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Massima allerta su Ancona, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia e Pescara. Tra due giorni anche per Roma e Rieti

Sette citta’ con il bollino rosso da oggi a mercoledi’, quando se ne aggiungeranno altre due. E’ il bollettino sulle ondate di calore del ministero della salute a segnalare le zone piu’ a rischio nel corso dei prossimi tre giorni.
Da oggi e per tre giorni massima allerta su Ancona, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia e Pescara. Alle quali mercoledi’ si aggiungeranno Roma e Rieti.
Il caldo africano si sposta verso il Sud, dove raggiungerà il suo picco in settimana, mentre al Nord sono attese, dopo quella di ieri, altre due perturbazioni che attenueranno il gran caldo.
A dirlo è il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera. ”Il passaggio della perturbazione di domenica ha iniziato ad indebolire l’anticiclone africano; altre due perturbazioni sono attese nel corso della settimana ma con effetti maggiori al Nord dove l’estate si concederà una pausa – spiega – mentre il grande caldo da mercoledì si concentrerà sempre più al Sud; altrove invece ci sarà un graduale ritorno alla normalità”.
La bassa pressione che interesserà l’Europa centro occidentale estenderà la sua influenza anche alla nostra Penisola pilotando altre due perturbazioni che porteranno diversi episodi temporaleschi al Nord. La prima, tra stasera e domani, porterà dei fenomeni su Alpi, Prealpi e Valpadana centro occidentale. Altrove prevarrà l’alta pressione con clima caldo. La seconda perturbazione, più organizzata e consistente, arriverà tra mercoledì e giovedì; porterà piogge e temporali, talora anche forti, ancora una volta al Nord e poi marginalmente anche al Centro. Situazione invariata altrove. Le precipitazioni daranno un sollievo alla siccità seppur senza risolverla.

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Tre milioni di donne ne soffrono e la diagnosi arriva tardi

Sabato 25 Marzo 2017, si terrà la quarta edizione della marcia mondiale contro l’endometriosi e così come in altre capitali mondiali, la città si tingerà di giallo, colore simbolo della malattia. Si calcola che ad oggi, in Italia ben oltre tre milioni (una su 10) di donne sono affette da endometriosi, ma il dato è di certo sottostimato, poiché spesso i sintomi ad essa collegati vengono scambiati altre patologie di poca importanza. ”Non a caso, ogni anno si cerca di coinvolgere sempre più medici ed operatori specializzati per la cura di questa patologia alle tante nelle tante iniziative che vengono promosse sul territorio, non solo dal TEAM ITALY, ma anche e soprattutto dalle varie associazioni che si occupano di assistenza a donne affette da Endometriosi”, spiega per il Team Italy Alessandra Bruziches. Tre milioni di donne in Italia, il 10% delle ragazze e donne in eta’ riproduttiva, sono affette da endometriosi. Eppure “e’ una malattia tuttora sconosciuta.
L’Italia e’ il numero uno della ricerca nel mondo ma la diagnosi arriva ancora troppo tardi, poiche’ i sintomi, ovvero forti dolori mestruali durante il ciclo, vengono spesso sottovalutati.
Si stimano tre anni per una diagnosi, ma in realta’ si arriva spesso a 7 o 9 anni, con conseguenze sulla sterilita’, ma soprattutto dolori frequenti e fortissimi southafrica-ed.com. La marcia a Roma partira’ da Santa Maria in Trastevere alle ore 11.
Ci sara’ poi un convegno nel pomeriggio fra medici e associazioni presso il Policlinico Umberto I di Roma.

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Il progetto urbano ideale disegnato dagli scienziati, tutti in bici, a piedi o con i mezzi

Riduzione della diffusione delle malattie cardiovascolari, del diabete, dell’obesità, delle malattie legate a inquinamento atmosferico: sono alcuni dei grossi passi avanti per la salute che potrebbero essere ottenuti se le grosse città venissero modificate in modo da favorire il trasporto pubblico e l’uso di bici per gli spostamenti, rendere semplici gli spostamenti a piedi e comunque disincentivare l’uso di mezzi privati.

E’ la ”città ideale” progettata da un gruppo internazionale di scienziati e descritta sulla rivista Lancet che lancia oggi – in occasione dell’assemblea generale delle nazioni unite a New York – una serie di articoli su questo progetto urbanistico avveniristico, firmati da esperti della University of Melbourne e University of California, San Diego.

Gli esperti hanno applicato il loro modello teorico di città ideale a grosse metropoli mondiali (Melbourne, Boston, Londra) e quantificato il guadagno in termini di buona salute per i rispettivi abitanti. Hanno così stimato che a Melbourne, si potrebbe arrivare a una riduzione del 19% del peso delle malattie cardiovascolari, del 14% del diabete. A Londra, invece, si giungerebbe a riduzioni del 13% e del 7% rispettivamente. A Boston, del 15% e dell’11%.

