Medical News

A novembre G7 su come il cambiamento climatico incide sulla salute

“Non esiste un vero pericolo sanitario”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin a margine della conferenza di presentazione del progetto “Vivismart”.
“La Chikungunya – ha aggiunto il ministro – ha degli effetti collaterali, è molto dolorosa ma non ha nessun effetto sulla salute complessiva del paziente e quindi possiamo stare tranquilli. Peraltro abbiamo indetto un G7 su come il cambiamento climatico incide sulla Salute, che si terrà i primi di novembre. La tropicalizzazione del nostro clima comporta anche una maggiore sopravvivenza delle zanzare. Motivo per il quale – sottolinea – le disinfestazioni in capo ai comuni e agli enti locali sono importantissime”. “Non è un elemento che va sottovalutato, – conclude – lo stiamo dicendo da anni perché è cambiato il contesto del clima e dobbiamo combattere anche la proliferazione di insetti che prima vivevano nell’arco di 20 giorni e che adesso hanno prolungato la loro vita e riproduzione”.

Sangue dalle regioni

“Da inizio emergenza, messe a disposizione dalle regioni 1.535 sacche di sangue. Grazie a istituzioni e volontari”. Lo annuncia con un tweet il Centro nazionale sangue, in merito alla raccolta di sangue avviata dopo il blocco delle donazioni a Roma a seguito dell’emergenza per i casi di Chikungunya. Le sacche, precisa, provengono da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, provincia autonoma di trento, Veneto, Toscana, Valle d’Aosta, Umbria e Puglia.

Regione Lazio, scongiurato stop totale donazioni

“Abbiamo scongiurato uno stop generalizzato delle donazioni di sangue in tutta l’area metropolitana di Roma, limitandolo, al momento, al territorio di Anzio e della Asl Roma 2”. Lo ha detto il capo della direzione Salute della Regione Lazio Vincenzo Panella nel corso di una audizione alla commissione Salute del Consiglio regionale del Lazio, questo pomeriggio. Secondo la ricostruzione fornita ai consiglieri dell’organo presieduto da Rodolfo Lena, il rischio maggiore per la salute pubblica sarebbe infatti maggiormente legato alla carenza di scorte di sangue per trasfusioni, che alla diffusione stessa del virus, ovvero una forma influenzale particolarmente fastidiosa e dolorosa ma non mortale, che viaggia attraverso sangue infetto iniettato con puntura di zanzare tigre.

Roma disinfesterà nuove aree

“Per quanto riguarda il Comune di Roma, si è reso disponibile a estendere la disinfestazione, partita dopo l’ordinanza del sindaco, anche in aree sensibili e alla presenza di ristagno di acqua”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lazio che dà conto di un vertice tecnico che si è tenuto oggi a via Cristoforo Colombo sulla questione chikungunya. “I rappresentanti di Roma Capitale – si legge ancora – hanno dichiarato la disponibilità ad aumentare il numero delle squadre di Ama che stanno operando sul campo. La Regione Lazio è in attesa del quadro sinottico delle azioni di disinfestazione messe in campo dal Comune di Roma finora e di quelle in programmazione”.

Fonte:www.ansa.it

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Dall’inizio dell’emergenza. CNS, ‘grazie a istituzioni e volontari’

“Da inizio emergenza, messe a disposizione dalle regioni 1.535 sacche di sangue. Grazie a istituzioni e volontari”. Lo annuncia con un tweet il Centro nazionale sangue, in merito alla raccolta di sangue avviata dopo il blocco delle donazioni a Roma a seguito dell’emergenza per i casi di Chikungunya. Le sacche, precisa, provengono da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, provincia autonoma di trento, Veneto, Toscana, Valle d’Aosta, Umbria e Puglia.

