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“Attenzione alle persone, opportunità anzichè divieti”

Valeria Fedeli firmataria del ddl per la riforma della Legge 40 sulla procreazione assistita, proposta dalla senatrice Emilia Di Biase e già in Commissione. Ne ha parlato lo stesso ministro dell’Istruzione intervenendo al convegno “A dodici anni dal referendum della Legge 40: gli ultimi divieti da cancellare”.
“La politica deve riflettere, non può essere che siano i giudici a modificare poco per volta le leggi”, ha affermato il ministro. E ha continuato: “Dobbiamo porci il problema di che cosa facciamo di fronte a persone che vivono certe situazioni. Troppo spesso il tema è ‘perchè c’è questo divieto? Perchè invece non c’è un’opportunità? Bisogna mettere al centro la ragione del ‘perchè sì'”. Valeria Fedeli ha poi sottolineato l’importanza della trasparenza della responsabilità: “In quanti sanno – ha detto – che la Legge 40 è stata smantellata dai giudici?”.

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326 sì, Cappato:”L’80% degli italiani sono favorevoli”

La Camera dei deputati ha approvato il Ddl sul biotestamento che va ora al Senato. I sì sono stati 326 , i no 37.
Votata alla Camera dunque, per poi passare al Senato. Tutti gli emendamenti dell’opposizione sono stati respinti, mentre è stata approvata una proposta della maggioranza sulla non applicabilità delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) quando siano palesemente incongruenti con la situazione del malato. Secondo il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) Giuseppe Battimelli, saranno “migliaia i medici che opteranno per l’obiezione di coscienza, peraltro prevista nel Codice deontologico medico, rifiutandosi di attuare l’interruzione delle terapie” per i malati in condizioni estreme e con prognosi infausta.

Biotestamento: Cappato, 80% italiani sono favorevoli
‘Determinanti Fabo e gli altri, ma legge ancora a rischio’

“Se non ci fosse l’opinione pubblica alleata alla stragrande maggioranza, non saremmo mai arrivati qui. E nemmeno se non ci fosse stato il coraggio di Dominique Velati, di Max Fanelli, di Fabo o di Davide Trentini”. Marco Cappato ha rivendicato alla battaglia per la dolce morte il cambio di clima sul biotestamento, prima dell’approvazione della legge alla Camera. L’esponente dei Radicali, impegnato a distribuire semi di cannabis a Milano, e per questo identificato dalla Polizia, ha sottolineato che per i sondaggi gli italiani sono favorevoli per “oltre l’80%” al biotestamento, ma ha anche denunciato rischi di “trappole politicistiche” in Parlamento.
“Anche i voti segreti – ha affermato Cappato – dimostrano che c’è una maggioranza trasversale solida, che può approvare buone regole sul biotestamento. Ma le trappole politicistiche, specie nel finale di legislatura, sono sempre alle porte. Per cui non siamo tranquilli, riteniamo che si debba stare molto attenti”. A suo avviso, nella legge “bisogna evitare di inserire norme e codicilli che possano favorire l’azione di coloro che avranno l’interesse a sabotare la volontà dei malati”.
Per esempio, “quando si fa un lungo riferimento a cose che si possono già fare, come le terapie spicologiche”. O anche quando si profila “una sorta di obiezione di coscienza srisciante”. Per l’ex eurodeputato, che offre assistenza ai malati che cercano il suicidio assistito in Svizzera, la legge “potrà essere pulita nel passaggio al Senato”. Intanto, ha concluso, sono migliaia le persone che hanno depositato le loro volontà all’Associazione Luca Coscioni, di cui è tesoriere.
“L’elemento determinante nella legge – ha concluso Cappato – è la possibilità dell’inserimento delle disposizioni anticipate di trattamento nella tessera sanitaria regionale, perché tante persone potrebbero essere spaventate di fronte all’idea di andare dal notaio”.

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Scontro sulla nutrizione artificiale, deputati cattolici non votano

La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato nella tarda serata di ieri il testo del ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), o biotestamento, senza il voto dei deputati cattolici che avevano precedentemente abbandonato i lavori della seduta.
La Commissione ha infatti approvato il maxiemendamento di riformulazione dell’articolo 3, considerato il ‘cuore’ della legge e relativo alla possibilità per il malato di decidere l’interruzione della nutrizione e idratazione artificiale. I parlamentari cattolici non hanno però partecipato a questo voto ed i loro altri emendamenti sono decaduti. Ora il testo passa alle Commissioni competenti per un ulteriore vaglio prima di arrivare in Aula alla Camera il prossimo 27 febbraio.
“Per effetto del cosiddetto maxi-emendamento ‘canguro’ presentato dal Pd – ha spiegato Eugenia Roccella (Idea), componente della commissione – sono decaduti 93 emendamenti su 102 da noi presentati all’articolo 3 del ddl, cuore della legge.
A questo punto abbiamo sollevato una questione di costituzionalità presentando un ricorso alla presidenza della Camera e alla giunta del regolamento”. Il ddl è composto da 5 articoli. All’articolo 3 si stabilisce appunto che “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere (…) il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Il soggetto può altresì indicare un fiduciario che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Si prevede inoltre la vincolatività per il medico delle disposizioni del malato.
Cosa diversa rispetto alle Disposizioni anticipate di trattamento è invece la pratica dell’eutanasia attiva e del suicidio assistito da parte del medico su richiesta del paziente. Attualmente, una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, promossa dall’Associazione Coscioni, è incardinata nelle commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia, ma il dibattito è fermo al 3 marzo 2016.