Ma come si presenta questa città ideale? E’ un centro urbano compatto, che abbia cioè case, uffici, negozi e servizi tutti vicini tra loro e “walking distance”, ovvero a una distanza tale gli uni dagli altri da poter tranquillamente muoversi a piedi per ogni necessità. È una città con piste ciclabili e infrastrutture ad hoc per proteggere ciclisti e pedoni da incidenti stradali. Una città dove uscendo da casa si trova subito nell’arco di pochi metri una fermata di bus o metro per essere facilmente collegati dal trasporto pubblico a luoghi lontani e quindi non necessitare di muoversi con la propria auto. 

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Danni fisici, scatena ipertensione e disturbi udito

Gli italiani sono i più esposti al rumore del traffico in Europa (il 49,4% contro una media del 42,9%) e le strade delle nostre città ne escono assordate: in media 82,2 decibel (dB) e i picchi registrati a Palermo, Firenze, Torino, Milano, Roma, Bologna e Napoli superano anche la soglia di guardia degli 85 dB, avvicinandosi pericolosamente al limite dei 90 dB, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come soglia critica per evitare danni all’udito. Le strade relativamente più “silenziose” si trovano invece a Catanzaro (75 dB), Bari (75,2 dB) e Potenza (75,6 dB).

Provocando nervosismo fra chi e’ più esposto al rumore, provocando disturbi del sonno e mal di testa, oltre a mettere a rischio, nel tempo, l’udito. In occasione della European Mobility Week, Amplifon ha misurato il livello dei decibel nelle strade di 20 città italiane.

”Il rumore – spiega il professore Guido Conti, Responsabile dell’Unità Operativa di Audiologia del Policlinico Universitario Gemelli – può causare insonnia e sonnolenza notturna e favorire l’obesità. Ancora più allarmante è la correlazione tra il rumore urbano e l’ipertensione arteriosa, l’ischemia cardiaca e gli accidenti cerebro-vascolari, la mortalità in generale.

L’esposizione sonora, a partire da livelli di 75-85 dB può danneggiare l’organo sensoriale, causando un deficit uditivo irreversibile, che peggiora con l’aumento del livello e della durata dell’esposizione che, nel caso del rumore delle strade cittadine, può essere prolungata nel tempo”.

Traffico e rumore: binomio italiano. Quasi 1 italiano su 2 (il 49,4%) è molto esposto al rumore del traffico: si tratta del dato più alto in Europa, conteso solo dai francesi (49,1%), ben superiore alla media del 42,9% e al 33,7% dei silenziosi Paesi Bassi. È anche possibile tracciare un identikit delle “vittime” del rumore della strada, che nel nostro Paese sono soprattutto donne (56%) con un’età media di 47 anni, principalmente impiegate e insegnanti (32%). Tra i più esposti al fracasso di auto e motorini anche i pensionati (16%), i freelance (13%) e le casalinghe (11%). Il caos sonoro può incidere sulla salute delle persone, sul loro umore e sull’udito. Gli italiani molto esposti al rumore del traffico si sentono più preoccupati (+7 pp), hanno disturbi del sonno (+4 pp) e sbalzi d’umore (+7 pp), soffrono di mal di testa (+6 pp) e problemi di concentrazione sul lavoro e nello studio (+5 pp). Inoltre, avvertono un leggero calo dell’udito (+7 pp), ronzii nelle orecchie (+4 pp) e subiscono un peggioramento, nel tempo, della capacità di sentire (+11 pp). Il rumore del traffico rappresenta una delle sfide per le città del futuro, ma gli accorgimenti per renderle a “misura d’orecchio” sono molteplici. Incentivare l’uso di mezzi elettrici e favorire l’impiego delle biciclette, estendendo la rete delle piste ciclabili, ma anche l’utilizzo di asfalto insonorizzante sono alcune delle azioni che possono essere intraprese a livello di mobilità urbana. Un aiuto per mettere un freno al rumore arriva anche dalla natura: alberi e piante costituiscono una naturale barriera fono-assorbente e sono così capaci di isolare l’ambiente dal fastidioso rumore del traffico.

Infine, anche la sharing economy può limitare i dB del traffico: la condivisione di una macchina può ridurre il numero dei veicoli in circolazione e quindi dei dB provenienti dalla strada. LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ PIÙ RUMOROSE 1)Palermo (92,6 dB) 2)Firenze (88,6 dB) 3)Torino (86,8 dB) 4)Milano (86,4 dB) 5)Roma (86 dB) 6)Bologna (85 dB) 7)Napoli (84,7 dB) 8)Trieste (84,1 dB) 9)Ancona (83,8 dB) 10)Verona (82,6 dB) 11)Aosta (82,1 dB) 12)Trento (81,5 dB) 13)Campobasso (81,3 dB) 14)Cagliari (80 dB) 15)Pescara (78 dB) 16)Genova (77,9 dB) 17)Perugia (76,9 dB) 18)Potenza (75,6 dB) 19)Bari (75,2 dB) 20)Catanzaro (75 dB).