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Montanaro:“Salute dei pazienti garantita dalla bravura dei medici e da grande umanità”

“Presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ di Bari – informa il Commissario Straordinario della ASL Bari Dottor Vito Montanarosi è proceduto in data 29 giugno 2018 a dotare una paziente di defibrillatore esterno indossabile ‘Zoll LifeVest’. Siamo particolarmente soddisfatti dell’attività svolta anche perché si tratta del primo caso di questo genere realizzato dalla ASL Bari. Si è reso necessario intervenire sperimentando la modalità innovativa in virtù del quadro clinico particolarmente complesso della paziente. Si tratta infatti di una paziente diventata mamma da pochi mesi, affetta da cardiomiopatia dilatativa severa, con frazione di eiezione particolarmente depressa e con frequenti episodi di tachicardie ventricolari non sostenute. Proprio alcuni mesi dopo il parto è emersa la gravità del quadro clinico che ha richiesto l’urgente ricovero presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ dove il tempestivo e professionale intervento dell’equipe medica e del comparto ha consentito di ristabilire una condizione ottimale per la salute della paziente”.

“Voglio pubblicamente ringraziare – afferma il Dottor Vito Montanaro – il Dottor Enzo Bonfantino che dirige il reparto Cardiologia e tutta la sua equipe, il Direttore Medico Dottor Gigi Lestingi del Presidio Ospedaliero ‘Di Venere’ e della Direttrice del Distretto Socio Sanitario BA 11 Dottoressa Maria Tateo per la loro sensibilità. Perché grazie al loro impegno è stato possibile intervenire in tempi rapidissimi dotando la paziente del dispositivo salvavita indossabile, a 24 ore dalla ricezione della richiesta”.

“Esprimo profonda soddisfazione – dichiara il Dottor Vincenzo Bonfantino dell’U.O.C. Cardiologia dell’Ospedale ‘Di Venere’ di Bari – per il risultato ottenuto. Una grande gratificazione, sotto il profilo clinico ma soprattutto umano che manifesto anche a nome dei colleghi medici cardiologi che mi hanno supportato in questa iniziativa. Avere la possibilità di dotare i pazienti ad alto il rischio di morte cardiaca improvvisa, di defibrillatori indossabili, ci consente di garantire loro la necessaria protezione durante la fase di evoluzione della condizione clinica. Il dispositivo è dotato di un trasmettitore che comunica in tempo reale al centro cardiologico le eventuali anomalie del ritmo che si registrano durante la giornata ed è in grado di riconoscere artimie mortali e di trattarle mediante l’erogazione di una o più scariche elettriche che ripristinano il ritmo cardiaco normale. Uno strumento che permette al medico di accertare il rischio aritmico a lungo termine in completa sicurezza utilizzando il percorso clinico più opportuno intervento con sistema di monitoraggio e di intervento a tutela della salute dei pazienti. Una nuova, ed efficace, opportunità terapeutica che si aggiunge alle possibilità di intervento”.

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Dopo dieci anni di attesa, nella scuola approda il primo soccorso. Il nuovo ddl scuola di recente approvato dal parlamento prevede che, tra le materie facoltative, ci sia anche il primo soccorso, una richiesta fatta nel 2005 da una legge di iniziativa popolare che aveva raccolto 93mila firme.

“E’ la più grande rivoluzione culturale per la sanità italiana degli ultimi decenni – afferma Mario Balzanelli, direttore del 118 di Taranto e promotore della legge – non solo l’Italia si allinea al livello internazionale che prevede l’insegnamento delle manovre salvavita come obbligatorio nella scuola. In più ci consente di affermare con certezza che verranno salvate negli anni a venire innumerevoli vite”.

“Potenzialmente, spiega Balzanelli, che è anche segretario nazionale della Società Sistema 118, 20mila morti l’anno sono evitabili con una corretta applicazione delle tecniche nei minuti immediatamente successivi a un arresto cardiaco o a una ostruzione delle vie aeree, in attesa dell’arrivo dell’ ambulanza”.

Il 118 nazionale ha creato un corso per le scuole da otto ore, grazie a una sperimentazione della Asl di Taranto, e lo sta per proporre ufficialmente al Miur mettendo a disposizione gratuitamente i propri operatori per i futuri corsi.

“Se si interviene nei primi 3 minuti e in modo appropriato – sottolinea Balzanelli – le chance di sopravvivenza di una persona in arresto cardiaco raddoppiano. Quello che si è realizzato nel nostro paese è un vero e proprio traguardo di civiltà”.