Medical News

Novanta ricette di chef stellati fra scienza e gusto

Possono rilassare, lenire le infiammazioni, aumentare i livelli di energia, rafforzare il sistema immunitario e contrastare le infezioni. Non solo: contengono potenti sostanze antiossidanti in grado di combattere i radicali liberi, che danneggiano le cellule favorendo malattie e invecchiamento. Alle spezie, alle loro proprietà e all’utilizzo in cucina per insaporire e aromatizzare il cibo, è dedicato il volume “Le spezie della salute in cucina”, di Natasha MacAller (edito da Red! 19,50 euro). Un viaggio culinario intorno al mondo presentato attraverso 90 ricette , molte delle quali a firma di famosi chef di fama internazionale, da Lidia Bastianich a Peter Gordon, passando per José Andrés, designato da “Time Magazine” come una delle 100 persone più influenti al mondo, e Anne-Sophie Pic, tre stelle Michelin.
Senza dimenticare gli esempi di eccellenze italiane oltreconfine, come Francesco Carli, executive chef presso il Country Club di Ipanema a Rio De Janeiro, e Simone Cerea, Executive Chef al Regent di Singapore southafrica-ed.com. Trenta le spezie “paladine della salute” di cui si potranno scoprire proprietà nutrizionali e terapeutiche con esperti di medicina e alimentazione, divise in sei sezioni : per le difese immunitarie (curcuma, cumino, cumino nero, chiodi di garofano, pimento, scorza di agrumi, anice stellato), disintossicanti ( cannella, rosmarino, origano, alloro, ibisco), energetiche (pepe nero, coriandolo, cacao, noce moscata, tamarindo), riscaldanti (peperoncino, zenzero, semi di senape, rafano, wasabi), rigeneranti (aglio, cardamomo, melagrana, fieno greco, timo)e rilassanti (salvia, basilico, zafferano, menta, citronella) catalunyafarm.com. Ogni capitolo si apre con un’introduzione e una breve indagine scientifica di ogni spezia, ciascuna delle quali si conclude con un contributo scientifico. A seguire, tutte le ricette incentrate sulle spezie selezionate.

Fonte:www.ansa.it

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Fino a 50 miliardi in un centimetro, la sterilizzazione li rafforza

Una delle mappe del Dna più singolari ottenute finora è quella dei batteri che si annidano nelle spugnette da cucina: mostra che ogni centimetro cubo ospita oltre 50 miliardi di microrganismi, un numero pari a sette volte quello delle persone che abitano la Terra. Lo ha scoperto la ricerca condotta in Germania dal gruppo guidato da Sylvia Schnell, dell’università di Giessen, e Markus Egert, dell’università Furtwangen, di cui fa parte anche l’italiano Massimiliano Cardinale. 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports e riportato sul sito di Science, mostra che il numero di batteri nelle spugnette è paragonabile a quello presente nelle feci e che combattere questi microrganismi con la sterilizzazione potrebbe solo rafforzarli. Invece la soluzione a una spugna pulita è semplicissima: basta sostituirla ogni settimana. La scoperta è stata possibile analizzando il Dna dei microrganismi presenti in 14 spugne usate: è stato visto che tra i miliardi di batteri ospitati ci sono anche i parenti stretti di quelli che causano polmonite e meningite. Per esempio uno dei batteri presenti, la Moraxella osloensis, può causare infezioni nelle persone con un sistema immunitario debole, ed è il microrganismo responsabile del cattivo odore che a volte hanno sia il lavandino che le spugne. 

Con grande sorpresa dei ricercatori la sterilizzazione della spugnette, attraverso bollitura o microonde, non ha ucciso questi microrganismi insidiosi. Infatti, le spugne sterilizzate contenevano una percentuale più elevata di batteri rispetto alle spugne che non erano mai state pulite. Questo, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuto al fatto che i batteri che causano malattie sono più resistenti e rapidamente ricolonizzano le aree abbandonate, come succede nell’intestino dopo un trattamento antibiotico. E’ la prima analisi completa dei batteri delle spugnette e fornisce dati importanti per l’igiene domestica. Infatti le spugne usate per lavare i piatti agiscono sia come serbatoi di microrganismi, sia come ‘disseminatori’ di batteri sulle altre superfici domestiche, con il rischio di contaminare mani e cibo.

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Scrive libro con chef Pomata per chi ha problemi di deglutizione, plauso di Mattarella

Non si è arreso alla malattia ma ha deciso di sfidarla anche impegnandosi in un progetto, “Sapori a colori”, che lo ha visto autore, assieme al rinomato chef Luigi Pomata, di un libro sulla cucina da dedicare a coloro che hanno problemi di alimentazione. Paolo Palumbo, 19 anni, oristanese, che combatte contro una forma aggressiva di sclerosi laterale amiotrofica, ha voluto far partecipe della sua iniziativa anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, da cui è arrivata una risposta di incoraggiamento.
“Carissimo Paolo – ha scritto il suo Ufficio particolare, come ha anticipato il quotidiano La Nuova Sardegna – il presidente della Repubblica ha ricevuto la tua toccante lettera e mi incarica di ringraziarti per averlo reso partecipe della tua vita, purtroppo molto cambiata da quando devi combattere contro questa grave malattia”.
“Il Capo dello Stato – prosegue la lettera – ha molto apprezzato la grinta e la generosità che hai voluto dimostrare ad Antonio (un ragazzo malato di Sla che si nutre col sondino, ndr) mettendoti al servizio suo e di altre persone malate, con le tue indubbie capacità creative. Il progetto del libro Sapori a colori inoltre – immaginato da te per alleviare le sofferenze dei pazienti con problemi di deglutizione, disfalgia o costretti ad una alimentazione artificiale – esprime già nel titolo le tue intenzioni ed il presidente Mattarella sarà felice di poterne ricevere una copia, non appena sarà ultimato”.