Medical News

A pochi giorni dalla festa di Halloween, ormai quasi una tradizione anche da noi, l’Association of Optometrists britannica, lancia delle raccomandazioni. La prima riguarda l’uso delle lenti a contatto, colorate e “mostruose”, tanto utilizzate in questa occasione ma che spesso vengono acquistate in negozi o su internet, senza tener conto delle istruzioni e precauzioni d’uso. Come racconta l’optometrista del Moorfields Eyes Hospital, Badrul Hussain, “non conoscere gli elementi basilari dell’uso delle lenti a contatto può mettere a grande rischio di sviluppare problemi anche permanenti”. Occorre quindi tenerle pulite usando le soluzioni specifiche; non indossarle tutta la notte; non farle entrare a contatto con l’acqua …
Altri consigli riguardano i cosmetici, i costumi, e per finire il cibo: per chi dovesse far propria la tradizione anglosassone di “dolcetto o scherzetto”, si raccomanda di non accettare cose fatte in casa da sconosciuti.

Medical News

Mangiare in modo incontrollato legato a minore abilità mnemonica

Mangiare in modo incontrollato e sull’onda delle emozioni potrebbe rovinare non solo la silhouette ma anche la memoria.
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Appetite e condotto presso l’Università della California Meridionale a Los Angeles.
Gli esperti hanno coinvolto 93 individui di 18-65 anni e con una serie di questionari ad hoc hanno raccolto informazioni sia sul loro rapporto sul cibo, sia sulla loro capacità di rievocare il passato, quindi sulla loro memoria autobiografica.
Ebbene è emersa una chiara correlazione tra l’abitudine a mangiare in modo incontrollato (abbuffate) o in modo emotivo e una minore performance nel rievocare il proprio passato impotenciastop.com.
L’ipotesi avanzata dagli esperti è che un problema rinforzi l’altro in un circolo vizioso senza fine perché chi ha poca memoria del proprio passato tenderà a dimenticare episodi in cui ha mangiato male e in modo incontrollato e soprattutto non terrà a mente le conseguenze (emotive e fisiche) di quegli episodi, quindi tenderà sempre a ricadere nello stesso errore a tavola.

Fonte:www.ansa.it

Medical News

Può avere effetti nocivi sull’apparato endocrino e il sistema ormonale. Verso misure restrittive

Il bisfenolo A, sostanza chimica comunemente utilizzata nelle plastiche, può avere effetti nocivi sull’apparato endocrino e il sistema ormonale. E’ la posizione espressa all’unanimità dal comitato degli Stati membri dell’Autorità Ue per le sostanze chimiche (Echa), che ha inserito il bisfenolo A nell’elenco delle ‘sostanze estremamente preoccupanti’. Il composto è già nell’elenco delle sostanze ‘candidate alla sostituzione’ a causa delle sue proprietà tossiche per la riproduzione. “La decisione dell’Echa – è il commento di un portavoce della Commissione europea – conferma che il bisfenolo A è sostanza estremamente preoccupante a causa delle sue proprietà di interferente endocrino. La Commissione ha già intrapreso azioni sostanziali per limitarne l’uso in un certo numero di prodotti di consumo, inclusi i materiali per contatto con gli alimenti e i giocattoli”. La classificazione del bisfenolo A come interferente endocrino è solo il primo passo per la valutazione della pericolosità di una sostanza nell’ambito del regolamento Reach, ma è “di cruciale importanza per introdurre in futuro misure per ridurre l’esposizione delle persone alla sostanza”, commenta Natacha Cingotti della Ong Heal (Health and Environment Alliance).

