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Campioni hanno flora particolare, aiuta performance

Potrebbe essere la flora batterica intestinale la ‘nuova frontiera’ del doping. L’ipotesi, spiega alla rivista specializzata Bycicling Lauren Petersen, fondatrice dell’Athlete Microbiome Project, è giustificata dalla scoperta che alcuni batteri sono più abbondanti di altri nell’intestino degli atleti professionisti.
Nel progetto sono stati analizzati campioni di ciclisti amatoriali e professionisti alla ricerca di eventuali differenze nella flora intestinale. Dai 350 tipi di batteri diversi isolati almeno due sembrano avere un ruolo nelle performance perché più frequenti nei sportivi professionisti. Uno è la Prevotella, un batterio ‘buono’ del microbioma che sintetizza amminoacidi a catena ramificata, che sono fondamentali per il recupero muscolare, che si trova in tutti gli atleti d’élite e solo nel 10% dei non atleti. L’altro ‘sospettato’ è invece il Methanobrevibacter smithii che fa parte degli archea, tra i microrganismi più antichi conosciuti presenti nell’organismo. “Quello che stiamo scoprendo può cambiare molte cose – conclude Petersen -.
Se si fa un test e si scopre che manca qualche batterio, in pochi anni ci potrebbe essere una pillola da prendere invece di un trapianto fecale. E penso di poter affermare con certezza che un ‘doping batterico’ arriverà presto”.

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I giovani italiani ignorano i fattori di rischio oncologico e seguono uno stile di vita sbagliato. Due milioni e mezzo di under 19 non svolgono nessuna attività fisica e conducono una vita prevalentemente sedentaria. Trascorrono troppe ore (tre o più ogni giorno) davanti al computer o al tablet. La percentuale dei 15enni che passano in questo modo il tempo libero, dal 2010 al 2014, è aumentata dal 24,2% al 28,1% (maschi) e dal 16,1% al 25,9% (femmine). Preoccupa anche il consumo di alcol.

Comportamenti a rischio che possono favorire lo sviluppo di un tumore da adulti, ma 7 ragazzi su 10 non sanno che il 40% delle neoplasie può essere evitato con uno stile di vita sano e che la prevenzione secondaria, come l’adesione alle campagne di screening attivate nel nostro Paese, fa aumentare in modo significativo la sopravvivenza attraverso una diagnosi tempestiva.

Tutti elementi che preoccupano l’Aiom che per questo ha promosso la VI edizione dell’iniziativa “Non fare autogol”, presentata al XVII Congresso nazionale della società scientifica che si è svolto a Roma.

“È il più importante progetto di informazione mai realizzato in Italia sui fattori di rischio oncologico, indirizzato agli studenti delle scuole superiori – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente Nazionale AIOM -. A partire da novembre fino a giugno 2016, l’iniziativa toccherà i 20 capoluoghi di Regione e coinvolgerà gli Assessorati regionali alla Sanità. In questo modo andremo in città mai coinvolte nelle precedenti edizioni, con una forte collaborazione con le Istituzioni locali. Non solo. Quest’anno il nostro testimonial di punta è Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, che coordina la squadra della prevenzione composta da grandi giocatori della serie A e dagli allenatori. Come nel calcio, anche nella lotta al cancro è infatti fondamentale il lavoro in team. Entriamo nelle classi per insegnare ai ragazzi le regole per combattere i ‘7 vizi capitali’: fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta, eccessiva esposizione al sole e alle lampade solari, sesso non protetto e doping”.