Medical News

Fondamentali la protezione individuale e la prevenzione ambientale

Un anno particolare, caratterizzato da un’infestazione di zanzare dieci volte superiore alla media stagionale, di fronte alla quale sono state rafforzate su tutto il territorio provinciale le misure di prevenzione (interventi larvicidi e adulticidi), secondo le modalità indicate dalla Regione Emilia Romagna alle Aziende sanitarie e agli Enti locali.
Per i cittadini, sulla pagina www.zanzaratigreonline.it/2018 sono raccolte tutte le misure di prevenzione e protezione da mettere in atto, semplici indicazioni per impedire la proliferazione delle zanzare e dei pappataci che, in quanto insetti “vettori”, possono trasmettere malattie virali, a volte gravi.
Opuscoli informativi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito regionale.
Evitare il ristagno d’acqua
Eliminarla da sottovasi e giochi per i bambini, garantire il ricircolo nelle piscine e nelle fontane, inserire in vasche e laghetti predatori naturali come pesci rossi o gambusie che aiutano nella lotta biologica alle zanzare. È bene innaffiare orti e giardini senza creare pozzanghere e coprire sempre con zanzariera o svuotare ogni due giorni eventuali bidoni per la raccolta dell’acqua piovana.
Effettuare trattamenti larvicidi
Quelli consigliati contro la zanzara tigre sono già efficaci anche contro la culex . I prodotti, chimici o microbiologici, sono acquistabili in farmacia o presso le rivendite di prodotti agricoli. È sempre consigliabile rivolgersi a personale specializzato per individuare il formulato più appropriato, evitando il fai-da-te. Opere di disinfestazione con prodotti adulticidi da parte di privati cittadini nelle aree di residenza sono sconsigliate in quanto un utilizzo scorretto può contribuire a creare fenomeni di resistenza delle zanzare agli insetticidi.
Proteggersi sempre dalle punture
In ambienti chiusi usare zanzariere ed eventualmente insetticidi adatti (leggere sempre attentamente le avvertenze). All’aperto, soprattutto nelle ore serali indossare indumenti di colore chiaro, che coprano quando possibile anche braccia e gambe; evitare profumi, creme e dopobarba che attraggono gli insetti; usare repellenti cutanei (verificare sempre le caratteristiche – principio attivo, concentrazione, precauzioni d’uso ecc. – e l’età minima di utilizzo). Attenzione, le abitudini di culex cambiano nel corso della stagione, e verso la fine dell’estate cominciano a pungere anche al crepuscolo.
A disposizione dei cittadini anche il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale: 800 033 033
Le azioni di contrasto, grazie alla sinergia tra Regione, Servizio Sanitario regionale, Comuni e Aziende Sanitarie territoriali, vedono l’integrazione tra più interventi sia ordinari che straordinari, che si affiancano a quelli raccomandati a ciascun cittadino. Da una parte il monitoraggio con trappole entomologiche che registrano la presenza di virus – in particolare il West Nile – nelle zanzare e la loro densità: in provincia di Modena sono stati aggiunti nuovi siti di cattura sia in pianura che in collina. Dall’altra la disinfestazione contro gli insetti adulti nei luoghi in cui vi sono spazi verdi fruibili dai soggetti più a rischio di complicanze in caso di infezione , come ospedali, strutture socioassistenziali, luoghi di aggregazione, specie di persone anziane. I Comuni stanno inoltre attuando interventi straordinari contro gli insetti adulti nel caso in cui siano in programma manifestazioni serali all’aperto che coinvolgano molte persone. Questi si affiancano alla lotta antilarvale attiva da inizio giugno per evitare la proliferazione.
Sono state infine intensificate le attività di controllo e sostegno agli interventi effettuati dai privati per una corretta gestione delle aree verdi: curare orto e giardino significa ostacolare la moltiplicazione della zanzara tigre e culex a vantaggio personale e dell’intera comunità.

