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Negli ospedali San Martino di Oristano e Mastino di Bosa

Parto indolore: come, quando, perché sceglierlo. Se ne parlerà, come ogni primo giovedì del mese, nel doppio incontro fissato il 5 aprile alle ore 10 all’ospedale Mastino di Bosa e alle 17 nella sala convegni dell’ospedale San Martino di Oristano. Dedicato alle future mamme, l’appuntamento è promosso dalle Unità operative di Anestesia e rianimazione di Oristano e Bosa in collaborazione con il reparto di Ginecologia e ostetricia del nosocomio oristanese e con il Consultorio familiare bosano.

Nel corso dell’evento, gratuito e aperto anche ai familiari delle donne in gravidanza, gli specialisti illustreranno gli aspetti medici e tecnici della partoanalgesia, metodologia che permette di attenuare il dolore del travaglio grazie all’iniezione peridurale, e risponderanno a eventuali domande sul tema. La partecipazione all’incontro è necessaria per poter richiedere il parto indolore, servizio che il punto nascita dell’ospedale San Martino di Oristano garantisce gratuitamente 24 ore su 24, sette giorni su sette.

A Oristano la seconda parte dell’assemblea informativa sarà dedicata alla donazione del sangue del cordone ombelicale: i medici del Centro trasfusionale illustreranno i motivi di questa scelta, un gesto di solidarietà senza rischi né controindicazioni per la donna e il nascituro, ma capace di salvare la vita di persone affette da leucemie, linfomi e altre gravi malattie.

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In particolar modo vale per i piedi

Vivere insieme per le coppie vuol dire condividere più del letto o del bagno che magari al mattino ci si contende. Si finisce infatti per avere in comune col partner anche gli stessi batteri. È quanto emerge da una ricerca della University of Waterloo, in Canada, pubblicata su mSystems, una rivista open-access dell’American Society for Microbiology. Dopo aver analizzato i microbiomi cutanei di alcune coppie conviventi, gli studiosi hanno scoperto infatti che vivendo insieme si influisce in modo significativo sulle comunità microbiche della pelle del partner. Le somiglianze tra i microbiomi erano così forti che un algoritmo informatico poteva identificare chi fossero i due componenti con un’accuratezza dell’86%. Per la ricerca sono stati analizzati 330 tamponi di pelle raccolti da 17 aree diverse sui partecipanti, tutti eterosessuali. L’area della pelle con i microbiomi più simili tra i partner, quella insomma in cui le somiglianze erano più forti, erano i piedi.

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Mercoledì 5 luglio alle ore 9.30 nella sede del Consultorio familiare di Terralba (via Sardegna) si svolgerà il primo degli incontri del nuovo corso di accompagnamento alla nascita organizzato dall’equipe consultoriale per i futuri genitori di bambini che nasceranno a settembre, residenti nei comuni di Arborea, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano e Uras. 

Pediatra, ginecologo, assistente sociale, assistente sanitaria, ostetrica e psicologa guideranno le coppie in dolce attesa in un percorso di informazione e riflessione sui temi che riguardano la gravidanza e il parto, la cura del neonato, l’allattamento al seno, le trasformazioni della coppia, le politiche familiari. Al termine di ogni incontro si sperimenteranno le tecniche di respirazione e visualizzazione che permettono di affrontare il travaglio con più serenità. Prevista nel ciclo di appuntamenti anche la visita guidata al reparto di Ginecologia e al nido dell’ospedale “San Martino” di Oristano. 

Per adesioni e informazioni, è possibile chiamare il numero 0783.81828 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 9.30 e dalle 12.30 alle 13.30 e il martedì dalle 15.30 alle 17.30. La partecipazione è gratuita.

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Censis, accesso Pma difficile o precluso a chi ha meno risorse

Sempre più mature anagraficamente, istruite e occupate stabilmente. Sono le coppie che ricorrono alla Procreazione medicalmente assistita (Pma): aumenta infatti l’età media sia dell’uomo (dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 anni del 2016) che della donna (da 35,3 a 36,7 anni), e per entrambi i partner si rileva un livello di istruzione più elevato e una condizione professionale più ‘sicura’. L’identikit emerge dalla ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma’, presentata oggi e realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa a otto anni di distanza dalla prima ricerca sul tema.



L’indagine è stata realizzata su un campione di 361 coppie seguite da 23 centri per il trattamento dell’infertilità nelle diverse aree del paese. Tra i mutamenti più significativi nel profilo delle coppie che si sottopongono alla Pma, dunque, è proprio l’avanzare dell’età. Si allunga anche il tempo che intercorre tra i primi dubbi e la scelta di rivolgersi al medico (10,9 mesi contro i 9,2 mesi del 2008). Guardando all’intero percorso, dal primo contatto con il medico al ricorso al primo centro di Pma trascorre poco più di un anno (12,7 mesi), un percorso ancora più lungo per le coppie meno istruite (19,2 mesi). Solo al 55% delle coppie è stata però riconosciuta una condizione clinica come causa specifica dell’infertilità (circa 9 punti percentuali in meno rispetto alla precedente indagine).



”Le coppie attualmente impegnate in un percorso di Pma cominciano sempre più tardi a cercare una gravidanza, il che impatta sulle possibilità di successo delle tecniche: la percentuale di gravidanze sulle coppie trattate è attestata infatti intorno al 22%”, ha sottolineato Ketty Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute del Censis. Inoltre, ”sono coppie privilegiate sotto il profilo sociale ed economico, il che fa supporre che l’accesso al percorso sia difficile, se non precluso, a chi ha meno risorse e livelli di istruzione più bassi. Per queste ultime coppie – ha concluso – il percorso di Pma appare più lungo e complesso ed è comunque fortemente differenziato a livello territoriale”.