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Si comunica che l’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria Universitaria della ASL  diretta dal Professor Andrea Gallo , parteciperà alla campagna europea di sensibilizzazione sui tumori della testa e del collo, promossa dalla European Head and Neck Society, EHNS.

In Italia portavoce dell’iniziativa è AIOCC, Associazione Italiana di Oncologia Cervico Cefalica.

La campagna si svolgerà da Lunedi 16 Settembre a Venerdì 20 settembre e presso il Reparto di Otorinolaringoiatria sito al quarto piano dell’Ospedale Santa Maria Goretti, nell’ Ambulatorio Chirurgico, sarà possibile effettuare visite gratuite per la prevenzione dei tumori della testa e del collo, senza impegnativa,  dalle ore 10,00  alle ore 12,00 .

Per fare riferimento a qualche dato epidemiologico, sono in aumento in particolare i tumori del cavo orale e dell’orofaringe con circa il 5% degli italiani colpiti e 43.000 nuovi casi ogni anno, tra cui sempre più i giovani (40%).

Tra le cause, innanzitutto una diagnosi tardiva. Per invertire il trend di incidenza è necessario far convergere le migliori energie sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sul trattamento multi-specialistico.

Tra i principali fattori di rischio del tumore del cavo orale, si annoverano prima di tutto fumo e alcool, per l’80%; il restante 20% è costituito da scarsa igiene orale e da uno scarso controllo di protesi dentarie, spesso legati al ridotto ricorso alle cure per motivi economici, mentre l’infezione da Papillomavirus (HPV), quest’ultima trasmissibile sessualmente, è responsabile in gran parte del netto incremento dei tumori dell’orofaringe.

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Operazione inedita, prima volta in Italia

Per la prima volta in Italia è stata effettuata la ricostruzione della laringe (laringoplastica) con i muscoli del collo, dopo asportazione parziale della stessa per motivi oncologici. L’intervento all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Si tratta – sottolineano i medici – di una vera rivoluzione nel campo della patologia oncologica della laringe. Questa operazione consente al paziente di riprendere a parlare, bere e mangiare in tempi rapidissimi, senza danni permanenti e con una altissima percentuale di guarigione.
L’operazione è stata eseguita dal professor Giancarlo Pecorari presso l’Otorinolaringoiatria universitaria dell’ospedale Molinette, diretta dal professor Roberto Albera. A differenza degli altri interventi di laringectomia subtotale, questa innovativa tecnica chirurgica prevede la completa ricostruzione della laringe con i muscoli del collo. Questo intervento, che è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Università di Lione, ha consentito di operare un paziente di 73 anni, affetto da recidiva di tumore laringeo. Questo paziente, che fino a poco tempo fa sarebbe stato sottoposto all’asportazione subtotale o totale della laringe, dopo circa 10 giorni dall’operazione è tornato alla sua normale attività lavorativa e di relazione.
Il tumore maligno della laringe è il più frequente tumore del distretto testa – collo. Rappresenta circa il 2,5% di tutte le neoplasie maligne nell’uomo e lo 0,5% nella donna. In Italia attualmente vengono diagnosticati circa 5.000 nuovi casi di tumore della laringe ogni anno (circa 250 solo a Torino e provincia), interessando per lo più soggetti con età compresa tra 50 e 70 anni.

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Operato alle Molinette di Torino, l’uomo sarà presto dimesso

Trafitto al collo da un dardo, mentre stava pulendo la propria balestra, un quarantenne è stato salvato all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino da un intervento senza precedenti. Per sfilarlo dal collo, i medici hanno dapprima svitato la punta del dardo, che aveva perforato l’arteria tiroidea occludendola con effetto tappo. A quel punto l’uomo è stato intubato e gli è stata suturata l’arteria rotta. L’operazione è tecnicamente riuscita e tra qualche giorno il paziente verrà dimesso.
A salvarlo la prontezza dei medici delle Molinette, che hanno effettuato una operazione ad alto rischio, ma anche un pizzico di fortuna. Il dardo che ha trapassato il collo dell’uomo, arrivato in ospedale con le proprie gambe, ha risparmiato la trachea, l’esofago, la laringe e le corde vocali, passando ad un solo millimetro dalla carotide. Oltre all’arteria tiroidea, la freccia gli ha fratturato la sesta vertebra cervicale, ma senza lesionare il midollo spinale.