Medical News

Come ogni anno la stagione calda rappresenta per moltissime persone l’insorgenza una serie di sintomi correlati con le allergie respiratorie: starnuti, naso che gocciola, occhi rossi e, qualche volta, tosse secca con sibilo respiratorio.
“Per gestire questo fenomeno in continua e rilevante espansione – dichiara Andrea Casciari Direttore Generale della USL Umbria 1 – abbiamo deciso di attivare un nuovo ambulatorio allergologico, a cui il cittadino può accedere mediante la richiesta del proprio medico curante previa prenotazione al CUP, FarmaCup o al Numero Umbria Salute 800636363”.
L’ambulatorio è parte integrante del servizio di Riabilitazione Respiratoria diretto dal Dr. Marco Dottorini, situato presso il Centro Servizi Grocco, in via della Pallotta a Perugia.
Oltre alla diagnosi e alla cura delle allergopatie respiratorie, vengono trattate anche le allergie alimentari e l’ orticaria. Per i soggetti ipersensibili al veleno degli imenotteri inoltre, è in funzione il numero telefonico dedicato 075 5412694, attivo il Martedì, Mercoledì e Venerdì, dalle ore 13 alle ore 14, dal quale un esperto fornirà le indicazioni necessarie a limitare il più possibile l’evento “puntura” e quelle utili al completamento dell’iter diagnostico e terapeutico.
“Rinocongiuntivite stagionale e asma allergico sono un fenomeno in continua e rilevante espansione – ricorda la dr.ssa Anna Rita Gabrielliarrivando a colpire 1 italiano ogni 3-4 persone. Una delle principali cause delle malattie allergiche riguarda le modifiche dell’ambiente in cui viviamo. Il riscaldamento globale del nostro pianeta, insieme con l’inquinamento atmosferico, si rendono responsabili dell’aumento dell’allergia attraverso la maggiore diffusione delle piante allergiche, il prolungamento delle fioriture e la maggiore produzione di pollini”.
Diversamente da quanto comunemente si crede, a suscitare i sintomi allergici non sono i diffusissimi “piumini dei pioppi” che in questa stagione coprono le nostre strade e si depositano ovunque. In realtà i pollini sono infinitamente più piccoli e non visibili ad occhio nudo. Tra i pollini maggiormente diffusi in questo periodo nella zona del centro Italia, quelli delle graminacee, dell’ulivo e della parietaria; ma i pollini allergenici inalanti nel nostro paese, nei vari momenti dell’anno, sono molto più numerosi. Per questo, un suggerimento utile per gli allergici, quello di consultare di frequente e con regolarità i calendari pollinici, pubblicati ad esempio dall’ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale) o, nel sito POLL.net, dalla Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico. Sapere che si è vicini alla concentrazione di picco dell’allergene, dovrebbe aiutare chi soffre di questi disturbi ad evitare, se possibile, di uscire all’aperto nella tarda mattinata e nel pomeriggio, quando il livello dei pollini nell’ambiente esterno è più elevato. Altra importante operazione da svolgere, sempre con finalità preventiva, l’opportuna manutenzione dei filtri degli impianti di aria condizionata negli ambienti confinati e negli autoveicoli, che possono rappresentare importanti vettori di diffusione negli ambienti chiusi degli allergeni.
“L’importante è sapere che l’allergia si può curare – conclude la dr.ssa Anna Rita GabrielliDopo un adeguato percorso diagnostico presso un centro specializzato come il nostro, il medico allergologo può prescrivere al paziente i diversi farmaci antiallergici indicati, caso per caso. Voglio inoltre sottolineare il valore aggiunto della vaccinazione antiallergica specifica; si tratta infatti dell’unica terapia in grado di modificare la condizione allergica, fino alla possibile guarigione della malattia, specie quando viene precocemente iniziata”.

Medical News

Allattare bimbi al seno,usare poco ciuccio, evitare fumo passivo

L’otite media acuta (Oma): una malattia che i genitori conoscono bene e temono perchè causa anche forte dolore soprattutto nei bambini fino a tre anni. Secondo i dati forniti dalla Società Italiana di Pediatria, la patologia, che si presenta con infiammazione e versamento nella cavità del timpano, richiede un considerevole impegno assistenziale perché di solito è necessario rivolgersi al pediatra, che prescrive antipiretici e spesso antibiotici.
Poichè è frequentemente recidiva, l’oma ha ricadute importanti sulla qualità di vita del bambino e della famiglia. Alti i costi indiretti, poichè almeno un genitore è costretto a perdere giorni di lavoro per restare a casa con il bambino.
Le complicazioni sono rare ma tra queste alcune sono impegnative, in particolare la mastoidite acuta. La diagnosi non è possibile basandosi solo sulla sintomatologia, ma deve essere effettuata con un esame otoscopico. Ma ecco quali sono i consigli dei pediatri ai genitori per prevenire la malattia.
1) Sicuramente per ridurre il rischio, il primo consiglio è di allattare il piccolo al seno almeno per i primi tre mesi di vita.
2) Importante è che i bambini frequentino comunità nelle quali vengono seguite accurate norme igieniche.
3) Il ciuccio è un amico di papà e mamma ma se il figlio soffre di otite, è meglio ridurre al minimo l’uso.
4) Il fumo passivo è un altro degli elementi da evitare assolutamente. L’impatto di altri fattori, come prematurità, la presenza di fratelli più grandi, di allergia e di anomalie cranio-facciali non possono essere modificati e i bambini che presentano questi fattori rimangono persistentemente ad aumentato rischio di recidiva.
5) La vitamina D, spiegano dalla Società italiana di pediatria, svolge un ruolo cruciale nell’immunità innata. La somministrazione 1000 UI al giorno per 4 mesi durante la stagione invernale ha ridotto la ricorrenza in bambini di età inferiore a 5 anni con una storia di otite ricorrente non complicata da otorrea rispetto ai controlli. La somministrazione di probiotici orali non è considerato un metodo di prevenzione dell’Oma.
6) La somministrazione di vaccino pneumococcico coniugato nel primo anno di vita, dicono i pediatri, determina una riduzione significativa del numero di bambini con Oma ricorrente.
7) Inoltre, il vaccino antinfluenzale è in grado di ridurre l’incidenza di OMA, a patto che la somministrazione avvenga prima dell’inizio della stagione influenzale.

