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I moscerini della frutta aiutano a capire come si sceglie

Dormire o procreare? Una scelta non facile, contrariamente a quel che si possa pensare, che ‘mette in crisi’ diverse specie del regno animale. A far capire, per la prima volta, cosa ci sia dietro questo dilemma, arrivano in soccorso i moscerini della frutta, gli insetti più studiati dai genetisti. Nel loro sistema nervoso è stata individuata una connessione tra i neuroni che organizzano i ‘turni’ tra il sesso e il sonno. Lo spiegano sulla rivista Nature Communications i ricercatori dell’università di Yale, guidati da Micheal Nitabach. 

Osservando i neuroni impegnati in entrambe le attività, i ricercatori hanno infatti visto che i maschi privati del sonno sono poco interessati al corteggiamento, mentre la mancanza di un sonnellino non sembra avere effetto sulle femmine. Secondo i ricercatori, il comportamento dei moscerini maschi si può spiegare facilmente come un meccanismo di adattamento: addormentarsi durante il rapporto sessuale non è infatti proprio il modo migliore per trasmettere i propri geni alle future generazioni. 

Se le femmine continuano a rimanere sensibili alle avance maschili, anche quando sono assonnate, “forse è perchè non possono permettersi di rinunciare al partner ‘giusto’, non importa quanto siano stanche”, ipotizza Nitabach. Secondo i ricercatori è possibile che anche negli uomini operi un meccanismo simile, che aiuta a decidere tra l’impulso verso il sonno o il sesso.

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Per rincaro ticket nonni scelgono tra ‘pagnotta’ e medicine

Erano 9 milioni nel 2012, sono diventati 11 milioni nel 2016, gli italiani che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche, e circa il 10% quelli costretti ad indebitarsi per rispondere ai propri bisogni di salute. In particolare sono gli anziani e giovani a non riuscire ad ottenere dal servizio pubblico le prestazioni di cui avrebbero bisogno. E’ la fotografia odierna del Censis-Rbm, presentata in occasione del Welfare Day. Sotto la lente ancora una volta i nonni, costantemente in bilico tra la difficolta’ di scegliere la ‘pagnotta’ da mettere in tavola e cure mediche, visto la perdurante crisi economica.
Le difficolta’ si manifestano anche con l’aumento dei problemi di salute tra cui la malnutrizione tra gli anziani – spiegano gli esperti riuniti a Roma al primo congresso nazionale della Societa’ Italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc), che stimano nella sola Europa, 33 milioni di persone siano a rischio di malnutrizione, e che circa 1 anziano su 2 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale.

”La malnutrizione negli anziani è una condizione molto comune e arriva ad interessare circa la metà delle persone over 65 al momento del ricovero in ospedale, un grave problema che ha un effetto a catena sulla salute e sul sistema sanitario” ha spiegato Maurizio Muscaritoli, Presidente Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (Sinuc), Professore Ordinario di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica Direttore Uod Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica Sapienza Università di Roma. “La scienza della nutrizione è progredita di pari passo alla medicina. Sappiamo che una corretta alimentazione è fondamentale per una buona salute, ma la comunità medica e i pazienti non sempre vi si rivolgono durante la fase di recupero da un problema di salute, come ad esempio la polmonite – ha concluso Alessandro Laviano, Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica, Sapienza Università di Roma”.