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Sono 184 le società sportive sarde assegnatarie del contributo per l’acquisto di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Nei giorni scorsi l’ATS – ASSL Sassari ha pubblicato la determina di aggiudicazione del contributo che si rivolge sia alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche sia ai proprietari e ai gestori di impianti sportivi. Il contributo consentirà di adeguarsi ai parametri imposti dal decreto del Ministero della Salute che pone in capo alle società sportive l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore. 

Contestualmente alla graduatoria finale dei 184 soggetti risultati idonei al contributo, l’ATS – ASSL Sassari ha pubblicato un secondo elenco composto da 58 società e associazioni sportive che per ottenere il contributo dovranno integrare la documentazione già depositata. Gli interessati hanno 15 giorni di tempo, dalla data della pubblicazione della determina, per colmare le lacune. 

Al bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei defibrillatori hanno partecipato 249 società sarde: 45 domande sono pervenute dal territorio di competenza dell’ASSL di Sassari; 16 da quello della ASSL di Olbia; 22 dal nuorese; 7 dal territorio di Lanusei; 19 dall’oristanese; 11 da Sanluri; 16 dal Carbonia; 113 dal territorio di competenza dell’ASSL di Cagliari. 

Il finanziamento erogato a vantaggio delle 184 società sportive sarde è pari a 101.200,00 euro a fronte dei 400.000,00 euro individuati dalla Regione Sardegna nella legge di stabilità 2016. Per tanto l’ATS Sardegna e l’assessorato regionale alla Sanità stanno valutando, con le residue risorse disponibili, le modalità per la pubblicazione di un nuovo bando al fine di promuovere e garantire la tutela della salute in ambito sportivo. 

A seguito dell’introduzione del decreto da parte del Ministero della Salute, l’AREUS con l’ATS proseguono nell’organizzazione di corsi di formazione a vantaggio delle società sportive per il corretto utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Corsi che erano stati precedentemente attivati dalle centrali operative del 118.

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Firmato decreto con ministero dello Sport. Lotti, mantenuta promessa

“Da luglio obbligo defibrillatori in impianti sportivi, anche dilettantistici”. Lo annuncia con un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rendendo noto che è stato firmato il decreto in materia di concerto con il ministero dello Sport.
“Mantenere un impegno, soprattutto nell’ambito delle Istituzioni non è solo una questione di principio. È una questione di sostanza. Oggi teniamo fede alla nostra parola”: il ministro dello Sport, Luca Lotti, commenta così il decreto congiunto tra ministero della Salute e quello per lo Sport grazie al quale entra in vigore l’obbligo per le società e le associazioni dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo in cui si svolgono le proprie attività.
“Un modo di rendere più sicuri e tutelati – specifica Lotti in un post su Facebook – i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport”. “Tornano alla mente – conclude il ministro – tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perché non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa”.

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Assistenza per 6 milioni di visitatori l’anno

Custodi ‘rianimatori’ e defibrillatori posizionati lungo il percorso di visita, renderanno i Musei Vaticani la prima area museale italiana ‘Amica del Cuore’, per la sicurezza delle circa 6 milioni di persone che ogni anno visitano le collezioni. Lo prevede il piano di cardio-protezione realizzato in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù secondo standard internazionali certificati dall’ American Heart Association, presentato oggi a Roma.

”Circa 22.000 persone al giorno visitano i Musei Vaticani -spiega Alfredo Pontecorvi, direttore della Direzione sanità e igiene della Città del Vaticano – e già oggi abbiamo infermieri e medici presenti giorno e notte per far fronte a ogni emergenza. Ma l’intervento per arresto cardiaco deve esser il più immediato possibile. Ogni minuto che passa può causare danni irreversibili. Di qui la decisione di compiere questo sforzo di rendere una delle aree museali più belle e grandi al mondo completamente cardio-protetta “. Diciotto i defibrillatori automatici che sono stati istallati sul percorso di visita e 300 i custodi formati per utilizzarli potranno permettere un intervento di stabilizzazione del paziente nei primi secondi dall’evento cardiaco. A renderlo possibile, il know how fornito dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, accreditato come Centro di Formazione presso la celebre American Heart Association, principale società scientifica in materia di rianimazione cardiopolmonare. “L’intervento immediato in attesa dell’ambulanza – sottolinea Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù – è un vero salvavita. Quindi possiamo dire che questi musei custodiranno non solo opere d’arte ma il cuore delle persone. Il nostro compito non finisce qui, perché la formazione per esser valida deve esser continua, non solo per continuare a formare il nuovo personale che verrà assunto ma anche per ricordare a chi già si è formato”.

”Sono convinto che tutto questo – ha detto il Cardinale Giuseppe Bertello – rappresenti un passo in avanti per un’accoglienza sempre migliore di tutte le persone che qui arrivano da ogni parte del mondo e che potranno sentirsi veramente a tutti gli effetti “presi a cuore” quando visiteranno queste collezioni”. “Chi entra qui – ha concluso Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani – deve sentirsi sicuro da qualsiasi inconveniente e questo progetto ha portato una garanzia di sicurezza e vigilanza”.