Fonte:www.ansa.it

Medical News

Dal surf, alla corsa sulla spiaggia fino al calcetto

Dalla corsa sulla spiaggia al calcetto al surf: in Estate sono tanti gli sport da praticare ma il rischio, specie per chi è poco allenato, è quello di incorrere in traumi o contusioni.
Da Andrea Grasso, chirurgo ortopedico dell’Istituto Neurotraumatologico italiano (INI), alcuni suggerimenti per chi vuole proteggersi da brutte sorprese legate all’attività fisica durante le vacanze estive.
– PER CHI AMA CORRERE SULLA SPIAGGIA: La corsa sulla spiaggia può essere un buon allenamento per irrobustire la muscolatura di piedi e gambe, ma per gli sportivi improvvisati può essere un vero rischio per i tendini della caviglia e del piede. La corsa inoltre non è sicuramente un’attività consigliata per tutti coloro che hanno problemi alla colonna o agli arti inferiori perché le sollecitazioni generate ad ogni passo sono molto intense. Per ridurre il rischio di lesioni è sempre consigliabile correre sulla sabbia bagnata in prossimità della battigia dove il suolo è più compatto. Bisogna sempre indossare scarpe da corsa per non rischiare di tagliarsi o graffiarsi e per garantire al piede e alla caviglia un supporto adeguato durante le sollecitazioni della corsa. Evitate di correre su terreni in pendenza, la sabbia non dà un adeguato sostegno a piedi e caviglie comportando un aumento del rischio di danneggiamento delle articolazioni del piede, della caviglia e del ginocchio.
– PER CHI PRIVILEGIA IL NUOTO: Specie per chi soffre di artrosi lombare e alle ginocchia il nuoto e l’acqua-gym sono attività decisamente consigliate. In acqua infatti il peso del corpo è inferiore e l’attività sportiva risulta meno traumatica per le articolazioni degli arti inferiori e della colonna vertebrale. L’attività in piscina può essere utile anche per quelle persone che vogliono mantenersi attive ma non hanno una buona preparazione fisica di base: in acqua infatti il rischio di lesioni acute per cadute o esecuzione di movimenti bruschi è quasi eliminato del tutto. Per chi soffre invece di patologie a carico dell’arto superiore il nuoto potrebbe non essere l’attività adatta: questo sport prevede infatti movimenti ampi e ripetuti delle braccia e può sovraccaricare i muscoli ed i tendini della spalla. Più a rischio sono gli stili rana e delfino.
– PER I CICLISTI: Per i ciclisti è importante una regolazione ottimale dell’altezza e della posizione di manubrio e sellino. Il manubrio deve essere regolato in modo tale da non avere una posizione troppo flessa in avanti, comportando quindi un maggior sovraccarico dei dischi intervertebrali e la comparsa di dolore a livello lombare. La sella va invece regolata in base alla propria altezza in modo da ottenere una pedalata armonica con estensione completa del ginocchio. Utilizzare un sellino troppo basso può invece determinare un sovraccarico dell’articolazione del ginocchio, con il rischio di aggravare problematiche pre-esistenti come artrosi o lesioni meniscali oppure di causare lo sviluppo di fastidiose tendiniti. L’incidenza di queste lesioni può essere ridotta eseguendo un adeguato riscaldamento dei muscoli degli arti inferiori prima di iniziare l’attività sportiva vera e propria e scegliendo sempre l’intensità dell’allenamento in base alle proprie caratteristiche in termini di età e stato di forma.
– PER GLI APPASSIONATI DI CALCETTO E BEACH VOLLEY: Nel beach volley i traumi più comuni sono la distorsione del pollice, la distorsione della caviglia e le fratture del polso. Per il calcetto invece gli infortuni acuti più frequenti sono rappresentati dai traumi muscolari, come contratture o strappi, e distorsioni della caviglia e del ginocchio. Come per tutti i traumi acuti, la prevenzione consiste soprattutto nell’avere una buona coordinazione motoria ed una preparazione fisica adeguata all’attività che si sceglie di svolgere. E’ importante inoltre scegliere con cura le calzature ed eseguire lo sport su un campo da gioco adeguato. Oltre ai traumi acuti, in questi sport sono molto comuni anche le tendiniti del ginocchio, frequenti negli sport di scatto e in sport che richiedono attività ripetuta di salto. Il consiglio? Eseguire sempre esercizi di rinforzo e di stretching dei muscoli dell’arto inferiore, per mantenere una adeguata tonicità ed elasticità muscolare.
– PER I TENNISTI Per chi pratica tennis vi è rischio di sviluppare tendinopatie del gomito, della spalla o del ginocchio. Meglio, quindi, tendere meno le corde della racchetta e riscaldarsi adeguatamente. Questi accorgimenti permettono di ridurre al minimo il rischio di sovraccaricare i tendini dell’arto superiore e inferiore. Lo stretching alla fine dell’allenamento è inoltre indispensabile per evitare contratture o strappi a carico dei muscoli delle braccia e delle gambe che sono costantemente sollecitati in questo sport. Poiché il tennis richiede anche frequenti accelerazioni e cambi di direzione, non sono rare le lesioni acute dell’arto inferiore, soprattutto le distorsioni di caviglia. Per evitare questo tipo di lesioni è consigliabile utilizzare sempre calzature adatte che forniscano un supporto adeguato alla caviglia e al piede e mantenere sempre tonici i muscoli con esercizi specifici.
– PER I SURFISTI Anche i surfisti devono prestare attenzione. Alle lesioni acute dell’apparato osteoarticolare o dell’apparato miocapsulolegamentoso si affiancano le lesioni croniche, tra cui le rachialgie posturali, le tendinopatie inserzionali e le borsiti. È opportuno un buon allenamento pre-estivo finalizzato al rinforzo della muscolatura quadricipitale, glutea, della colonna e dell’arto superiore. Inoltre, durante il periodo di attività sportiva è bene eseguire stretching del rachide dorso-lombare a fine allenamento, per evitare la comparsa di dolori alla colonna vertebrale, e allungamento della muscolatura degli arti superiori ed inferiori, per evitare dolorose contratture o la comparsa di tendinopatie.

