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Studio, i risultati hanno rivelato che i piccoli che hanno giocato e accarezzato i loro cani, avevano più bassi livelli di cortisolo rispetto ai bimbi che non avevano interagito con l’animale

Che si manifesti con problemi di addormentamento, mal di testa o dolori allo stomaco, lo stress non risparmia i bambini. Ma, per aiutarli a ridurlo, un animale da compagnia può fare la differenza. A verificarlo attraverso uno studio che ha messo a confronto i livelli di cortisolo, l’ormone prodotto dal corpo per rispondere a situazioni stressanti, è uno studio pubblicato su Social Development. Studi precedenti hanno dimostrato che cani e gatti aiutano gli adulti a calmarsi e quindi ridurre lo stress.
Per verificare se lo stesso accade per i bambini, i ricercatori dell’Università della Florida (UF) di Gainesville, guidati da Darlene Kertes, del dipartimento di psicologia, hanno incluso nel loro studio circa 100 bimbi tra i 7 e i 12 anni. Per testare i livelli di stress, i ricercatori hanno chiesto loro di impegnarsi in due compiti noti per aumentare i livelli di cortisolo, ovvero parlare in pubblico e compiere operazioni di aritmetica mentale.
Hanno assegnato in modo casuale i bambini a 3 gruppi: uno doveva completare i compiti stressanti in presenza del proprio cane, un gruppo in presenza del proprio genitore, un terzo gruppo senza nessun sostegno. Per valutare i loro livelli di cortisolo, sono stati raccolti campioni di saliva prima e dopo aver completato il compito. I risultati hanno rivelato che i bambini che hanno giocato e accarezzato i loro cani, avevano più bassi livelli di cortisolo rispetto ai bambini che non avevano interagito con l’animale.

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Regolamento Lombardia anche per case riposo,multe a trasgressori

Cani, gatti e conigli potranno d’ora in avanti accedere, in Lombardia, “agli ospedali e alle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite”.
   
Stamani la Giunta regionale, come riferisce una nota, ha infatti approvato il regolamento che attua una legge regionale del 2009 sulla tutela degli animali di affezione. “Novità assoluta – dichiara l’assessore al Welfare, Giulio Gallera – è la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle Case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie o sociosanitarie, rispettando i requisiti minimi riportati dal regolamento: gli animali devono essere accompagnati da maggiorenni, i cani devono essere muniti di museruola e condotti a guinzaglio; gatti e conigli, invece, dovranno essere alloggiati nell’apposito trasportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all’ospite”.
   
Chi non rispetterà le norme, riferisce sempre la nota della Regione, è passibile di multe dai 150 ai 900 euro.

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Cattiva salute bocca raddoppia rischio di chiudersi in casa soli

Avere una bocca sana aiuta gli anziani a restare in compagnia, a non isolarsi, con grande beneficio per la loro salute psicofisica visto che è ormai ampiamente dimostrato che solitudine e isolamento sociale accorciano la vita. 

E’ quanto suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista BMC Oral Health che ha coinvolto migliaia di anziani giapponesi. 

Condotta presso l’Università Tohoku nella città di Sendai, la ricerca mostra che, al contrario, una cattiva salute dei denti potrebbe favorire l’isolamento sociale nell’anziano e quindi è una condizione da considerare come una spia di allarme per la sua salute generale.

Restare letteralmente chiusi in casa è un importante fattore di rischio di disabilità motoria e funzionale negli anziani, sottolineano gli autori del lavoro. Potrebbe esserci una relazione tra l’instaurarsi dell’isolamento in casa e la salute dei denti. Di qui la volontà di studiare l’argomento, spiegano, per capire se esista una qualche relazione di causa ed effetto tra cattiva salute della bocca e isolamento dell’anziano.

 Gli esperti hanno esaminato per alcuni anni la salute dentale di 4390 anziani, tutti senza alcun problema di isolamento sociale all’inizio dello studio. A distanza di quattro anni i medici sono andati di nuovo a esaminare la salute psicofisica del campione e la salute del cavo orale.

E’ emerso che chi all’inizio dello studio presentava meno di 20 denti in bocca e non usava protesi o dentiera è quasi due volte (il doppio) più a rischio di chiudersi in isolamento nella propria abitazione, condizione che a sua volta porta a un netto deterioramento della sua salute psicofisica globale.

Questa ricerca è importante perché suggerisce che incentivare la salute dei denti nell’anziano sia un ottimo modo per preservare a lungo termine il suo stato di salute psicofisico evitandone l’isolamento sociale che, come detto, ha effetti negativi anche sull’aspettativa di vita.