Management Sanitario

Greco

Dott. Daniele Greco, laureato in Scienze della Comunicazione, regista di documentari e giornalista pubblicista. Si occupa di media relations in ambito sociale, socio-sanitario e cinematografico.

La promozione di un modello di cittadinanza ispirato all’esercizio responsabile dei poteri da parte degli individui, nell’ambito delle politiche pubbliche, è la questione alla quale si dedica quotidianamente il servizio PIT, recentemente rinnovato in Sicilia da Cittadinanzattiva. La tutela del paziente all’interno dei servizi sanitari, infatti, non si limita ad essere affrontata dagli operatori del movimento civico – in particolare dalla rete del Tribunale per i Diritti del Malato – ma è descritta approfonditamente dalla mole di segnalazioni che il progetto PIT raccoglie, archivia, esamina e struttura, sia a livello regionale che nazionale. Ne emerge un repertorio di conoscenza autentico e unico, riguardante lo stato di salute del sistema sanitario, i bisogni dei malati rimasti disattesi, gli avanzamenti ottenuti rispetto alla presa in carico e all’efficienza del sistema, così come pungenti criticità e disuguaglianze che attraversano diverse aree del Paese, differenti fasce sociali, specifiche categorie di pazienti.

Greco-1Una panoramica del duplice processo di assistenza al cittadino – da un lato – e di analisi della qualità dei servizi – dall’altro – riteniamo possa risultare utile alle istituzioni, agli operatori del sistema sanitario e a tutti i cittadini, nonché particolarmente opportuno in questi giorni che vedono Cittadinanzattiva intenta a promuovere e rilanciare il servizio PIT già attivo a Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta.

Gli sportelli PIT sul territorio sono un luogo di ascolto attivo e di diffusione delle buone pratiche in sanità, di orientamento del malato e dei suoi familiari attraverso i percorsi di cura e assistenza, di presentazione dei dispositivi e dei servizi, della loro allocazione, delle procedure per ottenere prestazioni, effettuare analisi, fruire delle opportunità previste per le fasce protette dei pazienti e per l’area della fragilità.

Partendo dal presupposto che alcune condizioni di patologia richiedono un’attenta tutela in tutti gli ambiti coinvolti nella qualità della vita, in Sicilia gli sportelli mettono a disposizione anche un’assistenza psicologica in riferimento a due tipologie di cancro: la leucemia mieloide cronica e il melanoma metastatico. Un servizio rivolto non solo ai pazienti, ma anche ai familiari e ai caregivers, e che sottende una visione della persona come unità inscindibile mente-corpo.

Gli sportelli PIT rappresentano inoltre un’opportunità per istituire un confronto tra le organizzazioni dei cittadini, gli operatori dei servizi e le istituzioni deputate all’organizzazione del sistema. L’obiettivo è quello di “tutelare, a partire dal singolo, i diritti di tutti i cittadini” (Moro, Pacelli, 2012).Greco-2

L’acronimo PIT (Progetto integrato di tutela) tende a sottolineare che non esiste un’unica modalità di tutela valida per tutte le occorrenze, ma ogni singola situazione necessita di una risposta personalizzata e occorre pertanto considerare tutti gli strumenti disponibili per tutelare di volta in volta i cittadini nel modo più adatto. Un impianto metodologico e un sistema di presupposti che si sono man mano arricchiti negli anni, a partire da quel 1996 in cui il servizio venne per la prima volta sperimentato. Due elementi in particolare meritano attenzione nel valutare l’unicità di un sistema come il PIT, proprio perché lo distinguono da altri modelli impiegati nell’ambito della customer care. Il primo è la modalità per cui il processo di tutela viene innescato rendendo attivo il cittadino, nella convinzione che un individuo consapevole dei propri diritti e doveri tenderà a trasferire queste informazioni nella società, ad attivarsi in prima persona e ad informare, a sua volta, altri cittadini. Il secondo riguarda l’informazione civica, ovvero la produzione strutturata di informazioni per descrivere la domanda e l’offerta di salute, che deriva direttamente dai dati “vivi” ed estremamente significanti rappresentati dalle segnalazioni dei cittadini.

In seguito alla raccolta di segnalazioni civiche, infatti, il PIT effettua analisi comparate ed elabora la casistica a livello centrale, al fine di produrre dati strutturati sulla qualità dei servizi di salute, di pubblica utilità e della pubblica amministrazione, che vengono pubblicati annualmente all’interno del Rapporto PIT. Rispetto a questioni specifiche come accessibilità, sicurezza, trasparenza, conflittualità, il rapporto offre un “termometro” sulla qualità dell’offerta sanitaria. A distinguerlo da altre indagini sulla qualità dei servizi è il legame con il punto di vista dei cittadini utenti e con le politiche volte ad assicurare il riconoscimento e la protezione dei loro diritti. Grazie a questo sistema di informazioni si ha a disposizione in un certo senso il “polso della situazione” in merito ai problemi che il sistema sanitario si trova ad affrontare, alle tendenze in atto e alle risposte più o meno strutturate, a seconda dei casi, che il sistema mette in campo.Greco-3