Regione Lazio, scongiurato stop totale donazioni

“Abbiamo scongiurato uno stop generalizzato delle donazioni di sangue in tutta l’area metropolitana di Roma, limitandolo, al momento, al territorio di Anzio e della Asl Roma 2”. Lo ha detto il capo della direzione Salute della Regione Lazio Vincenzo Panella nel corso di una audizione alla commissione Salute del Consiglio regionale del Lazio, questo pomeriggio. Secondo la ricostruzione fornita ai consiglieri dell’organo presieduto da Rodolfo Lena, il rischio maggiore per la salute pubblica sarebbe infatti maggiormente legato alla carenza di scorte di sangue per trasfusioni, che alla diffusione stessa del virus, ovvero una forma influenzale particolarmente fastidiosa e dolorosa ma non mortale, che viaggia attraverso sangue infetto iniettato con puntura di zanzare tigre.

Roma disinfesterà nuove aree

“Per quanto riguarda il Comune di Roma, si è reso disponibile a estendere la disinfestazione, partita dopo l’ordinanza del sindaco, anche in aree sensibili e alla presenza di ristagno di acqua”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lazio che dà conto di un vertice tecnico che si è tenuto oggi a via Cristoforo Colombo sulla questione chikungunya. “I rappresentanti di Roma Capitale – si legge ancora – hanno dichiarato la disponibilità ad aumentare il numero delle squadre di Ama che stanno operando sul campo. La Regione Lazio è in attesa del quadro sinottico delle azioni di disinfestazione messe in campo dal Comune di Roma finora e di quelle in programmazione”.

Fonte:www.ansa.it

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Raccolta straordinaria di sangue da tutti Italia

“Sono 64 i casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) ad oggi di Chikungunya. Di questi, 54 sono i casi che hanno residenza ad Anzio o che hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti ad Anzio, 7 casi sono a Roma e 3 casi sono a Latina”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.
“La Regione Lazio chiede ai Comuni interessati di intensificare l’azione di contrasto ai vettori e per questo motivo ha convocato lunedì prossimo i rappresentanti di Roma Capitale e delle altre amministrazioni interessate, Latina e Anzio, proprio per verificare l’azione di disinfestazione messa in atto fin qui”. Lo si legge in una nota della Regione Lazio. “La Regione Lazio ha richiesto, inoltre – aggiunge la nota – l’intervento dei tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità per verificare le metodologie finora adottate”.
Primo caso di Chikungunya anche in Lombardia. Ad essere stata infettata è una ragazzina di 13 anni di origine asiatica residente a Curtatone, Comune alle porte di Mantova.
In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. Per il centro nazionale sangue le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio “sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi”.
Tutte le Regioni, sottolinea il Cns, “anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione”.si tratta di una maxiemergenza, ma non ti tipo sanitario. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno.

Ecdc, alta probabilità nuovi casi a Roma

E’ molto probabile che nella zona di Roma si verifichino nuovi casi di Chikungunya. Lo scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) in un documento di valutazione del rischio legato ai focolai italiani. “Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace – scrivono gli esperti europei -. Di conseguenza ci si aspetta di identificati nuovi casi in futuro. Dato che le condizioni ambientali rimarranno le stesse nel Lazio nelle prossime settimane la probabilità di ulteriore trasmissione è alta”.

Cri Roma apre numero per informazioni sulle donazioni

“In queste ore di emergenza dovuta alla Chikungunya la Croce Rossa di Roma mette a disposizione il numero della Sala Operativa 06.5510 per tutti i cittadini romani che vogliono informazioni sulla donazione del sangue e lancia sui social una campagna di comunicazione per continuare a sensibilizzare tutti sull’importanza della donazione del sangue”. Lo rende noto la Croce Rossa in una nota.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti rassicura dopo il blocco di donazionidi disangue disposto dalla Asl Roma 2 per il caso Chikungunya: “Ieri come sapete è stato adottato un provvedimento: ovviamente il Centro nazionale sangue ha garantito la fornitura per coprire quello che ci sarà in meno, inevitabilmente, a seguito di questo blocco. Quindi non ci saranno problemi per la rete sanitaria”.
Nella Capitale, a causa del blocco, era stata calcolata una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza. La cifra è contenuta nella circolare che il Centro Nazionale Sangue ha inviato alle Regioni, pubblicata sul sito del Cns. “Al fine di supportare la regione Lazio – si legge inoltre – si invitano tutti i responsabili delle Src (le strutture regionali di coordinamento, ndr) ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal ‘Piano strategico nazionale per le maxiemergenze’, configurandosi le ricadute dell’evento epidemico sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxiemergenza”. Il piano per le maxiemergenze approvato lo scorso anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.

