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300 interventi di cataratta in meno di un anno, eseguiti presso l’Unità operativa semplice di Oculistica dell’ospedale di Orbetello. L’èquipe chirurgica, composta dal direttore dell’Oculistica, Angelo Balestrazzi e dai medici Gianluca Martone e Giulia Cartocci, ha dato vita al progetto voluto dalla Direzione aziendale della Asl Toscana sud est di allargare l’offerta chirurgica per l’utenza del territorio della zona Colline dell’Albegna, in questo caso nell’ambito delle patologie oculistiche. Dopo una fase di formazione specialistica del personale infermieristico, coordinato dalla caposala Barbara Pieri presso l’ospedale Misericordia e il successivo completamento del percorso che va dalla valutazione del paziente al controllo post operatorio, i primi interventi hanno riguardato casi di cataratta più comuni, divenuti ormai di routine, arrivando progressivamente a eseguire presso le sale operatorie dell’ospedale lagunare qualsiasi tipologia di cataratta, spesso anche particolarmente complessa.
“Nel corso dell’ultimo trimestre – spiega il dottor Balestrazzi – abbiamo operato cataratte sublussate, in occhi privi di dilatazione pupillare, utilizzando coloranti vitali per evidenziare le strutture intraoculari e particolari strumenti per allargare l’iride e sostenere il cristallino. Con queste tecniche mini-invasive abbiamo ottenuto risultati eccellenti in persone ormai quasi cieche al momento dell’intervento”.
Il reparto di Oculistica all’ospedale di Orbetello, grazie alle sinergie con quello di Grosseto e all’impegno di tutto il personale perfettamente integrato in un sistema che prevede lo spostamento di medici e infermieri per potenziare quanto più possibile e in modo capillare la risposta ai bisogni di salute della popolazione della zona, è in grado realizzare circa 400 interventi all’anno, ai quali ne va sommato un altro centinaio che sono quelli eseguiti al Petruccioli di Pitigliano con sedute chirurgiche a cadenza mensile.
In via di attuazione c’è un ulteriore ampliamento dell’attività oculistica: grazie alla disponibilità del direttore del presidio ospedaliero di Orbetello, Massimo Forti e del coordinamento infermieristico di sala operatoria guidata da Silvana Macheroni, è in programma per il prossimo autunno l’aumento di una seconda sessione operatoria settimanale, per interventi di chirurgia orbito-palpebrale e degli annessi oculari.
“Nel territorio maremmano – conclude Balestrazzi – dove sono estremamente frequenti le patologie oculari soprattutto legate all’esposizione al sole, l’aumento dell’offerta chirurgica è fondamentale per fronteggiare le richieste dell’utenza. In questo modo potremo arrivare a più di 600 interventi annuali, diventando punto di riferimento per tutto il territorio della Colline dell’Albegna e non solo”.

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Esperto, SSN rimborsi intervento base e paziente compartecipi

Per l’intervento di cataratta non è più praticabile il tipo di rimborso a prestazione (Drg) oggi previsto dal Servizio sanitario nazionale. La soluzione potrebbe essere quella di accettare la compartecipazione del paziente. Lo afferma Lucio Buratto, fra i più noti oftalmologi italiani, direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico, precisando che “col miglioramento delle tecnologie il sistema non è più in grado di andare incontro alle molteplici esigenze dei pazienti”.
   
Sono oggi qualcosa come 600 mila gli interventi di cataratta fatti ogni anno in Italia – spiega l’oftalmologo – un tipo di intervento entrato nella routine, in grado di salvare la vista ed entrato di diritto fra quelli offerti dal Servizio sanitario nazionale che gli ha assegnato una precisa retribuzione (DRG) per le strutture, pubbliche o accreditate, che lo eseguono.
   
Il fatto è che le tecnologie oggi permettono non solo di sostituire il cristallino opacizzato con uno artificiale trasparente, ma anche di utilizzare cristallini capaci anche di correggere i più disparati difetti visivi.
   
“Spesso il paziente – spiega Buratto – ha anche una miopia, o l’ipermetropia. E allora è soddisfatto se fai in modo che non debba più usare gli occhiali. Se poi c’è anche l’astigmatismo le cose si complicano: bisogna fare degli esami in più prima dell’ intervento e posizionare il nuovo cristallino nella posizione giusta https://impotenzastop.it. E per ordinare un cristallino astigmatico ci vuole un’ organizzazione che lo faccia. Se poi si vuole correggere anche la presbiopia bisogna fare ancora degli esami in più. E ancora: che tipo di cristallino? Morbido, rigido, intervento con il laser? Se il paziente decide di fare tutto, diventa un intervento molto impegnativo, dovrebbero esserci DRG diversi”.
   
Ma lo stesso Buratto comprende che nel momento attuale, con la ‘coperta’ corta della spesa sanitaria, questo può essere un problema. E si unisce alla richiesta della SOI, la Società Oftalmologica Italiana, nel proporre che, fermo restando un tipo di intervento di base, uguale per tutti, con un DRG che copra un certo tipo di prestazione, “si dovrebbe consentire al paziente di integrare il costo dell’intervento. In Germania, se la struttura è in grado di rimborsare solo l’intervento di base, è prevista la compartecipazione del paziente che vuole un intervento più completo, che gli cambi la qualità della vita”.

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Milioni di italiani hanno problemi agli occhi, e il numero destinato ad aumentare, ma per la cura della vista le risorse scarseggiano, tanto che i pazienti non si possono permettere le cure più innovative. Lo ricordano la Società Oftalmologica Italiana e la Fondazione Insieme per la vista in occasione della giornata mondiale della Vista che si è celebrata l’otto ottobre.

“In Italia – spiega Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana, ogni anno si eseguono 550 mila interventi di cataratta che rappresentano oltre l’80% del lavoro dell’oculista in ospedale. Per i pazienti ci sarebbero dei nuovi cristallini artificiali che eliminano la necessità di avere gli occhiali, ma il Ssn non li rende disponibili”.

“Negli ultimi 10 anni – spiega Piovella -, le risorse messe a disposizione per la chirurgia oculistica sono passate da 2500 a 700 euro nonostante siano aumentate in modo esponenziale i costi delle nuove e indispensabili tecnologie. Una scelta politica aberrante che ha portato a svilire l’intervento ad alta tecnologia più diffuso al mondo di cui tutti, prima o poi, avranno necessità essendo un fenomeno fisiologico che con l’età colpisce tutti”.

Fra gli altri problemi sottolineati dagli esperti ci sono l’assenza dell’anestesista durante gli interventi di cataratta e il mancato accesso al farmaco Avastin per la degenerazione maculare, ancora non disponibile se non a una piccola parte dei pazienti.