Diritto Sanitario


Avv. Angelo Russo
Avvocato Cassazionista, Diritto Civile, Diritto Amministrativo, Diritto Sanitario, Catania

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia (sentenza n. 40708/15), torna ad occuparsi della questione della responsabilità penale del medico con particolare riferimento al profilo del rispetto delle regole di diligenza e dei protocolli ufficiali.
Secondo i Giudici di legittimità le linee guida possono essere utilizzate come parametro per l’accertamento dei profili di colpa ravvisabili nella condotta del medico solo se conformi alle regole della miglior scienza medica.
La vicenda processuale concerneva un chirurgo plastico imputato del delitto di lesioni personali per aver cagionato (per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia e violazione delle regole dell’arte medica) ad un paziente una malattia di durata superiore a quaranta giorni con rischio di indebolimento permanente della funzione sessuale e di perdita della capacità di procreare.
Nel ricorso per cassazione il medico, condannato nei due precedenti gradi di giudizio, rilevava che, erroneamente, i Giudici non avevano considerato il rispetto, durante l’intervento, delle regole di diligenza e dei protocolli ufficiali, alla luce delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 189/2012 (Legge di conversione del Decreto Balduzzi).
La Suprema Corte ha respinto il ricorso ponendo in evidenza rilevanti considerazioni in relazione all’onere probatorio (incombente sul medico imputato) di allegazione e, più in generale, alle linee guida nella valutazione della responsabilità penale colposa del medico.

Come noto, l’art. 3 del D.L. 13.9.2012, n. 158, convertito in L. 8.11.2012, n. 189, esclude la responsabilità penale dell’esercente la professione sanitaria quando egli, nello svolgimento della propria attività medica, si sia attenuto a «linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica».
La giurisprudenza formatasi a seguito delle modifiche legislative (che hanno, seppur parzialmente, depenalizzato le fattispecie penali di cui agli artt. 589 e 590 c.p. per i casi di omicidio e lesioni personali commessi con colpa lieve, tali da potersi collocare all’interno delle linee guida o delle pratiche mediche, accreditate dalla comunità scientifica) ha delineato i confini del contenuto della disposizione normativa, fornendo importanti specificazioni.
Con la sentenza 5.11.2013, n. 18430, in particolare, la Corte di Cassazione ha definito le linee guida «raccomandazioni di comportamento clinico sviluppate attraverso un processo sistematico di elaborazione per coadiuvare medici e pazienti nel decidere quali siano le modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze cliniche» avendo cura di precisare che per potersene apprezzare la rilevanza nell’accertamento della responsabilità del medico, esse devono indicare “standard” diagnostico-terapeutici conformi alle regole dettate dalla migliore scienza medica a garanzia della salute del paziente (ex plurimis, Cass., Sez. IV, 15.10.2013, n. 46753; Cass., Sez. IV, 18.6.2013, 39165).