Usl accerta un caso nel Modenese

L’azienda Usl di Modena ha accertato un caso di Chikungunya per un residente di Casinalbo. Il Comune di Formigine, in provincia di Modena, ha attivato il piano di emergenza sanitaria con disinfestazione della zona interessata. La chikungunya – viene ricordato – è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia-Romagna.

Scatta gara di solidarietà, 849 sacche sangue da 10 Regioni per il Lazio

Sono 849 le unità di sangue già messe a disposizione dalle Regioni per sopperire alle eventuali carenze nel Lazio dovute ai focolai di Chikungunya a Roma e Anzio. Lo comunica il Centro Nazionale Sangue, precisando che le sacche provengono da dieci regioni. Fino a questo momento si sono rese disponibili a inviare sangue Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Veneto e Toscana, mentre le altre si stanno ancora organizzando anche con raccolte straordinarie. Alcune delle unità sono state già inviate, mentre delle altre è in via di organizzazione il trasporto. “La gara di solidarietà, necessaria a garantire le trasfusioni ai pazienti del Lazio, è già scattata grazie alla collaborazione di tutte le Regioni e delle associazioni di volontariato – afferma il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno -. Domani saranno a Roma i rappresentanti delle associazioni da tutte le regioni per coordinare ulteriormente gli sforzi”.

Regione Emilia Romagna aiuta Lazio, ‘raccogliamo sangue’

L’obiettivo è raccogliere 500 unità di sangue alla settimana per tutto il periodo dell’emergenza Chikungunya, da destinare alla capitale. Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas lanciano un appello ai donatori del territorio, chiedendo “un contributo straordinario” per far fronte a quanto sta accadendo in provincia di Roma: il centro regionale sangue del Lazio ha sospeso la raccolta come misura di prevenzione dell’infezione . “Chiediamo ai nostri donatori uno sforzo straordinario, certi che come sempre la risposta ci sarà – dice l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La nostra è una regione che ha nella solidarietà uno dei principi fondamentali. Il nostro sistema è forte, da sempre capace di garantire l’autosufficienza regionale e di fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno. Questo è il momento di dimostrarlo”. In Emilia-Romagna sono 137.972 i donatori di sangue totali, quelli che donano periodicamente sono 126.518.
Nel Lazio “sono 17 i casi accertati dal Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi) ad oggi di Chikungunya, di questi 6 nella Capitale”. Lo rende noto la Regione. “Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi”.
In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. “Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro, Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni, è già partita una gara di solidarietà, che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

Avis, mobilitati per far fronte a deficit sangue

“Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue”. Lo rende noto il presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni dicendosi sicuro “che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Appello Cri ai donatori, programmate donazioni

Appello della croce rossa ai donatori di tutto il territorio italiano in seguito alla sospensione delle donazioni ad Anzio e nell’Asl 2 di Roma a causa del virus Chikungunya. “Contattate la struttura trasfusionale più vicina e programmate quanto prima una donazione di sangue o plasma, secondo le indicazioni che vi saranno fornite”, invita Colum Donnelly, delegato nazionale della Croce Rossa Italiana per la donazione di sangue, poichè “sono tantissimi i pazienti che, necessitando di trasfusioni per interventi chirurgici oppure quale terapia per malattie come la talassemia, dipendono direttamente dalle scorte delle strutture trasfusionali e non possiamo consentire che le conseguenze di questa situazione mettano in pericolo la loro salute”.

Lorenzin martedì:

”Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya, il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni. E’ passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre”. Ora ”e’ molto probabile la decisione di uno stop alle donazioni di sangue anche a Roma. Oggi e’ arrivata dalla Regione al Comune (per conoscenza al ministero e alla prefettura) una nuova diffida per una disinfestazione immediata”, ha detto il ministro della Salute.

