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Giovedì 12 ottobre all’ex mattatoio comunale un nuovo appuntamento per l’iscrizione dei propri animali all’anagrafe canina. Concluso intanto il corso rivolto ai proprietari di cani.

I proprietari di cani non ancora microchippati, residenti a Oristano città o nelle frazioni, avranno a disposizione un nuovo appuntamento per poter iscrivere i propri animali all’anagrafe canina, un obbligo previsto dalla normativa: giovedì 12 ottobre all’ex mattatoio comunale di Oristano, in via Parigi (zona industriale), i veterinari del servizio di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell’Ats-Assl di Oristano effettueranno una seduta di microchippatura gratuita. Per usufruire della prestazione è necessario prenotarla preventivamente, chiamando il numero telefonico 345.6619323 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.30). 

Al momento della prenotazione dovranno essere forniti i dati del proprietario, compresi codice fiscale e numero di telefono, e quelli dei cani da anagrafare (data di nascita, nome, sesso, razza). All’utente saranno comunicati luogo, data e ora in cui il proprietario, o un suo delegato, dovranno presentarsi con un valido documento di riconoscimento. Se il proprietario del cane delega un’altra persona, sarà necessario esibire la delega scritta sulla base del modello scaricabile dal sito www.asloristano.it (Modulistica > Servizio veterinario). Ci si dovrà presentare all’appuntamento muniti di sacchetti igienici per la raccolta degli escrementi e di strumenti contenitivi (guinzaglio, pettorina, museruola) per i cani di taglia grande o di carattere aggressivo. 

Oltre all’inserimento del microchip sottocutaneo, un’operazione breve e indolore, al proprietario sarà rilasciata la “carta d’identità” del proprio amico a quattro zampe, che lo dovrà accompagnare in tutti i suoi trasferimenti. L’iscrizione, che di norma va effettuata dopo i primi dieci giorni di vita dell’animale, non solo mette al riparo dalle sanzioni previste per i proprietari di cani non microchippati, ma consente di rintracciarli in caso di smarrimento o furto klicken sie hier, um mehr zu lesen. 

Sempre in tema di prevenzione del randagismo, si è conclusa con successo la prima edizione del corso organizzato dalla Assl di Oristano per i proprietari di cani, che aveva come obiettivo quello di far acquisire a chi possiede un cane le nozioni di base per convivere in modo responsabile e sicuro con il proprio amico a quattro zampe e finalizzato, tra l’altro, al rilascio di un apposito patentino. Durante gli incontri – tenuti dal responsabile dalla struttura di Benessere animale e prevenzione del randagismo del servizio veterinario di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche Anito Marchi e dalla comportamentalista Stefania Uccheddu – non solo si è parlato degli obblighi di legge per chi ha un cane, ma anche di come impostare correttamente il rapporto tra l’animale e il suo padrone. Visto il successo della prima edizione e l’alto numero di domande arrivate, i richiedenti esclusi dalla prima edizione saranno ricontattati dalla Assl per partecipare alla seconda edizione, le cui date sono in via di definizione.

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Ma in stanza, non nel letto, dove invece la qualità del sonno sarebbe sacrificata

Dormire con il proprio cane fa riposare meglio, perché offre conforto e senso di sicurezza. Ma attenzione: va bene che stia nella stanza, non nel letto, perché la qualità del riposo in questo caso è sacrificata. È quanto emerge da uno studio del Centre for Sleep Medicine della Mayo Clinic’s Arizona campus, pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. Gli studiosi hanno preso in esame 40 persone che avevano un cane, sottoposte a una valutazione del sonno con il cane in camera da letto per cinque mesi. Sia i partecipanti allo studio che i loro cani hanno indossato per una settimana appositi device per tracciare con esattezza le loro attività. I risultati hanno rivelato che, indipendentemente dalla razza del cane, il riposo era migliore se lo si aveva accanto. Ma non a letto, dove anzi la qualità del sonno era messa in crisi. “Oggi, molti proprietari di animali domestici sono lontani da loro per gran parte del giorno, e così vogliono massimizzare il tempo trascorso insieme quando sono a casa – spiega Lois Krahn, una delle autrici dello studio – averli in camera da letto durante la notte è un modo semplice per farlo. Godendo del comfort e sapendo che questo non avrà un impatto negativo sul sonno”.