Medical News

Stimola produzione di linfociti Th17, proteggendoci da infezioni

Masticare il cibo correttamente, non solo aiuta la digestione, ma rafforza il sistema immunitario e aiuta a proteggerci da infezioni di funghi e batteri. E’ la scoperta fatta da un team di ricercatori della University and National Institutes of Health negli Stati Uniti, che ha rivelato come un tipo specifico di cellule immunitarie, i linfociti Th17, viene stimolato proprio quando si mastica.
Il sistema immunitario ha lo scopo di bloccare agenti patogeni nocivi e tollerare la presenza di normali batteri amici. E’ noto che, in questo compito, viene aiutato da una sana alimentazione. Tuttavia, non solo cosa mangiamo, ma anche come mangiamo sembra avere un peso. In altre parti del corpo, come l’intestino e la pelle, la presenza di cellule immunitarie è stimolata dalla presenza di batteri e si era supposto che accadesse così anche nella bocca. I ricercatori hanno invece scoperto che il cavo orale ha un diverso modo di stimolare i linfociti Th17: sono stati infatti in grado di stimolarne un aumento nei topi, semplicemente cambiando la durezza del loro cibo, dimostrando così che la masticazione è stato il fattore determinante. In particolare, ad attivare le cellule Th17 sarebbero i “danni causati dalla abrasione delle gengive derivata dal masticare”, commenta il biologo dell’Università di Manchester Joanne Konkel, primo autore della ricerca pubblicata sulla rivista Immunity. Secondo Konkel “la comprensione dei fattori che regolano l’immunità nella barriera orale potrebbe portare a nuovi modi per curare diverse malattie infiammatorie”.

Medical News

Incide anche la quantità di cibo ingerita

Sonnolenza dopo pranzo, soprattutto quando si è mangiato molto? Colpa di troppe proteine e sale nel cibo, e ovviamente della quantità di alimenti che si consumano. A dimostrarlo uno studio, svolto sui moscerini della frutta, dello Scripps Research Institute, negli Stati Uniti, pubblicato su eLife. Come accade nell’uomo, anche per questi piccoli insetti un pasto molto abbondante porta sonnolenza.
Gli studiosi hanno ideato un sistema denominato CAFE, che consente il monitoraggio visivo del consumo di cibo e del movimento degli animali. Le registrazioni del comportamento dei moscerini della frutta hanno evidenziato che, dopo aver mangiato un pasto, questi animaletti dormivano prima di tornare a un normale stato di veglia. Il periodo di sonno generalmente durava da circa 20 a 40 minuti, con gli insetti che si nutrivano di porzioni più grandi del solito che dormivano di più. Per determinare se singoli nutrienti potessero modulare il sonno post-pranzo, il team ha nutrito gli animaletti con cibo costituito da proteine, sale o zucchero. È emerso che solo le proteine ​eil sale portavano a dormire dopo aver mangiato, un elemento importante perché suggerisce che questo tipo di sonno, che generalmente non ha una durata lunghissima perché è più un ‘pisolino’, può essere regolato anche tramite specifici alimenti. Gli studiosi hanno anche scoperto che dei circuiti cerebrali sono sensibili all’orologio interno del moscerino della frutta, riducendo la sonnolenza post-pasto solo intorno al tramonto. Considerando tutti questi risultati insieme, il team conclude che la sonnolenza post-pasto può essere regolata in molti modi diversi in moscerini ed esseri umani.

Medical News

Presente in cibi come legumi, certi formaggi e cereali integrali

Una sostanza presente in molti cibi – da legumi a formaggi stagionati e cereali integrali – chiamata spermidina – allunga la vita e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Sono i risultati di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Medicine e condotta da Guido Kroemer della Equipe 11 Labellisée Ligue Contre le Cancer, a Parigi insieme a colleghi dell’università di Graz in Austria. Lo studio – su topolini e ratti – è stato esteso anche a 800 individui del comune di Brunico in cui il consumo di cibi ricchi di spermidina è risultato associato a minor rischio cardiovascolare e pressione alta.
 La spermidina non è nuova agli scienziati a caccia di un ‘elisir di lunga vita’, infatti in precedenti studi su animali più semplici (lieviti, moscerini e vermi) la molecola aveva già dimostrato i suoi effetti sulla longevità.
 In questo nuovo lavoro gli esperti hanno aggiunto spermidina all’acqua dei topolini, iniziando l”integrazione’ dietetica quando i topi erano già grandi, corrispondenti a individui di 45-50 anni. La spermidina allunga la vita degli animali e mostra effetti cardioprotettivi, aumentando anche la funzionalità del cuore in topolini anziani.
 Infine gli esperti hanno stimato la quantità di spermidina nella dieta di circa 800 persone e visto che a consumi più elevati di questo nutriente corrisponde un minor rischio di insufficienza cardiaca e altre malattie cardiovascolari e un minor rischio di pressione alta, specie tra i maschi.
 Ci sono insomma tutti i presupposti, concludono gli autori, per allestire studi clinici più rigorosi per studiare l’azione di questo composto.