Particolarmente controversa è, inoltre, l’applicabilità della limitazione di responsabilità ai soli casi di colpa lieve per imperizia ovvero a tutte le condotte colpose e, in particolare, anche a quelle caratterizzate da colpa lieve per negligenza.
La giurisprudenza maggioritaria si è espressa nel senso della applicazione della nuova disciplina ai soli casi in cui all’esercente la professione sanitaria venga mosso un addebito di imperizia e non anche nelle ipotesi in cui venga contestata la violazione del dovere di diligenza e di prudenza da cui sia dipeso l’evento.
Numerose pronunce hanno, sotto tale profilo, escluso la punibilità nelle ipotesi in cui la condotta del medico si sia discostata in modo non rilevante dallo standard di condotta.
Nelle ipotesi, invece, in cui l’imputazione riguardi l’inosservanza di regole di comune diligenza o prudenza, la colpa lieve se non consente di escludere la responsabilità penale potrà assumere rilevanza unicamente ai fini della quantificazione della pena (ex multis, Cass., Sez. IV, 27.4.2015, n. 26996, Cass., Sez. IV, 20.3.2015, n. 16944).
In senso contrario si registra, invero, la sentenza n. 47289/14 con la quale la Corte di Cassazione ha affermato l’applicabilità della limitazione di responsabilità anche ai casi in cui il parametro della condotta del medico sia quello della diligenza o della negligenza.
Le numerose pronunce sottolineano che, in ogni caso, il rispetto delle linee guida non è condizione sufficiente per l’esclusione della responsabilità penale, in quanto il Giudice deve sempre accertare se, in concreto, la specificità del quadro clinico del paziente era tale da imporre una condotta del medico differente da quanto indicato in termini generali dai protocolli ufficiali.
La Suprema Corte, peraltro, sottolinea “l’indole principalmente pratico-clinica della scienza medica, che si connota della capacità del medico di sottoposizione di ipotesi di partenza alle prove di resistenza avanzate dall’esperienza concreta in relazione al singolo caso clinico, con il possibile scostamento delle scelte terapeutiche dai canoni standard ove imposto dalle evidenze del caso” (fra le tante, Cass., Sez. IV, 22.4.2015, n. 24455).
La sentenza in esame si caratterizza per avere ulteriormente precisato che il medico che assume di aver agito nel rispetto dei protocolli medici ufficiali non può limitarsi ad affermarlo ma ha l’onere di allegare le linee guida alle quali egli afferma di essersi conformato.
Spetterà, naturalmente, al Giudice valutarne la conformità alle regole della miglior scienza medica ed utilizzarle quale parametro per la valutazione della colpa del medico.

Nutrizione


Dott.ssa Elena Guidotti
Nutrizionista e Specialista in Nutrizione Clinica e Metabolismo – Roma

L’obesità è diventata, in questi ultimi decenni, il maggior problema della sanità pubblica mondiale. L’anoressia segue, in maniera silente e crescente; portandosi dietro al pari della prima problemi come bullismo, depressione, disistima.
Purtroppo, oltre ad aumentare il numero di persone coinvolte, si abbassa la fascia di età degli individui malati, e non esiste più una “fascia protetta”. Non possiamo però affermare che a questo “allargamento” dello stato di patologia coincida una risposta sociale organizzata. Nonostante il proliferare delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento, degli studi clinici, degli specialisti di settore, molti genitori faticano ad accettare che il proprio figlio/figlia non si trova in uno stato transitorio di cattiva alimentazione ma in uno stato di patologia, che spesso nasce come risposta ad uno squilibrio emozionale-educazione nonché sociale e che viene  più propriamente definito disturbo alimentare stress-correlato.
L’ “asse dello stress” o asse  HPA (ipotalamo/ipofisi/surrene), è “l’effettore” delle risposte del nostro corpo agli stimoli esterni (o stressor) e deve mantenere un suo equilibrio, un suo “ritmo”, per permetterci di vivere e invecchiare in salute. Quando si altera, in modo più o meno persistente, queste alterazioni convergono su importanti tra cui fegato, rene, pancreas, tiroide, gonadi.
Nonostante i danni fisiologici stress-correlati siano ampiamente conosciuti questa noxa, “lo stress”, fatica ancora a guadagnarsi una universale dignità scientifica per rimanere un agente logorante che entra in tutte le nostre abitudini, un elemento ricorrente nella nostra società.
Si possono riconoscere diversi tipi di stress: stress ambientale, stress socioeconomico, stress individuale, come se ogni individuo dovesse prediligerne una tipologia con cui necessariamente imparare a convivere. Se poi lo stress modifica un comportamento alimentare durante la gravidanza, l’errata alimentazione materna influenzerà il genotipo del nascituro, che sarà quindi metabolicamente stressato già nella sua vita fetale.
L’uomo è cosi riuscito a creare, in modo del tutto innaturale, uno stress antropogenico.
Un individuo stressato è un individuo di cui più facilmente si potranno sfruttare le debolezze,
e se il suo “sistema dello stress” si altera in modo cronico si potrà sfruttare cronicamente il suo alterato sistema mesolimbico di ricompensa, ovvero il suo sistema di gratificazione cerebrale ,
e lo si potrà “alimentare“ fino a portarlo alla ricerca ossessiva di alcol, di droghe, di cibo, o di una specifica (e anoressica) forma corporea, di una specifica qualità dei cibi, (ortoressia).
Il sistema mesolimbico della ricompensa, conosciuto anche come “centro del piacere del cervello”, è un perfetto ed evoluto sistema di risposta allo stress, deputato a proteggerci.
Attraverso l’aumento della produzione di dopamina, il “neurotrasmettitore del piacere e delle ricompensa”, si ha una gratificazione cerebrale, ma se il sistema viene sovra stimolato, la ricerca della ricompensa diventa ossessiva e la capacità riproduttiva viene compromessa.