Raggi ha firmato martedì ordinanza per disinfestazioni

È stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza “per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato”.

Fonte:www.ansa.it

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Sangue da regioni, Zingaretti: “Non ci sarà carenza sangue”

“Ad oggi al SERESMI (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) sono pervenute 27 notifiche di casi di Chikungunya. I 10 nuovi casi rispetto alla giornata di ieri sono residenti o riportano un soggiorno nel comune di Anzio e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi. Rimangono inalterate le notifiche facenti riferimento il territorio di Roma”. Lo comunica la Regione Lazio.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti rassicura dopo il blocco di ieri sulle donazionidi sangue disposto dalla Asl Roma 2 per il caso Chikungunya: “Ieri come sapete è stato adottato un provvedimento: ovviamente il Centro nazionale sangue ha garantito la fornitura per coprire quello che ci sarà in meno, inevitabilmente, a seguito di questo blocco. Quindi non ci saranno problemi per la rete sanitaria”.
Nella Capitale, a causa del blocco, era stata calcolata una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza. La cifra è contenuta nella circolare che il Centro Nazionale Sangue ha inviato alle Regioni, pubblicata sul sito del Cns. “Al fine di supportare la regione Lazio – si legge inoltre – si invitano tutti i responsabili delle Src (le strutture regionali di coordinamento, ndr) ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal ‘Piano strategico nazionale per le maxiemergenze’, configurandosi le ricadute dell’evento epidemico sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxiemergenza”. Il piano per le maxiemergenze approvato lo scorso anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.

Usl accerta un caso nel Modenese

L’azienda Usl di Modena ha accertato un caso di Chikungunya per un residente di Casinalbo. Il Comune di Formigine, in provincia di Modena, ha attivato il piano di emergenza sanitaria con disinfestazione della zona interessata. La chikungunya – viene ricordato – è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia-Romagna.

Scatta gara di solidarietà, 849 sacche sangue da 10 Regioni per il Lazio

Sono 849 le unità di sangue già messe a disposizione dalle Regioni per sopperire alle eventuali carenze nel Lazio dovute ai focolai di Chikungunya a Roma e Anzio. Lo comunica il Centro Nazionale Sangue, precisando che le sacche provengono da dieci regioni. Fino a questo momento si sono rese disponibili a inviare sangue Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Veneto e Toscana, mentre le altre si stanno ancora organizzando anche con raccolte straordinarie. Alcune delle unità sono state già inviate, mentre delle altre è in via di organizzazione il trasporto. “La gara di solidarietà, necessaria a garantire le trasfusioni ai pazienti del Lazio, è già scattata grazie alla collaborazione di tutte le Regioni e delle associazioni di volontariato – afferma il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno -. Domani saranno a Roma i rappresentanti delle associazioni da tutte le regioni per coordinare ulteriormente gli sforzi”.

Regione Emilia Romagna aiuta Lazio, ‘raccogliamo sangue’

L’obiettivo è raccogliere 500 unità di sangue alla settimana per tutto il periodo dell’emergenza Chikungunya, da destinare alla capitale. Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas lanciano un appello ai donatori del territorio, chiedendo “un contributo straordinario” per far fronte a quanto sta accadendo in provincia di Roma: il centro regionale sangue del Lazio ha sospeso la raccolta come misura di prevenzione dell’infezione . “Chiediamo ai nostri donatori uno sforzo straordinario, certi che come sempre la risposta ci sarà – dice l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La nostra è una regione che ha nella solidarietà uno dei principi fondamentali. Il nostro sistema è forte, da sempre capace di garantire l’autosufficienza regionale e di fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno. Questo è il momento di dimostrarlo”. In Emilia-Romagna sono 137.972 i donatori di sangue totali, quelli che donano periodicamente sono 126.518.
Nel Lazio “sono 17 i casi accertati dal Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi) ad oggi di Chikungunya, di questi 6 nella Capitale”. Lo rende noto la Regione. “Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi”.
In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. “Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro, Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni, è già partita una gara di solidarietà, che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