Medical News

Normali modelli stimolazione appetito invertiti

Le persone con anoressia o bulimia riescono a superare la voglia di mangiare, fino a ignorare lo stimolo della fame, e le ragioni possono essere nel cervello.
 Una delle chiavi per capire come questo sia possibile risiede nell’ipotalamo, una sorta di ‘centralina’, che regola anche l’appetito guidando lo stimolo della fame, e che può essere superato, quasi ‘sopraffatto’ da segnali che arrivano da altre aree del cervello. Perdendo sostanzialmente la ‘battaglia’, tutta interna, che guida la ricerca del cibo. È quanto emerge da una ricerca della University of Colorado School of Medicine pubblicata su Translational Psychiatry. 

Gli studiosi hanno verificato che i normali modelli di stimolazione dell’appetito nel cervello sono effettivamente invertiti in coloro che hanno disturbi alimentari. Usando scansioni cerebrali, hanno esaminato come 26 donne sane e 26 con anoressia o bulimia nervosa hanno reagito alla degustazione di una soluzione zuccherina. Dai risultati è emerso che le partecipanti allo studio con disturbi alimentari avevano alterazioni diffuse nella struttura dei percorsi cerebrali che regolano il binomio gusto-ricompensa e la regolazione dell’appetito.

Le alterazioni sono state trovate nella materia bianca, che coordina la comunicazione tra le diverse parti del cervello. Importanti differenze sono state trovate inoltre nel ruolo dell’ipotalamo: nelle donne sane le aree del cervello che guidano la ricerca del cibo hanno preso indicazioni dall’ipotalamo stesso, mentre in coloro che avevano disturbi alimentari i percorsi diretti all’ipolatamo erano più deboli e la direzione delle informazioni andava in senso opposto.

Medical News

Da Silva (Fao), agricoltura deve cambiare con cambiamento clima

“Con la legge sullo spreco alimentare possiamo passare dalle 500mila tonnellate di oggi ad 1 milione di tonnellate di cibo risparmiato nel 2017”. Lo dice il premier Matteo Renzi, intervenendo alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione alla Fao, a Roma.

Renzi alla Fao, tema cibo è politico, Italia in prima fila nel 2017

“È un piacere per il governo portare un contributo, è tempo di azione, di mettersi insieme per una battaglia di civiltà perchè la questione del cibo è politica con la P maiuscola e l’Italia si impegna per utilizzare gli eventi del 2017, dalla celebrazione dei Trattati di Roma a marzo al G7 fino alla presenza nel consiglio Onu, per fare di questo argomento un tema di discussione, per farvi da cassa di risonanza”. E’ l’impegno che il premier Matteo Renzi prende intervenendo alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione alla Fao, a Roma. “C’è un problema di qualità – sostiene il premier – a fronte di un miglioramento nella lotta alla povertà e fame perché il progresso è positivo, sta andando nella giusta direzione forse troppo piano ma dobbiamo garantire la qualità per tutti. La comunità internazionale deve gettare un fascio di luce su stridenti disuguaglianze”. Sia il vertice di Roma a marzo sia il G7, sostiene Renzi, non devono essere solo “appuntamenti su contingenze geopolitiche ma essere un grande momento di respiro che affronti i temi di oggi. Essere italiani oggi significa cambiare l’odg di alcuni vertici internazionali”.

