì indicare un fiduciario che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Si prevede inoltre la vincolatività per il medico delle disposizioni del malato.
Cosa diversa rispetto alle Disposizioni anticipate di trattamento è invece la pratica dell’eutanasia attiva e del suicidio assistito da parte del medico su richiesta del paziente. Attualmente, una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, promossa dall’Associazione Coscioni, è incardinata nelle commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia, ma il dibattito è fermo al 3 marzo 2016.

Medical News

Gallo (Coscioni), stralciare 12 dispositivi dal nomenclatore

Entro meta’ dicembre i Lea assieme al nuovo nomenclatore tariffario completeranno il loro iter. Il provvedimento aggiorna l’elenco dei Livelli essenziali di assistenza che e’ la lista delle cure assicurate gratuitamente in tutta Italia dopo 15 anni dall’ultimo aggiornamento e i livelli di assistenza protesica dopo 17 anni. Il Dpcm e’ arrivato infatti alle Camere mercoledi’ scorso, gia’ fornito della bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato, posto, come previsto, prima ancora dell’intesa con le Regioni. Lunedi’ prossimo comincera’ l’esame nelle commissioni parlamentari. Il parere deve essere espresso, per legge, entro 30 giorni. Dopo il parere delle commissioni parlamentari c’e’ solo l’atto di firma del Dpcm da parte dei ministri Lorenzin e Padoan e del premier Renzi, poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Intanto Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, si è rivolta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ai Presidenti di Commissione Luigi Manconi e Emilia De Biasi e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per chiedere che 12 tipologie di ausili per persone disabili siano stralciate dalla procedura di messa a bando prevista dal progetto di nomenclatore fermo da 2 mesi a Palazzo Chigi. Seguendo tale procedura, infatti, la persona disabile non potrebbe personalizzare il proprio ausilio, come invece è fondamentale ad esempio per le carrozzine. L’elenco dei 12 dispositivi inviato da Gallo a Lorenzin è stato predisposto dalla Società scientifica dei medici fisiatri, ed è lo stesso oggetto della richiesta che il co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni Marco Gentili e il Tesoriere Marco Cappato avevano rivolto al Presidente del Consiglio all’interno del servizio de “Le Iene” che avrebbe dovuto andare in onda stasera.
“Visti i precedenti, non comprendo le ragioni della mancata messa in onda dell’intervista a Renzi – ha aggiunto Filomena Gallo- ma in ogni caso spero che il servizio, che sarà pubblicato oggi su Facebook, possa contribuire a smuovere l’attenzione anche del Ministro Lorenzin sull’importanza di modificare il nomenclatore e portarlo velocemente all’approvazione definitiva”.