Medical News

Un vademecum per la sicurezza quando la temperatura sale troppo

Le malattie e piccoli disturbi, si sa, non vanno in vacanza, e, qualunque sia la meta del relax estivo, in valigia non possono mancare i farmaci prescritti dal nostro medico, che assumiamo abitualmente come, ad esempio, i medicinali per la pressione alta, il diabete o la pillola anticoncezionale e quelli senza obbligo di ricetta, di automedicazione che portiamo con noi per affrontare fastidi di salute che possono rovinarci le vacanze, come disturbi gastro-intestinali, mal di testa, scottature ed eritemi.
Affinché anche i farmaci siano protetti dai rischi dei nostri viaggi, bisogna però tenere a mente che vanno trasportati e conservati nel modo corretto evitando gli eccessi di temperatura che potrebbero avere su di essi effetti non trascurabili. Questi i consigli che arrivano da ASSOSALUTE (l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione).
1 – Leggere sempre attentamente le modalità di conservazione indicate dai foglietti illustrativi: se non ci sono indicazioni precise, è bene conservare i farmaci in un luogo fresco e asciutto a una temperatura non superiore ai 25°, evitando sempre l’esposizione diretta a fonti di calore. Inoltre, alcuni medicinali, ad esempio l’insulina, prevedono una conservazione in frigorifero; in caso di trasporto è quindi bene usare un contenitore termico, in quanto agenti atmosferici come eccessiva luce e sbalzi di temperatura possono deteriorare il medicinale.
Quando la temperatura di conservazione è indicata, non rispettarla potrebbe rendere il prodotto inefficace e a volte dannoso per la salute.
2 – Evitare forti sbalzi di temperatura: se si affronta un lungo viaggio in auto, non lasciare i farmaci nel bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente e preferire piuttosto trasportarli nell’abitacolo condizionato, se possibile in una borsa non esposta direttamente al sole. Anche le temperature troppo basse possono essere dannose: per questo, se si viaggia in aereo è sempre meglio tenere la valigetta dei farmaci nel bagaglio a mano e non nella stiva, dove la temperatura scende anche di molti gradi sotto lo zero.
3 – Attenzione all’umidità: meglio evitare di conservare i farmaci in stanze troppo umide, come può essere un bagno non ben areato, per non far alterare capsule, compresse e cerotti medicati. In particolare, prodotti come strisce per test diagnostici – specie quelle utilizzate per verificare la glicemia, per la gravidanza o l’ovulazione – potrebbero danneggiarsi in quanto estremamente sensibili all’umidità.
4 – Preferire formulazioni solide: rispetto a quelle liquide contenenti acqua, sono meno sensibili alle alte temperature. Se il farmaco in questione è disponibile in diverse formulazioni è bene, se possibile e se non ci sono controindicazioni, scegliere quella in capsule o compresse.
5 – Occhio all’aspetto: se il medicinale che si utilizza abitualmente appare diverso nell’aspetto o presenta dei difetti, prima di assumerlo è bene consultare il medico o chiedere consiglio a un farmacista. Se il medicinale risulta alterato nel colore, nell’odore o nella consistenza, è probabile che vi sia stata un’alterazione.
6 – Non confondere le confezioni: si dovrebbe evitare di inserire farmaci diversi in una sola confezione per risparmiare spazio in valigia, poiché la confezione dei farmaci aiuta a renderli sempre riconoscibili, oltre a riportare dati essenziali quali la data di scadenza e contenere il foglietto illustrativo.
Una buona abitudine è quella di non trasportare diverse pillole sfuse nello stesso contenitore, in quanto potrebbero contaminarsi a vicenda.
7 – Attenzione agli spray: in caso se ne faccia uso, utilizzare contenitori termici per la loro conservazione. È bene evitare temperature elevate e la diretta esposizione al sole. Infatti, oltre a essere liquidi e più sensibili al calore, le confezioni di metallo in cui sono contenuti si surriscaldano facilmente. Se si portano spray in spiaggia, andrebbero tenuti in una borsa all’ombra e in luogo areato.