Da Silva (Fao),agricoltura deve cambiare con mutamento clima

“La Giornata mondiale dell’alimentazione sottolinea gli effetti del cambiamento climatico e come l’agricoltura debba cambiare a causa di questo”. Lo ha detto il direttore generale della Fao (l’agenzia dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura), Josè Graziano da Silva, intervenendo nella sede di Roma alla presentazione della Giornata. “Ottocento milioni di persone soffrono la fame – ha detto da Silva – la nostra agenda vuole sradicare la fame nel mondo nel 2030 ma l’obiettivo è a rischio per l’avanzata del cambiamento climatico. Abbiamo visto un aumento dei parassiti e delle malattie, alluvioni più intense. In Africa e in Asia abbiamo visto danni estesi per gli uragani. Disastri come questi sono sempre più probabili e più difficili da prevedere”.
Per il direttore della Fao “i poveri e gli affamati sono quelli che soffrono di più. I piccoli agricoltori sono i meno attrezzati ad affrontare i cambiamenti del clima e sono quelli che hanno il maggior impatto dal cambio climatico”. Da Silva ha indicato che “l’agricoltura sostenibile è la chiave. Non possiamo evitare una siccità ma possiamo evitare che diventi carestia, puntando ad esempio su raccolti più resistenti. L’adattamento al cambiamento climatico è fondamentale. Gli agricoltori devono adattare le loro pratiche a quella che ormai chiamiamo nuova normalità”.

Barilla, scelte alimentari pesano su cambiamenti climatici

Le nostre scelte alimentari non solo hanno un impatto sulla salute, ma anche sul clima, superando persino gli effetti del riscaldamento o dei mezzi di trasporto. Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che ricorre il 16 ottobre, la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition lancia un video messaggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto ambientale delle nostre preferenze nell’acquisto del cibo. “Nonostante COP21 – sottolinea – sono ancora poche le persone consapevoli che in Europa la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che ha il maggior impatto sul cambiamento climatico (31%), più del riscaldamento degli edifici (23,6%) e dei mezzi di trasporto (18,5%)”. Con il suo video, la Fondazione BCFN invita tutti a partecipare al 7/mo Forum Internazionale su Food & Nutrition, la più grande manifestazione italiana sui temi del cibo e della nutrizione che quest’anno lancerà un claim chiaro e diretto: “Mangiare meglio, mangiare meno, mangiare tutti”.

Medical News

Smentita regola dei 5 secondi, batteri proliferano soprattutto se alimento umido

Non è vero, come vuole un luogo comune piuttosto diffuso, che se un alimento cade a terra è ‘al sicuro’ da batteri se raccolto entro cinque secondi. Secondo uno studio della Rutgers University pubblicato da Applied and Environmental Microbiology per alcuni cibi basta molto meno tempo per la contaminazione, anche un solo secondo.

I ricercatori hanno testato quattro superfici ricoperte da un batterio simile alla salmonella, acciaio, ceramica, legno e un tappeto, e quattro differenti alimenti, anguria, pane, pane e burro e caramelle gommose. Gli alimenti sono stati messi a contatto con le superfici per uno, cinque, trenta e trecento secondi. In molti casi, spiega Roland Schaffner, uno degli autori, la contaminazione è già in atto dopo un secondo, con l’anguria che ‘assorbe’ i batteri più velocemente, mentre le caramelle gommose resistono di più. “Il trasferimento dei batteri dalla superficie all’alimento è influenzata più che altro dall’umidità – sottolinea -. I batteri non hanno zampe, si muovono con l’umidità, quindi più è bagnato il cibo maggiore è il rischio di contaminazione”.

Sorprendentemente, sottolinea l’autore, il tappeto ha mostrato un rischio di contaminazione molto più basso rispetto ad acciaio e ceramica, mentre il legno ha un tasso più variabile a seconda delle condizioni.