Medical News

Lenzi, diagnosi precoce permette di guarire nel 90% dei casi

È il tumore più diffuso tra i giovani uomini sotto i 40 anni ma oggi, grazie a nuove tecniche di imaging e interventi microinvasivo, su dieci persone che vengono colpite da tumore al testicolo, 10 sopravvivono. A fare il punto sugli avanzamenti nella diagnostica e nelle terapie, ma anche sulle nuove tecniche di conservazione del seme, è il Corso educazionale di aggiornamento “The Multidisciplinary Approach to Testicular Cancer”, promosso dall’European Academy Of Andrology, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma.

   
Il tumore del testicolo si manifesta di solito con un ingrossamento duro e dolente ad uno dei testicoli e con un senso di pesantezza inguinale. Tra i fattori di rischio, oltre alla familiarità, anche l’esposizione a pesticidi, l’infertilità (che triplica il rischio), il fumo (che lo raddoppia), patologie come il criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nello scroto), e, soprattutto, l’aver avuto un precedente tumore del testicolo, che aumenta fino a 50 volte il rischio di una recidiva. 

”Contro questo tumore l’arma migliore resta la diagnosi precoce, che permette oggi la guarigione nel 90% dei casi”, spiega Andrea Lenzi, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Direttore della Sezione di Fisiopatologia Medica del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza. “Per le persone di sesso maschile – prosegue – l’autopalpazione frequente dei testicoli dovrebbe una pratica abituale, così come le donne hanno imparato a farla per il seno”. Promuovere lo screening per scoprire tempestivamente il nodulo è l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione “Amico andrologo”

News del giorno

Classificate 4 tipologie: ottimisti, pessimisti, fiduciosi e invidiosi

Il mondo? Si regge sull’invidia. E’ infatti il tratto della personalità più diffuso. E’quanto emerge da ricerca spagnola, della Universidad Carlos III di Madrid e di quelle di Barcelona, Rovira i Virgili e Saragozza, pubblicata sulla rivista Science Advances. Lo studio sul comportamento umano ha rivelato che il 90% della popolazione può essere classificata in base a quattro tipi di personalità di base: ottimisti, pessimisti, fiduciosi e invidiosi. Proprio questi ultimi sono il maggior numero, il 30% del totale rispetto al 20% di ciascuno degli altri gruppi.

Per arrivare a questa conclusione sono state analizzate le risposte di 541 volontari messi di fronte a centinaia di dilemmi sociali, con diverse opzioni che li portavano alla collaborazione o al conflitto con gli altri, sulla base di interessi individuali o collettivi. Lo studio è basato su un esperimento condotto al Bau Festival, un festival di creatività e gioco. Dopo aver raccolto i dati relativi ai partecipanti su un computer gli studiosi hanno sviluppato un particolare algoritmo, che ha dato il responso: gli invidiosi, a cui non interessa raggiungere un risultato ma solo primeggiare sugli altri, erano il maggior numero, il 30%, seguiti dagli ottimisti, convinti di fare sempre la scelta migliore, dai pessimisti, che sembra si trovino sempre a scegliere tra due opzioni negative, e dai fiduciosi, nati per la collaborazione e il gioco di squadra, tutti rispettivamente al 20%. Vi è anche, infine, un 10% di persone che la ricerca non è riuscita a classificare in una delle quattro tipologie principali.