Medical News

Da carie a un dente che si scheggia

Un mal di denti improvviso, l’otturazione che salta, una corona provvisoria che si stacca, un dente che si scheggia sono alcuni dei problemi che possono mettere a rischio i momenti di relax in vacanza. Dagli esperti dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP) arrivano i consigli per preservare la salute e la bellezza del sorriso durante le ferie.
1 – Prima di partire è bene fare una visita di controllo.
“Questo comportamento prudenziale è quanto mai indicato per quelle persone che hanno una dentatura delicata”, spiega Paolo Vigolo, Presidente di AIOP.
2 – Oltre al controllo precauzionale, è opportuno sottoporsi a una seduta di igiene dentale, per eliminare placca e tartaro, principali cause delle carie e dei problemi gengivali.
3 – Se si prevedono viaggi in aereo o immersioni subacquee, chiedete al dentista di verificare lo stato di salute delle vostre vecchie otturazioni. Se in quelle condizioni dovesse saltare un’otturazione, è necessario evitare bevande o cibi troppo freddi e mantenere il dente il più pulito possibile.
4 – Se, subito prima della partenza, ci si è sottoposto a qualche piccolo intervento chirurgico in bocca, come l’estrazione di un dente o l’inserimento di un impianto, evitare di esporsi al sole intenso nei primi giorni dopo il trattamento.
5 – Qualora si avessero delle corone fissate con un cemento provvisorio o vecchie protesi fisse, farle controllare prima di mettersi in viaggio. “Può essere utile – aggiunge Vigolo – tenere a portata di mano un kit di fissaggio, acquistabile in tutte le farmacie”.
6 – Se si è portatori di protesi mobili, farle controllare almeno 2 settimane prima di partire. Anche chi ha un apparecchio ortodontico è bene che si sottoponga a un controllo preventivo.
7 – Se si hanno protesi fisse o rimovibili ancorate ad impianti osseointegrati, è consigliabile portarsi dietro il “passaporto” implantare, con i codici degli impianti
8 – Chiedere al dentista di fiducia quali farmaci usare in caso di necessità durante il viaggio e nel caso portarli dietro.
9 – Nel caso di un mal di denti improvviso, se non si hanno farmaci specifici, si può ricorrere all’analgesico comunemente utilizzato per il mal di testa o il mal di schiena.
10 – In presenza di un ascesso, per lenire il dolore si può applicare sulla guancia del ghiaccio o sorseggiare dell’acqua molto fredda. Contattare prima possibile un dentista o la Guardia Medica. Se si rompe un dente, non è invece opportuno ricorrere al ghiaccio e va evitato il contatto con cibi e bevande troppo fredde. Al più presto, un dentista dovrà valutare se sia possibile riattaccare il pezzo saltato che, nel frattempo, va conservato nel latte o in una soluzione di acqua e sale.

