Medical News

ROMA – Il Censis ha presentato oggi a Roma la ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista degli specialisti’, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa e condotta fra ginecologi, andrologi e urologi. Lo studio ha raccolto informazioni preziosissime sulla procreazione in Italia.
Un dato pesa su tutti. L’infertilità riguarda il 20-30% delle coppie italiane a fronte delle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità che parlano del 10-15%. Non solo. L’Italia subisce il problema della bassa natalità: lo pensa l’88,7% di ginecologi, andrologi e urologi. Il 75% degli specialisti è convinto che la crisi economica scoraggi le coppie, in particolare quelle che devono ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. Dallo studio emerge che i bambini concepiti ‘in provetta’ e nati in Italia nel 2012 sono stati 9.800: un aumento quasi del 170% in 7 anni. Circa il 75% degli specialisti ritiene che le coppie con problemi di infertilità consultano più di uno specialista prima di affidarsi alle cure di quello scelto in via definitiva. Ma cresce anche la preoccupazione per la disinformazione perché 6 medici su 10 giudicano i propri pazienti poco o per nulla informati sia sui problemi di infertilità e sterilità, sia sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il 76% dei “camici bianchi” sarebbe inoltre d’accordo con una revisione della legge sulla procreazione medicalmente assistita. In questo scenario, si evidenziano le differenziazioni regionali. L’88,7% dei medici ritiene che la qualità nei trattamenti per la procreazione medicalmente assistita cambi da regione a regione. Poi una raccomandazione. Non ovunque è assicurata la gratuità dell’accesso alle cure per la Pma.

2 Aprile 2015

Medical News

ROMAinfermieri – Aumenta in Italia il ricorso alle prestazioni infermieristiche private. Secondo un’indagine Censis presentata al XVII Congresso della Federazione Ipasvi (Federazione nazionale collegio infermieri) sono 8.700.000 gli italiani non autosufficienti, malati cronici o ultrasettantenni che nel 2014 hanno chiesto, pagando di tasca propria, l’intervento di un infermiere privato. Complessivamente sono stati spesi 2,7 miliardi di euro, di cui oltre 2,3 per assistenza prolungata nel tempo e 358 milioni per quelle una tantum. Una analisi che traccia luci e ombre, infatti, il 54% di coloro che hanno pagato di tasca propria un infermiere lo hanno fatto in nero. Inoltre la necessità di contenere le spese e la convinzione che, per alcune prestazioni, l’infermiere non sia indispensabile, hanno spinto oltre 4,2 milioni di italiani a scegliere figure come badanti e familiari per prestazioni infermieristiche, con il rischio di inappropriatezza. Poi una proposta. “Potremmo coinvolgere – ha detto Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Ipasvi – il Parlamento per una proposta di legge che defiscalizzi le prestazioni assistenziali sanitarie se effettuate da infermieri e le Aziende sanitarie perché inseriscano e mantengano strutturalmente nel territorio infermieri educatori per informare ed addestrare i familiari o i loro sostituti ad una cura sicura dei loro cari”.

5 Marzo 2015