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Ventenne aretino evita il peggio affidandosi alle cure del Pronto Soccorso

Un ragazzo di 20 anni di Alberoro, mentre lavorava ieri pomeriggio in galvanica in una ditta di Montevarchi, ha inalato fumi contenenti cianuro.
Alle 19,35 è andato al Pronto soccorso della Gruccia accusando mal di testa e nausea.

Il cianuro impedisce infatti il rilascio dell’ossigeno da parte dell’emoglobina alle altre cellule. In questo modo l’ossigeno non viene consumato a livello tissutale e si accumula in circolo. Gli effetti si riflettono poi sul sistema respiratorio e sopraggiunge una rapida depressione dell’attività cerebrale.

“Abbiamo subito effettuato le dovute analisi – spiega Simone Nocentini, direttore del Pronto Soccorso del Valdarno – e consultato il Centro antiveleni di Firenze che ci ha consigliato l’utilizzo del “Cyanokit”.

Il principio attivo in Cyanokit è la vitamina B12a che reagisce con il cianuro presente nell’organismo.
In questo modo si riduce la concentrazione di cianuro e gli effetti dell’avvelenamento vengono quindi attenuati.
“Ci siamo attivati per averlo in tempi brevissimi dal Centro tossicologico fiorentino – conclude Nocentini – e lo abbiamo somministrato al paziente. Il giovane è ancora in osservazione monitorata. Le analisi adesso vanno bene, la tempestività dell’intervento e il lavoro in rete hanno salvato il ragazzo”.

Le indagini su quanto accaduto sono svolte dal servizio Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro (PISLL) della Asl Toscana sud est.

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Il nocciolo del frutto contiene una sostanza che degradata si trasforma in veleno. Cura letta sul web ma smentita dagli studi

A Melbourne un uomo si è procurato un avvelenamento da cianuro con una cura ‘fai da te’ per i tumori a base di noccioli di albicocca, che contengono una sostanza che una volta degradata produce il veleno. Il caso, che fortunatamente si è concluso positivamente, è riportato dalla rivista Bmj Case Reports. L’uomo, di 67 anni, aveva avuto un tumore alla prostata in remissione, ed è arrivato in ospedale per un intervento di routine con un livello di ossigeno estremamente basso nel sangue, tanto da far sospettare una anemia o un problema respiratorio grave. Dal colloquio con il medico è emerso invece che il paziente si era sottoposto ad una cura a base di amigdalina, o laetrile, dopo aver letto sul web che questa sostanza poteva evitare il ritorno del tumore, affermazione smentita da diversi studi. Oltre a un supplemento della sostanza, che con la digestione viene degradato a cianuro, l’uomo consumava due cucchiaini al giorno di un estratto di noccioli che faceva in casa, assumendo 17 milligrammi di cianuro al giorno, 25 volte sopra la dose consentita. I valori dell’ossigeno sono tornati alla normalità dopo pochi giorni di stop al supplemento, spiegano i medici nell’articolo, ma l’uomo ha poi ricominciato ad assumerlo. “Gli effetti dell’assunzione di una dose quotidiana così alta di cianuro non sono stati mai testati – affermano – ma sappiamo che una dose abbastanza alta può uccidere”.

Fonte:www.ansa.it