Medical News

Romeo (Società cardiologia), attenzione ad alimentazione e farmaci

Caldo ed afa possono diventare dei pericolosi nemici per i pazienti cardiopatici: per un’Estate in sicurezza è dunque necessario rispettare alcuni fondamentali accorgimenti, a partire dalla gestione delle terapie e senza dimenticare il ruolo dell’alimentazione. A ricordarlo è il presidente della Società italiana di cardiologia (Sic), Francesco Romeo, che mette in guardia dai rischi di questi giorni caratterizzati dal bollino rosso per le temperature. “Questa situazione climatica così estrema con valori di temperatura e afa molto alti è pericolosa per i soggetti a rischio, soprattutto anziani e cardiopatici. Sono a rischio – spiega Romeo – perché tale situazione climatica determina una alterazione del sistema circolatorio: c’è una perdita di liquidi ed una vasodilatazione e traspirazione eccessive; ciò può portare ad una disidratazione che può a sua volta portare a insufficienza renale acuta oppure ad una iposodimia, ovvero un basso valore di sodio nel sangue, che si configura poi con danni neurologici importanti”. E tali danni neurologici, avverte l’esperto, “possono essere scambiati per eventi cerebrovascolari acuti, mentre in tale periodo spesso sono legati solo ad alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico, relativo alla composizione dei liquidi corporei”. La vasodilatazione eccessiva porta invece ad un abbassamento della pressione. Il gran caldo, dunque, afferma, “può destabilizzare i pazienti cardiopatici”.
Da qui alcuni importanti accorgimenti: “Evitare temperature esterne alte e restare in ambienti ventilati, bere molto acqua e mangiare molta frutta che contiene acqua e potassio, evitare abiti che impediscano la traspirazione, evitare pasti abbondanti”. Ed ancora: “il mare va bene – sottolinea Romeo – ma nelle prime ore della mattina o in quelle serali”. Attenzione poi ai farmaci: “Il caldo può accentuarne l’effetto e quindi nel periodo estivo potrebbe rendersi necessario cambiare i dosaggi, sempre sotto il controllo dello specialista. E fondamentale – aggiunge – è anche conservare i medicinali correttamente, rispettando le temperature indicate sulle confezioni”. Ed ancora: “I soggetti con ipertensione arteriosa in trattamento – ricorda anche Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) – durante l’estate devono controllare più spesso la pressione e dovrebbero discutere con il medico l’eventualità di ridurre la terapia. Sempre i pazienti affetti da ipertensione o scompenso cardiaco dovrebbero inoltre evitare gli sbalzi da temperature troppo calde a troppo fredde. Esporsi a lungo al sole per poi tuffarsi in acque fredde può infatti provocare una congestione, soprattutto nei soggetti che prendono farmaci”. Infine, alcuni consigli per chi sceglie le vacanze in montagna: “L’aria in montagna è caratterizzata da una ridotta ‘pressione parziale’ d’ossigeno e questo induce il cuore ad un lavoro maggiore, portando alcuni rischi. Per questo – afferma Volpe – è opportuno informare il medico della destinazione scelta, adeguando opportunamente la terapia, evitare le quote troppo alte al di sopra dei 1.500 metri e raggiungere la destinazione in quota progressivamente”.

Medical News

Temperature in rialzo in tutto il Paese. Il Ministero della Salute avverte: ‘Massimo livello di rischio per tutta la popolazione’

L’Italia è nella morsa del caldo: il record è Ferrara, dove – secondo dati dell’Aeronautica militare – la temperatura percepita è di 49 gradi, anche se il termometro segna 37.
Seconda è Termoli, in Molise, dove la sensazione di calore è di 46 gradi, ma quelli effettivi sono 30. Terza è Capo Frasca in Sardegna, dove a fronte di 37 gradi reali se ne percepiscono 44. In 15 regioni, dal Piemonte alla Sicilia, ci sono località dove si boccheggia con temperature avvertite dalla popolazione, per effetto dell’umidità e dei venti, pari o superiori a 40 gradi.

Dieci consigli per proteggersi dal caldo

Per 10 città italiane è previsto un ‘weekend di fuoco’ contrassegnato con il bollino rosso del ministero della Salute che indica un’emergenza caldo con il massimo livello di rischio per tutta la popolazione. Oggi in particolare, l’allarme è scattato per Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino, mentre domenica riguarderà Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.
Sono inoltre 10 le città contrassegnate dal bollino arancione del ministero della Salute, che indica il rischio specifico per la fascia di popolazione più fragile. Per fronteggiare l’afa e il caldo, il ministero fornisce una serie di consigli, in primis quello di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 18). Si suggerisce poi di evitare le zone trafficate per il rischio ozono, di non svolgere attività fisica intensa all’aperto e di utilizzare correttamente il condizionatore. L’alimentazione, poi, sempre secondo le indicazioni del ministero della Salute, deve essere leggera ed è necessario bere molti liquidi (moderando bevande gassate o zuccherate, tè e caffè). Attenzione, inoltre, alle eventuali terapie farmacologiche che potrebbero dover essere modificate. Infine importante è la giusta conservazione dei farmaci.