I principali ambiti di cui i rapporti PIT si occupano ormai da anni, la sanità e i servizi di pubblica utilità, sono quelli da cui lo “stato di salute” del nostro Paese viene rappresentato nella maniera più efficace e puntuale. Ecco perché, pur non avendo piena rilevanza da un punto di vista strettamente statistico, questi dati rappresentano una risorsa preziosa per istituzioni, operatori, mezzi di comunicazione di massa e opinione pubblica.
Le diverse tipologie di consulenza che i cittadini richiedono al PIT dipendono prevalentemente dalla condizione sociale dell’individuo: dalle informazioni di base relative all’accesso ai servizi – provenienti soprattutto da anziani, migranti e dalle fasce economicamente più deboli – alle consulenze specialistiche sui percorsi di cura da intraprendere – che provengono generalmente dai livelli socioculturali medio-alti della popolazione. Come emerge dalle informazioni raccolte dagli sportelli PIT sul territorio italiano negli ultimi anni, le aree in cui i cittadini richiedono un’assistenza massiccia riguardano criticità legate alla sicurezza delle strutture, alle liste d’attesa, all’accesso ai servizi, alla chiarezza dell’informazione, all’umanizzazione delle cure, alle patologie rare, alla presunta malpractice. Questa si riferisce a “disattenzioni” da parte del personale, identificabili in comportamenti effettuati con trascuratezza e che, pur non avendo causato un danno, avrebbero potuto farlo e rientrano tra le procedure incongrue percepite dall’utente come cattiva assistenza o mancanza di qualità professionale. Ne sono esempi l’assenza di segnalazioni riguardanti gradini, barriere o pericoli, l’abitudine di lasciare sul comodino del paziente farmaci senza assicurarsi che egli li abbia assunti, la mancata applicazione delle sbarre di protezione ai letti dei malati semi-coscienti, anziani o non autosufficienti, la carenza di controllo sulla fornitura delle bombole di ossigeno, l’abbandono di materiali ingombranti in prossimità delle vie di fuga, l’abitudine di lasciare il degente esposto all’aria condizionata o alle correnti d’aria.

Al consolidamento di una rete civica fatta di cittadini sensibili alla questione della tutela dei diritti, Cittadinanzattiva affianca l’obiettivo, anch’esso perseguito con l’azione del progetto PIT, di attivare un rapporto di interlocuzione trasparente e positivo tra cittadini, istituzioni pubbliche, aziende sanitarie, comunità scientifica. Solo dalla cooperazione tra questi soggetti, infatti, può nascere l’esercizio di poteri e responsabilità che contraddistinguono il modello di cittadinanza fondato sulla partecipazione civica e promosso dal movimento. Una mission che trova il proprio fondamento dell’articolo 118 (ultimo comma) della Costituzione, che così recita: “Stato, regioni, province, città metropolitane, comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

BIBLIOGRAFIA

Gregorio Arena. “Cittadini attivi. Un altro modo di pensare l’Italia”. Edizioni Laterza, 2006
Giuseppe Cotturri. “La forza riformatrice della cittadinanza attiva”. Rubettino edizioni, 2013.

Giovanni Moro. “Cittadinanza attiva e qualità della democrazia”. Carocci, 2013.

Giuseppe Moro, Donatella Pacelli. “Europa e società civile. Esperienze italiane a confronto. Vol. I”. FrancoAngeli, 2012

Teresa Petrangolini. “Salute e diritti dei cittadini”, editori riuniti, 2003

Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “XVII Rapporto PIT Salute – Sanità in cerca di cura”, 2014.

Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “Diritti al Taglio – XIV Rapporto PIT Salute”, 2011.

Autori Vari. “Osservatorio Civico sul federalismo in sanità”. Rubettino ed. 2013

Management Sanitario

giuseppe-greco-Dott. Giuseppe Greco, psicoterapeuta, Segretario Cittadinanzattiva Sicilia, Coordinatore Consulta Regionale della Sanità

Nel panorama internazionale dei Servizi Sanitari quello italiano presenta una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante, a partire dal suo impianto ideale che vede al centro del sistema il cittadino. Pur in una fase critica a motivo della persistente crisi di sistema, in particolare sui profili economico, istituzionale, di governance è possibile rilevare un sensibile cambiamento, sul piano strutturale, nell’articolazione delle politiche della salute, dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, nell’offerta integrata e diffusa sul territorio delle cure primarie e dei servizi di prossimità a carattere socio-sanitario.

