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Realizzate sottili pellicole trasparenti che proteggono dai raggi Uv

Le tradizionali creme solari potrebbero andare presto in pensione, sostituite da pellicole di Dna che agiscono come uno scudo, assorbendo i raggi Uv e proteggendo in questo modo la pelle: realizzate da ricercatori della Binghamton University di New York, queste innovative pellicole trasparenti diventano sempre più efficienti man mano che vengono esposte al sole e aiutano anche a mantenere la pelle idratata, come riportato sulla rivista Scientific Reports. 

“I raggi ultravioletti possono danneggiare il Dna, cosa che sicuramente non è un bene per la pelle”, ha affermato Guy German, che ha guidato il gruppo. “Perciò abbiamo pensato di invertire la situazione – ha aggiunto – esponendo ai danni uno strato di Dna sopra la pelle per proteggere quello che si trova dentro”. In quest’ottica i ricercatori hanno sviluppato uno strato sottilissimo e trasparente di Dna e lo hanno messo alla prova irradiandolo con raggi Uv, scoprendo che più tempo passava alla luce e più diventava efficiente nell’assorbire i raggi dannosi. “Questo vuol dire che più a lungo si sta sulla spiaggia – ha concluso German – più la protezione solare migliora”. 

Inoltre la pellicola di Dna aiuta la pelle a immagazzinare e trattenere l’acqua, rallentandone l’evaporazione e mantenendola idratata più a lungo. Oltre alle creme e ai filtri solari, i ricercatori sostengono che lo stesso metodo potrebbe avere anche altre applicazioni, ad esempio per coprire e proteggere le ferite dall’ambiente esterno: usare una pellicola trasparente avrebbe l’indubbio vantaggio di poter osservare la guarigione della ferita senza rimuovere la protezione e allo stesso tempo di proteggerla dal sole e mantenerla umida.

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Leggende e malintesi da conoscere per scegliere meglio

Non servono se è nuvolo, non scadono, sono tutte uguali. Sono almeno dieci, secondo il portale di informazioni sulla salute Medical News Today, i falsi miti sulle creme solari. Leggende o malintesi che è meglio conoscere per decidere come proteggersi, in estate, dai raggi del sole.
1. “La protezione solare non è sempre necessaria”: ogni volta che il corpo è esposto al sole è esposto ai raggi UV, anche se il cielo è nuvoloso. E il trucco non basta a proteggere il viso.
2. “La protezione non fa assorbire la vitamina D”: bastano 15-30 minuti di sole al dì per averne la giusta quantità e questa è facilmente raggiungibile perché i filtri perdono presto efficacia.
3. “Tutte le protezioni sono uguali”: quelle a base di ossido di zinco o titanio schermano fisicamente i raggi e sono più efficaci rispetto a quelle a base di bloccanti chimici, come l’avobenzone.
4. “Chi ha la pelle scura non necessita protezione”: gli UVA anche in chi ha più melanina favoriscono l’invecchiamento della pelle.
5. “Le lampade creano abbronzatura protettiva”: in realtà utilizzano elevate concentrazioni di UVA per scurire rapidamente la pelle, ma proteggono poco dalle scottature causate dagli UVB.
6. “La crema solare non fa abbronzare”: almeno una parte dei raggi raggiunge il corpo. Un cappello e vestiti lunghi schermano meglio.
7. “La protezione causa problemi di salute a causa dell’oxybenzone”: uno studio mostra che i livelli di esposizione dannosi sono irraggiungibili usando la protezione tutti i giorni.
8. “Un’applicazione dura tutto il giorno”: la crema solare, a causa della luce, perde efficacia va riapplicata ogni 2 o 4 ore.
9. “La protezione solare è resistente all’acqua”: nessun prodotto è al 100% impermeabile, bisogna sempre riapplicarla dopo il bagno.
10. “La protezione solare non scade mai”: gli ingredienti possono rovinarsi nel tempo e lasciare la pelle non protetta.

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La leggenda vuole che le creme solari siano il principale nemico della tintarella, ma, stando ai dermatologi, non è così. Una protezione solare alta, per esempio, fa prendere ugualmente colore, ma in modo graduale e duraturo, difendendo la pelle dai raggi solari.

La dottoressa Norma Cameli, responsabile di Dermatologia estetica dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, smonta alcuni miti sulla tintarella ma soprattutto ci mette in guardia da quelle presunte verità che si sussurrano tra gli ombrelloni o che vediamo in televisione.

Per esempio, non esiste un solare che dura un’intera giornata o a prova di bagno, ma bisognerebbe riapplicarli ogni due ore, dopo il bagno e dopo una bella sudata.

Non è un mito il fatto che il sole faccia venire le rughe. L’80% dell’invecchiamento della pelle è dovuto ai danni del sole e le zone più esposte sono il viso e il décolleté, che tendiamo a tenere esposti più spesso anche quando non siamo al mare ma in città, non solo in estate.

La tintarella va presa gradualmente ed è alla portata di tutti, anche di chi ha dei nei, specificando che “il rischio di melanoma aumenta col sole concentrato in poco tempo, ad esempio nel weekend end” e con le ustioni solari, in particolare il troppo sole da bambini

Non è affatto un mito che le carote favoriscano l’abbronzatura mentre lo è quella della decolorazione dei capelli e della scarsa crescita del cuoio capelluto in estate. Secondo l’esperta ”il troppo sole in estate può favorire la caduta dei capelli in autunno”.