Avis, mobilitati per far fronte a deficit sangue

“Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue”. Lo rende noto il presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni dicendosi sicuro “che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Appello Cri ai donatori, programmate donazioni

Appello della croce rossa ai donatori di tutto il territorio italiano in seguito alla sospensione delle donazioni ad Anzio e nell’Asl 2 di Roma a causa del virus Chikungunya. “Contattate la struttura trasfusionale più vicina e programmate quanto prima una donazione di sangue o plasma, secondo le indicazioni che vi saranno fornite”, invita Colum Donnelly, delegato nazionale della Croce Rossa Italiana per la donazione di sangue, poichè “sono tantissimi i pazienti che, necessitando di trasfusioni per interventi chirurgici oppure quale terapia per malattie come la talassemia, dipendono direttamente dalle scorte delle strutture trasfusionali e non possiamo consentire che le conseguenze di questa situazione mettano in pericolo la loro salute”.

Lorenzin martedì:
”Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya, il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni. E’ passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre”. Ora ”e’ molto probabile la decisione di uno stop alle donazioni di sangue anche a Roma. Oggi e’ arrivata dalla Regione al Comune (per conoscenza al ministero e alla prefettura) una nuova diffida per una disinfestazione immediata”, ha detto il ministro della Salute.

Raggi ha firmato martedì ordinanza per disinfestazioni

È stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza “per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato”.

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Ma solo per alcuni è dimostrata la trasmissione sessuale

Sono almeno 27 i virus che, una volta infettato un uomo, riescono ad arrivare anche nel liquido seminale, una condizione necessaria, anche se non sufficiente, alla trasmissione sessuale. Lo afferma uno studio dell’università di Oxford pubblicata dalla rivista Emerging Infectious Diseases.
Durante la recente epidemia di Zika, spiegano gli autori, è emerso da diversi studi che il virus può rimanere nel liquido seminale per diversi mesi, e in questo caso sono stati documentati anche contagi per via sessuale. Per verificare quali altri microrganismi sono in grado di annidarsi negli spermatozoi o nel liquido che li contiene i ricercatori hanno verificato i dati già riportati in letteratura, trovando che la presenza è stata descritta per 27 diversi patogeni. Della lista fanno parte virus ‘famosi’, come Hiv o Epatite C, patogeni ’emergenti’ come Chikungunya, Ebola o appunto Zika, e altri virus meno famosi come il JC virus. In alcuni casi, come herpes o Hiv, è nota la trasmissione sessuale, mentre per altri non è stata documentata.
“I risultati di questa ricerca fanno emergere una serie di questioni – scrivono gli autori – a partire da quanto a lungo il virus rimane nel seme, a che concentrazione e se resta capace di provocare malattie”.

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Non escluso lo stop alla donazione di sangue nella capitale

