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Presentato dossier candidatura per Agenzia Ue farmaco a Milano

Per ottenere il trasferimento in Italia, a Milano, dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), “sarà una battaglia complicata, ci sono tante candidature, ma confidiamo nell’impegno del Governo, che so essere molto forte: siamo tutti nella stessa squadra e lottiamo tutti per ottenere il risultato”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, salutando il premier Paolo Gentiloni in apertura della presentazione del dossier di candidatura al Pirellone, il grattacielo messo a disposizione come sede di Ema.
“Abbiamo messo a disposizione questo storico palazzo – ha sottolineato Maroni – e questo rende il dossier di candidatura di Milano piuttosto competitivo”.

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L’agenzia europea per il farmaco

Milano propone ufficialmente la sua candidatura per ospitare l’Ema (European Medicines Agency), l’agenzia europea per il farmaco. E’ quanto emerso al termine di una riunione sul post-Brexit a Palazzo Lombardia cui erano presenti il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il rettore dell’Università degli studi di Milano Gianluca Vago e l’imprenditrice Diana Bracco. “Partiamo subito anche se i tempi non saranno brevi”, ha spiegato Maroni in una conferenza stampa dopo l’incontro, precisando che la trattativa è affidata al Governo, “previa la predisposizione di un dossier sulla candidatura”.
In rappresentanza dell’esecutivo nazionale, il ministro Martina ha affermato che “il Governo c’è” e che ci sono “tutte le condizioni perché si recepisca fino in fondo la proposta che questa città può fare”.
Una prima occasione di confronto con il premier Matteo Renzi avverrà “martedì” quando “il presidente del Consiglio si incontrerà con me, Maroni e altre istituzioni del territorio per istituire il ‘Patto per Milano’, che ha diversi obiettivi”, ha detto il sindaco Sala. Sula tempistica, il primo cittadino ha poi sottolineato che sarà “un processo abbastanza lungo”.
Soddisfatti anche i rappresentanti del mondo universitario e di quello imprenditoriale. Il rettore Vago ha evidenziato che “insistere sull’Ema è più coerente con il contesto della città rispetto ad altre ipotesi ventilate”, mentre Bracco ha ricordato che il settore farmaceutico “rappresenta il 10% del Pil nazionale, è strategico e non può essere trascurato”.

Pani (Aifa), con Agenzia farmaci Ue grandi ricadute

“Una grande operazione dal punto di vista culturale e scientifico, che avrebbe anche significativi ritorni economici per il nostro Paese in relazione all’indotto che determinerebbe”. Così il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, commenta la candidatura avanzata ufficialmente da Milano per ospitare l’Agenzia europea per i farmaci Ema (European Medicines Agency). ”E’ un’ottima notizia e Milano – ha sottolineato Pani – ha tutte le carte in regola per poter ospitare l’Ema. Ora – ha precisato – ci sono però una serie di passaggi da rispettare, successivi alla firma dell’articolo 50 da parte della Gran Bretagna per la Brexit”. La candidatura, ha ricordato, ”va presentata ufficialmente dal governo italiano; la Commissione europea dovrebbe poi indicare parametri e obiettivi, ed a questo dovrebbe seguire l’accordo tra governi con le offerte formali”. Dalla firma per il Brexit, chiarisce inoltre Pani, ”si dovrebbero avere 2 anni di tempo; ciò significa che entro il 2019 il nuovo Paese ospitante dovrà essere in grado di accogliere l’Agenzia europea del farmaco”. E notevoli sarebbero anche le ricadute positive sul territorio italiano, considerando, ricorda Pani, ”che l’Ema ha mille dipendenti, attrae 56mila presenze l’anno, paga 65mila pernottamenti in albergo e 60mila voli aerei annualmente”. Il paese ospitante l’Ema, inoltre, ”attrae al contempo nuove sedi di aziende farmaceutiche per la gestione delle negoziazioni”. Ricadute economiche, dunque, ma soprattutto ”culturali e scientifiche” si determinerebbero se la candidatura di Milano – avanzata inizialmente e caldeggiata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – dovesse passare. Il punto ora, prosegue Pani, ”è essere coordinati per ‘battere’ le candidature di altre nazioni da un punto di vista competitivo, offrendo un pacchetto globale che sia appetibile sia per la logistica sia per la gestione dei delegati che arrivano ogni anno. Un’operazione – conclude – che richiede appunto un grande coordinamento”.

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Positivi i risultati dei primi 18 trapianti di cellule staminali cerebrali su malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) nell’ambito della sperimentazione condotta dal professor Angelo Vescovi.

Dimostrata la sicurezza del trattamento, in 3 pazienti si è avuto anche un beneficio neurologico. Nel 2016 partirà la fase 2 su 70 pazienti. La sperimentazione, di cui si è concluse la fase I mirata a dimostrare la sicurezza del trattamento, si basa sul trapianto di cellule staminali cerebrali umane prelevate da feti abortiti spontaneamente.

Si tratta di una sperimentazione all’avanguardia nell’ambito delle terapie avanzate con cellule staminali, condotta secondo la normativa internazionale vigente e in accordo con le regole EMA (European Medicine Agency), con cellule prodotte secondo lo stretto regime GMP (Good Manufacturing Practice) certificate dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

“I risultati”, ha commentato  il responsabile della sperimentazione clinica Angelo Vescovi, professore di biologia cellulare all’Università Bicocca di Milano e direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Pio, “sono ”eccellenti. Tuttavia è ancora presto per poter parlare di una ‘cura’ contro la Sla e sono necessarie ulteriori conferme, con la fase II della sperimentazione ai nastri di partenza nel 2016 su altri 70-80 pazienti”.

I risultati della fase I del trial clinico saranno presentati martedì 29 settembre in occasione di un incontro a Roma riguardante proprio la Sla.

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ROMA – Il decreto sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sul nomenclatore tariffario per le protesi sarà adottato dal governo entro giugno. E’ l’impegno del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ribadito al question time alla Camera. Il provvedimento, ha spiegato il ministro, è ora ”alla valutazione delle Regioni, che auspico concluderanno a breve il loro esame”. Completato l’iter, ha proseguito Lorenzin, ”provvederò a chiedere l’iscrizione al primo Consiglio dei ministri utile e conto di arrivare alla conclusione entro il mese di giugno”.
Nei nuovi Livelli essenziali di assistenza sarà aggiornato l’elenco delle malattie rare, ad oggi 110, cui saranno destinati, per la ricerca, i 3 milioni di euro inizialmente stanziati per la sperimentazione del cosiddetto metodo Stamina. ”Sono in procinto di presentare una proposta normativa che se approvata dal Parlamento – ha spiegato Lorenzin – rappresenterà un’importante innovazione nel campo della ricerca sui farmaci su queste malattie, oltre ad aver predisposto la norma per destinare i 3 mln di euro stanziati per la sperimentazione Stamina per la ricerca nel settore”. La proposta normativa, ha chiarito, ”prevede in sintesi ulteriori semplificazioni per l’autorizzazione di farmaci per le patologie rare”. Nel 2014, ha inoltre ricordato il ministro, ”l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha autorizzato un numero senza precedenti di farmaci orfani per le malattie rare, ben 81, e di questi l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ne ha già approvati ben 63”.
Il ministro ha quindi ricordato come nel rinnovato nomenclatore tariffario siano stati inclusi anche nuovi ausilii informatici per persone disabili ed apparecchi acustici digitali.

11 MARZO 2015