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Ricciardi, non fare vaccinazione è da irresponsabili

Il bimbo di 22 mesi deceduto in Toscana per meningite da meningococco C è “il primo caso nella Regione, negli ultimi due anni, di decesso di un bambino non vaccinato a causa della meningite”. Lo ha affermato all’ANSA il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, sottolineando come la vaccinazione sia fondamentale anche perché, in caso di infezione da meningococco, attenua comunque la gravità della patologia.
    “In questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili”, è il monito del presidente dell’Iss. Contro la meningite, ha avvertito Ricciardi, “è ovviamente importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è da irresponsabili”. Il caso del bimbo di 22 mesi deceduto, ha sottolineato, “è il primo caso in Toscana, negli ultimi 2 anni, di meningite in un bimbo che non era stato vaccinato, e ciò è indicativo. Altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno superato la malattia”. Da qui l’invito ad effettuare la vaccinazione contro il meningococco C: “Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma – ha concluso Ricciardi – la copertura da raggiungere sarebbe almeno del 90%”

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Il numero totale dei casi positivi sale a 31

Non cala l’allerta per l’epidemia di legionella a Parma. Ieri si è registrato il secondo decesso di una paziente colpita: una donna di 77 anni è morta all’ospedale Maggiore, dove i casi sono saliti a 31. Lo riporta la stampa locale. L’anziana era stata ricoverata per grave difficoltà respiratoria e febbre alta: aveva patologie pregresse. Sempre ieri è stata confermata la positività per altre due persone già ricoverate al Maggiore.
Il numero totale dei casi positivi è appunto 31, e al momento i ricoverati da polmonite per legionella sono 16, di cui due in condizioni serie. Nei giorni scorsi era deceduta una paziente ultraottantenne, anche lei con gravi patologie pregresse. Per oggi è convocato un incontro tra i medici delle due Aziende sanitarie e della Regione Emilia-Romagna, con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel summit potrebbero venire avanzate le prime ipotesi sulle cause del contagio.
L’Unità di Crisi istituita dalla Regione Emilia-Romagna nelle riunione di oggi dovrebbe infatti rendere noti i dati del monitoraggio che Arpa ha effettuato in vari punti dell’Acquedotto di Parma. Le persone colpite risiedono tutte in una zona ben definita della città e la fonte più probabile del contagio resta la rete idrica dell’acqua potabile. Domani sera, alle 21, è invece in programma un’assemblea pubblica dove il sindaco Federico Pizzarotti informerà la cittadinanza sulla situazione dell’emergenza. Con lui ci saranno i dirigenti dell’Ausl di Parma e di Iren, l’azienda che amministra la rete idrica comunale.