La stessa disposizione del Sistema Sanitario in senso regionale, conseguenza di un federalismo solidamente applicato, è motivo di una duplice azione di cambiamento, in corso di completamento:

a)centralità del territorio, attraverso la rifunzionalizzazione di una molteplicità di servizi e di strutture/presidi.

b)potenziamento dell’offerta di cure e percorsi terapeutici e assistenziali nella dimensione della valorizzazione degli interventi di prossimità in strutture/servizi dedicati, quali i Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) e le Case della Salute, ma anche l’investimento sempre più marcato per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per il trattamento di una serie di patologie croniche, a partire da diabete, scompenso cardio-vascolare, malattie BPCO.

c)Riassetto complessivo delle dotazioni ospedaliere in una logica di attività di rete in Hub & Spoke, puntando molto sul potenziamento dei Presidi di eccellenza e del funzionale raccordo in Rete con i presidi sanitari minori, che tuttavia devono presentare chiare doti di efficienza, abilità, innovazione in una nuova logica di politica sanitaria aziendale.

d)Monitoraggio diffuso e sistematico delle dotazioni sanitarie attive e operose ma anche di quelle che vanno rinnovate con nuove caratteristiche funzionali.

Sorge spontanea una domanda: possiamo considerare quella attuale una stagione di rilancio del Sistema Sanitario Nazionale, nel senso che le singole realtà regionali possano rappresentare un’articolazione obiettivamente rispondente a quello che rimane un pilastro ideale di qualità, basato su tre indici irrinunciabili, fondanti il SSN: universalità, solidarietà ed equità, intesa come “l’assenza di differenze ingiuste ed evitabili”?

Come rispondere a un altro interrogativo: l’accesso alle cure, quelle che stanno determinando un cambiamento radicale del rapporto tra malattia e cura, è veramente garantito a tutti?

Anche ad un’altra domanda va una risposta: il tema della sostenibilità del sistema può condizionare il destino dei cittadini nel rapporto di ciascuno di essi con le cure?

Sono le risposte a queste domande, insieme allo scenario che abbiamo sommariamente rappresentato e ai percorsi di cura che è possibile osservare, che potranno fornirci oltreché spunti di riflessione civica avanzata anche la possibilità di effettuare una lettura della Sanità dalla parte dei cittadini, dei pazienti lungo una vicenda esistenziale che in qualche modo vede nella condizione della salute una possibilità di aumentare la qualità della vita ed il benessere individuale e sociale.

Dal vivo dell’esperienza delle Assemblee Territoriali di Cittadinanzattiva (Audit civico, Percorsi integrati di tutela, azioni civiche) e della sua Rete della Salute, formata dal Tribunale per i Diritti del Malato e dal Coordinamento delle Associazioni dei Malati Cronici che avvieremo un percorso di conoscenza del Sistema Salute Italiano. Potrà essere una opportunità per monitorarlo, valutarlo, apprezzarlo in un rapporto nuovo ed efficace, dai LEA alle cure innovative, con una attenzione mirata anche all’aspetto bioetico presente.

“Un sistema sanitario efficace è un prerequisito per rispondere ai cambiamenti in atto nella situazione epidemiologica e nelle necessità sanitarie della popolazione attraverso la governance, il finanziamento sanitario, le risorse umane e le istituzioni che erogano servizi di prevenzione, trattamento e cure palliative” (OMS).

Medical News

ROMA – Prende il via il 18 aprile la campagna itinerante del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva, che per i 35 anni dalla sua fondazione attraverserà tutt’Italia, con tappe in 23 città. L’iniziativa, denominata “Sono malato anch’io – La mia salute è un bene di tutti”, è realizzata con il sostegno non condizionato di Abbvie e con il portale di crowdfunding Eppela come partner. Obiettivo la tutela e il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Non solo. Nel viaggio in lungo e in largo della Penisola saranno affrontati i principali problemi vissuti dai cittadini quando necessitano di servizi sociali e sanitari. Nelle piazze interessate al progetto sarà allestita una ‘mostra fotografica’ sui diritti dei cittadini, ispirata ai 14 diritti contenuti nella Carta europea dei diritti del malato promossa da Cittadinanzattiva nel 2002. Saranno coinvolte prevalentemente città medio-piccole “perché sono i territori più penalizzati o considerati sacrificabili in termini di servizi in molte aree del nostro Paese”, evidenzia il Tdm. “Con questa campagna vogliamo contrastare lo smantellamento in atto del Ssn – dichiara Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm – Cittadinanzattiva, alla presentazione dell’iniziativa – Ne sono la prova il taglio di 5 miliardi di euro nel 2015 e 2016; i ticket talmente alti da rendere più conveniente per alcune prestazioni il ricorso al privato; la revisione annunciata dei ticket che impatterebbe negativamente su malati cronici e rari; la decisione del
Governo di ricorrere al Consiglio di Stato sull’Isee per affermare il principio che invalidità civile e accompagnamento sono fonti di reddito. Di fatto, le tasche dei cittadini e delle famiglie vengono utilizzate come bancomat da cui prelevare soldi riducendo i diritti”, denuncia.

16 Aprile 2015