Come difendere dal caldo gli amici a 4 zampe

A Milano il picco delle temperature – Sarà un’altra giornata molto calda quella di oggi in Lombardia con punte di 36 gradi a Brescia (con 42 percepiti) e 35 a Milano (con 40 percepiti) ma la situazione nella regione sta per cambiare a causa di correnti più fresche atlantiche, che porteranno da domani piogge anche forti. Secondo quanto comunicato dall’Arpa, sono in arrivo correnti che spezzeranno parzialmente l’egemonia dell’alta pressione di origine africana e la stabilità di questi giorni. Dopo la giornata di oggi che sarà ancora molto calda e favorevole alla produzione di ozono, domenica sono quindi in arrivo temporali sparsi e un calo termico, con conseguente miglioramento della qualità dell’aria. Il termometro a Milano dovrebbe scendere sotto i 30 gradi e all’inizio della prossima settimana è atteso ancora tempo variabile con temperature ancora elevate ma anche con rischio crescente di precipitazioni.

Marche fino 38 gradi percepiti, Ancona ‘bollino rosso’ – Temperature fino a 36-38 gradi percepiti nelle Marche, dove l’emergenza caldo riguarda in particolare le aree interne (Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Fabriano e Jesi) e Ancona, ”bollino arancione” oggi secondo il ministero della Salute, e ”rosso” nella giornata di domani, con ondate di calore che rappresentano un rischio per tutta la popolazione, non solo per anziani e bambini. L’Asur Marche ha attivato già da giorni il numero verde del servizio ‘Helios’ (800.450.020), un call center al quale si può telefonare dalle 9 alle 19 per avere informazioni si servizi disponibili e le cautele da osservare. Gli Ospedali riuniti di Ancona hanno rafforzato l’equipe medica del Pronto soccorso, dove si registra un aumento degli accessi fra l’8 e il 10%, e aumentato il numero di posti letto per l’Osservazione breve. In crescita l’afflusso di pazienti anziani al Punto di primo intervento dell’Inrca, soprattutto per problemi respiratori o l’aggravarsi di stati infettivi. Sempre grazie al progetto Helios, ad Ancona sono aperte alcune sale climatizzate per gli anziani: è previsto il trasporto su richiesta, telefonando alla centrale operativa dedicata (071-206969). Già esauriti invece condizionatori portatili a disposizione di persone in condizioni di disagio economico. Al momento non si segnalano problemi di approvvigionamento idrico, mentre sul sito del Centro funzionale multirischi della Protezione civile regionale si possono consultare i dati del meteo e i bollettini sulle ondate di calore.

Fimmg, anziani a rischio, ecco i buoni comportamenti – La Fimmg Napoli (Federazione dei medici di medicina generale) lancia l’allarme caldo e detta le regole ‘di comportamento’ soprattutto per gli anziani. “L’eccezionale caldo di questi giorni – spiegano Luigi Sparano e Corrado Calamaro, rispettivamente segretario provinciale e segretario amministrativo FIMMG Napoli – è un grande pericolo per gli anziani e può essere addirittura letale soprattutto se pensiamo ai tanti anziani che vivono da soli e che hanno patologie croniche, che li rendono più fragili”.

Da qui la necessità di fornire “buoni consigli” da rispettare sino a quando le temperature non rientreranno nella norma.

Per prima cosa i medici suggeriscono di evitare di uscire casa nelle ore più calde, in particolare nella fascia oraria tra le 10 e le 18.00;

proteggere la pelle con una crema solare ad alto fattore di protezione e usare un cappellino di colore chiaro per proteggere la testa;

indossare abiti che consentano alla pelle di traspirare, possibilmente di cotone o di lino;

rinfrescarsi spesso ma evitare pericolosi sbalzi di temperatura.

– I medici sottolineano che è “utile” bagnare il viso e le braccia con acqua fresca e se il caldo è eccessivo poggiare un panno umido sulla testa;

evitare lavori pesanti e all’aperto nelle ore più calde;

cercare di preservare in casa un ambiente fresco proteggendo le finestre esposte al sole con tapparelle, persiane o tende e infine utilizzare l’aria condizionata “con criterio, regolando la temperatura tra i 24 e i 26 gradi”.

E ancora: prestare grande attenzione all’alimentazione privilegiando frutta, verdura e cibi leggeri e bere sino a 2 litri di acqua al giorno, a meno che non ci sia una diversa indicazione del medico curante; prestare “massima attenzione” ai farmaci e conservarli in un luogo fresco e asciutto; consultare il medico di famiglia per una eventuale correzione di terapia in caso di patologie croniche e segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, evitando di assumere farmaci senza aver prima sentito il parere del medico curante.