In un disturbo alimentare stress-correlato si arriva molto precocemente alla perdita della circadianità di ormoni fondamentali quali insulina e cortisolo, ad una perdita/disregolazione del senso fame/sazietà, nonché una perdita del senso di sete.
Se un individuo anoressico non sa quando ha fame, un invidio bulimico non sa quando è sazio, il cervello non riesce ad interpretare i segnali che vengono dal corpo e il corpo non manda i segnali corretti. Da una lato in un individuo obeso il sistema di ricompensa porta ad un eccesso di introduzione di cibo/calorie/energia, dall’altro in un individuo anoressico il sistema di ricompensa si fa più raffinato e si attiva attraverso tutto quello che serve ad eliminare cibo/calorie/energia: vomito auto indotto, esercizio fisico eccessivo, diuretici e lassativi.
Ma quali sono le reali conseguenze, fisiologiche e molecolari, del nutrirsi o denutrirsi per ricompensa?
Cosa succede alle nostre cellule e quali organi si danneggiano nel nostro corpo quando il disturbo alimentare ha preso il sopravvento? Come funziona il nostro corpo quando si trova a dover affrontare queste patologie?
L’eccesso di grassi e zuccheri aumenta anche la spesa energetica necessaria al nostro organismo per assorbire e digerire, e se la sovralimentazione persiste, le nostre cellule cominciano a trasformarsi in insulinoresistenti con la conseguenza di non riuscire più a stoccare l’energia negli organi.
Questo surplus energetico viene immagazzinato negli adipociti che diventando ipertrofici e iperplasici producendo citochine infiammatorie.
Gli zuccheri in eccesso invece si legano alle proteine e ai lipidi, creando gli Ages e Ales che si accumulano nella matrice extracellulare facendo perdere a questa la sua capacità di trasportare lipidi e neurotrasmettitori. Si instaura così una infiammazione silente che rischia facilmente di diventare cronica.
A questa infiammazione, il sistema immunitario risponde richiedendo minerali alla massa magra, con conseguente perdita della capacità muscolare e debolezza. Si arriva così molto spesso ad una osteosarcopenia associata ad una obesità.
La sindrome OSO (obesità osteosarcopenica) ha già sostituito la Sindrome Metabolica, anzi ne rappresenta la sua evoluzione in negativo, dal momento che si presenta anche in soggetti normopeso.
Una eccessiva richiesta di minerali dalla massa magra si ha anche nel soggetto anoressico, in cui il sistema immunitario e il cervello aumentano anche del trenta per cento la richiesta energetica complessiva. Non è rara inoltre una anche nel soggetto anoressico giovane una amenorrea poiché il disordine dell’asse ipotalamo ipofisi surrene porta ad una minore produzione di FSH ed LH, con conseguente poliuria.

