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Aderiscono alla pelle e si caricano con l’energia solare

Ottenute le prime batterie-cerotto, che aderiscono alla pelle e si caricano con l’energia solare. Le prime applicazioni potrebbero riguardare la medicina, per esempio per registrare e trasmettere dati sulla temperatura del corpo durante l’esercizio fisico. Descritte sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), sono state realizzate dal gruppo coordinato da John Rogers, dell’università americana dell’Illinois a Urbana-Champaign. 



Come gli altri dispositivi elettronici indossabili, anche le batterie cerotto sono sottili, leggere, flessibili ed estensibili. I ricercatori sono riusciti per la prima volta a realizzare batterie indossabili, che producono e immagazzinano l’energia solare, utilizzando ioni di litio in miniatura e piccole celle solari unite elettronicamente tra loro tramite fili estensibili di polimeri e rame. Inoltre, il dispositivo è incorporato in due strati elastici di silicone. Con questo sistema, le batterie si possono allungare fino al 30% della loro lunghezza, senza intaccare la produzione di energia.



Le batterie possono essere integrate in dispositivi elettronici indossabili (e quindi essere usate per alimentarli), oppure, come hanno dimostrato i ricercatori, possono essere usate per la registrazione continua e la trasmissione wireless dei dati sulla temperatura del corpo durante l’esercizio fisico. Incorporando un Led attivato dai cambiamenti di temperatura, il dispositivo potrebbe essere usato anche per segnalare le temperature del corpo eccessivamente alte o basse.

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I loro corpi sono ‘sincronizzati’ con il sole, caso finora inspiegabile

Una misteriosa malattia, finora inspiegabile, di tre fratellini che cadono in catalessi al tramonto e si ‘risvegliano’ quando rispunta il sole, è diventato un oggetto di studio per la comunità medica in Pakistan. Lo riferiscono oggi i media locali. Per questo bizzarro fenomeno, i bambini sono stati battezzati “solar kids” (bambini del sole) nel villaggio della provincia sud occidentale del Baluchistan dove vivono con la famiglia. Shoaib, Rashid e Ilyas Hashim, rispettivamente di uno, nove e 13 anni, hanno uno stranissimo comportamento fin dalla loro nascita: durante il giorno svolgono le normali attività di tutti i bambini, ma dopo il calar del sole il loro corpo è completamente paralizzato. Poi all’alba, quando ritorna la luce, riprendono le loro funzioni motorie. Finora nessuno è riuscito a diagnosticare la loro malattia. Sono stati anche ricoverati al Pakistan Institute of Medical Sciences (Pims) di Islamabad per una serie di approfonditi esami, ma non è emerso nulla di anomalo. “Si tratta di una condizione medica che non abbiamo mai visto – ha spiegato il responsabile del nosocomio Javed Akram – e per questo la stiamo studiando insieme ad altri centri con cui collaboriamo”. I campioni del loro sangue e tessuti sono stati inviati a 13 centri medici specializzati nel mondo, tra cui la Mayo Clinic e il John Hopkins Medical Institute negli Usa e il Guys Hospital a Londra. Ma per ora non ci sono state risposte. In un primo momento, i medici hanno pensato che si trattasse di una rara forma di paralisi chiamata Masthenia Syndrome, ma nel loro caso non è permanente. “I loro corpi – spiega ancora il medico – sono chiaramente sintonizzati con il movimento del sole”. Il padre, Hashim, che lavora come sorvegliante in una università di Quetta, ha detto che “fin dalla nascita il loro corpo sembra dipendere dal sole. Per questo nel villaggio sono noti come i ‘solar kids'”. Altri tre figli, due maschi e una femmina, sono invece ‘normali’. I bambini, durante il giorno, vanno a scuola in un seminario islamico, aiutano il padre che ha un allevamento di capre e giocano anche a cricket, che è lo sport più diffuso in Pakistan.  “Ma al tramonto – aggiunge il genitore – le loro energie svaniscono e i loro corpi sono come paralizzati”.