Altri 4 casi di Chikungunya, dopo i 3 di Anzio, sono stati registrati a Roma, nella zona sud-est, e la Regione Lazio ha convocato domani un tavolo con il Campidoglio per sollecitare la disinfestazione dalle zanzare del territorio comunale. La malattia virale con sintomi simili a una violenta influenza, trasmessa da insetti infetti, fa di nuovo parlare di sè a distanza di pochi giorni dalla rivelazione dei casi nella cittadina sul litorale. “Altri quattro casi sono stati accertati nel territorio della Asl Roma 2 e già notificati al sistema di sorveglianza – fa sapere la Regione -. La Asl da parte sua ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione”. I casi sono quindi 7 in tutto, “secondo i dati raccolti fino a oggi”, dice la Regione.
Ancora non risulta sospesa la donazione di sangue a Roma ma la misura potrebbe essere adottata nelle prossime ore. La misura precauzionale, come è accaduto venerdì scorso ad Anzio, e’ infatti prevista dalla procedura ordinaria quando ci si trova di fronte ad un rischio di malattie che possono essere trasmesse con il sangue. La Chikungunya porta febbre acuta e forti dolori alle ossa e alle articolazioni che spesso bloccano il paziente a letto. Non e’ la prima volta che accade in Italia, nell’agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna, circa 250, e si registro’ anche un decesso, una donna che soffriva anche di altre malattie. Le persone colpite dalla malattia nella zona del Comune di Anzio stanno bene, ma sono state bloccate le donazioni di sangue per 28 giorni per chi ha soggiornato nel comune.
La Regione Lazio ha ordinato al comune di Anzio di procedere alla disinfestazione in un’area del suo territorio. E così sta facendo ora con il Campidoglio, sottolineando che la Asl Roma 2 “ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione”. Sara’ la disinfestazione ad abbattere la possibilita’ di nuovi contagi di Chikungunya ma un aiuto arrivera’ anche dall’arrivo delle temperature piu’ fredde, spiega Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanita’. ”Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio e’ possibile che si siano diffusioni di altri focolai, una situazione quindi abbastanza prevista come quella che si verificò dieci anni fa in Romagna, con la segnalazione di alcuni casi a casi a Bologna, alcuni a Ravenna e Rimini”, spiega Rezza. L’esperto ha ricordato che la malattia trasmessa dalle zanzare non e’ letale ma provoca febbre e dolori alle ossa, tanto che viene per questo confusa, almeno in uno stadio iniziale con l’influenza. Le responsabili della trasmissione della Chikungunya sono le zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue).
Dopo una incubazione di 3-12 giorni, si manifestano dei sintomi simili all’influenzale: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori alle articolazioni. Si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Nei casi segnalati ad Anzio i pazienti hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto l’insorgenza dei sintomi.

Fonte:www.ansa.it

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Per 28 giorni per chi e’ stato nel comune, trasmessa da zanzare

Alcuni casi di Chikungunya, una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette, si sono verificati nella zona del Comune di Anzio. Non e’ la prima volta che accade in Italia, nell’agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna. Le persone colpite ora starebbero bene ma, con una circolare inviata oggi, sono state bloccate le donazioni di sangue per 28 giorni per chi ha soggiornato nel comune.

Regione Lazio, disinfestazione dopo 3 casi

La Regione Lazio ha ordinato al comune di Anzio di procedere alla disinfestazione in un’area del suo territorio a seguito dei tre casi di febbre per infezione da virus Chikungunya. La Asl RM 6 e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana hanno individuato nei giorni scorsi nella zona indicata la presenza di alcune zanzare, che provocano una sindrome influenzale di breve durata con dolori articolari. Già nella giornata di ieri l’Istituto Superiore di Sanità, su richiesta della Regione, ha posizionato alcune ‘esche speciali’ per indicare tutte le aree dove eventualmente sono presenti le larve. Conclusa l’operazione la Asl RM6, su richiesta della Regione, indicherà al sindaco competente di procedere immediatamente a una regolare disinfestazione, solo ed esclusivamente nelle zone indicate, operazione necessaria ad eliminare la presenza di questi insetti. La Regione Lazio, inoltre, ha già inviato ai Medici di Medicina Generale una circolare informativa e invitato i cittadini, che manifestano questa sintomatologia, a recarsi in maniera precauzionale, presso uno studio medico per tutti gli accertamenti del caso.

Fonte:www.ansa.it

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Procura sintomi simili all’influenza

La chikungunya, che ha causato tre infezioni nel Lazio, è una malattia virale che scatena febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Non esiste un vaccino.
La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.
Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifestano i sintomi simili all’influenza: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti, spiega il sito dell’Istituto Superiore di Sanita’. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base. Il virus responsabile della chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è anche presente nei centri abitati del nostro paese. Non esiste alcun trattamento specifico contro il virus della febbre chikungunya, perciò la terapia è basata sulla somministrazione di farmaci sintomatici soprattutto per alleviare i dolori articolari (anti-piretici ed anti-infiammatori ad eccezione dell’acido acetil-salicilico), riposo a letto e reintegrazione dei liquidi, ove necessaria. Le persone affette da febbre chikungunya dovrebbero essere protette dalle punture degli insetti, mediante applicazione di repellenti sulla cute, uso di zanzariere e di insetticidi negli ambienti in cui soggiornano, per evitare che possano propagare l’infezione.

Fonte:www.ansa.it