Fonte:www.ansa.it

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Soddisfatte le raccomandazioni dell’Oms

Oltre che un amico inseparabile e prezioso, un potente toccasana per la salute, che dà una forte spinta a muoversi di più ed essere quindi più attivi. È questo il cane per gli anziani, secondo una ricerca della Glasgow Caledonian University in collaborazione con il Waltham Centre for Pet Nutrition, pubblicata sulla rivista BMC Public Health.
Avere l’animale ‘regala’ oltre duemila passi in più al giorno. Per arrivare a questa conclusione lo studio ha utilizzato dati su modelli di attività fisica e comportamento sedentario in 43 proprietari di cani e 43 persone inserite invece in un gruppo cosiddetto di controllo, provenienti da tre regioni del Regno Unito (Lincolnshire, Derbyshire e Cambridgeshire). L’età dei partecipanti era di 65 anni o più e hanno indossato per un periodi di tre o una settimana in un anno un monitor che teneva sotto controllo il livello di attività . I ricercatori hanno analizzato il tempo trascorso camminando a velocità moderata e quello in piedi mettendolo in relazione con i momenti trascorsi seduti. “Abbiamo scoperto che i proprietari di cani dai 65 anni in su hanno trascorso in media 22 minuti in più in movimento, guadagnando 2760 passi al giorno rispetto alle persone che non avevano l’animale- spiega Philippa Dall, autrice principale della ricerca- nel corso di una settimana questo tempo in più può essere di per sé sufficiente per soddisfare le raccomandazioni dell’Oms (Organizzazione Mondale della Sanità) di almeno 150 minuti di attività fisica da moderata a intensa”.

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Il piccolo Kainoa non sopporta di essere toccato, mamma in lacrime emozione rete

Sta facendo il giro del mondo la foto che una mamma ha postato su Facebook dopo che il proprio figlio, affetto da autismo, ha incontrato il cane addestrato per lui da una Ong statunitense. Per la prima volta, scrive la donna, in lacrime nella foto mentre il piccolo si sdraia sul cane per leggere un tablet, il piccolo Kainoa di cinque anni ha una interazione affettiva, mentre normalmente non sopporta di essere toccato.
“Questa foto – scrive la mamma, Shanna – cattura il volto di una mamma che vede il proprio figlio, che non può abbracciare, lavare, vestire e toccare, che si sdraia liberamente sul proprio nuovo cane, con un attaccamento intenzionale”.
Il cane è stato fornito dopo due anni di addestramento dalla Ong Four Paw for Ability, specializzata nel preparare animali in grado di aiutare bambini e adulti con disabilità. La foto, postata sul profilo Facebook Love What Matters, ha quasi 300mila condivisioni e 750mila ‘mi piace’. “Come mamma ho visto innumerevoli momenti dolorosi, e ho pianto innumerevoli volte – continua Shanna -. Ieri tuttavia ho pianto per ragioni diverse.
E’ un’emozione indescrivibile. In qualche modo grazie a Tornado ho la sensazione che tutto andrà bene”.

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Lo hanno reso più socievole e pronto a risolvere i problemi

Se il cane e’ da sempre il migliore amico dell’uomo, il motivo e’ scritto nel suo Dna, e in particolare in cinque geni che gli hanno permesso di sviluppare comportamenti sociali diretti verso l’essere umano. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’universita’ svedese di Linkoping e il risultato è pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Amici da 15.000 anni
Tra tutti gli animali addomesticati, i cani da almeno 15.000 anni occupano un posto di rilievo, perche’ hanno sempre fatto parte della vita dell’uomo e nel tempo hanno sviluppato abilità sociali, imparando a comunicare e cooperare fino a comprenderne le emozioni umane. Comportamenti dietro cui c’e’ una base genetica, diventata ereditaria nel corso dei secoli, come hanno verificato i ricercatori svedesi, coordinati da Per Jensen.

La risposta nel Dna
Analizzando il Dna di 190 beagle di laboratorio, i ricercatori hanno identificato cinque geni che possono essere associati ai comportamenti sociali, come il cercare l’attenzione e rimanere nelle vicinanze dell’uomo. Nello studio i cani sono stati messi di fronte ad un compito che li spingesse a interagire con l’uomo, mentre dovevano risolvere un problema senza soluzione. 

In cerca dell’aiuto dell’uomo
I cani dovevano far scivolare tre coperchi, di cui uno bloccato, per ottenere il premio messo nel contenitore sotto. Cosa che li ha spinti a un certo punto a voltarsi verso l’uomo per chiedere cooperazione, fissandolo negli occhi e cercando il contatto fisico. Il genoma di questi esemplari di beagle e’ stato analizzato ed e’ stato cosi’ trovato un marcatore genetico nel gene SEZ6L, associato al tempo che si trascorre vicino e a stretto contatto fisico con gli uomini, e altri due marcatori, nel gene ARVCF, associati alla ricerca del contatto umano.