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Aiutano a mantenere una buona attività cerebrale

Mangiare carote, cavolo riccio e patate dolci potrebbe essere un’arma di contrasto semplice ed efficace per mantenere una buona attività cerebrale e contrastare l’insorgere della demenza. Merito dei carotenoidi, di cui questi alimenti sono ricchi e che sono le sostanze che danno loro un colore brillante. In particolare, tra questi luteina e zeaxantina.
A suggerirlo uno studio della University of Georgia, negli Usa, pubblicato sulla rivista Journal of the International Neuropsychological Society. Gli studiosi hanno preso in esame 40 adulti tra i 65 e gli 86 anni, esaminandone l’attività cerebrale con una risonanza magnetica mentre tentavano di ricordare abbinamenti di parole che avevano appreso in precedenza. Dai risultati è emerso che i partecipanti con livelli più bassi di luteina e zeaxantina dovevano usare più energia cerebrale e fare affidamento in maniera più pesante su diverse aree del cervello per ricordare gli abbinamenti di parole appresi, mentre coloro che avevano livelli più elevati di questi due carotenoidi erano in grado di minimizzare la quantità di attività cerebrale necessaria per completare l’operazione. In altre parole, erano più “efficienti” dal punto di vista della funzionalità dei neuroni. s Servono altri studi per approfondire ulteriormente il risultato ma secondo Stephen Miller, uno degli autori dello studio, si potrebbe arrivare potenzialmente a usare “integratori alimentari o cambiamenti nella dieta, per poter facilmente intervenire e potenzialmente migliorare le funzioni cognitive negli over 65”.

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La leggenda vuole che le creme solari siano il principale nemico della tintarella, ma, stando ai dermatologi, non è così. Una protezione solare alta, per esempio, fa prendere ugualmente colore, ma in modo graduale e duraturo, difendendo la pelle dai raggi solari.

La dottoressa Norma Cameli, responsabile di Dermatologia estetica dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, smonta alcuni miti sulla tintarella ma soprattutto ci mette in guardia da quelle presunte verità che si sussurrano tra gli ombrelloni o che vediamo in televisione.

Per esempio, non esiste un solare che dura un’intera giornata o a prova di bagno, ma bisognerebbe riapplicarli ogni due ore, dopo il bagno e dopo una bella sudata.

Non è un mito il fatto che il sole faccia venire le rughe. L’80% dell’invecchiamento della pelle è dovuto ai danni del sole e le zone più esposte sono il viso e il décolleté, che tendiamo a tenere esposti più spesso anche quando non siamo al mare ma in città, non solo in estate.

La tintarella va presa gradualmente ed è alla portata di tutti, anche di chi ha dei nei, specificando che “il rischio di melanoma aumenta col sole concentrato in poco tempo, ad esempio nel weekend end” e con le ustioni solari, in particolare il troppo sole da bambini

Non è affatto un mito che le carote favoriscano l’abbronzatura mentre lo è quella della decolorazione dei capelli e della scarsa crescita del cuoio capelluto in estate. Secondo l’esperta ”il troppo sole in estate può favorire la caduta dei capelli in autunno”.