La scuola e le mense degli ambienti lavorativi, ospedali in primis, non offrono facilmente la possibilità di mangiare carboidrati non raffinati, di bere a sufficienza, di nutrirsi di varietà di frutta e di verdura che sia di stagione. È molto più facile avere un menu per celiaci che un menu ricco di verdura e povero di carboidrati!  Se andiamo ad un “happy hour” non abbiamo problema a dichiarare di dover prendere una pasticca per il mal di testa o un gastro-protettore, ma abbiamo paura di minare la nostra immagine  sociale se rinunciamo a patatine e mohito per scegliere un succo di frutta o una macedonia.
L’imprescindibilità della terapia nutrizionale ci viene però ancora una volta confermata dagli studi degli ultimi cinque anni, in particolare modo quelli di Huttenhower e Hsiao.
Il cibo rimane la nostra unica via per ripristinare la qualità della biomassa del macrobiota gastro intestinale.
La permeabilità delle cellule epiteliali del tratto gastrointestinale costituisce la prima barriera da preservare.
Se questa barriera non viene preservata, l’endotossiemia metabolica che ne consegue potrà arrivare anche al cervello e portare ad una neuroinfiammazione.
L’importanza di preservare l’integrità dell’asse intestino cervello assume nuovi e inaspettati risvolti grazie anche ai recenti studi sui topi, e nasce il termine psicobioma, per sottolineare come il propagarsi di una infiammazione attraverso la barriera emato encefalica possa modificare i nostri comportamenti.
Ancora una volta il detto “mens sana in corpore sano” trova la sua verità nei tempi moderni, e ci insegna come sia importante, per guarire da un disturbo alimentare stress correlato, creare tanto una omeostasi psicosociale quanto una omeostasi gastro intestinale.

Attualità


Dott. Giuseppe Di Mauro
Presidente della SIPPS


Dott.ssa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente WAidid

I pediatri della Sippse WAididstilano le regole d’oro per genitori e figli. Al bando le abbuffate, meno tempo agli smartphone, più sport e solidarietà. Occhio alle infezioni, ma attenzione all’uso degli antibiotici.

