Medical News

Oggi giornata mondiale, i campanelli di allarme

Il 10% della popolazione italiana adulta è a rischio di malattia renale cronica, ma sei italiani su dieci non sanno perchè il rene si ammala. Lo ricorda, nella giornata mondiale dedicata a questo organo, Roberto Palumbo, Direttore della UOC Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale S.
    Eugenio di Roma.
    “Molte patologie renali – ricorda Palumbo – sono completamente curabili, altre possono essere ‘stabilizzate’, sia pure con gradi diversi di compromissione funzionale, altre ancora evolvono verso l’insufficienza renale terminale con la conseguente perdita quasi totale della funzione degli organi”.
   
I FATTORI DI RISCHIO – I comportamenti più a rischio sono il mancato controllo della pressione ed il mancato utilizzo di farmaci renoprotettori, le displipidemie come l’ipercolesterolemia, il diabete e le malattie cardiovascolari, l’utilizzo eccessivo di farmaci e le diete sbagliate.
   
I CAMPANELLI D’ALLARME – Alcuni classici sintomi tipici delle fasi precoci delle malattie renali sono la presenza di sangue nelle urine, il gonfiore del volto e degli arti inferiori eventualmente associato a contrazione della diuresi, l’aumento o una diminuzione della diuresi, bruciori e difficoltà ad urinare associati eventualmente a febbre.
   
L’OBESITA’ AUMENTA I RISCHI – Sovrappeso e obesità possono mettere a repentaglio la salute dei nostri reni e l’obesità va considerata, infatti, uno dei più importanti fattori di rischio per la malattia renale cronica. Dal punto di vista epidemiologico, il rischio che l’obesità esercita sulla progressione della malattia renale è reso evidente dalla constatazione che l’incidenza e la prevalenza dell’obesità, tra i soggetti che iniziano la dialisi, sono superiori a quelle della popolazione generale.

Medical News

Messa a punto dai ginecologi Sigo, distribuita in tutta Italia

Tra le donne italiane c’è poca consapevolezza sulla menopausa. Un’italiana su tre non ha mai ricevuto informazioni a riguardo. Il 23% vorrebbe invece conoscere meglio quali sono i principali fattori di rischio per la salute. Per questo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha pubblicato la guida ‘Menopausa Meno…Male Scopri come Viverla al Meglio’, la prima interamente dedicata a questa delicata fase della vita femminile.
    Nelle prossime settimane sarà distribuita nei reparti di ginecologia di ospedali, consultori e ambulatori di medici specialisti e di medicina generale di tutto il territorio nazionale.
“La menopausa non deve più essere considerata un tabù o un sinonimo esclusivo di invecchiamento – afferma Paolo Scollo Presidente Nazionale SIGO -. Oggi grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, a poche e semplici regole di prevenzione e alle terapie innovative, è possibile mantenere inalterata la qualità di vita anche dopo la fine del ciclo mestruale. Con questo opuscolo vogliamo fornire un valido supporto e uno strumento di informazione per tutte le donne”. La guida fa parte del progetto SIGO ‘Menopausa Meno…Male’ che è realizzato grazie ad un educational grant di MSD. L’iniziativa vede la collaborazione di diverse società scientifiche come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Fondazione Insieme contro il Cancro. Si articola attraverso un sito internet dedicato www.menopausamenomale.org; la distribuzione di materiale informativo; l’elaborazione di sondaggi tra la popolazione e le società scientifiche, l’organizzazione di dibattiti pubblici e la formazione del personale medico.
 “L’obiettivo è far comprendere all’intera società come devono essere affrontati i cambiamenti di questo periodo della vita femminile – aggiunge Scollo -. Le trasformazioni a cui ogni donna deve andar incontro sono molteplici ma possono rappresentare una possibilità di evoluzione e miglioramento. E’ perciò indispensabile affrontare la menopausa con il giusto approccio”.

Medical News

Ginecologi: “Contraccettivi solo per 16% italiane, c’è chi si protegge con la coca cola”

Dalla menopausa vissuta ancora come una vera e propria ‘malattia’ da troppe over-50 ai falsi miti sulla contraccezione che tengono banco tra le giovanissime, come quello secondo cui per proteggersi da gravidanze indesiderate basta utilizzare la coca-cola. Sui temi della sessualità e della fertilità le donne e le ragazze italiane sono ‘pericolosamente’ disinformate. A sottolineare la necessità di una maggiore informazione per garantire la salute al femminile e promuovere la prevenzione sono la Società italiana di ginecologia (Sigo), la Società dei ginecologi universitari (Agui), quella dei ginecologi ospedalieri (Aogoi) e la Società di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes).

“L’informazione – ha affermato il presidente Sigo Paolo Scollo, in occasione del convegno ‘Amore e ormoni nella vita delle donne’ promosso da Msd Italia – è fondamentale per vivere una sessualità consapevole. Per questo abbiamo avviato varie campagne informative, come ‘menopausa, meno male’ ma anche una campagna mirata alle giovani, ‘Love it’, sulla contraccezione.

Molte ancora credono negli effetti della coca-cola come anticoncezionale”. E l’Italia, ricordano le Società scientifiche, è infatti fanalino di coda in Europa nella contraccezione ormonale: solo il 16,2% delle italiane la utilizza, contro il 40% ed oltre delle altre nazioni. Altro punto sottolineato dai ginecologi è poi la necessità di promuovere l’educazione sessuale nelle scuole, al fine di prevenire le interruzioni volontarie di gravidanza tra le più giovani, oltre ad una formazione maggiormente mirata anche tra gli specializzandi in ginecologia. Ed alla sensibilizzazione dei ragazzi punta pure la Sifes: ”Abbiamo avviato un’indagine per verificare il livello di informazione tra i giovani sui temi della fertilità e consegneremo i dati finali al ministero della Salute”, ha affermato il presidente Andrea Borini, annunciando anche una prossima campagna informativa sempre indirizzata alle nuove generazioni e ”utilizzando il loro linguaggio”.