Medical News

I consigli del Ministero, no attività all’aperto nelle ore centrali

In primavera sono più frequenti, ma con il cambiamento climatico le allergie respiratorie ai pollini (e non solo) sono in aumento in Europa e non più limitate ad una sola stagione. Per non farsi sopraffare da starnuti, lacrime, tosse e asma, possono essere d’aiuto alcuni accorgimenti, come evitare le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, lavarsi spesso i capelli e viaggiare in auto con i finestrini chiusi. A suggerirlo sul suo sito è il ministero della Salute.
Cosa fare quindi se si hanno dei sintomi che fanno sospettare un’allergia respiratoria?
1)La prima cosa, indica il Ministero, è rivolgersi al medico curante o allo specialista per una diagnosi corretta, in modo da identificare l’allergene a cui si è sensibilizzati, e organizzare un programma terapeutico prima dell’inizio della stagione pollinica.
2)Sempre come prevenzione, se possibile, è utile fare brevi soggiorni nel periodo della pollinazione al mare visto che lì la concentrazione dei pollini nell’aria è relativamente bassa.
3)Come precauzioni generali è bene consultare i calendari pollinici, per conoscere il periodo di fioritura delle piante causa dell’allergia, o i bollettini dei pollini per conoscere i pollini presenti nell’aria.
4)Bisogna evitare di uscire nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo la mattina presto o la tarda serata, non fare gite in campagna, soprattutto se c’è vento, e non passeggiare nei prati dove è stata tagliata di recente l’erba.
5)Se si viaggia in macchina o in treno, no ai finestrini aperti, meglio usare l’aria condizionata, con filtri di aerazione anti-polline. Vanno evitate le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto quando c’è sole e vento, così come le strade trafficate e le aree verdi, ed è utile lavarsi con più frequenza i capelli.
6)Bisogna infine fare attenzione ai temporali e tenere chiuse le finestre nelle ore centrali della giornata.

Medical News

Attenti ai cambiamenti e all’isolamento

Ascoltare, fermarsi, guardare i cambiamenti, non avere paura di parlare. Sono questi in estrema sintesi i primi consigli per un genitore che teme che il proprio figlio possa essere vittima di bullismo. Dopo il caso del padre del ragazzo che ha messo su Facebook la foto del volto tumefatto del figlio per denunciare la violenza che aveva subito, e l’impressionante boom di condivisioni che ha superato quota 200 mila, sono sempre di piu’ i genitori che si interrogano su cosa fare. I pediatri della piu’ grande societa’ scientifica di categoria, la Sip, hanno elaborato un vademecum assieme alla Polizia di Stato e Facebook (coinvolto visto il forte aumento di cyberbullismo), rivolto non solo ai ragazzi ma anche (e soprattutto) ai genitori per aiutare ad affrontare il disagio, soprattutto quello legato alla violenza online che rappresenta la piu’ in crescita.
Queste le indicazioni.

CONSIGLI PER I GENITORI
– PARLA con i tuoi figli di sicurezza e tecnologia quanto prima e più spesso che puoi, nello stesso modo in cui parli della sicurezza a scuola, in auto, sui mezzi di trasporto pubblici o in ambito sportivo.
– CHIEDI ai tuoi figli quali sono secondo loro le informazioni che è appropriato condividere online e quali è meglio evitare. Parla con loro di come percepiscono la privacy.
– ACCOMPAGNA i tuoi figli, soprattutto i più piccoli, il più possibile e da subito attraverso l’esperienza di navigazione online, condividendo insegnamenti e impressioni sui contenuti.
– IMPARA dai tuoi figli. A meno che tu non sia un utente di Internet particolarmente attivo, è probabile che i tuoi figli ne sappiano più di te. È un ottimo modo per capire come si comportano su Internet e per renderli consapevoli di eventuali pericoli.
– RISPETTA i loro interessi. I ragazzi di oggi sono cresciuti con Internet, cellulari e SMS. Le nuove tecnologie hanno sempre fatto parte della loro vita e rappresentano una importante opportunità per il loro presente e per il loro futuro.

CONSIGLI PER I RAGAZZI
– STABILISCI alcune regole di base. Prima di postare qualcosa, pensaci bene!
– ATTENTO a non dare confidenza agli sconosciuti, e non rendere disponibili a chiunque informazioni private, fotografie ecc.
– CONTROLLA le impostazioni sulla privacy dei servizi online che utilizzi e stai sempre attento a cosa condividi e con chi.
– SEGNALA i contenuti inappropriati. Puoi rivolgerti alla Polizia Postale per segnalare contenuti o attività illegali su Internet (www.commissariatodips.it).
– APRITI se hai un problema, parlane con qualcuno: un amico, i tuoi fratelli, i tuoi insegnanti, i tuoi genitori, una associazione o le forze dell’ordine. Qualcuno potrà sicuramente aiutarti.