Roma – Buone feste all’insegna della consapevolezza alimentare, dell’attività fisica e della sicurezza. E’ l’augurio della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale rivolto alle famiglie attraverso un decalogo di “sani comportamenti” per grandi e piccini. L’intento dell’iniziativa è stimolare nel bambino importanti messaggi educativi in tema di alimentazione, organizzazione del tempo, sicurezza dentro e fuori le mura domestiche casa. Senza dimenticare il giusto clima con cui vivere  la festa del Natale e l’inizio del nuovo anno.
“Le feste di Natale e Capodanno – avverte il Giuseppe Di Mauro, Presidente della SIPPS – sono un’occasione di vacanza, ritrovo e divertimento ma possono e devono essere anche spunto di buoni propositi. Ecco dunque che il Gruppo di lavoro sulla genitorialità della SIPPS ha trasformato dieci regole in un vero e proprio poster già distribuito presso numerose scuole e negli ambulatori dei pediatri”. “Le festività – aggiunge Piercarlo Salari, pediatra e membro della SIPPS – devono essere a misura di bambino. È giusto che ci siano i momenti esuberanti, di gioco e distrazione, ma nel rispetto delle esigenze dei piccoli, che, per esempio, hanno il proprio bisogno fisiologico di sonno e non devono essere esposti a stimoli sonori dannosi”. Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.  Qualche trasgressione dopo i 15-18 mesi può essere concessa, ma non si deve trascurare che l’organismo del bambino ha bisogno di regolarità. Al bando, quindi, la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere: “Cerchiamo – avvertono dalla Sipps – di trovare e mantenere sempre una giusta mediazione”.  Sulle tavole imbandite dare un giusto risalto alla frutta, che apporta sempre un tocco di colore e allegria, e, pur nel rispetto delle tradizioni regionali, non far mancare ai bambini un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali. Evitare gli eccessi: molti bambini, ogni anno, giungono in pronto soccorso per pasticci alimentari e abbuffate o per la classica “indigestione”. Gli eccessi, inoltre, riguardano tutti gli aspetti dell’alimentazione (sale, grassi, calorie) e della quotidianità.  Per i bambini è fondamentale diversificare le attività.  Per quelli che vanno a scuola, poi, incombe sempre l’onere dei compiti: un giusto assetto delle giornate – precisano dalla Sipss – consente di sbrigare con gradualità anche gli impegni meno piacevoli, apprezzando così tutti i momenti ed evitando l’acquisizione di abitudini difficili e non meno faticose da correggere. Scegliere, poi, giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE e prestare attenzione al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche la pratica di sport, che impone il rispetto di norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) e l’utilizzo di opportune dotazioni protettive, e alcune abitudini purtroppo ogni anno funestate da incidenti, come quella dei fuochi di fine anno.  I bambini – proseguono i pediatri – si incantano davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone sotto le dita. Un paio d’ore trascorse ogni giorno all’aria aperta e il ritrovo con i coetanei possono essere una semplice strategia perché non diventino schiavi del divano e del mondo virtuale. Poi seguono altri avvertimenti.  Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti anche per trasferire questa buona abitudine ai bambini, rendendoli consapevoli di ciò che mangiano, a partire per esempio dalle calorie. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci, al fine di promuoverne l’utilizzo corretto e di invogliare a chiedere sempre consiglio al pediatra in caso di dubbio.  Lo stato d’animo dei genitori influenza quello dell’intero nucleo familiare. “Purtroppo le cronache dei giornali – prosegue il decalogo della Sipss – evidenziano come le vacanze diventino un pretesto di sfogo di conflitti e tensioni. È invece fondamentale che i genitori evitino di discutere di fronte ai propri bambini e colgano le vacanze come un momento di convivialità e di unione rispettosa di tutti i componenti della famiglia”.
Un’analogo appello alla consapevolezza viene lanciato anche dalla WAidid, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici. “Il Natale crea sempre un’atmosfera speciale – sottolinea Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente WAidid – e per i bambini lo è ancor di più.
E’ in questo periodo in cui le scuole sono chiuse e gli orari diventano più flessibili, raccomandiamo ai genitori di prestare molta
attenzione all’alimentazione dei propri figli, rispettando sempre i loro orari e abitudini e di prevenire eventuali raffreddori o episodi febbrili, avendo cura del loro abbigliamento soprattutto durante le passeggiate all’aria aperta o in montagna. In questo periodo, per esempio, è molto diffuso il virus respiratorio sinciziale, causa principale della bronchiolite, infezione virale acuta che colpisce in particolare le basse vie aeree dei bambini di età inferiore ai due anni, con maggior prevalenza nei primi 6 mesi di vita. Subito dopo Natale, poi, assisteremo al massimo picco dell’epidemia influenzale”. Queste alcune delle regole d’oro stilate daWAidid. Il menù di Natale deve essere buono ma anche sano: evitare cibi troppo elaborati e limitate il consumo di salame e insaccati vari che, insieme alle conserve di frutta e verdura fatte in casa, possono essere all’origine di intossicazioni importanti come il botulismo. Nel preparare il cenone di Natale, adottare una serie di comportamenti corretti e prudenti: lavare bene le mani prima di manipolare qualsiasi alimento; cuocerebene i cibi in modo che anche le parti interne raggiungano una temperatura di 70 gradi e consumarli subito dopo la cottura, senza farli freddare per poi riscaldarli.
Fare attenzione alle uova crude e alle verdure non lavate: con questi alimenti uno dei rischi più frequenti è la salmonellosi, mentre i derivati di uova crude sono alimenti responsabili delle intossicazioni da Staphylococcusaureus.  Pericolo allergie e manifestazioni gastrointestinali con pesce e molluschi crudi che possono essere portatori di un parassita, l’Anisakis, nocivo per l’essere umano. Riguardo l’abbigliamento dei bambini adottare regole di buon senso: non coprirli troppo e non scoprirli velocemente quando c’è il sole, meglio vestirli a strati. Le basse temperature tipiche di questa stagione e una termoregolamentazione meno efficiente nel bambino comportano maggiori rischi di malattie da raffreddamento.
In caso di primi sintomi di infezioni respiratorie si raccomanda di evitare il contatto con altre persone, soprattutto se malati cronici, bambini al di sotto dei due anni di età o anziani. “L’uso degli antibiotici nei casi di infezioni virali è inutile – si legge ancora nel decalogo della WAidid – e dannoso per la propria salute e per quella della comunità, contribuendo all’aumento del fenomeno dell’antibioticoresistenza. Gli antibiotici vanno sempre prescritti dai medici dopo un’accurata visita”.
Infine se Babbo Natale regala ai bimbi un cucciolo di cane o gatto, rispettare scrupolosamente il calendario vaccinale e le norme di igiene.

Corsi ECM
focus

Scarica la Brochure

Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 6
Data 12 Dicembre 2015
Costo Gratuito con obbligo d'iscrizione
Location Ragusa
Destinatari Medici Chirurghi specialisti in Medicina Generale (Medici di famiglia) – Reumatologia – Radiologia – Ortopedia e Traumatologia – Medicina Fisica e Riabilitazione – Medicina dello Sport – Dermatologia – Oculistica – Gastroenterologia – Cardiologia – Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base
Destinatari Workshop Fisioterapisti – Infermieri

Anche quest’anno ritorna il Focus Reumatologico, l’appuntamento, inserito nelle Giornate Iblee della Salute, giunto alla sua terza edizione, quest’anno si arricchisce con due importanti workshop dedicati al ruolo dell’infermiere e del fisioterapista nella gestione del paziente reumatologico.

Abstract

Raggiunto il traguardo della 6° edizione, le Giornate Iblee della Salute anche quest’anno affronteranno il tema delle patologie autoimmuni reumatologiche.
“Le malattie reumatiche sono patologie cronico-degenerative, comprendono malattie diverse fra di loro in termini di manifestazioni cliniche e sono aggravate da disabilità crescente. Essendo patologie multisistemiche, coinvolgono diversi organi ed apparati che si intrecciano in rapporti di reciproco interessamento patologico. E’ bene, appunto, valutare tutti i vari aspetti di reciproco coinvolgimento di organo al fine di cogliere i sintomi importanti e utili per una diagnosi precoce ed una terapia mirata.
Oggi disponiamo di mezzi importanti e nuovi per una diagnosi tempestiva e per una terapia mirata volta a bloccare il danno anatomico e funzionale. Organizzare momenti di scambio culturale e scientifico tra le varie specialità medico-chirurgiche, permette, ai vari specialisti, di migliorare la valutazione complessiva per una diagnosi e una terapia specifica e per valutare il pazienti nella sua complessità con una visione olistica della patologia.
II corso si pone i seguenti obiettivi:
– Esperti medici di varie specialità (reumatologi, ortopedici, cardiologi, gastroenterologi, dermatologi, nefrologi fisiatri), medici di medicina generale, farmacisti, decisori di spesa si confronteranno, alla luce delle nuove terapie e delle risorse economiche disponibili con lo scopo primario di cogliere e trattare le malattie ostoarticolari in fase early.

Il cuore dell’evento è il talk show. In questo spazio programmato di 2 ore i vari specialisti, di diverse branche già individuate, approfondiranno, ognuno per la propria competenza, il nesso e il rapporto di coinvolgimento tra le varie patologia di organo o di apparato con i due argomenti base (osteoporosi e malattie autoimmuni).

Le letture magistrali dei due argomenti base saranno la premessa e lo stimolo necessario e indispensabile per la discussione ed il confronto dei talk show.

Accanto all’evento centrale saranno organizzati due eventi satelliti rivolti agli Infermieri ed ai Fisioterapisti.

Il lavoro di èquipe è la scommessa vincente per migliorare la qualità di vita dei pazienti, alla luce, soprattutto, degli aspetti organizzativi (es: integrazione ospedale-territorio, gestione day service, piattaforme informatiche di gestione sanitaria), dei nuovi percorsi terapeutici (gestione dei nuovi farmaci ), e tecnologici (prevenzione e recupero funzionale delle disabilità).

Sarà dato molto spazio al dibattito aperto alfine di stimolare I’attenzione non solo sulla necessita di discutere sui problemi delle gestione clinica quotidiana, ma anche, e soprattutto, sulla importanza della diagnosi precoce delle patologie osteoarticolari con la consapevolezza che oggi, rispetto al passato, possediamo di un armamentario terapeutico che ci permette di bloccare I’evoluzione di molte patologie.

Come già sperimentato in altri eventi delle “Giornate Iblee della Salute” iI modello organizzativo del corso si completa con le riprese video e con un collegamento in diretta via Web. Tale scelta nasce dalla necessita di stimolare, a scopo più informativo che formativo, I’interesse, sugli argomenti trattati, non solo degli addetti ai lavori non presenti fisicamente, ma anche dei semplici cittadini. i quali, collegati via WEB, potranno seguire indiretta lavori ed eventualmente intervenire per porre quesiti.